CASSANDRA CLARE.

SIGNORA DELLA MEZZANOTTE.


Ciclo The Dark Artifices. 1.

Parte 3.

Titolo originale: The Dark Artifices. Lady Midnight. 2016.
Traduzione di: Manuela Carozzi.
A. Mondadori Editore, Milano.
.
...
Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
...
.
...
.
18.
.
NELLE NOTTI.
.
Dopo le tenebre venne la luce. Bianco luminoso e argento, luce delle stelle sull'oceano e sulla
sabbia. Ed Emma stava volando. Sopra la superficie dell'acqua, ora bassa: riusciva a vedere la sabbia
sul fondale, e uno stagno di fuoco in cui si rifletteva la luna.
Provava un dolore al petto. Si rannicchi per sfuggirvi e cap che non stava volando: la stavano
trasportando. Qualcuno la teneva contro un petto possente, mentre due braccia la circondavano. Vide lo
scintillio di uno sguardo verde-azzurro.
Julian. Julian la stava portando in braccio. Bagnato, con i ricci scuri che gli incoronavano la
testa.
Cerc di prendere fiato per dirgli qualcosa, ma toss. Il petto ebbe uno spasmo, l'acqua le sal
alla bocca, amara e salata come sangue. Vide la faccia di Julian contrarsi dal panico, e poi lui che quasi
correva verso la spiaggia, crollando infine sulle ginocchia per posarla sulla sabbia. Lei continuava a
tossire e lo guardava con occhi spaventati. Vide la stessa paura rispecchiata sul viso di lui; avrebbe
voluto dirgli che stava bene, che sarebbe andato tutto bene, ma non riusciva a superare l'ostacolo
dell'acqua dentro la gola.
Julian si tolse nervosamente lo stilo dalla cintura e lei ne sent la punta bruciare sulla pelle. La
testa le ricadde all'indietro mentre la runa prendeva forma. Vide la luna sopra di s, come un'aureola
dietro la testa di Julian. Voleva dirglielo, magari si sarebbe fatto una risata. Ma le parole le affogavano
nel petto. Lei stessa stava affogando. Stava morendo sulla terra.
La runa era finita. Julian ritrasse lo stilo e fu come se il petto di Emma sprofondasse. Grid, e
l'acqua le esplose dai polmoni. Si ripieg su se stessa, squassata da violenti colpi di tosse. Soffr mentre
il suo corpo espelleva l'acqua salmastra, come se la stessero ribaltando da dentro. Sent la mano di
Julian sulla schiena, le sue dita che le premevano tra le scapole per tenerla ferma.
Alla fine la tosse si calm. Rotol sul fianco e alz gli occhi su Julian e sul cielo alle sue spalle.
Riusciva a vedere un milione di stelle, e lui aveva ancora la sua aureola, ma non c'era pi niente da
ridere. Jules aveva i brividi, la maglietta nera e i jeans gli stavano incollati al corpo, la pelle del viso era
pi bianca della luna.
Emma? le sussurr.
Jules gli disse con una voce che risult debole e roca alle sue stesse orecchie. Sto... Sto
bene.
Cosa cavolo  successo? Cosa ci facevi in acqua?
Sono andata alla convergenza mormor. C' stato una specie di incantesimo... Mi ha
risucchiato dentro l'oceano...
Sei andata alla convergenza da sola?! Lui aveva alzato la voce. Come si pu essere cos
stupidi?
Dovevo provare...
Non dovevi provare niente da sola! Le parole di Julian sembrarono riecheggiare sull'acqua.
Teneva i pugni chiusi lungo ai fianchi. Allora non stava tremando per il freddo... Tremava di rabbia.
Mi dici che senso ha essere parabatai se poi tu prendi e te ne vai, rischiando senza di me?
Non volevo metterti in pericolo...
Sono quasi annegato, all'Istituto! Ho vomitato acqua! L'acqua che stavi respirando tu,
Emma!
Lei lo fiss, scioccata. Cerc di puntarsi sui gomiti. Sentiva i capelli pesanti, zuppi d'acqua, che
la tiravano gi come un peso. Com' possibile?
 possibile eccome! Fu come se la voce gli esplodesse dal petto. Siamo legati, Emma, legati
l'uno all'altra. Respiro quando tu respiri, sanguino quando tu sanguini, io sono tuo e tu sei mia, lo sei
sempre stata, cos come io sono sempre, sempre appartenuto a te!
Non gli aveva mai sentito dire niente del genere, non lo aveva mai sentito parlare in questo
modo, non lo aveva mai visto cos vicino a perdere il controllo.
Non volevo farti del male gli disse. Cerc di mettersi seduta, di toccarlo. Lui le prese il polso.
Stai scherzando? Il colore degli occhi di lui si vedeva anche al buio. Per te  uno scherzo,
Emma? Non capisci? La voce gli si ridusse a un sibilo. Io non vivo se tu muori!
Gli scrut il viso. Jules, mi dispiace un sacco, Jules...
La parete che di solito nascondeva la verit dentro agli occhi di lui si era sgretolata; adesso
Emma vedeva il panico, vedeva la disperazione, il sollievo che aveva perforato le sue difese.
Continuava a tenerle il polso. Non cap se fosse stata lei ad avvicinarsi per prima a lui o
viceversa. Forse lo avevano fatto insieme. Si scontrarono come due stelle in collisione. E un secondo
dopo lui la stava baciando.
Jules. Julian. Che la baciava.
Sentiva la sua bocca muoversi, calda e irrequieta, trasformandole il corpo in fuoco liquido. Si
aggrapp alla sua schiena, tirandolo pi vicino a s. Lui aveva i vestiti bagnati, ma sotto di essi la pelle
era bollente ovunque riuscisse a toccarla. Quando gli pos le mani sulla vita, lo sent trasalire dentro la
sua bocca, un sussulto a met fra l'incredulit e il desiderio.
Emma le disse, e fu un incrocio tra una preghiera e un lamento. La cercava avidamente: si
stavano baciando come se volessero distruggere le sbarre che li tenevano dentro a una prigione. Era
come se stessero affogando e potessero respirare solo l'uno attraverso l'altra.
Lei si sent come se le ossa le si fossero trasformate in vetro. Ora si stavano frantumando in
tutto il corpo; croll all'indietro, tirando Julian con s, lasciando che il peso di lui spingesse entrambi
gi sulla sabbia. Gli strinse le spalle, pens a quel momento di stordimento in cui lui l'aveva tirata fuori
dall'acqua, quando non aveva capito esattamente chi fosse. Era pi forte, pi robusto di quanto
ricordasse. Pi adulto di quanto avesse voluto ammettere, anche se ogni bacio stava riducendo in
cenere i ricordi del ragazzino che era stato.
Quando lui le si avvicin ancora di pi, lei trasal al contatto con il freddo umido della sua
maglietta. Allora Julian se la sfil dalla testa. Nel momento in cui si riabbass sopra di lei, la distesa
della sua pelle nuda la sbalord; gli fece scorrere le mani su per i fianchi, sulla sporgenza delle scapole,
come se stesse plasmando lei la sua forma, come se lo stesse creando lei in quel momento con il tocco
dei palmi e delle dita. Le lievi cicatrici dei suoi vecchi Marchi; il calore della sua pelle, ricoperto da
una pellicola salata di acqua oceanica; il suo braccialetto di vetri di mare, cos levigato... Le tolse il
fiato, sentire quanto Julian ci fosse in Julian. Lo riconosceva al tocco, dal modo in cui respirava, dal
battito del suo cuore contro al proprio.
Toccandolo, lo stava sciogliendo. Lo vedeva disfarsi, un pezzo dopo l'altro. Pieg le ginocchia
per stringergli i fianchi e, con la mano, racchiuse la pelle nuda sopra la vita dei jeans di lui, delicata
come l'oceano in bassa marea. Lo sent rabbrividire contro di s come se stesse morendo. Non lo aveva
mai visto cos, nemmeno mentre dipingeva.
Julian trattenne il fiato e stacc la bocca dalla sua, costringendosi a rimanere fermo,
costringendo il corpo a smettere di muoversi. Glielo leggeva negli occhi, neri di fame e di impazienza,
quanto gli costasse fermarsi. Lo capiva da come, staccando le mani da lei, le aveva affondate dentro la
sabbia da una parte e dall'altra, conficcando le dita nel suolo. Emma sussurr. Sei sicura?
Lei annu e gli fece segno di riabbassarsi. Lui emise un verso di gratitudine e disperato sollievo,
poi scese su di lei. Questa volta non ci fu esitazione. Emma aveva le braccia aperte; Julian vi si butt in
mezzo, la prese e la tir a s, tremando sin dentro le ossa mentre lei gli agganciava i polpacci con le
caviglie, facendolo aderire al proprio corpo. Aprendosi a lui, trasformandosi in una culla in cui Julian
potesse giacere.
Ritrov la sua bocca e, come se avesse le labbra collegate a ogni singola terminazione nervosa,
sent tutto il proprio essere mandare scintille e iniziare a danzare. Allora era cos che doveva essere, era
cos che ci si doveva sentire quando ci si scambiava un bacio. Anzi era cos che doveva essere tutto.
Cos.
Lui si sporse per tempestarle di baci il contorno delle labbra, la guancia, la curva della mascella
tutta ricoperta di sabbia. Scese sul collo, e lei sent il suo respiro caldo sulla pelle. Intrecciando le dita
ai suoi ricci umidi, fiss con meraviglia il cielo sopra di loro, colmo di stelle fredde e brillanti, e pens
che non poteva essere vero, perch la gente non otteneva cos quello che voleva.
Jules sussurr. Il mio Julian.
Sempre mormor lui, tornandole sulla bocca. Sempre. Caddero l'uno dentro l'altra con
l'ineluttabilit di un'onda che si infrangeva sulla spiaggia. Emma sent il fuoco scorrerle su e gi per le
vene mentre svanivano le barriere fra loro; cerc di imprimere ogni istante, ogni gesto nella memoria:
la sensazione delle mani di lui che le si richiudevano attorno alle spalle, il sussulto affogato che lui
emise, il modo in cui si dissolse dentro di lei, perdendosi. Fino all'ultimo istante della sua vita, pens,
si sarebbe ricordata di come Julian le affond la testa contro il collo pronunciando il suo nome una,
due, cento volte, qualsiasi altra parola dimenticata negli abissi dell'oceano. Fino all'ultima ora.
Quando le stelle smisero di girare, Emma si ritrov nell'incavo del braccio di Julian, con gli
occhi alzati verso il cielo. Erano coperti con la giacca di flanella di lui, che la stava guardando
sorreggendosi la testa con una mano. Sembrava intontito, aveva le palpebre semichiuse. Con le dita le
stava tracciando lenti cerchi sulla spalla nuda. Aveva ancora il cuore a mille, lo sentiva battere contro al
proprio. Lo amava cos tanto che era come se il petto le si stesse spaccando.
Voleva dirglielo, ma le parole le rimasero bloccate in gola.
 stato... Julian,  stato il tuo primo bacio?
No, ho fatto pratica con sconosciute a caso. Sorrise, splendido e selvaggio al chiarore della
luna. S!  stato il mio primo bacio.
Emma si sent attraversare da un brivido. "Ti amo, Julian Blackthorn. Ti amo pi della luce
delle stelle" pens. Non  stato per niente male gli disse sorridendo.
Lui rise e se la tir pi vicino. Lei si rilass dentro la curva del suo corpo. L'aria era fredda, ma
l poteva stare al caldo, dentro a quel piccolo cerchio con Julian, nascosti dalle sporgenze rocciose,
avvolti in una giacca che profumava di lui. Sentiva la sua mano gentile fra i capelli. Ssst, Emma.
Dormi.
Emma chiuse gli occhi.
Dorm, accanto all'oceano. Senza incubi.
Emma. Sulla spalla aveva una mano che la stava scuotendo. Emma, svegliati.
Si gir dall'altra parte e batt le palpebre, poi rimase impietrita dallo stupore. Sopra di lei non
c'era il soffitto, ma solo un cielo azzurro intenso. Si sentiva tutta rattrappita, e per di pi aveva la pelle
irritata dalla sabbia.
Julian incombeva su di lei. Completamente vestito, aveva il volto terreo, come cenere
sparpagliata. Stava muovendo le dita attorno a lei, con fare convulso, come le farfalle di Ty. Qualcuno
 stato qui.
A quella notizia Emma si mise subito seduta. Era sulla spiaggia, un semicerchio spoglio bordato
su entrambi i lati da lingue di roccia che si tuffavano nell'oceano. La sabbia che la circondava era tutta
smossa, e arross quando i ricordi la investirono come un'onda. Doveva essere almeno mezzogiorno,
anche se, per fortuna, la spiaggia era deserta. E familiare, anche. Erano vicini all'Istituto, pi vicini di
quanto avesse pensato. Non che avesse pensato molto, a dire la verit.
Si riemp i polmoni d'aria. Oh fece. Oh mio Dio.
Julian non disse nulla. Aveva i vestiti umidi, incrostati di sabbia nei punti in cui avevano
formato delle grinze. Si rese conto solo in quel momento che anche lei era vestita: doveva averci
pensato Julian. Soltanto i piedi erano nudi.
La marea era bassa, le alghe spuntavano dall'acqua. Le loro orme della notte precedente erano
state cancellate da tempo, ma in compenso ce n'erano altre. Sembrava che qualcuno si fosse
arrampicato su una delle pareti rocciose, avesse camminato fino a loro e poi fosse tornato indietro. Due
percorsi di orme che Emma fiss inorridita.
Qualcuno ci ha visti? chiese.
Mentre dormivamo rispose Julian. Nemmeno io mi sono svegliato.
Lo vide tormentarsi le mani. Qualche mondano, spero, che ci avr presi per qualche stupida
coppia di adolescenti. Rilasci il fiato. Spero ripet.
Nella mente di Emma balenarono sprazzi di ricordi della notte appena trascorsa: l'acqua gelida,
i demoni, Julian che la portava in braccio, Julian che la baciava. Julian e lei, avvinghiati sulla sabbia.
Julian. Non credeva di poter pi pensare a lui come a "Jules". Jules era il soprannome della loro
infanzia. E adesso l'infanzia se l'erano lasciata alle spalle.
Lui si gir per guardarla, e lei riconobbe l'angoscia nei suoi occhi color del mare. Mi spiace
tanto le sussurr. Emma, mi spiace un casino, davvero.
Perch ti dispiace?
Non ci ho pensato. Stava facendo su e gi sulla sabbia, sollevandola con i piedi. Non ho
pensato... a stare sicuri. Alla protezione. Non ci ho pensato.
Sono protetta.
Lui gir il viso di scatto. Cosa?
Ho la runa gli disse. E non ho malattie, cos come non ne hai tu, vero?
Io... no. Il sollievo sul viso di lui era palpabile e, per qualche motivo, le fece male allo
stomaco.  stata la mia prima volta, Emma.
Lo so gli rispose in un sussurro. E comunque non ti devi scusare.
Invece s. Voglio dire,  bello. Siamo fortunati. Per avrei dovuto pensarci, non ci sono scuse.
Ho perso la testa.
Lei apr la bocca per dire qualcosa, ma la richiuse.
Devo averla persa per forza, se ho fatto una cosa del genere prosegu Julian.
Cosa? Emma era colpita dalla chiarezza e dalla calma con cui le usciva ogni parola,
nonostante l'ansia che le pulsava dentro come un tamburo.
Quello che abbiamo fatto. Julian sospir. Sai cosa voglio dire.
Vuoi dire che quello che abbiamo fatto  sbagliato.
Voglio dire che... Julian aveva l'aria di uno che ce la stava mettendo tutta per reprimere
qualcosa che gli voleva uscire con prepotenza da dentro. Non c' niente di sbagliato dal punto di vista
morale.  solo una stupida legge. Per  una legge. E noi non possiamo infrangerla.  anche una delle
pi antiche che ci sia.
Ma non ha senso!
Julian la guard senza vederla, ciecamente. La Legge  dura, ma  pur sempre la Legge.
Emma si alz in piedi. No. Nessuna Legge pu controllare i nostri sentimenti.
Io non ho parlato di sentimenti.
Lei si sent la gola asciutta. Cosa vuoi dire?
Non avremmo dovuto stare insieme stanotte. So che per me ha significato qualcosa, mentirei
se dicessi il contrario, ma la Legge non vieta il sesso, vieta l'amore. Vieta di essere innamorati.
Io sono abbastanza sicura che anche dormire insieme sia contro le regole gli disse.
Ok, ma non  un buon motivo per essere esiliati! Non  un motivo perch ti vengano strappati i
Marchi! Julian si pass una mano tra i capelli aggrovigliati. Va contro le regole perch... un'intimit
cos, un'intimit fisica, ti porta a essere intimo anche emotivamente, e a loro  quello che interessa.
Noi siamo gi emotivamente intimi.
Lo sai cosa voglio dire, Emma. Non fare finta di non capire. Ci sono diversi tipi di vicinanza,
di intimit. Loro vogliono che tra noi ci sia un forte legame, ma non questo! Julian apr il braccio
come per indicare tutto quello che era successo la notte prima.
Lei stava tremando. Eros gli disse. Anzich philia o agape.
Lui sembr sollevato, come se quella frase significasse che aveva capito, che era d'accordo.
Come se avessero appena preso una decisione comune. Invece Emma aveva voglia di urlare.
Philia le disse Julian. Ecco cos' che abbiamo. L'amore dell'amicizia. E mi dispiace se ho
fatto di tutto per rovinarlo...
C'ero anch'io. Gli aveva risposto con una voce fredda come l'acqua.
Lui la guard senza scomporsi.
Noi ci vogliamo bene. Siamo parabatai, l'amore fa parte del legame. E io provo attrazione per
te. Come potrei non averne? Sei stupenda. E non  che...
Julian si interruppe, ma Emma concluse la frase per lui, parole cos taglienti che sembravano
ferirle il cervello. E non  che posso incontrare altre ragazze, uscire a divertirmi. Tu sei tutto quello
che c', l'offerta disponibile; Cristina  probabilmente ancora innamorata di qualcuno in Messico, e per
me non c' nessun'altra. Soltanto tu.
... Non  che sono cieco prosegu lui. Ti vedo, e ti voglio, ma... non possiamo. Se lo
facciamo, finiremo per innamorarci, e sarebbe un disastro.
Finiremo per innamorarci... ripet Emma. Ma come faceva Julian a non accorgersi che lei
era gi innamorata, innamorata come di pi non avrebbe potuto? Non ti ho forse detto che ti amavo?
Ieri notte?
Lui scosse la testa. Non abbiamo mai detto di amarci. Nemmeno una volta.
Non poteva essere. Emma torn indietro con la memoria, come una persona alla disperata
ricerca di una chiave smarrita. Lo aveva pensato. "Julian Blackthorn, ti amo pi della luce delle stelle."
Lo aveva pensato, ma non lo aveva pronunciato. E nemmeno lui lo aveva fatto. "Siamo legati, Emma,
legati l'uno all'altra" le aveva detto. Ma non: "Ti amo".
Si aspettava di sentirgli aggiungere qualcosa come: "Ho perso la testa perch hai rischiato la
vita" oppure: "Sei quasi morta e io sono impazzito" o qualsiasi altra variante di: " stata colpa tua".
Pens che, se lui lo avesse fatto veramente, sarebbe saltata in aria come una mina.
Ma non accadde. Julian rimase a guardarla con la camicia rimboccata fino ai gomiti e la pelle
nuda arrossata dall'acqua, graffiata dalla sabbia.
Non lo aveva mai visto cos triste.
Sollev la testa. Hai ragione.  meglio se ci dimentichiamo tutto.
A quella frase, lui trasal. Io ti voglio bene veramente, Emma.
Si sfreg le mani per produrre un po' di calore, riflettendo su come, nel corso degli anni,
l'oceano riuscisse a corrodere anche le pareti rocciose, strappando via frammenti di qualcosa che prima
era incrollabile. Lo so gli rispose Emma. Solo, non puoi darmi di pi.
La prima cosa che Emma not quando tornarono all'Istituto  dopo aver raccontato a Julian,
mentre rientravano dalla spiaggia, che cosa le era successo alla convergenza  fu che la macchina
lasciata all'ingresso della grotta la sera precedente ora era parcheggiata davanti all'ingresso. La
seconda, che Diana era seduta sul cofano con l'aria pi incavolata di un toro.
Che cosa avevate in testa, eh? esord mentre lei e Julian rimasero fermi immobili. Dico sul
serio, Emma, sei impazzita?
Per un momento le gir davvero la testa: Diana non stava parlando di lei e Julian, giusto? Non
era lei che li aveva visti in spiaggia, no? Guard Julian di sottecchi, ma anche lui era sbiancato.
Gli occhi scuri di Diana la stavano fulminando. Sto aspettando una spiegazione le disse. Che
cosa vi ha fatto pensare che fosse una buona idea andare alla convergenza da soli?
Emma era troppo sorpresa per formulare una risposta. Come?
Gli occhi di Diana guizzarono da Julian a Emma, poi tornarono di nuovo su Julian. Non ho
ricevuto il messaggio dalla convergenza fino a questa mattina disse. Sono corsa qui e ho trovato la
macchina, vuota. Abbandonata. Ho pensato... Non potete sapere che cosa ho pensato, ma...
Emma prov una fitta di senso di colpa. Diana si era preoccupata per lei. E per Julian, che alla
convergenza nemmeno c'era stato.
Mi dispiace le disse, ed era sincera. La convinzione della sera prima, l'idea che fosse giusto
andare alla convergenza, ormai era svanita. Adesso si sentiva esausta, e ancora non sapeva cosa
rispondere. Ho ricevuto il messaggio e sono andata. Non volevo aspettare. E ti prego, non te la
prendere con Julian. Non era con me. Mi ha trovata dopo.
Ti ha trovata? ripet Diana. Trovata dove, scusa?
Sulla spiaggia. Nella grotta ci sono dei passaggi, credo siano delle specie di Portali, e uno
comunica direttamente con l'oceano.
Ora l'espressione di Diana era seriamente preoccupata. Emma, sei finita in acqua? Ma tu odi
l'oceano! Come hai fatto a...
 arrivato Julian e mi ha tirata fuori le disse. Ha sentito che mi stavo agitando sott'acqua.
Una cosa da parabatai. Lanci uno sguardo obliquo a lui, che aveva gli occhi spalancati e sinceri.
Leali. Non nascondevano nulla. Ci abbiamo messo un sacco a tornare.
Be', il fatto che ci sia dell'acqua  interessante osserv Diana scivolando gi dal cofano.
Presumo sia la stessa trovata sui cadaveri.
Come hai fatto a riprendere la macchina? le chiese Emma mentre salivano i gradini
d'ingresso.
Ovviamente volevi dirmi: "Grazie, Diana, per aver riportato a casa la macchina" ribatt la
tutor mentre entravano nell'Istituto. Scrut con sospetto, dall'alto al basso, i vestiti umidi e insabbiati,
la pelle graffiata, i capelli impastati dei due ragazzi. Che ne dite se chiedo a tutti di riunirsi in
biblioteca?  decisamente ora di uno scambio d'informazioni.
Julian si schiar la voce. Non ti  arrivato, perch?
Diana ed Emma lo guardarono stupite. Non ti  arrivato cosa, come, quando? fece Diana.
Perch non hai ricevuto il messaggio dalla convergenza fino a questa mattina? Io avevo il
cellulare scarico, cosa stupida, lo so, ma... tu?
Niente di cui tu debba preoccuparti tagli corto l'altra. Adesso andate a farvi una doccia. Ho
capito che avete delle informazioni importanti, ma finch non vi togliete di dosso quella sabbia non
credo che possiate concentrarvi su qualcosa che non sia un forte prurito.
Emma entr in camera sua con la ferma intenzione di cambiarsi. Davvero. Ma nonostante le ore
di sonno in spiaggia era cos esausta che, appena si sedette sul materasso, croll.
Qualche ora pi tardi, dopo una rapida doccia, si infil un paio di jeans puliti, una canottiera e
corse fuori dalla stanza sentendosi come un'adolescente mondana in ritardo per le lezioni.
Vol in biblioteca e scopr che c'erano gi tutti; anzi, sembravano l gi da un bel po' di tempo.
Ty era seduto in fondo a uno dei tavoli pi lunghi, dentro a un fascio di luce solare, e aveva davanti a s
una pila di fogli. Mark era al suo fianco; Livvy era in equilibrio sopra al tavolo e si muoveva avanti e
indietro a piedi scalzi con la sua sciabola. Diana e Dru stavano intrattenendo Tavvy con un libro.
Diana ha detto che sei andata alla convergenza esord Livvy, sventagliando la sciabola,
appena Emma entr. Cristina, in piedi davanti a uno scaffale di libri, le lanci uno sguardo
insolitamente freddo.
Combattere con le mantidi senza di me disse Mark. Altamente scorretto.
Non c'erano mantidi disse Emma. Si sedette al tavolo mettendosi davanti a Ty, che era
intento a scribacchiare, e si lanci nel racconto di quello che aveva trovato nella grotta. A met
resoconto arriv Julian, anche lui con i capelli umidi come quelli di Emma. Indossava una maglietta
color giada che gli faceva sembrare gli occhi verde scuro. Incrociarono lo sguardo, ed Emma perse il
filo del discorso.
Emma? la incit Cristina dopo una lunga pausa. Cos' che stavi dicendo? Hai trovato un
vestito?
Non mi sembra molto normale disse Livvy. Chi terrebbe un vestito in una grotta?
Potrebbe trattarsi di una veste cerimoniale spieg Emma. Era molto elaborata. Come i
gioielli.
Allora forse il negromante  una donna osserv Cristina. Forse si tratta veramente di
Belinda.
A me non  sembrata cos potente fece Mark.
Sei in grado di percepire il potere? gli chiese Emma.  una cosa da fate?
Mark fece di no con la testa, ma a Emma il mezzo sorriso che lui fece parve proprio una
scheggia del Regno delle Fate. Solo una sensazione.
A proposito di fate, Mark ci ha dato la chiave per tradurre altri segni annunci Livvy.
Sul serio? E cosa dicono? chiese Emma.
Ty sollev lo sguardo dalle carte. Ci ha dato il secondo verso, e dopo  stato pi facile. Io e
Livvy abbiamo tradotto tutto il terzo. Considerando come sono disposti i segni, sembra che i versi siano
cinque o sei, ripetuti.
 un incantesimo? domand. Malcom diceva che probabilmente si tratta di un incantesimo
di evocazione.
Ty si sfreg il viso, lasciandosi una sbavatura d'inchiostro sullo zigomo. Non mi sembra.
Forse Malcom si  sbagliato. Siamo stati molto pi bravi di lui con la traduzione aggiunse con
orgoglio mentre Livvy metteva via la sciabola e gli si sedeva accanto per pulirgli l'inchiostro dal viso
con la manica.
Malcom non ha Mark disse Julian, e il fratello gli rivolse un sorpreso sorriso di riconoscenza.
N Cristina aggiunse lo stesso Mark. Io non avrei mai capito che c'era un legame se Cristina
non avesse intuito che era questione di differenze di traduzione.
La ragazza arross. Quindi com' che fa il terzo verso, Tiberius?
Ty allontan da s la mano della gemella e inizi a recitare:
Prima la fiamma e poi l'inondazione,
il sangue dei Blackthorn  la sola spiegazione
Ora il passato cerca tu di obliare...
Ecco che cosa abbiamo finora concluse.
"Sangue dei Blackthorn"? ripet Diana. Si era arrampicata su una scala per prendere un libro
da passare a Tavvy.
Emma corrug la fronte. Non mi piace molto sentire quella frase.
Non ci sono segni della magia di sangue tradizionale spieg Julian. Nessuno dei cadaveri
presentava quel tipo di tagli o ferite.
Io invece mi pongo delle domande sul riferimento al passato disse Mark. Nel Regno delle
Fate questo genere di filastrocche contiene spesso un incantesimo, come la ballata di Thomas the
Rhymer.  sia una storia che un insieme di istruzioni su come liberare qualcuno dal Regno delle Fate.
Per un attimo il viso di Diana rimase immobile, come se avesse improvvisamente capito o
ricordato qualcosa.
Diana? la chiam Julian. Tutto ok?
Ok. Scese dalla scala e si tolse la polvere dai vestiti. Devo fare una telefonata.
Chi chiami? le chiese lui, ma la tutor scosse la testa, facendo ondeggiare i capelli sulle spalle.
Torno subito disse prima di sgattaiolare via.
Ma cosa vuol dire? domand Emma, rivolgendosi a tutti i presenti. Che cosa sarebbe il
sangue dei Blackthorn?
Dru prese la parola dall'angolo in cui era impegnata a tenere occupato Tavvy. E se  una
filastrocca delle fate, loro non dovrebbero sapere se c' dell'altro? Il Popolo Fatato, intendo. In teoria 
dalla nostra parte in questa storia.
Ho mandato un messaggio disse Mark, cautamente. Ma, vi dir, io ho sempre sentito solo i
primi due versi.
La cosa pi importante  che, in un modo o nell'altro, tutta la situazione  gli omicidi, i
cadaveri, i Seguaci   legata a questa famiglia. Julian si guard attorno. Non so come, ma c'entra
con noi. Con i Blackthorn.
Questo spiegherebbe perch sta succedendo tutto a Los Angeles osserv Mark.  casa
nostra.
Emma not l'espressione di Julian vacillare leggermente, e seppe cosa stava pensando: Mark
aveva appena parlato di Los Angeles come di un posto in cui vivevano tutti, non di un posto dove
vivevano tutti tranne lui. Lo aveva definito casa.
Si sent una forte vibrazione. La mappa di Los Angeles distesa sul tavolo aveva iniziato a
tremare, attraversata da una specie di puntino rosso. Sterling  uscito di casa annunci Cristina,
avvicinandosi per controllare.
Belinda Belle ha detto che gli restavano due giorni disse Julian. Quindi la caccia potrebbe
iniziare domani, oppure stanotte, in base a come contano. In un caso o nell'altro, non possiamo esserne
sicuri.
Lo seguiamo io e Cristina decise Emma. All'improvviso non vedeva l'ora di uscire da quella
casa, di schiarirsi la mente, persino di allontanarsi da Julian.
Mark non parve convinto. Dovremmo venire con voi...
No! protest lei saltando gi dal tavolo. Tutti la guardarono allibiti: aveva parlato con pi
irruenza di quanta intendesse. La verit era che voleva parlare da sola con Cristina. Dovremo fare i
turni disse. Dovremo pedinare Sterling ventiquattr'ore al giorno finch non succede qualcosa; se
andiamo sempre tutti insieme, finiremo per essere sempre tutti esausti. Io e Cristina gli staremo dietro
per un po', poi ci potrebbero dare il cambio Julian e Mark, o Diana.
O a me e Ty sugger Livvy in tono mellifluo.
Julian aveva lo sguardo preoccupato. Emma, sei sicura che...
Emma ha ragione intervenne Cristina, inaspettatamente. Fare i turni  la cosa pi prudente.
"Prudente": Emma non ricordava un solo momento della sua storia recente in cui
quell'aggettivo fosse stato applicato a lei. Julian distolse lo sguardo, nascondendo il viso. Alla fine
disse: E va bene, avete vinto. Andate voi due. Ma se vi servono rinforzi, giuratemi che chiamerete
immediatamente.
Parl tenendo lo sguardo inchiodato su quello di Emma. Gli altri stavano parlando di come
avrebbero dovuto scartabellare tutti i libri della biblioteca che descrivevano nei dettagli diversi tipi di
incantesimi, di quanto tempo ancora sarebbe servito per completare il resto della traduzione, della
possibilit che Malcom andasse ad aiutarli, di ordinare delle pizze vampire.
Andiamo, Emma disse Cristina alzandosi e ripiegando la mappa della citt dentro la tasca
della giacca. Dobbiamo muoverci, indossare la tenuta e raggiungere Sterling.  diretto verso
l'autostrada.
Emma annu e le and dietro. Sent lo sguardo di Julian su di s, una lama appuntita tra le
scapole. "Non ti girare a guardarlo" si disse, ma non pot farne a meno: sulla porta si volt, e
l'espressione che gli vide sul viso la fece quasi sciogliere.
Lui, in faccia, era come lei dentro. Svuotato, prosciugato. Il problema non era che se ne stava
andando dal ragazzo che amava con mille parole non dette fra loro, pens, anche se in realt era proprio
cos. Il problema era il terrore che tra lei e la persona che era stata il suo migliore amico da quando
aveva memoria si fosse aperta una frattura. E a giudicare dallo sguardo di Julian, anche lui temeva la
stessa cosa.
Scusa disse Emma mentre la macchina si rimetteva dritta in carreggiata. Stava guidando da
diverse ore, con Sterling che sfrecciava in giro per tutta la citt, e le mani cominciavano a farle male da
tanto aveva stretto il volante.
Cristina sospir. Mi vuoi dire o no cos' che ti angoscia?
Emma cambi posizione. Indossava la giacca della tenuta e in macchina faceva caldo. Si sentiva
prudere tutta la pelle. Mi dispiace un sacco, Tina. Non pensavo che... Non avrei dovuto chiederti di
coprirmi mentre andavo alla convergenza. E non  stato corretto mentirti.
Cristina rimase un attimo in silenzio. Ma lo avrei fatto, se mi avessi detto di cosa si trattava
realmente.
Emma si sent stringere la gola. Non sono abituata a fidarmi delle persone. Per con te avrei
dovuto. Quando te ne andrai non so come far. Mi mancherai tantissimo.
Cristina le sorrise. Allora vieni a Ciudad de Mxico. Cos vedi cosa facciamo noi l. Potrebbe
diventare la meta per il tuo anno all'estero. Si interruppe. Comunque ti perdono.
Un piccolo peso si sollev dal petto di Emma. S, mi piacerebbe venire in Messico. E
Julian...
Si interruppe. La maggior parte della gente che aveva un parabatai lo accompagnava durante
l'anno all'estero. Ma pensare a Julian faceva male, scatenava un dolore rapido e intenso, come una
puntura d'ago.
Emma, mi vuoi dire cos'hai?
No.
Bene. Allora svolta a sinistra su Entrada Drive.
 come avere un navigatore soprannaturale comment Emma. Vedeva Cristina che,
pensierosa, osservava la mappa aperta sulle ginocchia.
Stiamo andando verso Santa Monica le disse la compagna di viaggio, facendo scorrere un
dito sulla mappa. Adesso imbocca la Settima.
Sterling  un idiota disse Emma. Sa che qualcuno sta cercando di ucciderlo. Non dovrebbe
andarsene a zonzo cos per la citt.
Probabilmente pensa di non essere al sicuro in casa osserv Cristina. In fondo  proprio l
che io l'ho sorpreso.
Giusto. Non riusciva a smettere di tormentarsi uno strappo sul ginocchio della tenuta. Il
ricordo di Julian sulla spiaggia, quello che lui le aveva detto, le premevano dietro le palpebre. Non
oppose resistenza. Quando fosse stato il momento, avrebbe messo da parte la questione e si sarebbe
concentrata sul combattimento.
Ah e poi ci sono ovviamente i conigli giganti stava dicendo Cristina.
Eh?! Emma torn di colpo al presente.
Saranno tre minuti che ti sto parlando! Dove hai la testa, Emma?
Ho passato la notte con Julian.
Cristina lanci uno strillo. Poi si port le mani alla bocca e la fiss come se avesse appena
annunciato che, legata sul tetto della macchina, c'era una granata pronta a esplodere.
Hai sentito che cosa ho detto? le chiese.
S. Cristina si tolse le mani dalla bocca. Hai passato la notte con Julian Blackthorn.
Il respiro di Emma le usc dalle labbra come una folata di vento. C'era qualcosa, nel sentirselo
ripetere da un'altra persona, che la faceva stare come se l'avessero appena presa a pugni nello stomaco.
Pensavo non mi avresti mai detto cosa c'era che non andava! disse Cristina.
Ho cambiato idea.
Perch?
Stavano svoltando in strade con file di palme e case decorate in stucco lontane dalla carreggiata.
Emma si rendeva conto che stava guidando troppo veloce, ma non le importava.
Ecco... Ero nell'oceano, e lui mi ha tirata fuori, e le cose ci sono sfuggite di mano...
No, Emma, non intendevo perch lo avete fatto. Intendevo perch hai cambiato idea sul
dirmelo.
Perch come bugiarda sono un disastro. Te ne sarai accorta.
Forse s, forse no. Cristina inspir a fondo. Penso sia arrivato il momento di farti la
domanda fatidica. Lo ami?
Emma non rispose, e tenne gli occhi sulla linea gialla interrotta al centro della strada. Il sole era
una sfera di fuoco arancione in discesa verso ovest.
Cristina espir lentamente. Ok, lo ami.
Non ho detto questo.
Ce l'hai scritto in faccia. So che cosa significa quell'espressione. Cristina sembr triste
mentre lo diceva.
Non mi compatire, Tina. Non farlo, ti prego.
Ho solo paura per te. La Legge  molto chiara, e le punizioni sono severissime.
Be', non importa ribatt Emma con una nota di amarezza nella voce. Lui non  innamorato
di me. E non essere corrisposta dal tuo parabatai non  illegale, perci non ti preoccupare.
Lui non... cosa? Cristina sembrava scioccata.
Lui non  innamorato di me.  stato molto chiaro in proposito.
Cristina apr bocca per dire qualcosa, ma la richiuse subito.
Devo prendere il tuo shock come un complimento, vero?
Non so cosa dire. Cristina si mise una mano sul cuore. Ci sono cose che normalmente si
direbbero in una situazione del genere. Se si trattasse di chiunque altro e non di Julian, ti direi quanto 
fortunato ad avere una persona intelligente e coraggiosa come te che lo ama. Mi metterei ad architettare
piani insieme a te per cercare di far capire a un ragazzo cos stupido una cosa tanto ovvia. Per si tratta
di Julian, ed  illegale, e tu non devi pi fare niente, Emma. Promettimelo.
Lui non mi vuole in quel senso. Perci non conta.  solo che... Si interruppe. Non sapeva
cos'altro dire n come dirlo. Per lei non ci sarebbe mai stato un altro Julian.
"Non pensare cos. Solo perch non riesci a immaginare di amare un altro non significa che non
succeder." Ma quella volta la tenera voce interiore di suo padre non la rassicur.
 solo che non capisco perch dev'essere illegale concluse, anche se non era quello che
avrebbe voluto dire. Non ha senso. Io e Julian abbiamo fatto tutto insieme, per anni abbiamo vissuto e
siamo quasi morti l'uno per l'altra: come potrebbe esistere, per me, qualcuno migliore di lui? Qualcuno
migliore... Si interruppe.
Emma, ti prego, smettila. Non conta il motivo. Conta il fatto che  illegale e basta. La Legge 
dura, ma  la Legge.
Una cattiva legge non  legge ribatt Emma, sterzando bruscamente a destra su Pico
Boulevard. Era una strada che attraversava quasi l'intera lunghezza dell'area metropolitana di Los
Angeles; a seconda delle zone poteva essere alla moda, losca, pericolosa, abbandonata e industriale. L,
tra l'autostrada e l'oceano, era piena di piccole attivit commerciali e ristoranti.
Quel motto non ha fatto bene ai Blackthorn mormor Cristina, ed Emma stava per chiederle
cosa volesse dire quando l'altra si mise ben dritta sulla schiena. Ecco annunci. Sterling  qui. L'ho
appena visto entrare in quell'edificio.
Sul versante sud della strada c'era uno stabile basso, in pendenza, dipinto di marrone. Non
aveva finestre, e sull'unica porta il cartello intimava: VIETATO L'INGRESSO AI MINORI DI 21
ANNI.
Posticino simpatico mormor Emma, accostandosi per parcheggiare.
Scesero dalla macchina e andarono a recuperare le armi. Si erano gi tracciate le rune
dell'Incantesimo, e i pochi passanti  a Los Angeles quasi nessuno girava a piedi e, se le automobili
abbondavano, i pedoni erano scarsi  guardavano attraverso di loro come se non esistessero. Una
ragazza con i capelli verde brillante lanci un'occhiata a Emma strada facendo, ma non si ferm.
Hai ragione disse Emma mentre si legavano addosso le spade angeliche. Ognuna di esse
aveva un piccolo gancio che permetteva di fissarle alla cintura e staccarle dando un semplice strattone
verso il basso. Su Julian. Lo so che hai ragione.
Cristina le diede una rapida stretta con un braccio solo. E io so che tu farai la cosa giusta.
Emma stava gi esaminando l'edificio in cerca di punti d'accesso. Non c'erano finestre visibili,
sul retro del locale serpeggiava un vicolo stretto, in parte bloccato da una macchia incolta di
graminacee. Lo indic e, un secondo dopo, lei e Cristina stavano gi scivolando in silenzio attraverso la
vegetazione bassa e polverosa che cresceva  a stento  nell'aria inquinata della citt.
Il sole stava per tramontare, e il vicolo dietro al locale era buio. Sotto una finestra chiusa da
sbarre e assi di legno c'era una fila di bidoni dell'immondizia.
Se salgo l sopra riesco a togliere le sbarre sussurr Emma indicandole.
Ok, aspetta. Cristina estrasse il suo stilo. Rune.
Quelle che faceva lei erano accurate, precise, bellissime. Emma sent il potere di una runa della
Forza scorrerle nelle vene come una dose di caffeina. Non era come quando gliele faceva Julian: in
quei casi sentiva proprio la forza di lui scorrerle dentro, raddoppiando la propria.
Cristina si gir, fece scivolare la giacca gi per le spalle e le offr a Emma, porgendole lo stilo.
Lei inizi a disegnarle due rune del Silenzio sovrapposte, e poi Colpo Sicuro e Flessibilit.
Per favore, non pensare che sia arrabbiata sent dire a Cristina, che guardava il muro di
fronte. Il fatto  che mi preoccupo per te, tutto qui. Sei cos forte, Emma. Sei forte fino al midollo. La
gente sopravvive ai dispiaceri, e tu sei abbastanza forte da poterne sopportare molti. Ma Julian non 
uno capace solo di sfiorarti il cuore. Lui  in grado di toccarti l'anima, e c' una differenza tra farsi
spezzare il cuore e farsi ridurre l'anima in frantumi.
Lo stilo vacill nella mano di Emma. Pensavo che l'Angelo avesse un piano.
Sicuro. Per, Emma, ti prego: non innamorarti di lui. La voce di Cristina si ruppe. Ti
prego.
Quando Emma riapr bocca, si sent un nodo alla gola. E a te chi ha spezzato il cuore?
Cristina si volt e si rimise la giacca sulle spalle. I suoi occhi scuri erano seri. Mi hai
raccontato un segreto. Adesso ne racconto io uno a te. Ero innamorata di Diego, e pensavo che lui lo
fosse di me. Invece era tutta una bugia. Pensavo che suo fratello fosse il mio migliore amico, ma anche
quella era una bugia.  per questo che me ne sono andata. Ecco perch sono venuta qui. Guard
lontano. Li ho persi tutti e due. Il mio migliore amico e il mio pi grande amore, lo stesso giorno. In
quel momento mi  stato difficile pensare che Raziel avesse un piano.
Il mio migliore amico e il mio pi grande amore.
Cristina prese lo stilo e se lo fece scivolare nella cintura.
Non sono io quella forte, Tina. Sei tu.
Cristina accenn un sorriso e le porse la mano. Vai.
Emma gliela prese e si diede la spinta per salire. Pest la suola degli stivali sui bidoni
dell'immondizia, facendo scuotere la catena che li collegava. Si aggrapp alle sbarre della finestra e le
tir, assaporando la sensazione del metallo che le mordeva i palmi. L'inferriata si stacc dal morbido
stucco provocando una cascata di minuscoli sassolini. Emma la porse a Cristina, e lei la butt sull'erba.
Abbass una mano e, un secondo dopo, Cristina fu accanto a lei per sbirciare oltre il vetro
imbrattato di una lurida cucina. L'acqua scorreva dentro a un grosso lavandino in metallo strabordante
di piatti.
Emma mosse il piede, pronta a spaccare il vetro con la punta d'acciaio dello stivale, ma Cristina
la afferr per una spalla. Aspetta. Si chin e agguant la cornice della finestra. La runa della Forza
che aveva sul collo si deform e brill mentre lei staccava il legno marcio e lo gettava a terra, sulle
bottiglie di plastica vuote. Cos abbiamo fatto meno rumore.
Emma sorrise e sgusci dentro la finestra, atterrando su una cassetta piena di bottiglie di vodka.
Salt gi e Cristina fece lo stesso. Appena entrambe furono a terra, la porta della cucina si spalanc,
lasciando comparire un uomo basso, con un grembiule da barista attorno alla vita e i capelli neri ritti in
testa. Quando vide Emma e Cristina lanci un grido di spavento.
"Fantastico!" pens Emma. "Questo ha la Vista."
Ehil! disse. Siamo del Dipartimento d'igiene. Sapeva che in questi dispenser  finito il gel
antibatterico?
Il barista non si lasci impressionare. Spost lo sguardo da Emma a Cristina, e poi sulla finestra
aperta. Che cosa ci fate voi due qua dentro, stronze? Adesso chiamo...
Emma prese un cucchiaio di legno dallo scolapiatti e lo lanci. Atterr sulla testa del barista,
colpendolo solo di striscio ma facendolo lo stesso crollare a terra. Emma lo raggiunse per controllargli
il polso: era regolare. Guard Cristina. Odio quando mi danno della stronza.
Cristina la oltrepass e spinse la porta per sbirciare fuori. Nel frattempo Emma trascin il
barista in un angolo della cucina e lo spinse dolcemente dietro le cassette impilate.
Cristina arricci il naso. Che schifo.
Emma moll la presa sui piedi dell'uomo, che ricaddero a terra con un tonfo. Perch che
schifo? Sta succedendo qualcosa di orrendo?
No,  solo che questo bar fa veramente pena. Per quale motivo uno dovrebbe venirci?
Emma la raggiunse alla porta e sbirci insieme a lei.
I bar di Citt del Messico sono molto meglio... Mi sa che qualcuno ha vomitato in
quell'angolo. Cristina indic un punto con il dito, ma Emma prefer crederle sulla parola. Le luci di
quel locale non erano semplicemente soffuse, erano proprio deboli. Il pavimento era in cemento,
cosparso di mozziconi di sigaretta. Dietro al bancone zincato, su uno specchio erano scritti a pennarello
i prezzi dei drink. Uomini in jeans e camicia a quadri circondavano un tavolo da biliardo con il
rivestimento logoro; altri bevevano in silenzio, in piedi davanti al bancone. L'odore che aleggiava era
un misto di birra rancida e fumo di sigaretta.
Eccolo l disse Emma.
La runa di Localizzazione non mente. Cristina si pieg sotto al braccio di Emma ed entr
nella sala. Lei la segu. Sent sulla pelle la lieve pressione che derivava dal fatto di avere addosso molti
sguardi mondani, ma le rune che le rendevano invisibili reggevano ancora. L'unico barista dietro al
bancone alz lo sguardo quando la porta della cucina si chiuse, forse chiedendosi dove fosse finito il
suo collega, ma non vedendo niente si rimise ad asciugare i bicchieri.
Quando Emma e Cristina si avvicinarono, il viso di Sterling fu attraversato da un'espressione
stranissima: un misto di shock e disperazione, seguiti da una specie di ilarit. Davanti a lui c'era un
bicchiere di vetro mezzo pieno di liquido ambrato; lo afferr e ingoll il contenuto tutto d'un fiato.
Quando lo rimise gi, picchiando forte, aveva gli occhi che gli luccicavano.
Nephilim... disse, minaccioso.
Il barista lo guard stupito. Diversi altri clienti si mossero sui loro sgabelli.
Eh gi prosegu Sterling. Loro pensano che io sia pazzo. Slanci il braccio in fuori per
indicare gli altri clienti del locale. Non sto parlando con nessuno. Parlo con l'aria. Ma a voi no, non
importa. Voi siete qui per torturarmi.
Si mise in piedi a fatica.
Ehi! Sei ubriaco fece Emma.
Lui le punt contro gli indici come fossero due pistole. Molto arguta, biondina.
Ehi, bello! Il barista pest un bicchiere sul bancone. Se hai intenzione di parlare da solo, vai
a farlo fuori. Stai rovinando l'atmosfera.
Ah, questo posto ha un'atmosfera? si sorprese Emma.
Concentrati le disse Cristina prima di rivolgersi di nuovo a Sterling. Non siamo qui per
torturarti, ma per aiutarti. Continuiamo a ripetertelo.
Continua a ripeterlo a te stessa le sibil contro lui, togliendosi di tasca un groviglio di
banconote accartocciate che lanci al barista. Ciao, Jimmy gli disse. A mai pi rivederci.
Cammin fino alla porta e la apr tenendo il braccio teso. Emma e Cristina gli andarono subito
dietro.
Emma fu molto contenta di trovarsi di nuovo all'aperto. Sterling si stava gi allontanando in
fretta, a testa china. Ormai il sole era tramontato del tutto e i lampioni si erano accesi, riempiendo l'aria
di un bagliore giallo al sodio. Su Pico Boulevard sfrecciavano le auto.
Sterling era veloce, molto veloce. Cristina lo chiam, ma lui non si gir; si strinse solo nel
bavero della giacca e acceler il passo. Svolt bruscamente a sinistra, tra due edifici, e scomparve.
Emma imprec sottovoce e si mise a correre. Sent nelle vene il brivido pungente
dell'eccitazione. Adorava correre, adorava il modo in cui le si svuotava la mente facendole dimenticare
tutto fuorch l'aria che le entrava e le usciva dai polmoni.
Sulla sinistra not l'imbocco di una via. Non si trattava di un vicoletto: era quasi larga quanto
una strada vera e propria, e correva sul retro di una lunga serie di palazzi da cui spuntavano balconi in
muratura un po' squallidi. Una grondaia in cemento grigio attraversava per il lungo una facciata.
La Jeep di Sterling era parcheggiata a met via. Lui era appoggiato alla portiera del guidatore e
stava cercando di aprirla. Emma gli salt sulle spalle, tirandolo via dall'auto. Lui si gir, inciamp e
cadde a terra.
Maledizione! imprec, mettendosi sulle ginocchia. Avevate detto che eravate qui per
aiutarmi, o no?
In senso ampio, s, perch  il nostro lavoro. Ma nessuno pu chiamarmi "biondina" e salvarsi
le rotule.
Emma... la chiam Cristina, con tono di avvertimento.
Alzati disse allora lei a Sterling. Vieni con noi. Ma se provi ancora a chiamarmi "biondina",
giuro che ti spezzo le ginocchia e le uso per farci due copricerchioni.
Basta gridargli contro, Emma la ammon Cristina. Casper, anzi Signor Sterling, dobbiamo
stare con lei, d'accordo? Sappiamo che  in pericolo e vogliamo aiutarla.
Se volete aiutarmi dovete lasciarmi in pace! grid lui. Lasciatemi da solo!
Cos potrai finire affogato e ustionato, ricoperto di segni e senza pi impronte digitali? 
questo che vuoi?
Sterling la guard a bocca aperta. Che cosa?
Emma! Si accorse che Cristina stava guardando verso l'alto. Una sagoma stava scivolando
lungo il tetto, un uomo vestito di nero, un'ombra pericolosamente familiare. Prov un tuffo al cuore.
Alzati! Emma afferr la mano di Sterling, tirandolo in piedi. Lui tent di opporsi, ma poi si
appoggi contro di lei, con la bocca aperta, mentre la sagoma scura saltava gi dal tetto per atterrare su
un balcone. Ora Emma riusciva a vederlo meglio: un uomo in nero, con il cappuccio alzato per
nascondersi il viso.
Nella mano destra teneva una balestra. La sollev. Emma diede a Sterling uno spintone che lo
fece quasi cadere.
Corri! gli url.
Lui non si mosse. Fissava sgomento lo sconosciuto, con un'espressione totalmente incredula sul
viso.
Qualcosa ronz accanto all'orecchio di Emma: un dardo. In quel momento, i suoi sensi si
affinarono: sent il distinto ticchettio del coltello a farfalla di Cristina che scattava, il suo fruscio mentre
fendeva l'aria. Sent la figura in nero gridare, e la balestra cadergli dalla mano. L'arma si schiant a
terra, seguita un istante dopo dal suo proprietario, che con un sonoro tonfo croll sulla schiena di
Sterling.
Sterling fin a gambe all'aria. L'uomo in nero, rannicchiato su di lui, sollev una mano;
qualcosa di argentato gli balen fra le dita. Un coltello. Lo abbass...
E Cristina gli si butt addosso, facendolo cadere di lato. Sterling riusc a rimettersi in piedi e
corse verso la macchina. In pratica vi si lanci dentro a perdifiato. Emma lo insegu, ma a quel punto
l'auto aveva gi accelerato, precipitandosi in fondo alla via.
Emma si gir appena in tempo prima che lo sconosciuto saltasse in piedi. Gli fu addosso in un
secondo, sbattendolo contro la facciata del palazzo.
Lui cerc di ribellarsi, ma Emma lo teneva per la felpa. Tu hai ferito Julian gli disse. Dovrei
ucciderti qui, adesso.
Emma. Cristina era in piedi, e aveva lo sguardo fisso sull'uomo in nero. Prima scopriamo
chi .
Emma gli afferr il cappuccio con la mano libera e lo stratton verso il basso, rivelando...
Un ragazzo. Non un uomo, pens stupita. Senza dubbio un ragazzo, forse di un anno pi grande
di lei, con i capelli neri spettinati. Aveva l'espressione tesa e gli occhi neri che scoppiettavano di
rabbia.
Cristina trattenne il fiato. Dios mo, no puedo creer que eres t!
Cosa? Emma guard prima il ragazzo, poi Cristina e viceversa. Cosa sta succedendo?
Emma... Cristina era sconvolta, come se le avessero appena tolto tutta l'aria dai polmoni.
Questo  Diego. Diego Rocio Rosales, ti presento Emma Carstairs...
L'aria fuori dall'Istituto era sferzante, rinvigorente. Sapeva di salvia e di sale. Julian sentiva il
ronzio basso delle cicale che riempiva l'aria, attutendo il rumore di Diana che chiudeva la portiera del
pick-up. La tutor fece il giro della vettura e si ferm quando lo vide in piedi sui gradini.
Jules. Che ci fai qui fuori?
Potrei chiederti la stessa cosa. Te ne stai andando? Di nuovo?
Diana si sistem i capelli dietro alle orecchie, ma diversi riccioli le sfuggirono, catturati dal
vento sempre pi impetuoso. Era vestita completamente di nero; non era in tenuta, per indossava
jeans, guanti e stivali neri. Devo andare.
Julian scese di un gradino. Per quanto starai via?
Non lo so.
Quindi non dobbiamo far conto su di te. Il peso che Julian si sentiva sul petto gli sembrava
intollerabile. Aveva voglia di sfogarsi, di prendere a calci qualcosa. Voleva Emma. Per parlarle, per
rassicurarsi. Ma non poteva pensare a lei.
Credici o no, io per voi sto facendo tutto quello che posso fu la risposta di Diana.
Julian si guard le mani. Il braccialetto con i vetri di mare gli brill sul polso, facendogli
ripensare a come scintillava la notte prima, sott'acqua, mentre lui nuotava verso Emma. Cosa vuoi che
dica agli altri? Nel caso mi chiedessero dove sei.
Inventati qualcosa gli disse Diana. In quello sei bravo.
Julian si sent ribollire di rabbia. Se lui era un bugiardo, e anche convincente, era perch non
aveva mai avuto altra scelta.
So delle cose su di te, Diana. So che per il tuo anno all'estero sei partita per la Thailandia e
non sei pi tornata finch non  morto tuo padre.
Diana rimase ferma con una mano sulla portiera. Hai forse fatto delle... indagini su di me,
Julian?
So le cose perch devo saperle. Devo stare attento.
Diana spalanc la portiera. Sono venuta qui disse piano consapevole che sarebbe stata una
pessima idea. Prendersi cura di voi avrebbe voluto dire legarsi a un destino che non sarei stata in grado
di controllare. L'ho fatto perch ho visto quanto vi volevate bene, tu e i tuoi fratelli, e per me era
importante. Prova a crederci, Julian.
So che sai cosa vuol dire avere dei fratelli. Anche tu ne avevi uno.  morto in Thailandia. Non
ne parli mai.
Diana sal sul sedile e chiuse la portiera sbattendola, con il finestrino abbassato. Non ti devo
delle risposte, Julian gli disse. Torno appena possibile.
D'accordo. All'improvviso lui si sent travolgere dalla stanchezza. Tanto non chiederanno
dove sei. Non  che si aspettino veramente che tu stia l con loro.
Vide Diana coprirsi il viso con le mani. Un istante dopo, il pick-up si accese. I suoi fari
illuminarono la facciata dell'Istituto, percorrendo l'erba mista a sabbia mentre la vettura sobbalzava gi
dalla collina.
Julian rimase l per molto tempo. Non avrebbe saputo dire quanto. Abbastanza perch il sole
tramontasse del tutto, perch dalle colline sparisse qualsiasi bagliore. Abbastanza per voltarsi e tornare
in casa, raddrizzando le spalle, preparandosi.
Fu in quel momento che sent il rumore. Si gir e la vide: una vasta folla che stava salendo su
per la strada che portava all'Istituto.
19
RAGGELANDO E UCCIDENDO
Cristina mormor Diego, guardando oltre Emma. Pens que eras t pero no estaba seguro.
Qu haces aqu? Por qu estabas tratando de proteger a este hombre?
Diego? Emma non aveva capito una parola di quello che il ragazzo aveva appena detto,
perci lo studi attentamente, notando i Marchi che gli decoravano il collo e sparivano dentro la
maglietta. S, era uno Shadowhunter fatto e finito. Questo  Diego il Perfetto?
Emma! sibil Cristina, arrossendo. Lascialo andare.
No che non lo lascio andare! Emma fulmin Diego il Perfetto con lo sguardo, e lui rispose
allo stesso modo, con gli occhi fiammeggianti. Ha ferito Julian.
Non sapevo che foste Nephilim ribatt Diego il Perfetto. Avevate le maniche lunghe e la
giacca. Non potevo vedere le rune. Parlava un inglese perfetto, e forse non c'era da stupirsi,
considerato il suo soprannome.
Non indossavano la tenuta? domand Cristina, che continuava a puntare su Diego uno
sguardo incredulo.
Solo la giacca. Emma spinton con forza Diego il Perfetto contro il muro, e lui trasal.
Credo che da lontano sembrino normali giubbotti. Non che sia una scusa, certo.
Eravate in jeans. Non vi avevo mai visto prima e stavate frugando dentro la borsa della
ragazza morta. Perch non avrei dovuto pensare che potevate essere voi gli assassini?
Rifiutandosi di ammettere che in un certo senso Diego il Perfetto aveva ragione, Emma lo
spinse ancora pi forte contro il muro. E adesso lo sai chi sono?
L'angolo della bocca di lui si incresp verso l'alto. Oh, certo che s, Emma Carstairs.
Quindi sai che potrei strapparti fuori tutti gli organi interni in un colpo solo, legarli con un filo
e trasformarli in decorazioni per l'albero di Natale senza battere ciglio?
Gli occhi di lui balenarono. Potresti provarci.
Piantatela, tutti e due intervenne Cristina. Non c' tempo per queste cose, dobbiamo trovare
Sterling!
Ha ragione disse Diego. Quindi adesso lasciami andare oppure uccidimi, perch stiamo
sprecando tempo. Io so dove trovare Sterling. Ha appuntamento con una strega del Mercato delle
Ombre. Dobbiamo raggiungerli in fretta: quello  veloce, come tutti i mezzi mannari.
La strega che lo uccider? Emma lo lasci andare, e lui si lanci a recuperare la balestra.
Nell'arma si era conficcato il coltello di Cristina. Diego soffi aria dal naso e lo estrasse, restituendolo
alla legittima proprietaria, che lo riprese in silenzio.
Il ragazzo si gir e inizi a incamminarsi lungo la strada. Se  uno scherzo, non  divertente.
Non  uno scherzo gli assicur Cristina. Stiamo cercando di proteggerlo.
Che cosa?! Diego svolt l'angolo e si ritrov in un vicolo cieco, dove una rete metallica
impediva l'accesso alla strada attigua. La scavalc con disinvoltura, atterrando morbidamente dall'altra
parte. Emma si arrampic dopo di lui e Cristina la segu. A quel punto Diego sembrava impegnato a
sistemarsi la cintura delle armi, ma in realt Emma si accorse che, con la coda dell'occhio, stava
osservando la sua amica per assicurarsi che atterrasse senza farsi male. Perch proteggere un
assassino?
Non  un assassino obiett Cristina.  una vittima. Ed  anche una persona molto
sgradevole, ma questo  il nostro lavoro.
Erano finiti su una strada chiusa fiancheggiata da case a destra e a sinistra. Cactus e digitaria
infestante crescevano su prati incolti. Diego punt deciso verso la fine della via.
Ma allora non avete capito? Il ragazzo scosse la testa, facendo svolazzare i capelli neri. Non
avete capito perch tutti devono stargli lontano? Non riesco a crederci... Quello che avete fatto... Lo
avete visto prendere il numero? Alla Lotteria? Avete visto mentre veniva estratto?
S... rispose Emma, mentre una sensazione di freddo le si propagava nelle vene. S.  cos
che abbiamo capito che dovevamo proteggerlo...
Tutto a un tratto, in fondo alla via ci fu un'esplosione di luce accecante, simile a un fuoco
d'artificio: un turbine verde e azzurro bordato di rosso. Cristina aveva gli occhi spalancati mentre le
scintille abbaglianti le tingevano i capelli di rosso scarlatto.
Diego imprec e si mise a correre; una frazione di secondo dopo, Emma e Cristina lo seguirono.
Emma non aveva mai incontrato uno Shadowhunter di cui facesse fatica a tenere il passo, ma
Diego era veloce. Molto, molto veloce. Quando si fermarono di colpo, al termine della strada, aveva il
fiatone.
Il vicolo cieco terminava con una fila di case abbandonate. L'auto di Sterling era andata a
sbattere contro un lampione spento: il cofano si era accartocciato, la portiera del lato guidatore
penzolava aperta. Uno degli airbag era scoppiato, ma Sterling sembrava indenne.
Era al centro della strada, intento a lottare con qualcuno  la ragazza con i capelli verdi che
Emma aveva visto poco prima, davanti al locale. Lei stava cercando di allontanarsi, ma lui la tratteneva
da dietro afferrandole il giubbotto con una faccia da mezzo maniaco.
Lasciala andare! grid Diego. I tre Shadowhunters si misero a correre, e intanto Emma
impugn Cortana. Sterling, vedendoli, cominci a trascinare la ragazza dall'altro lato dell'auto. Emma
si precipit verso la Jeep, salt sul cofano, si arrampic sul tetto e balz gi dalla parte opposta.
Si ritrov di fronte a una parete di fuoco verde-azzurro. Sterling era in piedi dietro di esso,
tratteneva ancora la ragazza dai capelli verdi. Emma incroci lo sguardo di lei. Aveva il viso sottile,
elfico... Ebbe la vaga impressione di averla gi vista al Teatro della Mezzanotte.
Salt in avanti. Il fuoco verde-azzurro divamp verso l'alto, respingendola indietro di diversi
passi. Sterling alz una mano. Qualcosa gli luccic nel palmo: un coltello.
Fermalo! grid Diego, che era comparso insieme a Cristina dall'altra parte della parete di
fuoco. Emma si sforz di avanzare, bench fosse come camminare in senso contrario a un tifone, e in
quell'istante Sterling abbass la lama, affondandola dentro al petto della ragazza.
Cristina grid.
"No!" pens Emma, sconvolta da quell'orrore. "No, no, no!" Era compito degli Shadowhunters
salvare la gente, proteggerla. Sterling non poteva farle del male, non poteva...
Per un secondo vide il buio dentro al fuoco, uno sprazzo dell'interno della convergenza, tutto
inciso con poesie e simboli, poi delle mani che uscivano a strappare la ragazza dalla presa di Sterling.
Emma le not a malapena in mezzo a tutte quelle fiamme e a quella confusione, per le sembrarono
lunghe, bianche e curiosamente ricurve, come fossero soltanto ossa.
Soffocando nel suo stesso sangue, ormai fiacca e morente, la ragazza venne trascinata dentro
all'oscurit. Sterling allora si gir e rivolse a Emma un sorriso. Aveva la camicia imbrattata di impronte
insanguinate, cos come insanguinata era anche la lama del suo coltello.
Troppo tardi! grid. Troppo tardi, Nephilim! Lei era la tredicesima, l'ultima.
Diego imprec e si lanci in avanti, ma il muro di fuoco divamp, facendolo prima
indietreggiare e poi cadere sulle ginocchia. Strinse i denti, si rialz e avanz di nuovo.
Ora Sterling aveva smesso di ridere, e nei suoi occhi giallastri balen la paura. Tese un braccio:
la mano scheletrica sbuc di nuovo dal fuoco, lo prese e lo trascin dentro come aveva fatto con la
ragazza.
No! Emma scatt e si rotol sotto alla vampata di fuoco come se si stesse abbassando sotto
un'onda in spiaggia. Riusc ad afferrare Sterling per la gamba, affondandogli le dita nel polpaccio.
Lasciami! sbrait lui. Lasciami, lasciami! Guardiano, prendimi, portami via di qui...
La mano scheletrica tir quella di Sterling, ed Emma sent che stava perdendo la presa. Alz lo
sguardo, con gli occhi che le pungevano e le bruciavano, appena in tempo per vedere Cristina lanciare
il suo coltello a farfalla. Riusc a centrare quella mano simile a un artiglio: le ossa crepitarono e si
ritrassero di colpo lasciando andare Sterling, che ricadde a terra con un pesante tonfo.
No! Sterling si alz sulle ginocchia e tese le braccia verso il fuoco, che ormai scoloriva e
spariva. Ti prego! Portami con te...
I tre Shadowhunters gli saltarono subito addosso, con Diego che lo agguant senza troppe
cerimonie e lo scaravent a terra. L'altro fece una risata amara. Non potevate fermarmi disse. E voi
due stupide che mi avete seguito, che mi avete "protetto"...
Diego lo spinse forte, ma Emma stava scuotendo la testa. Stava per fare una domanda di cui
conosceva gi la risposta, e si sentiva la gola asciutta. Quando ti hanno estratto, alla Lotteria disse a
Sterling, non ti stavano scegliendo per essere ucciso. Ti stavano scegliendo per uccidere, giusto?
Oh, Raziel sussurr Cristina. Con una mano si stava stringendo la medaglietta alla gola.
Sembrava senza parole.
Sterling sput a terra. Esatto disse. Se estraggono il tuo numero, uccidi o vieni ucciso.
Proprio come voi, nemmeno Wren sapeva come funzionava. Ha accettato di incontrarmi qui, quella
stupida ingenua. Aveva uno sguardo da folle. L'ho uccisa, il Guardiano l'ha presa, e adesso vivr per
sempre. Non appena il Guardiano mi ritrover. Avr ricchezze, immortalit, qualsiasi cosa vorr!
 per questo che hai ucciso? gli chiese Cristina. Per questo sei diventato un assassino?
Lo sono dal secondo in cui hanno estratto il mio nome alla Lotteria rispose Sterling. Non
avevo scelta.
In lontananza si sentirono le sirene della polizia.
Dobbiamo andarcene da qui disse Cristina lanciando un'occhiata all'auto incidentata di
Sterling e al sangue sull'asfalto. Emma sollev Cortana, e fu ricompensata da uno spasmo di terrore sul
viso dell'uomo.
No sussurr lui. Non...
Non possiamo ucciderlo intervenne Diego. Ci serve. Non ho mai catturato uno di loro vivo,
finora. Dobbiamo interrogarlo.
Rilassati, Diego il Perfetto gli disse Emma. Poi sbatt l'impugnatura di Cortana contro la
tempia di Sterling, che, privo di sensi, cadde a terra come un sacco.
Il trasporto di Sterling verso la macchina fu una scena piuttosto strana, visto che lui non era
protetto dall'incantesimo; gli misero un braccio attorno alle spalle di Diego, e quest'ultimo fece del
proprio meglio per sembrare un ragazzo intento ad aiutare l'amico sbronzo a tornare a casa. Una volta
raggiunta la Toyota, gli legarono i polsi e le caviglie con un cavo di elettro e poi, testa a penzoloni e
corpo floscio, lo misero sul sedile posteriore.
Avevano discusso se fosse il caso di correre dritti alla convergenza, ma decisero di andare
prima all'Istituto per prendere ulteriori armi e consultarsi con gli altri. Emma, soprattutto, non vedeva
l'ora di parlare con Julian. Lo aveva chiamato diverse volte, ma lui non le aveva risposto. Si era detta
che probabilmente aveva da fare con i ragazzi, ma sent insinuarsi un vago senso di preoccupazione
mentre si mise al posto di guida, con Cristina accanto. Diego il Perfetto si sedette accanto a Sterling,
tenendogli il pugnale puntato alla gola.
Emma part con una sonora sgommata. Era furibonda, almeno per met con se stessa. Come
aveva fatto a non capire che Sterling non era la vittima, ma l'assassino? Come avevano fatto a non
pensarci?
Non  colpa vostra disse Diego il Perfetto, come se le avesse letto nella mente. Aveva senso
pensare che la Lotteria scegliesse le vittime, non gli uccisori.
E Johnny Rook ci ha mentito ringhi lei. O per lo meno ci ha lasciato credere che stavamo
proteggendo qualcuno.
Invece stavamo proteggendo un killer... Cristina aveva l'aria distrutta. Continuava a stringere
la medaglietta al collo.
Non fatevene una colpa disse Diego il Perfetto. Stavate investigando senza informazioni.
Senza aiuto da parte dei Fratelli Silenti n di nessun altro.
Cristina gir la testa e lo trapass con lo sguardo. E tu come fai a sapere tutte queste cose?
Cosa ti fa pensare che stavamo investigando? intervenne anche Emma. Solo perch hai visto
me e Julian a casa di Wells?
Quello  stato il mio primo indizio. Dopo, ho chiesto in giro. Ho parlato con un tizio al
Mercato delle Ombre...
Johnny Rook, di nuovo disse Emma, disgustata. Ma c' qualcuno a cui quello non spiffera
tutto?!
In effetti ha parlato. Mi ha detto che stavate indagando sugli omicidi senza che il Conclave ne
sapesse nulla. Che era un segreto. Ho avuto paura per te, Cristina.
Lei sbuff dalle narici, senza voltarsi.
Tina... Ora la voce di Diego il Perfetto era piena di nostalgia. Tina, ti prego.
Emma, un po' in imbarazzo, si mise a fissare la strada dritta davanti a s. Erano quasi in vista
dell'oceano. Cerc di concentrarsi su quello e non sulla tensione che c'era tra gli altri passeggeri
coscienti a bordo della macchina.
Cristina strinse pi forte la medaglietta, ma non disse nulla.
Rook ha detto che stavate investigando perch pensavate che gli omicidi fossero legati alla
morte dei tuoi genitori spieg Diego il Perfetto rivolgendosi a Emma. Per quanto possa servire, sappi
che mi dispiace.
 successo tanto tempo fa. Lo osserv dallo specchietto retrovisore. Una sottile collana di
rune gli circondava il collo come una torque antica. Aveva i capelli ricci, non selvaggi come quelli di
Julian, ma con delle ciocche definite che gli ricadevano sulla punta delle orecchie.
Era bello, senza dubbio. E sembrava anche simpatico. E poi faceva delle mosse da tipo
tostissimo. In pratica... era davvero Diego il Perfetto, pens sarcastica. Non c'era da stupirsi se la sua
amica fosse rimasta cos ferita.
E tu cosa ci fai qui? gli chiese Cristina proprio in quel momento. Emma ha un motivo per
indagare su quegli omicidi, ma tu?
Sai che sono stato alla Scholomance. E sai che spesso i Centurioni mandati a indagare su casi
che non ricadono strettamente nell'ambito della missione degli Shadowhunters...
Si sent un lamento roco. Sterling si era svegliato di colpo e ora si stava agitando convulsamente
sul sedile posteriore. Il coltello di Diego il Perfetto balen al buio; le auto dietro di loro suonarono il
clacson quando Emma sterz a destra per buttarsi su Ocean Avenue.
Lasciatemi andare! Sterling tentava di ribellarsi al cavo che gli bloccava i polsi.
Lasciatemi!
Grid di dolore quando Diego lo sbatt con violenza contro lo schienale, premendogli il coltello
alla giugulare. Togliti di dosso gli url il prigioniero. Togliti di dosso, cazzo!
Sterling lanci un gemito acuto: Diego gli aveva piantato un ginocchio nella coscia. Adesso ti
calmi, ok? gli disse, con una flemma da brividi.
Stavano ancora sfrecciando su Ocean Avenue, profilata a destra e a sinistra da palme che
sembravano ciglia. Emma sterz bruscamente sulla corsia per girare a sinistra e si lanci gi lungo la
rampa che dava sulla statale costiera, in mezzo a un coro di clacson strombazzanti.
Cristo santo! esclam Sterling. Chi ti ha dato la patente?
Nessuno ti ha chiesto di commentare! sbott Emma mentre si infilavano in mezzo al traffico
scorrevole. Per fortuna era tardi, e le corsie quasi vuote.
Non voglio morire sulla Pacific Coast Highway! si lagn Sterling.
Oh, quanto mi dispiace... La voce di Emma grondava acido. Per caso c' un'altra strada su
cui preferiresti morire? Perch sappi che potremmo metterci d'accordo.
Stronza... sibil l'altro.
Cristina si volt di scatto. Si ud una specie di schiocco, come un colpo di pistola. Un secondo
dopo, mentre passavano accanto a un gruppo di surfisti che camminava a bordo strada, Emma si
accorse che la sua amica aveva appena tirato a Sterling un ceffone in faccia.
Non dare della stronza alla mia amica, hai capito?
Sterling si massaggi la mascella. Aveva gli occhi stretti come fessure. Non hai nessun diritto
di toccarmi. C'era un tono lagnoso nella sua voce. I Nephilim si immischiano solo nelle questioni
che infrangono gli Accordi.
Sbagliato disse Diego. Ci immischiamo in tutte le questioni che ci pare.
Ma Belinda ci ha detto che...
A proposito riprese Cristina. Com' che sei finito a unirti a quel culto, o qualsiasi altra cosa
sia, al Teatro della Mezzanotte?
Sterling esal un respiro tremante. Siamo votati alla segretezza disse infine. Se vi dicessi
tutto quello che so... voi mi proteggereste?
Forse rispose Emma. Ma tu sei legato, e noi pesantemente armati. Pensi davvero di avere
delle possibilit, se non parli?
Sterling guard Diego: lo Shadowhunter stringeva il pugnale senza troppo impegno, quasi fosse
stato una penna. Nonostante ci, attorno a lui aleggiava un senso di potere concentrato e pronto a
esplodere in meno di un secondo. Se Sterling aveva un briciolo di cervello, doveva esserne terrorizzato.
Ci sono entrato tramite un amico che fa il produttore. Mi aveva detto di aver trovato un modo
garantito per trasformare tutto quello che toccava in oro... Non in senso letterale, eh si affrett ad
aggiungere.
Nessuno ha pensato che intendessi in senso letterale, idiota disse Emma.
Sterling sbuff di rabbia, ma Diego lo fece smettere subito premendogli pi forte la punta del
coltello alla gola.
Chi  il Guardiano? domand Cristina. Chi guida i Seguaci del teatro?
Non ne ho idea rispose Sterling, mogio. Nessuno lo sa. Nemmeno Belinda.
Ho visto Belinda al Mercato delle Ombre, cercava di pubblicizzare il vostro piccolo culto...
disse Emma. Scommetto che promettevano soldi e fortuna a chi partecipava ai loro incontri. Bastava
correre il rischio delle lotterie, sbaglio?
Non sembravano chiss quale rischio spieg Sterling. Venivano organizzate solo una volta
ogni tanto. Se eri estratto, nessuno poteva toccarti. Nessuno poteva interferire finch non toglievi la vita
a qualcuno.
Il viso di Cristina si contorse di disgusto. E chi ci riusciva? Cosa gli succedeva?
Riceveva tutto quello che voleva: diventare ricco, bello e cos via. Dopo un sacrificio tutti si
rafforzano, ma chi lo esegue diventa pi forte degli altri.
Come fai a saperlo? chiese Cristina. A teatro c'era qualcuno che era gi stato scelto dalla
Lotteria?
Belinda rispose prontamente Sterling. Lei  stata la prima. Gran parte degli altri non 
rimasta, probabilmente sono chiss dove a godersi la vita. Tranne Ava, certo.
Ava Leigh aveva vinto alla Lotteria? chiese Emma. Quella che viveva con Stanley Wells?
Diego pungol la gola di Sterling. Cosa sai di Ava?
Sterling si ritrasse dalla lama. S, aveva vinto. Sentite, non contava chi scegliessero gli estratti.
L'unica regola era evitare tutti i Nascosti tranne le fate. Alcuni dei vincitori optavano per gente che
conoscevano. E Ava, per esempio, aveva scelto di ammazzare il suo fidanzato vecchio e ricco, perch
l'aveva stancata. Ma ucciderlo l'ha fatta uscire di testa, e dopo si  suicidata. Si  lasciata morire
affogata nella piscina di lui. Che stupidata, avrebbe potuto avere tutto quello che voleva...
Non  stato un suicidio dichiar Emma. L'hanno uccisa.
Lui fece spallucce. Nah, si  offerta lei.  quello che dicono tutti.
Si vedeva che Cristina ce la stava mettendo tutta per mantenere il controllo. Tu la conoscevi
disse. E non t'importa? Non provi niente? E il senso di colpa per la ragazza che hai ucciso?
Una tizia del Mercato delle Ombre disse l'altro con un'alzata di spalle. Vendeva gioielli. Le
ho detto che avrei potuto portare i suoi modelli nei grandi magazzini. Che sarebbe diventata ricca, se
avesse accettato di incontrarmi. Sbuff dal naso. I soldi piacciono a tutti.
Avevano superato un ingorgo sulla statale e raggiunto una distesa di sabbia punteggiata dalle
torrette blu dei guardiaspiagge.
Quel fuoco azzurro disse Emma, pensando ad alta voce. Dentro c'era il Guardiano. Si sono
portati il corpo alla convergenza. Tu hai accoltellato la ragazza, ma il Guardiano l'ha afferrata prima
che morisse. Quindi le morti avvengono alla convergenza, e anche tutto il resto: la bruciatura,
l'immersione in acqua di mare, le rune... Tutto il rituale, insomma.  cos?
Gi. E anch'io avrei dovuto essere portato l rispose Sterling con una nota di risentimento
nella voce. Dove il Guardiano mi avrebbe ringraziato dandomi tutto ci che volevo. Avrei potuto
assistere al rituale. Una morte ci rafforza tutti.
Emma e Cristina si scambiarono un'occhiata. Sterling non stava chiarendo le cose: le stava
ingarbugliando ancora di pi.
Hai detto che lei era l'ultima intervenne Diego. Adesso cosa succede? Qual  la
ricompensa?
Sterling grugn. Non ne ho idea. Non sono arrivato dove sono arrivato nella vita facendo
domande di cui non mi serve la risposta.
Arrivare dove sei arrivato nella vita? ripet Emma, irritata. Intendi dire legato sui sedili
posteriori di una macchina?
Vide davanti a s le luci del molo di Malib che brillavano sullo sfondo dell'acqua scura. Chi
se ne importa. Il Guardiano ha detto che mi trover disse Sterling.
Io non ci conterei sugger Diego con la sua voce profonda.
Emma lasci la statale per immettersi sulla familiare strada che saliva verso l'Istituto. In
lontananza vedeva le sue luci, che illuminavano il percorso accidentato sotto le ruote dell'auto. E
quando ti trover veramente? Secondo te cosa far? Ti dar il benvenuto, dopo che ci hai detto tutte
queste cose? Non credi che te la far pagare?
C' ancora una cosa che devo dargli rispose Sterling. Lo ha fatto Belinda. E lo ha fatto
anche Ava. Un'ultima, ultima cosa. Dopodich...
Sterling si interruppe per lanciare un ululato di terrore. L'Istituto incombeva davanti a loro.
Diego il Perfetto imprec.
Emma! Cristina era sconvolta. Emma, fermati!
Lei vide i contorni familiari dell'Istituto, il vialetto di fronte a loro, i canyon e le colline sullo
sfondo. C'erano ombre ovunque attorno all'edificio, ma fu solo quando la macchina super l'ultima
salita e i fari illuminarono l'Istituto che prov un vero shock.
L'Istituto era circondato.
Delle figure  scure, dalle fattezze umane  lo stavano attorniando formando una sorta di
quadrato. Erano spalla a spalla, completamente mute e immobili, e ricordarono a Emma antichi disegni
di guerrieri greci.
Sterling grid qualcosa di incomprensibile. Lei pigi sui freni mentre i fari anteriori dell'auto
scorrevano sui cespugli calpestati davanti all'edificio. Le figure erano illuminate come se fosse giorno.
Alcune le erano familiari. Riconobbe il ragazzo riccio che suonava nel complesso del Teatro della
Mezzanotte, con il viso immobile in un ghigno di pietra. Accanto a lui c'era una donna  capelli scuri,
labbra rosse  che alz una mano in cui teneva una pistola.
Belinda! Sterling sembrava sconvolto e terrorizzato. Lei...
La mano di Belinda rimbalz all'indietro insieme all'arma, e uno scoppio stord i timpani di
Emma: lo pneumatico anteriore dell'auto era esploso, spaccato in due da una pallottola. Sbandarono di
lato con violenza e finirono dentro a un fossato.
Buio, e il rumore di vetro in frantumi. Emma sent il volante che le andava a sbattere contro il
petto, togliendole il fiato. I fari si spensero. Cristina gridava, e dai sedili posteriori provenivano dei
fruscii concitati. Armeggi con la cintura di sicurezza per sganciarla, girandosi verso Cristina.
Non c'era pi. Anche il sedile posteriore era vuoto. Apr la portiera con una spinta e per poco
non cadde sullo sterrato. Si rimise in piedi, voltandosi.
L'auto si era schiantata con il muso dentro a un fossato, e dallo pneumatico esploso saliva del
fumo. Diego si stava allontanando dalla portiera del lato passeggero, facendo scricchiolare con gli
stivali la terra arida. Stava trasportando Cristina, tenendole il braccio sinistro infilato sotto le ginocchia;
una delle gambe di lei era piegata in modo strano. Lei si stava aggrappando a lui con una mano sulla
spalla, e con le dita gli stringeva la stoffa della felpa.
Diego sembrava un eroe sotto quel chiaro di luna. Una specie di Superman. Diego il Perfetto...
In un certo senso Emma aveva voglia di tirargli addosso qualcosa, ma non lo fece per paura di colpire
Cristina. Lo vide sollevare il mento virile in direzione dell'Istituto. Emma!
Lei si gir. Le figure che circondavano l'edificio ora si erano voltate verso di lei. Verso di lei,
verso Diego e verso quello che restava della macchina.
Illuminate dalla luna, erano presenze inquietanti. Severe sagome nere e grigie, dai volti
indistinti. Mannari, mezze fate, soggiogati, ifrit: i Seguaci.
Emma! la chiam di nuovo Diego. Aveva estratto lo stilo e stava disegnando una runa di
Guarigione sul braccio di Cristina. Sterling sta scappando, ha la tua spada!
Emma si gir di scatto mentre Sterling le saett accanto a una velocit disumana. Si era liberato
polsi e caviglie, ma il sangue gli macchiava l'orlo dei pantaloni. Belinda! grid. Sono qui!
Aiutami! Mentre correva teneva in mano qualcosa, qualcosa che splendeva di luce dorata nel buio.
Cortana.
Emma si sent esplodere il petto di una rabbia che le percorse le vene come polvere da sparo
accesa. Un secondo dopo stava gi scattando, pestando forte i piedi sull'erba e sul fango per inseguire
Sterling. Salt rocce, schizz accanto a figure indistinte. Lui era veloce, ma lei lo fu ancora di pi. Lo
raggiunse quasi davanti ai gradini dell'Istituto, poco prima che arrivasse dov'era Belinda.
Gli si butt addosso, gli afferr la giacca e lo fece voltare. Aveva il viso sporco, striato di
sangue, pallido di terrore. Gli strinse il polso della mano in cui teneva Cortana. La sua spada. La spada
di suo padre. Il suo unico legame con una famiglia che sembrava essersi dissolta nel passato come
polvere sotto la pioggia.
Ud uno schiocco. Sterling grid e croll sulle ginocchia, lasciando cadere Cortana a terra. Lei
si pieg per riprenderla, ma, appena si fu rialzata, si ritrov circondata da un gruppetto di Seguaci
capeggiato da Belinda.
Che cosa le hai detto, Sterling? chiese la donna, scoprendo i denti piccoli e bianchi dietro alle
labbra rosse.
N-niente... Sterling si stava tenendo il polso, che riportava una brutta distorsione. Avevo
preso la spada per portarla a te come prova di buona fede...
Cosa dovrei farmene di una spada? Idiota. Si rivolse a Emma. Siamo qui per lui disse
indicando Sterling. Lasciacelo e ce ne andremo. Le sorrise. Se ti stai chiedendo come abbiamo fatto
a sapere di dover venire qui, sappi che il Guardiano ha occhi ovunque.
Emma! Era la voce di Cristina; lei si gir e la vide fuori dal quadrato formato dai Seguaci,
con Diego al suo fianco. Fu felice di notare che zoppicava solo leggermente.
Lasciateli passare ordin Belinda, e la folla si divise per far s che Diego e Cristina potessero
mettersi uno a un fianco e una all'altro di Emma. Poi lo schieramento si richiuse.
Che cosa sta succedendo? domand Diego, stringendo lo sguardo su Belinda. Sei tu il
Guardiano?
Lei scoppi a ridere. Un attimo dopo, diversi degli altri Seguaci, compreso il ragazzo con i
capelli ricci, risero con lei. Io? Sei uno spasso, bello. Gli fece l'occhiolino come per riconoscere la
sua perfezione. Non sono io il Guardiano, per so che cosa vuole. So cos' necessario. E in questo
momento ha bisogno di Sterling. Tutti i Seguaci hanno bisogno di lui.
Il diretto interessato piagnucol, ma il suo lamento si perse tra le risate della folla. Emma si
stava guardando attorno, valutando la distanza che la separava dal portone d'ingresso dell'Istituto. Se
fossero riusciti a entrare, i Seguaci non avrebbero potuto raggiungerli. Ma a quel punto sarebbero stati
in trappola, e non avrebbero potuto invocare l'aiuto del Conclave.
Sterling racchiuse una mano attorno alla caviglia di Diego. A quanto pareva, aveva deciso di
scommettere su di lui per ottenere clemenza. Non permettere che mi prendano! lo implor. Mi
uccideranno. Ho sbagliato, e mi uccideranno!
Non possiamo dartelo annunci Diego. Emma era quasi certa di essersi solo immaginata il
dispiacere nella sua voce. La nostra missione  quella di proteggere i mondani, a meno che
rappresentino un pericolo per la nostra vita.
Non so... intervenne lei ripensando alla ragazza con i capelli verdi che moriva dissanguata.
Lui mi sembra ammazzabile.
Belinda incurv le sue labbra rosse in un sorriso. Lui non  un mondano. Nessuno di noi lo .
La nostra missione  proteggere, in un modo o nell'altro ribad Diego. Emma scambi uno
sguardo con Cristina, ma cap subito che anche lei era d'accordo con Diego. La piet era una
caratteristica che l'Angelo si aspettava dagli Shadowhunters. La piet era la Legge. Ma a volte Emma
temeva che la sua personale capacit di dimostrarla fosse stata distrutta dalla Guerra Oscura.
Ci serve per avere informazioni le sussurr l'amica, ma Belinda la sent, e serr le labbra.
A noi serve di pi disse. Ora consegnatecelo e noi ce ne andremo. Voi siete in tre, noi in
trecento. Pensateci.
Emma scagli Cortana.
Le part dalla mano cos in fretta che Belinda non ebbe nemmeno la possibilit di reagire.
L'arma volteggi attorno ai Seguaci come un ago attorno alla bussola, dorato e splendente. Emma ud
grida e lamenti, met di stupore e met di dolore, dopodich la spada fu di nuovo nella sua mano,
solidamente racchiusa nel palmo.
Belinda si guard attorno con genuino stupore. La punta di Cortana aveva appena sfiorato gli
abiti dei Seguaci; alcuni sanguinavano, altri avevano riportato solo degli strappi ai vestiti. Tutti si
stavano aggrappando gli uni agli altri, allibiti e spaventati.
Cristina sembrava entusiasta. Diego il Perfetto, soltanto pensieroso.
Essere in minoranza non significa per forza essere battuti disse Emma.
Uccidetela ordin Belinda, sollevando la pistola e premendo il grilletto.
Emma ebbe a malapena il tempo di prepararsi all'impatto prima che qualcosa le attraversasse di
corsa il campo visivo  qualcosa color argento lucente , dopodich ud un forte colpo. Un pugnale era
caduto a terra, davanti ai suoi piedi, con una pallottola conficcata nel manico.
Diego la stava guardando, con la mano ancora aperta. Aveva lanciato lui il coltello,
intercettando la pallottola. Non le aveva salvato la vita, forse, visto che le tenute erano antiproiettile,
ma di sicuro le aveva impedito di cadere a terra ed essere uccisa magari da una seconda pallottola alla
testa.
Non ebbe il tempo di ringraziarlo. Gli altri Seguaci le si stavano scagliando contro, e questa
volta il freddo della battaglia le inond le vene. Fu come se il mondo rallentasse. Il ragazzo mezzo fata
con i capelli ricci si slanci in aria, cercando di piombarle addosso. Lei lo trafisse prima che potesse
toccare terra, lacerandogli il petto. Il sangue le spruzz tutto attorno mentre rimetteva la spada dentro al
fodero, una lenta e calda cascata di gocce rosse.
Il ricciolino rovin a terra. La lama di Cortana era sporca di sangue quando lei la brand ancora,
trasformandola in una nube dorata attorno a s. Sent delle grida. Sterling era acquattato a terra a
proteggersi la testa.
Fer braccia e gambe; fece saltare pistole dalle mani. Diego e Cristina stavano facendo lo stesso
con le loro armi. Cristina lanci il coltello a farfalla, che and a piantarsi dentro la spalla di Belinda,
facendola cadere all'indietro. Lei imprec e lo estrasse, buttandolo da una parte. Anche se ora c'era un
buco nel suo maglione bianco, non si vedeva nessuna traccia di sangue.
Emma indietreggi finch non fu di fronte a Sterling. Entra nell'Istituto! grid a Cristina.
Chiama gli altri!
Cristina annu e corse verso i gradini. Era a met strada quando un soggiogato dalla pelle grigia
e dagli occhi rossi le si avvent contro affondandole i denti nella gamba gi ferita.
Cristina lanci un grido. Quando Emma e Diego si voltarono lei stava pugnalando la creatura,
che si allontan soffocando nel proprio sangue. Sulla gamba della tenuta di Cristina c'era uno strappo.
Diego le corse incontro sull'erba; Emma nel frattempo si era distratta, e not solo un vago
movimento con la coda dell'occhio prima che Belinda le si scagliasse addosso con la mano sinistra
tesa. Gliela strinse attorno alla gola.
Si sent strozzare. Cerc disperatamente di ghermire l'altro braccio di Belinda, e quando ci
riusc tir forte: mentre la donna si allontanava da lei, il guanto le scivol via.
Il suo braccio destro terminava con un moncherino. Belinda fece una smorfia, ed Emma sent
l'urlo di Cristina. Aveva il pugnale ben saldo in mano, sebbene la gamba della divisa fosse inzuppata di
sangue. Diego era al suo fianco, un'ombra colossale sullo sfondo dell'Istituto.
Ti manca una mano trasal Emma, sollevando Cortana fra s e l'avversaria. Proprio come
Ava...
Il portone dell'Istituto si spalanc. Sfavill una luce cos intensa da risultare accecante, ed
Emma rimase impietrita, con la spada insanguinata in mano. Alz lo sguardo e vide, nell'atrio, Julian.
Stava tenendo sollevata sopra la testa una spada angelica che splendeva come una stella, capace
di sbiancare persino la luna e il cielo. I Seguaci indietreggiarono come davanti al bagliore emanato da
un aeroplano in picchiata.
In quel preciso istante Emma guard dritto negli occhi di Jules, e lui nei suoi. Si sent gonfiare
d'orgoglio: ecco il suo Julian. Un ragazzo con un animo gentile, ma ogni animo conteneva anche il suo
opposto, e l'opposto della gentilezza era l'essere spietati  lo splendido naufragio della piet.
Glielo leggeva in viso. Per salvare lei avrebbe ucciso chiunque le si fosse avvicinato. Non ci
avrebbe ripensato finch non fosse stato tutto finito, finch avesse visto il sangue scorrere gi dallo
scarico del lavandino come pittura scarlatta. E non se ne sarebbe pentito.
Basta disse, e anche se non aveva gridato, i Seguaci si immobilizzarono, come se riuscissero
a leggergli l'espressione sul viso bene quanto Emma. Come se avessero paura.
Emma afferr Sterling da dietro per la maglietta, tirandolo in piedi. Andiamo gli disse
iniziando a farsi largo tra la folla per trascinarlo verso l'Istituto. Se fosse riuscita a portarlo dentro...
Ma all'improvviso Belinda torn all'attacco, spingendo gli altri Seguaci ad avvicinarsi ai
gradini dell'Istituto. Attorno al buco nel suo maglione continuavano a non esserci tracce di sangue, e si
era rimessa il guanto. Dai suoi boccoli in stile anni Quaranta sfuggivano scomposti dei capelli scuri, e
sul viso aveva un'espressione furiosa.
Si scagli in avanti mettendosi fra Emma e le scale. Cristina e Diego erano poco dietro di loro:
lei sussultava di dolore, aveva il viso pallido.
Julian Blackthorn! grid Belinda. Esigo che tu ci permetta di prendere quest'uomo disse
indicando Sterling, e di portarlo via di qui! E che smettiate di intromettervi nei nostri affari! I Seguaci
del Guardiano non hanno niente a che vedere con le vostre Leggi.
Julian scese un gradino solo. Il bagliore della sua spada angelica gli rendeva gli occhi di un
verde sottomarino inquietante. Come osi venire qui le rispose, freddo. Come osi invadere lo spazio
dei Nephilim e come osi avanzare richieste. Il tuo stupido culto non era affare nostro, no, finch non
avete iniziato a uccidere. Adesso  affare nostro farvi smettere, e lo faremo.
Belinda emise una risata aspra. Siamo in trecento. Voi in pochi, pochissimi. E poi siete dei
bambini...
Non tutti disse un'altra voce, e sulle scale accanto a Julian comparve Malcom Fade.
I Seguaci rimasero sbalorditi. La maggior parte di loro non lo aveva riconosciuto, ma il fatto
che fosse circondato da un'aura di fuoco violaceo e scoppiettante stava chiaramente mettendo molti in
agitazione.
Sono Malcom Fade annunci. Sommo Stregone di Los Angeles. Sapete cosa sono gli
stregoni, vero?
Emma non riusc a trattenere una sonora risata. Diego il Perfetto era a bocca aperta. Sterling,
bianco come uno straccio per la paura.
Uno di noi prosegu Malcom vale cinquecento di voi. Posso ridurvi in cenere in sei secondi
netti, e poi usare quello che resta per imbottire un orsacchiotto da regalare alla mia ragazza. Non che ne
abbia una, al momento. Per si vive di speranze.
Sei uno stregone, e servi i Nephilim? disse Belinda. Dopo tutto quello che hanno fatto ai
Nascosti?
Non cercare di usare la tua scarsa conoscenza di mille anni di politica con me, tesoro. Non
attacca. Malcom guard l'orologio. Vi do un minuto. Dopodich chiunque si trover ancora qui
prender fuoco.
Nessuno si mosse.
Sospirando, Malcom indic un cespuglio di salvia alla base dei gradini: divamp all'istante,
provocando un fumo dal sentore aromatico, con le fiamme che rispondevano ai movimenti delle dita
dello stregone.
I Seguaci si girarono e corsero verso la strada. Emma rimase ferma in piedi mentre quelli le
sfrecciavano accanto, come se fosse bloccata al centro di una valanga. In un attimo sparirono tutti
tranne Belinda.
Aveva dipinta sul viso una rabbia tremenda, e una disperazione ancora pi profonda:
un'espressione che raggel tutti.
Lei sollev gli occhi scuri su Julian. Tu disse. Tu ora pensi di averci sconfitti grazie al tuo
amichetto stregone, ma noi sappiamo tante cose su di te... Ah, quante cose potremmo raccontare al
Conclave. La verit su tuo zio. La verit su chi dirige l'Istituto. La verit...
Julian era sbiancato, ma prima che potesse muoversi o parlare, un grido agonizzante squarci
l'aria. Era stato Sterling a emetterlo. Si tenne il petto mentre tutti, Belinda compresa, si girarono verso
di lui. Lo videro accasciarsi sull'erba con un fiotto di sangue che gli colava dalla bocca, macchiando il
terreno. Gli occhi gli si gonfiarono di paura, le ginocchia cedettero. Gherm l'erba con le dita, dalle
quali brill un vistoso anello con uno scarabeo rosa, dopodich rimase immobile.
 morto disse Cristina, incredula. Si gir verso Belinda. Che cosa gli hai fatto?
Per un attimo lei sembr incredula, scioccata come gli altri. Poi disse: Meglio che non lo
sappiate e si avvicin con disinvoltura al corpo, chinandosi come per esaminarlo.
Un secondo dopo nella mano sinistra le balen un coltello. Si sentirono dei rumori grotteschi di
carne recisa, ed ecco che le mani di Sterling non erano pi attaccate ai polsi. Belinda le sollev
sorridendo.
Grazie disse. Il Guardiano sar felice di sapere che  morto.
Per un attimo Emma ripens al cadavere di Ava in piscina, alla pelle frastagliata del suo polso
mozzato. Era quella la macabra prova che il Guardiano pretendeva per essere sicuro della fine di chi
voleva morto? Ma Belinda? Lei era ancora viva. Doveva essere un tributo?
Belinda sorrise ancora, interrompendo i pensieri di Emma.
A dopo, piccoli Shadowhunters disse prima di correre verso la strada tenendo in alto i suoi
trofei insanguinati.
Emma fece un passo in avanti con l'intenzione di salire i gradini dell'Istituto, tuttavia Malcom
alz una mano per fermarla.
Emma, resta dove sei. Cristina, allontanati dal corpo.
Cristina fece come le era stato detto, tenendosi stretta la medaglietta al collo. Il corpo di Sterling
giaceva ai suoi piedi, rannicchiato su se stesso. Dai polsi amputati non fluiva pi sangue, ma in
compenso il terreno tutto attorno ne era completamente intriso.
Indietreggiando, Cristina si scontr con Diego. Lui alz le mani come per farle mantenere
l'equilibrio e lei, con grande sorpresa di Emma, non si oppose. Si vedeva che stava soffrendo molto; il
sangue della ferita alla gamba era arrivato a imbrattarle la scarpa.
Malcom riabbass la mano, incurvando le dita. Il corpo di Sterling divamp tra le fiamme di un
fuoco magico che bruciava forte, rapido e deciso. Per un attimo sembr emanare un bagliore intenso,
poi divenne cenere; il fuoco si estinse e sul terreno non rimase che una chiazza carbonizzata e
macchiata di sangue, a testimonianza di dove era stato il corpo.
Emma si rese conto che stava ancora impugnando Cortana. Si inginocchi, ripul
meccanicamente la lama sull'erba secca e la rimise nel fodero. Quando si alz in piedi, cerc Julian con
lo sguardo. Era appoggiato a una delle colonne accanto al portone d'ingresso dell'Istituto, con la spada
angelica ormai spenta che gli pendeva dalla mano.
Incontr il suo sguardo per un attimo appena: aveva gli occhi tristi.
Li distolse quando il portone si apr, lasciando spuntare Mark.  finita? chiese.
 finita gli rispose Julian, esausto. Almeno per il momento.
Lo sguardo di Mark pass in rassegna gli altri: Emma, Cristina... e poi Diego, su cui si
sofferm in maniera particolare. Diego se ne accorse e rimase sorpreso da tanta intensit.
Lui chi ? chiese Mark.
Diego disse Emma. Diego Rocio Rosales.
Diego il Perfetto? domand Mark, incredulo.
Diego lo sembr ancora pi di lui. Prima che potesse dire qualsiasi cosa, Cristina cadde a terra
tenendosi la gamba. Mi serve... disse, a corto di fiato un altro iratze...
Diego la prese fra le braccia e corse su per i gradini, ignorando le proteste di lei, che diceva di
poter camminare da sola. Devo portarla dentro disse, oltrepassando prima Julian e poi Mark. Avete
un'infermeria?
Certo rispose Julian. Al secondo piano...
Cristina! la chiam Emma, correndo su per i gradini, ma intanto lei e Diego erano gi spariti.
Si riprender la rassicur Malcom. Meglio se non le corri dietro, altrimenti i ragazzi si
spaventano.
Come stanno? chiese, ansiosa. Ty, Dru...
Stanno tutti bene la tranquillizz Mark. Ho badato io a loro.
E Arthur?
Credo non si sia nemmeno accorto di cosa stava succedendo disse Mark, incerto.  stato
strano che...
Emma si rivolse a Julian. Julian, cosa intendeva Belinda quando ha detto di sapere chi  che
dirige davvero l'Istituto?
Julian scosse la testa. Non lo so.
Malcom emise un sospiro di esasperazione. Jules. Diglielo.
Julian lo guard. Aveva l'aria esausta, anzi pi che esausta. Emma ricord di aver letto da
qualche parte che la gente affogava quando diventava troppo stanca per continuare a tenersi a galla: si
arrendeva e lasciava che il mare la prendesse. Ecco, in quel momento Julian mostrava quel tipo di
stanchezza. Malcom, no... sussurr.
Riesci anche solo a ricordarti tutte le bugie che hai raccontato? lo incalz lo stregone. Nel suo
sguardo non c'era la minima traccia della spensieratezza che lo caratterizzava: aveva occhi duri come
ametista. Non mi avevi detto che tuo fratello fosse tornato...
Oh... Mark! esclam Emma, rendendosi conto all'improvviso che, prima di quella sera,
Malcom non era al corrente della presenza del ragazzo all'Istituto. Si port una mano alla bocca. Mark
la guard inarcando un sopracciglio; sembrava notevolmente calmo.
Me lo avete tenuto nascosto prosegu lo stregone, sapendo che avrei capito che negli
omicidi erano coinvolte le fate e che, aiutandovi, sarei stato consapevole del rischio di infrangere la
Pace Fredda.
Restando all'oscuro di tutto non avresti potuto infrangerla disse Julian. Stavo proteggendo
anche te.
Forse, Julian. Ma adesso ne ho abbastanza. Devi dire la verit, altrimenti non vi aiuter pi.
Lui annu. Lo dir a Emma e a Mark. Agli altri no, non  giusto.
Tuo zio saprebbe dirti di chi sono queste parole: "Non nascondere nulla, perch il Tempo che
tutto vede e ode, tutto disveler".
Te lo so dire anch'io. Gli occhi di Julian ardevano, pronti a divampare. Sofocle.
Che ragazzo intelligente fece Malcom. Nella sua voce c'era affetto, ma anche stanchezza.
Lo stregone si volt e scese i gradini. Si ferm una volta arrivato in fondo, tenendo lo sguardo
fisso oltre Emma, due occhi troppo scuri perch lei potesse leggerli. Era come se stesse vedendo in
lontananza qualcosa a lei invisibile, perch troppo avanti nel futuro da immaginare o troppo indietro nel
passato da ricordare.
Ci aiuterai ancora? gli chiese Julian. Malcom, non vorrai... La voce gli si smorz in gola.
Lo stregone era svanito tra le ombre della notte. ... non vorrai abbandonarci? disse, parlando come
se sapesse che nessuno lo stava pi ascoltando.
Era ancora appoggiato alla colonna, come fosse l'unica cosa che lo tenesse in piedi, ed Emma
non pot fare a meno di pensare alle colonne della Sala degli Accordi, a Julian dodicenne rannicchiato
contro una di esse a singhiozzare.
Da allora aveva pianto altre volte, ma non spesso. Immaginava non ci fosse molto di
paragonabile a uccidere il proprio padre.
La spada angelica che Julian teneva in mano si era esaurita. La gett da parte appena Emma gli
si avvicin, facendo scivolare una mano nella sua, ora libera. Non ci fu passione in quel gesto, niente
che potesse richiamare la notte trascorsa in spiaggia. Solo la solidit incrollabile di un'amicizia
condivisa da pi di un decennio.
Lui la guard, e lei riconobbe gratitudine nei suoi occhi. Per un momento, al mondo ci furono
loro due soltanto: i loro respiri, la punta delle dita di lui che danzava sulla pelle scoperta del polso di
lei. G-R-A-Z-I-E.
Malcom ha detto che dovevi dirci una cosa fece Mark al fratello. Tu sembravi d'accordo. Di
cosa si tratta? Se continuiamo a far aspettare i ragazzi, scoppier una rivolta.
Julian annu. Raddrizz la schiena, si stacc dalla colonna. Era tornato a essere il bravo fratello
maggiore, il buon soldato, il ragazzo che sapeva sempre cosa fare.
Vado io a spiegare cosa sta succedendo. Voi due aspettatemi in sala da pranzo disse.
Malcom ha ragione. Dobbiamo parlare.
LOS ANGELES, 2008
Julian non si sarebbe mai scordato il giorno dell'arrivo di suo zio Arthur all'Istituto di Los
Angeles.
Era solo la sua terza visita, sebbene il fratello Andrew, il padre di Julian, avesse gestito il pi
grande Istituto della costa occidentale per molti anni. I rapporti tra Andrew e il resto della famiglia
Blackthorn si erano incrinati quando una fata si era presentata sui gradini di casa sua con due
bambini addormentati al seguito, presentandoli come il figlio e la figlia che lui aveva avuto con Lady
Nerissa della Corte Seelie e affidandoli quindi alle sue cure.
Nemmeno il fatto che sua moglie li avesse subito adottati, adorati e trattati esattamente come
gli altri figli avuti da Andrew era bastato a riparare del tutto il danno. Julian aveva sempre pensato
che sotto ci fosse altro rispetto a quello che suo padre voleva ammettere. Sembrava che anche Arthur
pensasse la stessa cosa, ma nessuno dei due parlava di ci che sapeva, e ora che Andrew era morto
Julian sospettava che la verit fosse morta con lui.
Julian, in cima alla scalinata dell'Istituto, guardava suo zio scendere dall'auto con cui Diana
era andata a prenderlo in aeroporto. Arthur avrebbe potuto spostarsi con un Portale, ma aveva scelto
di viaggiare come un mondano. Sembrava esausto e disordinato mentre si avvicinava ai gradini,
seguito da Diana. Julian not che lei aveva le labbra serrate, e si chiese se Arthur avesse fatto
qualcosa per infastidirla. Sperava di no: Diana era all'Istituto di Los Angeles da un mese soltanto, ma
lui gi la adorava. Sarebbe stato meglio per tutti se lei e Arthur fossero andati d'accordo.
Arthur entr nell'atrio battendo le ciglia mentre gli occhi abbagliati dal sole si adeguavano
alla penombra dell'interno. Gli altri Blackthorn erano l, con indosso i loro vestiti migliori: Dru era in
velluto, e Tiberius aveva la cravatta al collo. Livvy teneva in braccio Tavvy con un sorriso speranzoso
sul viso. Emma se ne stava prudente ai piedi della scala, chiaramente consapevole di far parte della
famiglia ma, al contempo, di non essere davvero una di loro.
Si era raccolta le trecce, spire di capelli chiari che si avvolgevano su se stesse ai lati della
testa. Quello Julian se lo ricordava ancora.
Diana fece le presentazioni. Julian diede la mano allo zio, notando che da vicino non
assomigliava molto a suo padre. Forse era una cosa positiva. L'ultimo ricordo di suo padre non era
piacevole.
Lo fiss mentre lui gli stringeva la mano in una presa salda. Arthur aveva i capelli castani dei
Blackthorn, anche se ormai erano diventati quasi tutti grigi, e gli occhi verde-azzurro spuntavano da
dietro due lenti da vista. Aveva la faccia larga, i lineamenti marcati e zoppicava ancora leggermente
per via di una ferita riportata durante la Guerra Oscura.
Si gir per salutare il resto dei ragazzi e Julian prov una scossa nelle vene. Vide il viso
speranzoso di Dru che si alzava su di lui, lo sguardo schivo di Ty e pens: "Amali. Amali. Per
l'Angelo, amali".
Non contava se nessuno avrebbe amato lui. Aveva dodici anni. Era grande abbastanza. Aveva i
Marchi, era uno Shadowhunter. Aveva Emma. Ma gli altri avevano ancora bisogno di qualcuno che
desse loro il bacio della buonanotte, che scacciasse gli incubi, mettesse i cerotti sulle ginocchia
sbucciate e consolasse i sentimenti feriti.
Arthur and da Drusilla e le strinse goffamente la mano. Il sorriso di lei spar quando lo zio
pass direttamente a Livvy, ignorando Tavvy, e poi si sporse verso Tiberius con la mano tesa.
Ty non gliela strinse.
Guardami, Tiberius gli disse allora lui, con voce leggermente roca. Si schiar la voce.
Tiberius! Si rimise dritto e guard Julian. Perch non mi guarda?
Non sempre gli piace il contatto visivo diretto.
Perch? Che problemi ha?
Julian vide Livvy che faceva scivolare la sua mano in quella del gemello. Fu l'unica cosa che
gli imped di tirare un pugno allo zio e di raggiungere il fratello minore. Nessuno.  fatto cos e
basta.
Strano disse Arthur, voltando le spalle a Ty e dimenticandosene per sempre. Guard Diana.
Dov' il mio ufficio?
Le labbra di Diana si trasformarono in una linea ancora pi sottile. Julian si sent sul punto di
soffocare. Diana non vive qui, n lavora per noi disse.  una tutor. Lavora per il Conclave. Ti aiuto
io a trovare il tuo ufficio.
Bene. Zio Arthur prese la valigia. Ho un sacco di lavoro da sbrigare.
Julian sal le scale sentendosi in testa tante piccole esplosioni che soffocavano la dissertazione
di zio Arthur circa l'importante monografia sull'Iliade alla quale stava lavorando. A quanto pareva la
Guerra Oscura aveva interrotto il suo lavoro, parte del quale era andato distrutto durante gli attacchi
all'Istituto di Londra.
Proprio non ci voleva, quella guerra disse Arthur entrando nell'ufficio che era stato del
padre di Julian. Le pareti erano rivestite di legno chiaro; decine di finestre si affacciavano sul cielo e
sull'oceano.
"Soprattutto per chi  morto" pens Julian, ma suo zio stava scuotendo la testa, le nocche della
mano bianche attorno alla maniglia della valigetta. Oh no, no! Qui non va per niente bene. Quando
diede le spalle alle finestre, Julian not che era pallido e sudato. Troppo vetro prosegu Arthur, con
la voce ridotta a un sussurro. Luce... troppa luce. Troppa. Toss. Non c' una soffitta?
Erano anni che Julian non andava l sopra, per ricordava ancora come ci si arrivava, ovvero
salendo una scala angusta che partiva dal quarto piano. Vi si avventur insieme allo zio, tossendo per
la polvere. Le assi di legno del pavimento erano annerite dalla muffa, c'erano pile di vecchi bauli e
un'enorme scrivania con una gamba rotta sistemata in un angolo.
Zio Arthur pos la valigetta. Perfetta annunci.
Julian non lo vide pi fino alla notte successiva, quando la fame doveva averlo costretto a
scendere. Si sedette al tavolo in silenzio, mangiando furtivamente. Emma cerc di farlo parlare, e ci
prov anche la sera successiva. Alla fine, per, gett la spugna.
Non mi piace disse un giorno Drusilla, imbronciata, mentre lo zio si allontanava lungo il
corridoio. Il Conclave non pu mandarci un altro zio?
Julian la prese fra le braccia. Temo di no.  lui che abbiamo.
Arthur divenne sempre pi schivo. Ogni tanto parlava solo per citazioni di poesie o motti in
latino; una volta chiese a Julian di passargli il sale in greco antico. Una sera Diana rimase per cena e,
dopo che Arthur se ne fu andato, prese Julian da parte.
Forse sarebbe meglio se non mangiasse con la famiglia gli disse sottovoce. Potresti
portargli tu un vassoio su in soffitta.
Julian annu. La rabbia e la paura che gli avevano scosso la testa con tante piccole esplosioni
si erano trasformate nel sordo pulsare della delusione. Zio Arthur non avrebbe amato i suoi fratelli.
Non avrebbe rimboccato loro le coperte n baciato le loro ginocchia sbucciate. Non sarebbe stato di
alcun aiuto.
Decise che li avrebbe amati due volte di pi di qualsiasi adulto. Avrebbe fatto di tutto per loro,
pens mentre portava la cena allo zio in soffitta  spaghetti freddi, pane, una tazza di t  dopo che
ormai erano passati alcuni mesi dal suo arrivo all'Istituto. Si sarebbe assicurato lui che avessero tutto
ci che desideravano. Ci avrebbe pensato lui a non far mai sentire loro la mancanza di ci che non
avevano; li avrebbe amati abbastanza da compensare tutto ci che avevano perso.
Apr la porta della soffitta spingendola con la spalla. Per un attimo, guardandosi attorno
disorientato, aveva pensato che la stanza fosse vuota. Che suo zio se ne fosse andato, o che fosse di
sotto a dormire, come a volte faceva alle ore pi strane.
Andrew? La voce saliva dal pavimento. Zio Arthur era seduto l, con la schiena ricurva
appoggiata contro l'imponente scrivania. C'era voluto un attimo perch Julian si accorgesse che c'era
del sangue  nero in quella luce scarsa, pozze appiccicose sparse ovunque, che si raggrumavano a
terra e incollavano fra loro fogli di carta. Arthur aveva le maniche della camicia arrotolate, e la
camicia stessa completamente chiazzata di sangue. Nella mano destra teneva un coltello spuntato.
Andrew farfugli girando la testa verso di lui. Perdonami. Ho dovuto farlo. Avevo... troppi
pensieri. Sogni. Sai, le loro voci giungono a me attraverso il sangue. Quando verso sangue smetto di
sentirle.
In qualche modo Julian riusc a ritrovare la voce. Voci di chi?
Degli angeli su in Paradiso disse Arthur. E dei demoni gi in fondo al mare. Premette un
polpastrello sulla punta del coltello e guard nascerne una perla rossa.
Ma Julian ormai lo sentiva a malapena. Stringeva ancora il vassoio, vedendo incombere gli
anni a venire, il Conclave e la Legge.
La definivano "follia" quando uno Shadowhunter sentiva voci che nessun altro sentiva, quando
vedeva cose che nessun altro vedeva. Esistevano anche altre parole, pi brutte, ma non c'era
comprensione, n solidariet, n tolleranza. La follia era un difetto, un segno che il tuo cervello aveva
rifiutato la perfezione del sangue dell'Angelo. Chi era considerato folle veniva rinchiuso nella
Basiliade, e non gli si permetteva pi di uscire.
Figurarsi di dirigere un Istituto.
A quanto pareva, il fatto di non ricevere abbastanza amore non era l'eventualit peggiore alla
quale i ragazzi della famiglia Blackthorn potessero andare incontro.
20
MOLTO TEMPO FA
La sala da pranzo dell'Istituto veniva usata di rado, perch i ragazzi mangiavano in cucina, fatta
eccezione per le poche occasioni in cui zio Arthur si univa a loro. Alle pareti erano appesi i ritratti
incorniciati portati dall'Inghilterra dei membri della famiglia Blackthorn, i cui nomi erano incisi sotto
l'immagine. Rupert. John. Tristan. Adelaide. Jesse. Tatiana. Tutti fissavano con sguardo vacuo un
lungo tavolo in legno di quercia circondato da poltrone con lo schienale alto.
Mark si sedette su una di esse guardandosi attorno. Mi piacciono questi ritratti. Da sempre.
Ti sembrano facce amichevoli? Emma era appoggiata allo stipite della porta semiaperta; da
quello spiraglio riusciva a vedere Julian che parlava con i suoi fratelli nell'atrio.
Livvy stava impugnando la sciabola e pareva infuriata. Ty, accanto a lei, aveva lo sguardo
assente ma con le mani lavorava alacremente, prima ingarbugliando e poi sciogliendo.
Di sopra Tavvy  ancora sveglio e sta giocando stava dicendo Drusilla. Lei era in pigiama,
con i capelli tutti in disordine. Spero crolli presto. Di solito non lo svegliano neanche le cannonate di
una guerra. Cio, non che...
Fuori non c' stata nessuna guerra... disse Julian. Anche se prima che arrivasse Malcom
abbiamo avuto qualche difficolt.
Julian ha chiamato Malcom, eh? fece Emma, tornando a rivolgersi a Mark. Anche se c'eri tu
e lui non sapeva della tua presenza.
 stato costretto gli rispose lui, ed Emma rimase colpita da quanto le sembr umano. Anche
nell'aspetto: indossava jeans e felpa, e se ne stava appoggiato con disinvoltura al tavolo. Eravamo
circondati da trecento Seguaci e non potevamo chiamare il Conclave.
Avrebbe potuto chiederti di nasconderti disse. Si tolse la giacca sporca di terra e di sangue e
la lanci sullo schienale di una sedia vicina.
Lo ha fatto. Ma io mi sono rifiutato.
Che cosa?! E perch?
Mark non disse nulla, la guard e basta. La mano fece poi. Ti sta sanguinando.
Emma abbass lo sguardo. Aveva ragione: si era fatta un taglio sulle nocche. Non  niente.
Gliela prese per esaminarla. Potrei farti un iratze le disse. Il fatto che non voglia i Marchi
sulla mia pelle non significa che non possa disegnarli agli altri.
Emma ritrasse la mano. Non ti preoccupare rispose prima di rimettersi a sbirciare dalla porta.
E la prossima volta? stava chiedendo Ty. Dovremo chiamare il Conclave. Non possiamo
cavarcela da soli o aspettarci sempre l'aiuto di Malcom.
Il Conclave non deve sapere si oppose Julian.
 chiaro, Jules fece Livvy. Voglio dire, ci arriviamo tutti, ma non ci sarebbe un modo...
Insomma, il Conclave dovrebbe capire che Mark... Cavolo,  nostro fratello!
Ci penser io le rispose.
E se tornano? chiese Dru con una vocina.
Ti fidi di me? le domand a sua volta Julian in tono gentile. Lei annu. Allora non ti
preoccupare. Non torneranno.
Emma sospir mentre Julian mandava i fratelli al piano di sopra, rimaneva in piedi a guardarli e
poi si dirigeva verso la sala da pranzo. Si allontan subito dalla porta e, proprio mentre lui entrava, si
mise a sedere su una delle poltrone attorno al tavolo.
Il lampadario di stregaluce al soffitto emanava un bagliore intenso, un bianco feroce e
implacabile, da interrogatorio. Julian si chiuse la porta alle spalle e vi rimase appoggiato contro. Gli
occhi verde-azzurro sfavillavano sul suo viso esangue. Quando alz una mano per scostarsi i capelli
dalla fronte, Emma not che le dita gli stavano sanguinando nei punti dove si era mangiato le unghie
fino al vivo.
Il "vivo". Aveva imparato a usare quella parola grazie a Diana, appunto osservando Julian che
si mordicchiava a sangue le unghie mentre Ty e Livvy si esercitavano in palestra. "Mangiarsi le unghie
fino al vivo non lo aiuter a imparare come si impugna una spada" aveva detto la loro tutor, ed Emma
era andata a cercare sul dizionario.
Vivo: carne viva, parte sensibile o esposta, "pungere nel vivo".
Era un significato aggiuntivo rispetto a quello, ovvio, di dotato di vita, "i vivi e i morti".
Da quel momento non era riuscita a smettere di pensare che il gesto di Julian fosse un gesto di
vita, come se mordendosi volesse raggiungere la materia sanguigna della sua stessa esistenza,
cauterizzandone in un certo senso il caos. Sapeva che lo faceva quando era teso o in ansia: quando Ty
era triste; quando zio Arthur aveva una riunione con il Conclave; quando parlava con Helen al telefono
e le diceva che andava tutto bene, che lei e Aline non dovevano preoccuparsi e che s, capiva perch
non potevano tornare dall'isola di Wrangel.
E lo stava facendo anche in quel momento.
Julian gli disse. Se non vuoi, non devi farlo. Non sei tenuto a dirci niente se...
In realt s dichiar. Ho bisogno di parlare per un po' senza essere interrotto. Poi risponder
a tutte le domande che vorrete farmi. Siete d'accordo?
Mark ed Emma annuirono.
Dopo la Guerra Oscura  stato solo per via di zio Arthur che ci hanno consentito di tornare qui,
a casa nostra.  stato solo perch avevamo un tutore che ci  stato permesso di rimanere insieme. Un
tutore imparentato con noi, n troppo vecchio n troppo giovane, una persona disposta a promettere di
prendersi cura di tutti i ragazzi, di garantire la loro educazione e il loro addestramento. Nessuno lo
avrebbe mai fatto tranne Helen, e lei  stata esiliata...
E io non c'ero aggiunse Mark, amareggiato.
Non  stata colpa tua. Julian si interruppe, inspir e scosse la testa in maniera appena
percettibile. Se per parlate, se dite qualsiasi cosa, io non ce la faccio ad arrivare fino alla fine.
Mark abbass il mento. Ti porgo le mie scuse.
Anche se non ti avessero rapito, Mark, saresti stato troppo giovane. Solo chi  maggiore di
diciotto anni pu dirigere un Istituto e fare da tutore a dei bambini. Julian si guard le mani, come in
preda a una lotta interiore, poi rialz gli occhi. Il Conclave pensava che quel tutore sarebbe stato zio
Arthur. E noi pure. Ne sono stato convinto quando  arrivato da noi, e anche per le settimane
successive. Per qualche mese, forse. Non me lo ricordo pi. So che non si  mai davvero preso il
disturbo di cercare di conoscere nessuno di noi, ma mi sono detto che non contava. Mi sono detto che a
noi non serviva un tutore che ci volesse bene, ma soltanto qualcuno in grado di tenerci uniti.
Punt gli occhi su quelli di Emma, e le parole che pronunci subito dopo sembrarono
indirizzate direttamente a lei.
Pensavo ci volessimo gi abbastanza bene tra noi. Pensavo non contasse il suo atteggiamento.
Forse non era capace di dimostrare affetto, per avrebbe comunque potuto essere un bravo custode
dell'Istituto. Poi, quando ha cominciato a scendere sempre meno dalla soffitta, a rispondere sempre
meno alle lettere da parte degli altri Istituti e alle chiamate del Conclave, ho capito che c'era
qualcos'altro che non andava, qualcosa di serio.  stato subito dopo la Pace Fredda, quando le dispute
territoriali dilaniavano la citt perch vampiri, mannari e stregoni si contendevano ci che una volta
apparteneva alle fate. Eravamo oberati di telefonate, visite, richieste di gestire il problema. Io salivo da
Arthur, gli portavo da mangiare e lo supplicavo di rispondere alle lettere e alle chiamate. Lo supplicavo
di fare quello che doveva per impedire che il Conclave decidesse di intervenire, perch sapevo come
sarebbero andate poi le cose, se fosse successo. Non avremmo pi avuto un tutore e non avremmo pi
avuto una casa. E a quel punto...
Fece un respiro profondo.
Avrebbero mandato Emma alla nuova Accademia di Idris. Era la loro intenzione sin
dall'inizio. Noi, invece, probabilmente saremmo finiti a Londra. Tavvy era solo un bimbo: lo avrebbero
fatto crescere con un'altra famiglia. Lo stesso per Drusilla. Quando a Ty... Immaginatevi cosa
avrebbero potuto decidere per lui. Appena si fosse comportato diversamente dai loro standard, lo
avrebbero costretto a seguire il programma della "feccia" in Accademia. Separandolo da Livvy.
Uccidendoli entrambi.
Julian cammin nervoso fino al ritratto di Jesse Blackthorn e fiss gli occhi verdi del suo
antenato. E cos ho supplicato Arthur di rispondere al Conclave, di fare di tutto per dimostrare che
aveva l'Istituto sotto controllo. La corrispondenza si accumulava. C'erano messaggi urgenti. Non
avevamo armi e lui non le domandava. Stavamo finendo le spade angeliche. Una sera sono salito per
chiedergli... La voce gli si ruppe. Per chiedergli se fosse disposto a firmare lettere scritte da me,
perch magari sarebbe stato utile, invece l'ho trovato a terra con un coltello in mano. Si stava tagliando,
mi ha detto, per far uscire il male.
Continuava a fissare impassibile il ritratto.
L'ho fasciato. Ma dopo avergli parlato, ho capito. La realt di zio Arthur non  la nostra. Lui
vive in un mondo immaginario in cui a volte io sono Julian, a volte sono mio padre. Parla con gente che
non c'. Certo, ci sono anche momenti in cui sa bene chi  e dove si trova, ma vanno e vengono. Ci
sono brutti periodi in cui non riconosce nessuno di noi per settimane, poi altri in cui sembrerebbe
esserci un miglioramento. Ma lui non migliorer mai.
Stai dicendo che  pazzo disse Mark. Le fate parlavano pi propriamente di "pazzia"; anzi,
distruggere la mente era proprio una delle loro punizioni. Gli Shadowhunters usavano invece "follia".
Emma aveva l'impressione che i mondani avessero a disposizione anche altre parole  una sensazione
ricavata da stralci di film visti, pagine di libri letti  per descrivere in maniera meno crudele e
assolutistica chi aveva una mente che funzionava diversamente dalla maggioranza, chi aveva pensieri
che gli procuravano paura e dolore. Il Conclave, tuttavia, crudele e assolutistico lo era eccome. Lo si
capiva dalle parole che descrivevano il codice stesso secondo il quale vivevano: la Legge  dura, ma 
pur sempre la Legge.
Credo che il Conclave direbbe "folle" ribatt Julian con una punta di amarezza. Incredibile
come si resti uno Shadowhunter quando si ha una malattia del corpo, ma non, a quanto pare, quando
arriva una malattia della mente. Lo sapevo anche a dodici anni che, se i membri del Conclave avessero
scoperto il vero stato di Arthur, avrebbero preso il controllo dell'Istituto. Dividendo la nostra famiglia e
sparpagliandoci. E io non lo avrei mai permesso, mai.
Guard Mark e poi Emma, con gli occhi fiammeggianti.
Avevo gi perso abbastanza pezzi della mia famiglia durante la guerra riprese. Io e tutti gli
altri. Avevamo perso tanto, troppo. Nostra madre, nostro padre, Helen, Mark. Ci avrebbero separati
fino all'et adulta e, a quel punto, non saremmo pi stati una famiglia. Loro erano i miei bambini.
Livvy, Ty, Dru, Tavvy. Li ho cresciuti io. Sono diventato zio Arthur. Ricevevo io la posta e poi
rispondevo anche. Pagavo i conti. Inoltravo le richieste al Conclave. Stendevo gli schemi di
pattugliamento. Ho sempre tenuto nascosto a tutti che Arthur fosse malato. Dicevo che era eccentrico,
che era un "genio al lavoro nella sua soffitta". Ma la verit era che... Distolse lo sguardo. Quando
ero pi piccolo lo odiavo. Volevo che non uscisse mai dal suo ufficio, ma a volte era indispensabile.
C'erano riunioni faccia a faccia che non si potevano evitare, e nessuno avrebbe mai accettato di tenere
un incontro importante con un ragazzino. E cos sono andato da Malcom, che  riuscito a creare una
medicina capace di concedere allo zio dei momenti di lucidit. Per l'effetto durava solo poche ore,
dopodich lo zio soffriva di mal di testa tremendi.
Emma ripens a come Arthur si fosse preso la testa fra le mani dopo la riunione con i
rappresentanti delle fate al Santuario. Il ricordo del dolore sul suo viso... Non riusciva a toglierselo
dalla testa nemmeno volendo.
A volte cerco di tenerlo lontano con altri metodi ammise Julian, senza andarne fiero.
Stasera, per esempio, Malcom gli ha dato un sonnifero. So che  sbagliato. Credetemi, mi sono sentito
come se una cosa del genere mi avrebbe mandato all'inferno, sempre che ne esista uno. So che non
dovrei fare quello che faccio. Malcom  stato zitto, non ha mai informato nessuno, ma so che non
approva. Voleva che dicessi la verit. Ma la verit avrebbe distrutto la nostra famiglia.
Mark si sporse in avanti. Aveva un'espressione indecifrabile. E Diana?
Non gliel'ho mai detto apertamente... Ma penso che abbia capito qualcosa.
Perch non avrebbero potuto chiedere a lei di dirigere l'Istituto? Anzich lasciarlo nelle mani
di un ragazzino?
Gliel'ho domandato. Ma lei ha detto di no, ha detto che era impossibile. Le dispiaceva
veramente, e mi ha promesso che avrebbe fatto di tutto per aiutarci. Diana ha... i suoi segreti. Volt le
spalle al ritratto di Jesse. Un'ultima cosa. Ho detto che odiavo Arthur, ma questo  stato molto tempo
fa. Ora non lo odio pi. Odio il Conclave per quello che gli farebbe, anzi per quello che farebbe a tutti
noi, se sapesse.
Abbass la testa. La straordinaria intensit del bagliore emesso dalla stregaluce gli trasformava
le punte dei capelli in oro, e le cicatrici sulla pelle in argento.
Quindi adesso sapete concluse. Chiuse le dita sullo schienale della poltrona. Se mi odiate, vi
capisco. Non mi viene in mente nient'altro che avrei potuto fare, ma vi capisco.
Emma si alz dalla sedia. Penso che lo sapessimo gi disse. Non lo sapevamo... ma lo
sapevamo. Guard Julian. Lo sapevamo, no? Ci rendevamo conto che qualcuno si stava occupando
di tutto, e che quella persona non era Arthur. Ci convincevamo che fosse lui a dirigere l'Istituto perch
cos era pi facile. Perch volevamo fosse quella la verit.
Julian chiuse gli occhi. Quando li riapr, erano puntati sul fratello. Mark? disse, e la domanda
era implicita in quella singola parola. "Mark, tu mi odi?"
Lui scivol via dal tavolo. La stregaluce gli trasformava i capelli da biondo chiaro a bianco. Io
non ho nessun diritto di giudicarti, fratello. Una volta ero io il maggiore, ma adesso tu sei pi maturo di
me. Quando vivevo nel Regno delle Fate, pensavo a voi ogni notte: pensavo a te, a Helen, a Livvy, Ty,
Dru e Tavvy. Davo i vostri nomi alle stelle, cos, quando le vedevo accendersi in cielo, vi sentivo
vicini. Era l'unica cosa che potevo fare per mettere a tacere la paura che poteste stare male o addirittura
qualcuno di voi fosse morto, mentre io ero all'oscuro di tutto. Invece sono tornato da una famiglia non
soltanto viva e vegeta, ma con legami ancora intatti. Qui, tra di voi, c' amore. Un amore che mi toglie
il fiato. Ne  rimasto abbastanza persino per me.
Julian stava guardando Mark con esitante meraviglia. Emma sent il sapore delle lacrime in
fondo alla gola. Aveva voglia di andare da Julian e stringerlo fra le braccia, ma c'erano mille cose che
la trattenevano.
Se volete che vada a dirlo ora agli altri... lo faccio annunci Julian con voce roca.
Adesso non  il momento di decidere gli disse Mark, e in quella singola frase, nel modo in
cui guard Julian, per la prima volta da quando era tornato Emma riusc a vedere un mondo in cui i due
fratelli erano rimasti insieme, avevano cresciuto i ragazzi insieme ed erano arrivati insieme a un
accordo su cosa fare. Per la prima volta, riusc a vedere l'armonia che avevano perso. Non quando ci
sono nemici che circondano noi e l'Istituto, non quando sono in gioco le nostre vite e il nostro sangue.
 un grosso peso da portare, questo segreto riprese Julian, e nella sua voce ci fu un tono di
avvertimento, ma anche di speranza. Emma sent male al cuore per quanto tutto ci fosse sbagliato, per
le scelte sofferte e disperate di un ragazzino di dodici anni deciso a tenere unita la famiglia. Per le
tenebre che intrappolavano Arthur Blackthorn, che non erano colpa sua ma, se fossero state scoperte, lo
avrebbero visto vittima del suo stesso governo. Per il peso di mille bugie dette in buona fede, ma che
erano pur sempre bugie.
E se i Seguaci metteranno in pratica la loro minaccia...
Ma come fanno a saperlo? Come fanno a sapere di Arthur? chiese Emma.
Julian scroll il capo. Non lo so... Ma credo che dovremo scoprirlo.
Cristina stava guardando Diego che, dopo averla fatta sdraiare su uno dei letti dell'infermeria, si
rendeva conto di non potersi sedere accanto a lei con una spada e una balestra legate al corpo, perci
iniziava a togliersele con un certo impaccio.
Non capitava quasi mai che Diego fosse impacciato: lei se lo ricordava sempre aggraziato, il pi
aggraziato dei due fratelli Rocio Rosales, sebbene Jaime fosse pi fiero e battagliero. Appese spada e
balestra, poi abbass la zip della felpa nera e la lanci su uno degli attaccapanni vicino alla porta.
Le stava dando le spalle; sotto la maglietta bianca Cristina not che aveva decine di nuove
cicatrici, e persino pi Marchi, alcuni dei quali permanenti. Un'enorme runa del Coraggio in Battaglia
gli si allargava su tutta la scapola destra, con un lembo che fuoriusciva dallo scollo della T-shirt. Nel
complesso, il suo fisico le sembrava pi possente del solito: spalle e vita erano pi ampie, la schiena
corazzata da un nuovo strato di muscoli. Anche i capelli gli erano cresciuti, e ora arrivavano fin sotto la
nuca. Quando si gir per guardarla, gli sfiorarono la guancia.
Quando aveva visto comparire il viso di Diego in quella stradina, nel bel mezzo dell'azione, era
riuscita a vincere lo shock di averlo incontrato, ma adesso erano soltanto loro due, soli nell'infermeria.
E, guardandolo, lei rivedeva il passato, un passato da cui era scappata e che aveva cercato di
dimenticare. Era l, nel modo in cui lui sistemava la sedia accanto al suo letto e si piegava per slacciarle
con cura gli stivali, metterli via e arrotolarle la gamba sinistra dei pantaloni. Era l, nel modo in cui le
sue ciglia gli sfioravano le guance quando si concentrava per far scorrere la punta dello stilo accanto
alla ferita, circondandola di rune di Guarigione. Era l, nelle lentiggini intorno all'angolo della sua
bocca e nel modo in cui corrugava la fronte mentre si allontanava per esaminare il lavoro fatto.
Cristina, va meglio?
Il dolore era passato. Lei annu e lui si appoggi all'indietro sullo schienale. Stava stringendo lo
stilo con tanta forza da rendere completamente esangue la vecchia cicatrice che aveva sul dorso della
mano. Cristina ripens a quella stessa cicatrice e alle dita di lui che le slacciavano i bottoni della
camicia, nella sua camera di San Miguel de Allende, mentre le campane della parroquia suonavano
fuori dalle finestre.
S, meglio rispose.
Bene. Diego mise via lo stilo. Tenemos que hablar.
In inglese, per piacere. Sto cercando di esercitarmi il pi possibile.
Lui fece una faccia scocciata. Non hai bisogno di esercitarti. Il tuo inglese  perfetto quanto il
mio.
Modesto come sempre.
Le sorrise. Mi mancavano i tuoi rimproveri.
Diego... Scosse la testa. Tu non dovresti essere qui. E non dovresti dire che ti manco.
Il viso di lui era un insieme di linee squadrate: mascella, tempie e zigomi pronunciati. Solo la
bocca era morbida, e adesso aveva gli angoli rivolti all'ingi per la tristezza. Ripens alla prima volta
che lo aveva baciato, nel giardino dell'Istituto, poi scacci quel ricordo con violenza.
Ma  la verit le disse. Cristina, perch sei scappata via cos? Perch non hai risposto n ai
miei messaggi n alle telefonate?
Lei alz una mano. Prima tu lo ferm. Che cosa ci facevi a Los Angeles?
Diego pos il mento sulle braccia incrociate. Dopo che te ne sei andata non potevo pi
rimanere. Qualsiasi cosa mi faceva ripensare a te. Ero in permesso dalla Scholomance, avremmo
dovuto passare l'estate insieme. Invece sei sparita. Un attimo facevi parte della mia vita e l'attimo dopo
non c'eri pi. Mi sono sentito perso. Mi sono rimesso a studiare, ma pensavo solamente a te.
Avevi Jaime gli disse lei in tono aspro.
Nessuno "ha" Jaime. Cosa credi, che non si sia fatto prendere dal panico quando te ne sei
andata? Voi due dovevate diventare parabatai!
Sopravviver. Cristina sentiva la propria voce, fredda e debole. Era come se si fosse
congelata, trasformandosi in una minuscola scheggia di ghiaccio.
Diego rimase in silenzio per un istante. Alla Scholomance ci arrivavano dei rapporti da Los
Angeles. Segnali di magia negromantica. I tentativi della tua amica Emma di indagare sulla morte dei
suoi genitori. Il Conclave pensava che stesse facendo molto rumore per nulla, perch era chiaro che il
colpevole fosse Sebastian e che lei non volesse accettarlo. Io, per, ho pensato che forse quella ragazza
aveva ragione. Sono venuto qui per verificare di persona e, il primo giorno, sono stato al Mercato delle
Ombre.  una lunga storia, ma ho scoperto come arrivare a casa di Wells...
Dove hai deciso che fosse una buona idea sparare con la balestra contro un Nephilim, giusto?
Ma non sapevo che fossero Shadowhunters! Pensavo fossero assassini... Non stavo sparando
per uccidere...
No manches gli disse Cristina, secca. Saresti dovuto restare l e dire che eri anche tu un
Nephilim. Quel dardo era avvelenato, Julian  quasi morto!
S, l'ho saputo. Diego sembrava davvero dispiaciuto. Non sono stato io ad avvelenare i
dardi. Se avessi anche solo sospettato che lo fossero, sarei rimasto. A quanto pare, le armi che ho
comprato al Mercato delle Ombre erano state manomesse a mia insaputa.
E comunque tu cosa ci facevi l a comprare armi? Perch non sei venuto all'Istituto?
L'ho fatto le rispose, sorprendendola. Sono venuto a cercare Arthur Blackthorn. L'ho
trovato nel Santuario. Ho provato a dirgli chi ero, cosa ci facevo l. Lui mi ha risposto che la
maledizione dei Blackthorn era affare loro, che non volevano interferenze e che, se avevo intenzione di
tenermi fuori dai guai, dovevo lasciare la citt prima che andasse tutto a fuoco.
Ti ha detto cos? Cristina si mise a sedere, sconvolta.
Ho capito che non ero il benvenuto. Ho pensato persino che i Blackthorn potessero avere in
qualche modo a che fare con la negromanzia!
Ma scherzi! Mai e poi mai loro...
Be', tu lo puoi dire. Tu li conosci. Io no: sapevo solo che il capo dell'Istituto mi aveva detto di
andarmene, per non potevo farlo, perch c'eri tu. Potevi essere in pericolo, magari proprio per colpa
dei Blackthorn. Sono stato costretto a procurarmi le armi al Mercato delle Ombre perch avevo paura
che, se fossi andato in uno dei soliti depositi, avrebbero scoperto che ero ancora in circolazione. Senti,
Cristina, non sono un bugiardo...
Ah, no? Lo vuoi sapere perch me ne sono andata di casa, Diego? A maggio eravamo a San
Miguel de Allende. Sono andata in piazza e, al ritorno, tu e Jaime eravate seduti in terrazzo. Io arrivavo
dal cortile, e sentivo benissimo le vostre voci. Non vi eravate accorti che c'ero.
Diego sembrava non capire. Io non...
L'ho sentito mentre ti diceva che al potere c'era la famiglia Rosales sbagliata. Che avreste
dovuto esserci voi, invece. Poi si  messo a parlare del piano che aveva in mente. Te ne ricorderai di
sicuro... Tu mi avresti sposata e lui sarebbe diventato il mio parabatai, cos, insieme, avreste usato la
vostra influenza su me e mia madre per farle perdere il ruolo di capo dell'Istituto di Citt del Messico,
rubandole il posto. Ha detto che il tuo compito era il pi facile, perch, sposandomi, un giorno avresti
potuto lasciarmi. Invece diventare parabatai ti incatena per tutta la vita. Me lo ricordo benissimo,
Diego.
Cristina... Diego era sbiancato. Allora  per questo che te ne sei andata, quella notte. Non
perch tua madre stava male e aveva bisogno di te all'Istituto, in citt.
Ero io quella che stava male! esclam lei con disprezzo. Tu mi hai spezzato il cuore, Diego.
Tu e anche tuo fratello. Non so cosa sia peggio, se perdere il tuo migliore amico o il ragazzo di cui sei
innamorata, per posso dirti che quel giorno per me  come se foste morti entrambi. Ecco perch non
ho risposto ai messaggi e alle chiamate. Non si risponde a un morto.
E Jaime? Qualcosa divamp nello sguardo di lui. Cosa mi dici delle sue chiamate?
Lui non ha mai chiamato disse Cristina, quasi godendo dell'espressione scioccata sul viso di
Diego. Forse  pi perspicace di te.
Jaime? Jaime?! Ora Diego si era alzato in piedi. Gli pulsava una vena sul collo. Io me lo
ricordo quel giorno, Cristina. Jaime era ubriaco e stava dicendo cose a caso. Hai sentito anche quello
che dicevo io oppure hai ascoltato lui e basta?
Cristina si sforz di tornare indietro con i ricordi. Le sembrava di risentire soltanto una
cacofonia di voci. Per... Ho ascoltato solo Jaime ammise. Ma da te non ho udito nemmeno una
parola. Non una per difendermi. Per dire qualcosa.
Non aveva senso parlare a Jaime in quello stato rispose Diego, amareggiato. L'ho lasciato
blaterare. Non avrei dovuto. A me il suo piano non interessava. Io ti amavo, volevo andare via con te.
Lui  mio fratello, ma ...  nato con una parte mancante, credo. Gli manca il pezzo di cuore dove vive
la compassione.
Doveva diventare il mio parabatai disse Cristina. Stavo per legarmi a lui per sempre. E tu
non volevi dirmi niente? Non volevi fare niente per fermarci?
S! protest Diego. Jaime aveva in programma di andare a Idris. Stavo aspettando che
partisse, cos ti avrei parlato quando lui non c'era.
Cristina scosse la testa. Non avresti dovuto aspettare.
Cristina. Le si avvicin con le mani tese. Ti prego, se non credi a nient'altro, credi almeno
che io ti ho sempre amata. Pensi davvero che ti sto raccontando bugie da quando eravamo bambini?
Dalla prima volta che ti ho baciato e tu sei scappata via ridendo? Avevo dieci anni... Pensi davvero che
era tutto un piano?
Non gli prese le mani. Jaime, per... Lo conosco da altrettanto tempo.  sempre stato mio
amico. Invece era tutta una messinscena, giusto? Ha detto cose che un amico non direbbe mai, e tu
sapevi che mi stava usando, eppure non hai detto una parola.
Te lo avrei detto...
Le intenzioni non valgono niente. Aveva pensato che, rivelando finalmente a Diego perch lo
odiava, liberandosi dal peso delle parole che aveva udito, si sarebbe sentita sollevata. Che avrebbe
finalmente reciso un legame. Invece no: percepiva ancora la connessione che li univa, cos come
l'aveva percepita quando era svenuta in macchina, dopo l'incidente fuori dall'Istituto, e si era svegliata
con lui che la teneva fra le braccia. Diego le aveva sussurrato all'orecchio che non era successo niente,
che lei era la sua Cristina, che era forte. E per un attimo era stato come se i mesi passati fossero stati
solo un sogno, e lei si trovasse di nuovo a casa.
Devo rimanere qui disse Diego. Queste uccisioni, la storia dei Seguaci... sono troppo
importanti. Io sono un Centurione: se ho una missione, non posso abbandonarla. Per non c' bisogno
che resti all'Istituto. Se vuoi che me ne vada, me ne andr.
Prima che Cristina potesse parlare, il telefono squill. Aveva ricevuto un messaggio da parte di
Emma. PIANTALA DI LIMONARE CON DIEGO IL PERFETTO E VIENI IN SALA COMPUTER,
ABBIAMO BISOGNO DI TE.
Alz gli occhi al cielo e poi si rimise il cellulare in tasca.  meglio che andiamo disse.
21
UN VENTO SOFFI
Il cielo fuori dall'Istituto si era tinto del colore tipico della tarda notte o del mattino prima
dell'alba, a seconda del punto di vista. A Julian ricordava da sempre il blu del cellophane o degli
acquarelli: una tonalit intensa, ma resa traslucida dall'imminente arrivo del sole.
Gli inquilini dell'Istituto  tutti tranne Arthur, che dormiva sodo nella sua soffitta  si erano
riuniti in sala computer. Ty aveva portato fogli e libri dalla biblioteca, e gli altri li stavano esaminando.
Tavvy dormiva rannicchiato in un angolo. Sul tavolo erano accatastate pile di cartoni di pizza del locale
di Nightshade; Emma non si ricordava nemmeno quando li avessero consegnati, per erano quasi tutti
vuoti. Mark era impegnato a osservare attentamente Cristina e Diego, anche se quest'ultimo non
sembrava farci caso. Cos come non faceva caso a Drusilla, che lo fissava con gli occhi fuori dalle
orbite. Quel tizio non faceva caso a granch, pens Julian, poco caritatevole. Forse essere belli in modo
assurdo portava via pi tempo del previsto.
Emma aveva finito di raccontare come lei e Cristina avessero rintracciato Sterling, riferendo le
parole di lui durante il viaggio di ritorno all'Istituto. Ty aveva preso appunti con la matita, tenendosene
un'altra infilata dietro l'orecchio. Aveva i capelli neri scompigliati come il pelo di un gatto. Julian
ripens ai tempi in cui suo fratello era ancora abbastanza basso perch lui, se necessario, potesse
accarezzargli la testa e rimettergli in ordine la chioma. Qualcosa, in quel ricordo, gli fece provare una
strana punta di dispiacere.
Dunque esord Ty, rivolgendosi a Diego e a Cristina, seduti fianco a fianco. Lei era scalza,
aveva una gamba dei pantaloni arrotolata e il polpaccio fasciato. Di tanto in tanto lanciava a Diego uno
sguardo a met fra il diffidente e il sollevato  perch l'aveva aiutata? Ma soprattutto, perch era l?
Julian non avrebbe saputo dirlo con certezza. Tu sei un Centurione?
Ho studiato alla Scholomance rispose Diego. Sono il pi giovane che sia mai diventato un
Centurione, s.
Tutti tranne Mark rimasero colpiti da quella notizia, persino Ty.  come essere un
investigatore, giusto? Tu svolgi indagini per conto del Conclave?
 una delle cose che facciamo. Non siamo tenuti a rispettare la Legge che impedisce agli
Shadowhunters di interessarsi a questioni che riguardano le fate.
Un'eccezione che il Conclave potrebbe fare per qualsiasi Shadowhunter, in casi di necessit
estrema disse Julian. Perch a Diana  stato detto che noi non potevamo indagare? Perch hanno
mandato te?
 stato deciso che la vostra famiglia, vista la correlazione con il Popolo Fatato, non sarebbe
stata in grado di indagare con la giusta obiettivit su una serie di uccisioni dove, in alcuni casi, le
vittime erano proprio fate.
Un ragionamento completamente insensato comment Mark, con gli occhi che gli
balenavano.
Tu dici? Diego si guard attorno. Stando a tutto quello che ho visto e sentito, mi sembra che
abbiate avviato un'indagine segreta sull'argomento senza dire niente al Conclave. Avete raccolto prove
che poi non avete condiviso. Avete scoperto l'esistenza di un culto assassino che opera...
Emma lo interruppe. La fai sembrare una cosa loschissima... ma tu finora non hai fatto altro
che presentarti a Los Angeles e ferire un altro Shadowhunter.
Diego guard Julian.  quasi guarita gli rispose lui. Quasi.
Scommetto che quello non lo hai riferito alla Scholomance, vero, Diego il Perfetto?
Non ho riferito niente alla Scholomance, visto che ho scoperto che anche Cristina era
coinvolta in questa storia. Non le avrei mai fatto una cosa del genere.
Cristina arross violentemente.
Sei un Centurione intervenne Ty. Hai prestato dei giuramenti...
Quelli di amicizia e di amore sono pi forti fu la risposta di Diego.
Drusilla lo guard con gli occhi a forma di cuore. Stupendo sospir.
Mark invece sembrava disgustato: senza dubbio lui non faceva parte del fan club di Diego il
Perfetto.
Molto commovente disse Emma. Ma adesso parla. Cosa sai?
Julian la guard. Sembrava proprio Emma, la solita Emma, pungente e incoraggiante, tosta e
normale, che gli fece persino un rapido sorriso prima di riportare l'attenzione su Diego. Lui lo
ascoltava registrando il racconto solo con met cervello. L'altra met era in preda al caos.
Per gli ultimi cinque anni aveva camminato lungo uno stretto sentiero roccioso sospeso sopra
l'oceano, a picco da entrambi i lati su un calderone bollente. Aveva mantenuto l'equilibrio custodendo i
suoi segreti.
Mark lo aveva perdonato. Ma non era solo a lui che aveva mentito: mentire al proprio
parabatai... non era espressamente vietato, ma di solito gli Shadowhunters non lo facevano; non
avevano bisogno di nascondersi le cose e non ne avevano nessun desiderio. Il fatto che invece lui ne
avesse celate tante a Emma doveva averla sconvolta... La guard in viso senza farsi notare, cercando di
individuare eventuali segnali di stupore o di rabbia. Niente: mentre Diego si lanciava nel suo racconto,
Emma aveva un'espressione talmente indecifrabile da far diventare matti.
Quando Diego spieg che, una volta arrivato a Los Angeles, era venuto all'Istituto ma era stato
cacciato da Arthur, il quale gli aveva detto che non voleva estranei a immischiarsi nelle faccende dei
Blackthorn, Livvy alz una mano per prendere la parola. Perch avrebbe dovuto fare una cosa del
genere? Allo zio Arthur gli estranei non piacciono, ma non  un bugiardo.
Emma distolse lo sguardo. Julian si sent un nodo allo stomaco. I suoi segreti, ancora pesanti
come un macigno.
Molti Shadowhunters della vecchia generazione non si fidano dei Centurioni disse. La
Scholomance venne chiusa nel 1872, dopodich non furono pi addestrati nuovi Centurioni. Sapete
come fanno gli adulti con le cose che non c'erano ai loro tempi.
Livvy si strinse nelle spalle, non del tutto soddisfatta della risposta. Ty prendeva appunti sul suo
bloc-notes. E poi dove sei andato, Diego?
Ha parlato con Johnny Rook disse Cristina. E lui gli ha dato la dritta sul Sepulchre, proprio
come aveva fatto con Emma.
Ci sono andato immediatamente spieg Diego. Ho aspettato per giorni nelle stradine dietro
al locale. Gli occhi gli saettarono in direzione di Cristina. Julian si chiese, con una sorta di cinismo
distaccato, se era ovvio solo per lui o anche per tutti gli altri che Diego avesse fatto tutto solo per
Cristina: se non fosse stato in panico totale per la sua incolumit, difficilmente sarebbe corso al
Sepulchre tenendo sotto controllo il posto per giorni e giorni, in attesa che succedesse qualcosa. Poi
ho sentito una ragazza che urlava.
Emma scatt sull'attenti. Noi no.
 stato ben prima del vostro arrivo. Ho seguito la fonte del rumore e ho visto un gruppo di
Seguaci, tra cui Belinda  anche se allora non sapevo chi fossero  che aggredivano una ragazza. La
prendevano a schiaffi, le sputavano addosso. A terra c'erano dei cerchi di protezione fatti con il gesso.
Ho riconosciuto quel simbolo, le linee d'acqua sotto al segno del fuoco. Lo avevo gi visto al Mercato.
Un antico, antichissimo simbolo di rinascita.
Rinascita... gli fece eco Ty. Negromanzia?
Diego annu. Ho sconfitto i Seguaci, ma la ragazza  riuscita a scappare correndo verso la sua
macchina.
Era Ava? sugger Emma.
S. Mi ha visto ed  scappata via. Io l'ho seguita fino a casa sua, sono riuscito a convincerla a
raccontarmi tutto quello che sapeva sul Teatro della Mezzanotte, sui Seguaci, sulla Lotteria. Non era
molto, ma almeno ho appreso che era stata estratta. Che era stata lei a uccidere Stanley Wells,
consapevole che, se non lo avesse fatto, sarebbe finita lei torturata e ammazzata.
Ti ha detto tutto? esclam Livvy, ammirata. Ma sono tenuti a mantenere il segreto...
Diego scroll le spalle. Non so perch si sia fidata di me...
Ehi, fai sul serio? disse Emma. Non ce li hai gli specchi, a casa?
Emma! sibil Cristina.
Lo aveva ucciso qualche giorno prima riprese Diego. Ed era gi devastata dal senso di
colpa. Poi era tornata in quella stradina perch voleva rivedere il cadavere. Ha detto una cosa strana sui
cerchi di gesso... che erano inutili, messi l per depistare. Poco, molto poco di quello che blaterava
aveva senso. Corrug la fronte. Le ho detto che l'avrei protetta. Ho dormito sulla veranda di casa
sua. Il giorno dopo mi ha chiesto di andarmene: ha detto che voleva stare con il Guardiano e con gli
altri Seguaci, perch era quello il suo posto. Ha insistito, e cos me ne sono andato. Mi sono recato al
Mercato e ho comprato delle armi da Johnny Rook. Quando sono tornato da Ava, quella notte, l'ho
trovata morta. L'avevano soffocata e poi affogata in piscina, amputandole una mano.
Non capisco questa storia delle mani fece Emma. Ava era senza una mano, ed  stata uccisa;
Belinda  senza mano, ma l'hanno lasciata in vita, e lei a sua volta ha tagliato tutte e due le mani di
Sterling dopo che  morto.
Forse sono la prova per il Guardiano della morte di qualcuno disse Livvy. Come il
Cacciatore che doveva riportare il cuore di Biancaneve dentro a uno scrigno.
Oppure fa parte dell'incantesimo ipotizz Diego, pensieroso. Ava e Belinda hanno perso le
loro mani dominanti; forse Belinda non sapeva se per Sterling fosse la destra o la sinistra, cos le ha
prese tutte e due.
Una parte del killer da includere al sacrificio? si chiese Julian. Credo che dovremo scavare
pi a fondo nella sezione della biblioteca dedicata alla negromanzia...
Gi disse Diego. Mi sarebbe piaciuto poter accedere alla vostra biblioteca dopo aver
ritrovato il corpo di Ava. Ho fallito nel mio compito di proteggere un mondano che aveva bisogno del
mio aiuto, e ho giurato che avrei trovato il colpevole. Ho aspettato sul suo tetto e...
S, sappiamo cos' successo lo interruppe Julian. Me lo ricordo ogni volta che fa freddo e io
sento una fitta al fianco.
Diego chin la testa. Mi dispiace tantissimo.
Io voglio sapere che cosa  successo dopo disse Ty, che stava continuando a prendere appunti
con la sua calligrafia tanto elegante quanto incomprensibile; Julian aveva sempre pensato che
somigliasse alle impronte di un gatto che ballava su un foglio. Le sue dita lunghe e affusolate erano gi
sporche di grafite. Hai scoperto che Sterling era il prescelto successivo e quindi lo hai seguito?
S. E ho visto che voi cercavate di proteggerlo. Non capivo perch. Dovete scusarmi, ma, dopo
il discorso di Arthur, sospettavo di tutti voi. Sapevo che avrei dovuto denunciarvi al Conclave, ma non
potevo farlo... Osserv Cristina, poi distolse lo sguardo. Stasera ero fuori dal locale, speravo di poter
fermare Sterling. Per ammetto che volevo anche la vostra versione dei fatti. Adesso ce l'ho. E sono
contento di essermi sbagliato sul vostro conto.
Ti conviene mormor Mark.
Diego appoggi la schiena all'indietro. Adesso forse tocca a voi dirmi quello che sapete. Cos
siamo pari, no?
Julian fu felice di sentire Mark prendere parola per fare un riassunto. Fu scrupoloso con i
dettagli, anche quando parl del patto con le fate a proposito del suo destino e delle conseguenze della
sua presenza all'Istituto.
Il sangue dei Blackthorn... rimugin Diego, pensieroso, quando Mark ebbe finito.
Interessante. Pensavo che questi incantesimi avessero pi a che fare con le salme dei Carstairs, cinque
anni fa.
Vuoi dire i genitori di Emma lo corresse Julian. Lui se li ricordava, ricordava i loro sguardi
sorridenti e l'affetto che provavano per la loro figlia. Non li avrebbe mai ritenuti delle "salme".
Con la coda dell'occhio vide Tavvy scivolare gi dalla poltrona su cui si era rannicchiato, e in
silenzio andare alla porta e uscire senza far rumore. Doveva essere esausto; probabilmente aveva
aspettato che lui lo accompagnasse a letto. Prov una fitta di dispiacere per il suo fratellino pi piccolo,
che troppo spesso si ritrovava in stanze piene di ragazzi pi grandi di lui che parlavano di sangue e di
cadaveri.
S rispose Diego. Una delle domande che mi sono fatto  perch, dopo la loro uccisione,
cinque anni fa, non ci siano pi stati omicidi fino a quest'anno. Perch un intervallo di tempo cos
lungo?
Noi abbiamo pensato che forse  l'incantesimo a richiederlo propose Livvy, sbadigliando.
Anche lei sembrava esausta; aveva delle ombre scure sotto agli occhi. Come tutti, del resto.
E un'altra cosa: in macchina, Sterling ha detto che non contava quale creatura uccidevano,
essere umano o fata. Anche Nephilim, se consideriamo i Carstairs.
Ha detto che non potevano uccidere lupi mannari o stregoni... precis Cristina.
Immagino si stessero tenendo alla larga dalle creature protette dagli Accordi osserv Julian.
Altrimenti avrebbero attirato troppo l'attenzione. La nostra attenzione.
Esatto disse Diego. Ma scegliere vittime completamente a caso? Fate o umani, maschi o
femmine, vecchi o giovani? Tutti i generi di magia hanno un filo conduttore, in un certo senso. La
magia sacrificale richiede che ci siano delle caratteristiche comuni fra le vittime: solo quelli che
possiedono la Vista, solo vergini, solo quelli con un certo tipo di sangue e cos via. Qui, invece,
sembrano scelte senza criterio.
Ty osservava Diego con occhi colmi di ammirazione. La Scholomance sembra un posto
fighissimo! disse. Non avevo idea che ti facessero imparare cos tante cose sugli incantesimi e sulla
magia.
Diego sorrise. Drusilla sembrava sul punto di cascare per terra. Livvy sarebbe stata
impressionata, se solo non si fosse sentita cos stanca. Mark, aveva l'aria sempre pi scocciata.
Posso vedere le vostre foto della convergenza? chiese Diego. Mi sembra una scoperta molto
significativa.  incredibile che l'abbiate trovata.
Quando ci siamo andati era circondata da demoni mantide, perci abbiamo foto dell'interno
ma non dell'esterno disse Mark mentre Ty andava a prendere le foto. Quanto ai demoni, ci abbiamo
pensato io ed Emma.
Le fece l'occhiolino. Lei sorrise, e Julian prov quella breve fitta di gelosia che lo colpiva ogni
volta in cui Mark faceva cos con Emma. Sapeva che non significava nulla: Mark si comportava
semplicemente nel modo tipico delle fate, ricorrendo cio a una specie di ironia maliziosa che in realt
non implicava niente.
Eppure, se avesse voluto, Mark avrebbe potuto provarci davvero con Emma. Lui poteva
scegliere, e le fate erano famose per essere molto volubili... Se suo fratello avesse avuto un interesse
per lei, lui non avrebbe avuto n diritto n motivo di obiettare. Anzi, avrebbe dovuto incoraggiarlo: non
sarebbe stata una fortuna, dopotutto, avere un fratello innamorato della tua parabatai? La gente non
sognava forse che i propri cari si volessero bene tra di loro?
Diego guard Mark con un sopracciglio alzato, ma non disse nulla mentre Tiberius stendeva le
fotografie sul tavolino.
 magia energetica spieg. Questo lo sappiamo.
S conferm Diego. L'energia pu essere accumulata, soprattutto l'energia della morte, per
essere usata in un secondo momento con la negromanzia. Per non sappiamo cosa dovrebbe farsene
uno di tutta questa energia.
Un incantesimo di evocazione disse Livvy prima di fare un altro sbadiglio. O almeno  cos
che ha detto Malcom.
Tra le sopracciglia di Diego comparve una piccola ruga.  improbabile che si tratti di quello.
L'energia della morte ti permette di praticare magia della morte. Questo mago sta cercando di far
tornare qualcuno dal mondo dei morti.
Ma chi? chiese Ty dopo un attimo di riflessione. Qualcuno di potente?
No disse Drusilla. Sta cercando di riportare in vita Annabel. Annabel Lee.
Tutti sembrarono sorpresi dal fatto che Dru avesse preso la parola. Cos sorpresi che lei parve
rimpicciolirsi un pochino. Diego, per, le rivolse un sorriso d'incoraggiamento.
La... dunque, la poesia  scritta all'interno della grotta della convergenza, giusto? prosegu,
guardandosi attorno con preoccupazione. E tutti stavano cercando di capire se si trattava di un codice
o di un incantesimo, ma... se fosse solo un promemoria? Questa persona, questo mago, potrebbe aver
perso qualcuno che amava, e adesso sta cercando di farlo tornare.
Qualcuno cos disperato da essere pronto, per recuperare un amore perduto, a fondare un culto,
uccidere pi di una dozzina di persone, creare una grotta alla convergenza, incidere la poesia sulla
parete, creare un Portale verso l'oceano...? Livvy non era molto convinta.
Io lo farei, per una persona che amo davvero replic la sorella. Magari non era una
fidanzata, magari era una madre, una sorella o che ne so. Voglio dire, tu Jules per Emma lo faresti,
vero? Se morisse, intendo.
Il nero terrore evocato dal pensiero che Emma potesse morire si materializz dietro le palpebre
di Julian. Non essere macabra, Dru le disse con una voce che suon molto distante alle sue stesse
orecchie.
Julian? lo chiam Emma. Tutto a posto?
Per fortuna non ebbe bisogno di risponderle. Una voce solenne parl dalla porta. Dru ha
ragione sentenzi Tavvy.
Allora non era andato a dormire. Si trovava in piedi sulla porta, con gli occhi ben aperti e i
capelli arruffati. Era sempre stato esile per la sua et, e sul suo visino pallido gli occhi sembravano due
fanali verde-azzurro. Teneva qualcosa dietro la schiena.
Tav, cos' che hai l? chiese Julian.
Tavvy aveva con s un libro, un grande libro per bambini con la copertina illustrata, che mostr
agli altri. Il titolo era stampato in foglia d'oro. Una raccolta di storie per Nephilim.
Un libro per piccoli Shadowhunters! Qualcosa che esisteva, ma non era facile da trovare. Le
stamperie di Idris erano minuscole.
Dove lo hai preso? gli domand Emma, sinceramente incuriosita. Da bambina aveva avuto
anche lei un libro del genere, ma era andato perduto insieme a molti degli oggetti appartenuti ai suoi
genitori.
Me lo ha dato la prozia Marjorie rispose Tavvy. Le storie mi piacciono quasi tutte. Quella
sui primi parabatai  bella, per ce ne sono alcune tristi e paurose, come quella su Tobias Herondale. E
quella sulla Signora della Mezzanotte  la pi triste di tutte.
La Signora chi? gli fece eco Cristina, sporgendosi in avanti.
La Signora della Mezzanotte ripet Tavvy. Come il teatro dove siete andati voi. Ho sentito
Mark che diceva la filastrocca e adesso mi sono ricordato che l'avevo gi letta.
L'avevi gi letta? ripet Mark, incredulo. Quando hai visto quella filastrocca delle fate,
Octavian?
Tavvy apr il libro. C'era una volta una giovane Shadowhunter disse, che si era innamorata
di una persona di cui non avrebbe dovuto innamorarsi. I suoi genitori la rinchiusero in un castello di
ferro, dove lui non poteva entrare. Lei mor di tristezza, cos l'uomo che la amava and dal Re delle
fate e chiese se c'era un modo per riaverla. Lui gli disse che c'era una filastrocca.
Prima la fiamma e poi l'inondazione,
il sangue dei Blackthorn  la sola spiegazione
Ora il passato cerca tu di obliare
Prima tredici e poi l'ultimo di contare
Il libro grigio degli angeli non inseguire
Rosso o bianco ti far smarrire.
Per riavere ci che hai perso
Trova il libro nero a ogni costo.
Quindi che cosa  successo all'uomo che and nel Regno delle Fate? chiese Emma.
Ha mangiato e bevuto il loro cibo disse Tavvy.  rimasto in trappola. La storia dice che il
suono delle onde che si schiantano sulla spiaggia sono le sue grida, perch la rivuole indietro.
Julian emise un sospiro. E noi come abbiamo fatto a non trovarla?
Perch  un libro per bambini disse Emma. Non sar stato in biblioteca.
Peccato comment sereno Tavvy.  un bel libro.
Julian non capiva. Ma perch? Perch il sangue dei Blackthorn?
Perch lei era una Blackthorn spieg Tavvy. La Signora della Mezzanotte. La chiamavano
cos perch aveva lunghi capelli neri, ma gli stessi occhi che abbiamo noi. Guarda.
Volt il libro per mostrare a tutti un'illustrazione di forte impatto: una donna con i capelli nero
inchiostro che le scendevano sulle spalle tendeva una mano verso la figura di un uomo che si stava
allontanando, e i suoi occhi spalancati erano color verde-azzurro come il mare.
Livvy trasal e prese il volume. Tavvy glielo lasci con una certa esitazione.
Non strapparmi le pagine! le raccomand.
Quindi questa  la filastrocca completa disse la sorella.  questa la scritta sui cadaveri.
Sono delle istruzioni disse Mark. Se la filastrocca  una vera filastrocca delle fate, allora per
la persona giusta funziona come una chiara serie di istruzioni. Istruzioni per riportare in vita un morto 
non un morto qualsiasi, ma lei. Questa donna della famiglia Blackthorn.
Tredici disse Emma. Malgrado la stanchezza, il cuore le batteva forte per l'eccitazione.
Incroci lo sguardo di Cristina, dall'altra parte della stanza.
S le rispose l'amica in un soffio. Se ripensiamo alle parole di Sterling... Dopo aver ucciso
la ragazza... Ha detto che era la tredicesima.
Prima tredici e poi l'ultimo di contare. Lui ha ucciso la tredicesima vittima. Ne manca una,
poi avranno finito. Ci sar magia sufficiente per riportare in vita la Signora della Mezzanotte.
Quindi ci sar un altro omicidio concluse Julian. Un omicidio che potrebbe essere diverso
dall'ultimo.
Devono esserci pi istruzioni osserv Ty. Nessuno potrebbe capire esattamente come
completare l'incantesimo avendo solo questa filastrocca a disposizione. Si guard attorno e nei suoi
occhi grigi comparve un guizzo d'incertezza. Era uno sguardo che aveva di rado, solo se pensava che al
mondo ci fosse qualcosa che tutti capivano tranne lui. Oppure s?
No gli assicur Mark, deciso. Per la filastrocca ti dice dove andare a cercare il resto delle
istruzioni. Il libro grigio degli angeli non inseguire: significa che la risposta non  nel Libro Grigio. E
non  nemmeno nel Libro Bianco o nei Testi Rossi.
 nel Volume Nero dei Morti disse Diego. Ne ho sentito parlare, alla Scholomance.
Che cos'? Ne esistono delle copie?  qualcosa su cui potremmo mettere le mani? domand
Emma.
Diego scosse la testa.  un libro di pura magia nera, quasi leggendario. Persino agli stregoni 
proibito possederlo. Se esistono delle copie, io non so dove siano. Per dobbiamo scoprirlo, a partire da
domani.
S disse Livvy, con la voce impastata dal sonno. Domani.
Per caso hai bisogno di andare a letto, Liv? Quella di Julian fu una domanda retorica: Livvy
penzolava come un dente di leone avvizzito. A quelle parole, tuttavia, si costrinse a tirarsi su di scatto.
No, sto benissimo, potrei restare sveglia...
Mentre guardava sua sorella gemella, Ty cambi impercettibilmente espressione. Io sono
esausto disse. Penso che dovremmo andare tutti a dormire. Domani mattina potremo concentrarci
meglio.
Julian dubitava che Ty fosse anche solo un pochino stanco: quando era alle prese con un
mistero, era capace di stare sveglio per giorni di fila. Livvy, per, annu di gratitudine alle parole del
gemello.
Hai ragione disse la ragazza. Scivol gi dalla sedia e mise una mano sulla spalla di Tavvy,
quindi gli restitu il suo libro. Dai, andiamo. Tu dovresti essere a nanna gi da un pezzo.
Per vi ho aiutati, vero? chiese il bambino mentre lei lo accompagnava verso la porta.
Dicendolo Tavvy aveva guardato Julian, e quest'ultimo ripens a se stesso da piccolo, quando
osservava allo stesso modo Andrew Blackthorn. Un ragazzino che alzava gli occhi sul proprio padre in
cerca di approvazione.
Tu non ci hai solo aiutati, Tavvy. Io credo che potresti aver risolto tutto! gli rispose.
Urr! fece il piccolo, assonnato, e finalmente usc dalla stanza.
Ben presto anche gli altri seguirono l'esempio di Ty e Livvy andando a letto, ma Emma sentiva
che non ce l'avrebbe mai fatta a dormire. All'alba era ancora sveglia, seduta sui gradini d'ingresso
dell'Istituto.
Era in infradito, canottiera e pantaloni del pigiama. L'aria che soffiava dall'oceano era gelida,
ma lei non la sentiva nemmeno. Stava fissando le onde.
L'oceano era visibile da tutti i lati della scala: ora, al sorgere del giorno, era nero-blu, color
inchiostro, screziato da pennacchi di spuma bianca dove le onde si infrangevano al largo. La luna si era
rimpicciolita e ora proiettava sull'acqua un'ombra ad angolo. Era un'alba blu e d'argento.
Ripens al freddo di quello stesso oceano che le si era riversato addosso. Al sapore dell'acqua
salmastra e del sangue di demone. Alla sensazione che la marea la stesse schiacciando verso il basso,
frantumandole le ossa.
E alla parte peggiore: la paura che i suoi genitori avessero provato lo stesso dolore, lo stesso
panico.
Allora le venne in mente Julian. La faccia che aveva in sala da pranzo. La tensione nella sua
voce mentre, in piedi, raccontava a lei e a Mark tutto quello che aveva fatto negli ultimi cinque anni.
Emma?
Gir il volto e vide Diego il Perfetto scendere i gradini. Aveva un aspetto immacolato, a
dispetto della nottata trascorsa; gli stivali erano tirati a lucido. I capelli castano scuro, corposi, gli
ricadevano in maniera affascinante sopra a un occhio. Somigliava un po' al principe di un libro di
fiabe.
Ripens a Julian. Capelli spettinati, unghie mangiucchiate, stivali impolverati, pittura sulle
mani.
Ehi, Diego il Perfetto! lo salut.
Preferirei se non mi chiamassi cos.
Peggio per te ribatt lei. Dove stai andando? Cristina sta bene?
Dorme. Diego guard l'oceano.  magnifico, qui. Chiss che pace...
Chiss cos'altro di assurdo dirai! Pace? Vuoi scherzare?
Lui le rivolse un sorriso davvero perfetto. S, intendo quando non ci sono omicidi e piccoli
eserciti che circondano la zona.
Dove stai andando? gli chiese di nuovo Emma.  quasi l'alba.
So che la grotta non sar aperta, ma voglio andarci per controllare di persona. Ormai i demoni
dovrebbero essersi dispersi. Voglio dare un'altra occhiata all'area, per vedere se c' qualcosa che voi
non siete stati capaci di notare.
Sei il re del tatto, eh? Ok, fai come ti pare. Vai a vedere cosa non siamo stati capaci di notare
mentre un esercito di demoni a forma di cavallette giganti tentava di farci a pezzi.
Tecnicamente le mantidi non sono cavallette...
Emma lo guard storto. Diego fece spallucce e scese a passo svelto i gradini. Si ferm e si volt
per lanciarle un'ultima occhiata.
C' qualcun altro, nel Conclave, che sa della vostra indagine? All'infuori della vostra
famiglia?
Solo Diana.
Diana  la vostra tutor? Quando Emma annu, Diego incresp la fronte. Jace Herondale e i
Lightwood non erano stati traditi dal loro tutor?
Lei non ci tradirebbe mai ribatt Emma, indignata. N con il Conclave n con nessun altro.
Hodge Starkweather era diverso.
Diverso in che senso?
Starkweather non era Diana. Era un servo di Valentine. Diana invece  una brava persona.
E adesso dov'? Mi piacerebbe conoscerla.
Emma esit. Diana ...
 in Thailandia disse una voce alle loro spalle. Era Julian. Sopra a jeans e maglietta si era
infilato una giacca militare con il cappuccio. L c' una strega a cui voleva fare delle domande sugli
incantesimi di energia. Una persona che conosce da quando era pi giovane. Fece una pausa.
Possiamo contare su di lei.
Diego lo guard inclinando appena la testa di lato. Non volevo lasciar intendere il contrario.
Julian si appoggi a una delle colonne e rimase con Emma a fissare Diego che si allontanava
sull'erba calpestata dirigendosi verso la strada. La luna era scomparsa del tutto e il cielo, a est, iniziava
a colorarsi di rosa.
Che ci fai tu qua fuori? Julian chiese finalmente a Emma, sottovoce.
Non riuscivo a dormire.
Lui teneva la testa reclinata all'indietro, come se stesse facendo il pieno della scarsa luce
proiettata dall'alba. Era una luce che lo trasformava in qualcosa di diverso, in una statua di marmo e
d'argento, con una cascata di ricci sulle tempie e sul collo che ricordavano le foglie d'acanto dell'arte
greca.
Non era perfetto come Diego, ma per lei non era mai esistito nessuno di pi bello.
Prima o poi dovremo parlarne gli disse.
Lo so. Julian abbass lo sguardo sulle sue lunghe gambe, sugli orli sfilacciati dei jeans, sugli
stivali. Speravo... Credo di aver sperato che non sarebbe mai successo, o che almeno in quel
momento saremmo stati adulti.
E allora comportiamoci da adulti. Perch non me lo hai detto prima?
Pensi che mi piacesse tenerti nascoste le cose? Pensi che non volessi dirtelo?
Se davvero volevi, potevi farlo.
Invece no. Nella voce di Julian c'era una disperazione sommessa.
Non ti fidi di me? Pensavi che avrei fatto la spia?
Lui scosse il capo. Non era quello. Sul paesaggio si era diffusa una luce abbastanza intensa
da rendere visibile il colore dei suoi occhi: sembravano acqua illuminata artificialmente.
Emma pens alla notte in cui la madre di Julian era morta. Era malata, e i Fratelli Silenti
l'avevano assistita fino alla fine. C'erano malattie che nemmeno la magia dei Nephilim era in grado di
curare, e lei soffriva di un cancro alle ossa che l'aveva uccisa.
Subito dopo essere rimasto vedovo, Andrew Blackthorn era troppo devastato per occuparsi di
Tavvy, quando piangeva di notte. Helen era efficientissima: gli riscaldava il biberon, lo cambiava, lo
vestiva. Ma era Julian a stare con lui durante il giorno. Mentre Mark ed Helen si allenavano, lui si
sedeva in camera di Tavvy a disegnare o a dipingere. A volte Emma gli faceva compagnia, e allora
giocavano normalmente, con il bambino che gorgogliava dentro la culla a pochi passi di distanza da
loro.
All'epoca non ci aveva riflettuto molto. Lei, come Julian, aveva solo dieci anni. Ma adesso ci
ripens.
Mi ricordo quando  morta tua madre disse. E tu ti prendevi cura di Tavvy. Una volta ti ho
chiesto perch lo facevi, e mi ricordo ancora che cosa hai risposto. Tu?
Quel giorno ti ho detto che me ne occupavo io perch non c'era nessun altro che potesse farlo
le rispose, senza capire dove Emma volesse andare a parare. Mark e Helen dovevano allenarsi... Mio
padre era... Be', lo sai com'era.
La ragione di tutto quello che fai  che nessun altro pu o vuole farlo. Se tu non avessi coperto
Arthur, nessuno ci avrebbe nemmeno mai pensato. Se tu non fossi stato cos deciso a tenerci tutti uniti,
nessun altro lo avrebbe fatto. Forse  iniziato tutto allora, quando ti prendevi cura di tuo fratello. Forse
 stato quello a darti l'idea.
Julian sospir. Forse. Io stesso non mi conosco completamente.
Avrei comunque preferito se me lo avessi detto. So che hai pensato di essere altruista...
No.
Emma lo guard meravigliata.
L'ho fatto per puro egoismo. Tu eri la mia scappatoia, Emma. Tu eri la mia via di fuga da tutte
le cose brutte. Quando ero con te, mi sentivo felice.
Emma si alz. Ma non possono essere stati quelli gli unici momenti in cui stavi bene...
Certo, anche con la mia famiglia mi sento felice. Per sono responsabile nei loro confronti.
Nei tuoi, mai. Al limite siamo responsabili l'uno dell'altra, come devono esserlo due parabatai. Non
capisci, Emma, che tu sei l'unica, l'unica persona che si pu occupare di me?
Allora con te ho sbagliato. Non sono stata all'altezza ammise, delusa di se stessa fino al
midollo. Avrei dovuto capire quello che stavi passando, invece non...
Non dire mai pi una cosa del genere! Julian si stacc dalla colonna, e il sole nascente alle
sue spalle gli trasform le punte dei capelli in rame.
Emma non lo vedeva in faccia, ma sentiva che era furibondo. Si alz in piedi. Che cosa? Che
avrei dovuto capire di pi? Io...
Non dire mai pi che con me hai sbagliato le ripet, accalorato. Se solo sapessi... Tu sei
stata l'unica cosa che mi ha fatto andare avanti, a volte per settimane, per mesi. Anche mentre ero in
Inghilterra, ripensare a te mi dava forza. Ecco perch dovevo essere il tuo parabatai.  stata una cosa
completamente egoista. Volevo legarti a me a prescindere da tutto, anche se sapevo che era una
pessima idea, anche se sapevo che...
Si interruppe, e un'espressione inorridita gli pass sul viso.
Anche se sapevi cosa? lo incoraggi Emma. Aveva il cuore che le pulsava forte nel petto.
Anche se cosa, Julian?
Lo vide scuotere la testa. Intanto i suoi capelli le erano sfuggiti dalla coda di cavallo, e ora il
vento glieli sferzava attorno al viso, ciocche pallide e luminose in volo. Lui ne afferr una e gliela mise
dietro l'orecchio: aveva la stessa espressione di una persona che stesse cercando di svegliarsi da un
sogno. Non importa le disse.
Mi ami? gli chiese lei in un sussurro.
Julian si avvolse un'altra sua ciocca sul dito, formando un anello d'oro e d'argento. Che
differenza fa? Non cambierebbe niente.
Invece cambierebbe le cose gli mormor. Cambierebbe tutto, per me.
Emma. Adesso  meglio se torni dentro. Vai a dormire. Tutti e due dovremmo...
Strinse i denti. Se adesso te ne vai via da me, sarai tu da solo a farlo.
Lui esit, ed Emma vide la tensione sprigionarsi dal suo corpo, gonfiarsi come un'onda pronta a
infrangersi.
Vattene gli disse, brusca. Vattene via.
La tensione di Julian raggiunse il picco e poi croll: fu come se qualcosa gli precipitasse dentro,
acqua che si infrangeva contro le rocce. Non ce la faccio le disse, a voce bassa e rotta dall'emozione.
Dio mio, non ce la faccio. Socchiuse gli occhi, alzando una mano per racchiuderle il viso. Sal con le
dita a toccarle i capelli, poi la tir verso di s. Emma inal una boccata d'aria fredda, poi sent la bocca
di lui sulle labbra, e i suoi sensi esplosero.
Si era chiesta, nei meandri della mente, se quello che era successo tra di loro sulla spiaggia non
fosse stata la conseguenza dell'adrenalina condivisa. Di certo i baci non dovevano fare quell'effetto,
essere cos totalizzanti da squarciarti come un fulmine, prosciugandoti le forze al punto da lasciarti
come unica possibilit quella di aggrapparti all'altro.
No, in teoria.
Strinse tra i pugni la stoffa della giacca di Julian, tirandoselo pi vicino, ancora di pi. Lui
aveva le labbra che sapevano di zucchero e caff. Energia pura. Gli fece scivolare le mani sotto la
maglietta, toccandogli la pelle nuda della schiena, finch lui si stacc da lei trattenendo il fiato. Aveva
gli occhi chiusi, le labbra semiaperte.
Emma disse in un soffio, e il desiderio nella sua voce apr un varco di calore dentro di lei.
Quando lui la riprese, lei quasi gli cadde addosso. La fece girare, mettendola con la schiena contro la
colonna e trasformando il corpo in una linea calda contro al suo...
Un suono attravers la foschia che le avvolgeva la mente.
Si staccarono di colpo, lo sguardo fisso.
C'erano tutti e due, nella Sala degli Accordi di Idris, quando la Caccia Selvaggia era giunta
ululando contro le pareti, squarciando il soffitto. Emma ricord il suono del corno di Gwyn che fendeva
l'aria. Che le faceva vibrare ogni nervo del corpo. Un suono acuto, roco, solitario.
Rieccolo ora, che riecheggiava nell'aria del mattino.
Il sole era sorto mentre Emma si era abbandonata a Julian, e adesso la strada che scendeva fino
alla statale era illuminata dalla luce del sole. Stavano salendo verso l'Istututo tre figure a cavallo: uno
nero, uno bianco, uno grigio.
Emma riconobbe subito due di loro: Kieran, che montava il suo destriero come un danzatore e
aveva i capelli quasi neri sotto i raggi del sole, e Iarlath, avvolto in una veste scura.
Il terzo cavaliere era noto a Emma per averlo visto in un centinaio di illustrazioni sui libri. Era
un uomo alto e possente, con la barba, che indossava un'armatura scura simile a strati di corteccia
d'albero sovrapposti. Sottobraccio aveva il suo corno; era un oggetto massiccio, intagliato con un
motivo di cervi.
Gwyn il Cacciatore, condottiero della Caccia Selvaggia, era venuto all'Istituto. E non sembrava
contento.
22
ALTRI DI NOI PI GRANDI
Mark era in piedi davanti alla finestra di camera sua e guardava il sole sorgere sopra al deserto.
Le montagne sembravano ritagli di carta scura, nette e distinte sullo sfondo del cielo. Per un attimo
immagin di poter allungare una mano e toccarle, di poter volare dalla finestra e raggiungere la vetta
pi alta.
L'attimo pass, e la distanza fra se stesso e le montagne fu di nuovo quella reale. Da quando era
tornato all'Istituto, aveva sempre l'impressione di vedere tutto attraverso un sottile velo d'incantesimo.
A volte l'Istituto si mostrava per come era, altre invece l'edificio gli spariva dagli occhi e al suo posto
restava un paesaggio brullo, punteggiato dai fal della Caccia Selvaggia e i suoi piccoli accampamenti.
A volte si girava per dire qualcosa a Kieran, salvo poi rendersi conto che lui non c'era. Lo
aveva sempre avuto accanto, a ogni risveglio mattutino, in tutti quegli anni passati nel Regno delle
Fate.
Kieran sarebbe dovuto andare a trovarlo la sera in cui aveva badato ai ragazzi in cucina. Invece
non si era mai presentato. Non si era nemmeno pi fatto sentire, e ora lui cominciava a preoccuparsi.
Pens che probabilmente fosse solo questione di prudenza, ma si era accorto che la mano gli saliva a
cercare la punta di freccia legata al collo pi spesso del solito.
Era un gesto che gli ricordava Cristina: anche lei, quando era nervosa, si toccava la medaglietta
che portava al collo. Cristina... Si chiese cosa ci fosse stato tra lei e Diego.
Volt le spalle alla finestra proprio nel momento in cui inizi a propagarsi quel suono. Il suo
udito si era raffinato, in anni di esperienza con la Caccia, perci dubitava che chiunque altro in Istituto
lo avesse udito o ne fosse stato svegliato.
Era una singola nota. Il corno di Gwyn il Cacciatore: secco e penetrante, solitario come le
montagne. Sent il sangue gelarsi nelle vene. Quello non era un saluto, e nemmeno una chiamata alla
Caccia. Era la nota che Gwyn suonava quando stavano cercando un disertore. Era il suono del
tradimento.
Julian si era rimesso dritto e si stava passando le dita tra i capelli. Emma disse, teso. Torna
dentro.
Emma si gir ed entr a grandi passi, ma solo il tempo di prendere Cortana, appesa accanto alla
porta. Quando torn fuori vide che i membri della delegazione di fate erano scesi dai loro cavalli, che
ora rimanevano fermi in maniera innaturale, come inchiodati sul posto. Avevano gli occhi rosso sangue
e le criniere intrecciate con fiori dello stesso colore. "Destrieri delle fate" pens.
Gwyn si era avvicinato al primo gradino. Aveva una faccia strana, leggermente aliena: occhi
grandi, zigomi pronunciati, sopracciglia maligne. Un occhio nero, l'altro azzurro chiaro.
Accanto a lui c'era Iarlath, gli occhi gialli fissi davanti a s. Dall'altro lato, Kieran. Era bello
come Emma lo ricordava, e altrettanto freddo. I lineamenti del suo viso candido erano cos severi da
sembrare marmo bianco scolpito; gli occhi, uno nero e l'altro argento, erano inquietanti alla luce del
primo sole.
Che cosa c'? chiese lei.  successo qualcosa?
Gwyn la degn a malapena di uno sguardo. Non sono affari tuoi, Emma Carstairs. La
questione riguarda Mark Blackthorn, e nessun altro di voi.
Julian incroci le braccia al petto.Qualsiasi cosa riguardi mio fratello riguarda anche me. Anzi,
riguarda tutti noi.
La bocca di Kieran si strinse in una linea sottile e inflessibile. Siamo Gwyn e Kieran della
Caccia Selvaggia, e lui  Iarlath della Corte Unseelie, giunti qui per una questione di giustizia. E tu ora
vai a prendere tuo fratello.
Emma si mise al centro del gradino pi in alto e sguain Cortana, producendo scintille
luminose. Non gli dire cosa deve fare. Non qui. Non davanti all'Istituto.
Gwyn emise una risata inattesa e roboante. Non essere sciocca, ragazza. Non esiste
Shadowhunter capace di tener testa a tre membri del Popolo Fatato, nemmeno se armato di una delle
Grandi Spade.
Fossi in voi non sottovaluterei Emma disse Julian, la voce tagliente come un rasoio.
Altrimenti vi ritroverete con la testa a terra, accanto al corpo che ancora si contorce.
Che descrizione vivida comment Iarlath, divertito.
Sono qui disse una voce a corto di fiato alle loro spalle. Emma socchiuse gli occhi, sentendo
la paura che la invadeva come un dolore fisico.
Mark.
Doveva essersi messo i jeans e la felpa in tutta fretta, infilando poi i piedi in un paio di scarpe
da ginnastica. Aveva i capelli biondi arruffati e sembrava pi piccolo del solito, con quegli occhi
spalancati di stupore e indifesa meraviglia.
Ma il mio tempo non  scaduto aggiunse. Si era rivolto a Gwyn, per guardando Kieran.
C'era un'espressione sul suo viso... Emma non riusciva a interpretarla n a descriverla; era un misto di
supplica, dolore e felicit. Stiamo ancora cercando di capire cos' successo. Ci siamo quasi. Ma la
deadline...
Deadline? ripet Kieran. Ma sentitelo! Sembri uno di loro.
Mark parve sorpreso. Ma, Kieran...
Mark Blackthorn disse Iarlath. Sei accusato di aver condiviso uno dei segreti del Regno
delle Fate con uno Shadowhunter, bench fosse espressamente vietato.
Mark lasci che la porta si chiudesse alle sue spalle. Fece diversi passi in avanti, finch non fu
accanto a Julian. Si strinse le mani dietro la schiena; stavano tremando. Io non... non so di cosa stiate
parlando ribatt. Non ho detto alla mia famiglia niente di proibito.
Non alla tua famiglia lo corresse Kieran, alterando la voce in maniera sgradevole. A lei!
A lei? Julian guard Emma, ma questa scosse il capo.
Non ce l'ha con me. Parla di Cristina.
Ti aspettavi forse che ti perdessimo di vista, Mark? fece Kieran. I suoi occhi nero e argento
sembravano due pugnali incisi. Ero fuori dalla finestra quando vi ho sentito parlare. Le hai detto come
Gwyn pu essere privato dei suoi poteri. Un segreto noto solo alla Caccia, e che  vietato divulgare.
Mark era diventato color cenere. Ma io non...
 inutile mentire aggiunse Iarlath. Kieran  un principe delle fate e non pu raccontare
menzogne. Se lui dice di aver sentito questa cosa, significa che  vero.
Mark spost lo sguardo su Kieran. A Emma la luce del sole non sembrava affatto bella, bens
spietata, feroce sui capelli dorati di Mark e sulla sua pelle. Il dolore si allarg sul viso del ragazzo come
una macchia rossa dopo uno schiaffo. Per Cristina non significher mai niente. Non lo dir a nessuno.
Non danneggerebbe mai n me n la Caccia.
Kieran gir il viso, la splendida bocca contorta agli angoli. Basta cos.
Mark avanz di un passo. Kieran. Come puoi fare una cosa del genere? A me?
L'altro si irrigid. Non  mio il tradimento disse. Parla con la tua Shadowhunter principessa
delle promesse infrante.
Gwyn... Mark si volt per supplicare il capo della Caccia. Quello che c' tra me e Kieran
non  argomento n delle Leggi, n delle Corti, n della Caccia. Da quando interferiscono con le
questioni di cuore?
Questioni di cuore. Emma lo leggeva in faccia a entrambi, a Mark e a Kieran. Lo capiva da
come si guardavano e da come non si guardavano. Si chiese come avesse fatto a non accorgersene
prima, al Santuario, che quei due si amavano. E si erano feriti come solo due persone innamorate
potevano ferirsi.
Kieran scrutava Mark come se gli avesse portato via qualcosa di prezioso e insostituibile. E
Mark...
Mark era a pezzi. Emma pens come si era sentita in spiaggia, quel mattino con Julian, mentre i
gabbiani strillavano volando in cerchio sopra le loro teste.
Ragazzo disse Gwyn, ed Emma rimase sorpresa dal tono gentile con cui aveva parlato. Il
motivo di questa visita mi rincresce pi di quanto non possa esprimere. E credimi: la Caccia non
interferisce, come dici tu, con le questioni di cuore. Tuttavia hai infranto una delle pi antiche leggi
della Caccia, mettendo in pericolo tutti i suoi membri.
Esattamente gli fece eco Kieran. Mark ha infranto una legge delle fate, perci deve
smetterla di trattenersi nel mondo degli umani ed  tenuto a tornare con noi nel nostro Regno.
No ribatt Iarlath. Non  questa la punizione.
Cosa? Kieran si volt incredulo verso di lui. Le punte dei capelli gli divamparono di bianco e
di blu, simili a brina. Ma avevi detto che...
A te non ho detto niente delle punizioni, principino afferm Iarlath, facendo un passo in
avanti. Tu mi hai parlato della condotta di Mark Blackthorn, e io ho risposto che sarebbero stati presi
provvedimenti adeguati. Se pensavi che ci significasse riportarlo nel Regno delle Fate per farti
compagnia, forse farai meglio a ricordare che la tutela del ceto nobile delle fate  di gran lunga pi
importante dei capricci di un figlio del Re Unseelie. Guard Mark duramente, con occhi sinistri sotto
la luce del sole. Il Re mi ha lasciato la libert di scegliere la tua punizione prosegu. Saranno venti
frustate sulla schiena, e ritieniti fortunato che non siano di pi.
NO! Questa parola fu un'esplosione. Ed Emma si stup che a produrla era stato Julian. Lui
che non alzava mai la voce, lui che non gridava mai. Stava scendendo i gradini, e lei lo segu con la
spada in mano.
Kieran e Mark si stavano guardando in silenzio. Dal viso del principe delle fate era sparita ogni
traccia di colore, e sembrava sul punto di svenire. Non si mosse quando Julian gli si par davanti,
bloccandogli la visuale su Mark.
Se uno di voi osa toccare mio fratello per fargli del male, io lo uccido disse Julian.
Gwyn scosse la testa. Non pensare che non ammiri il tuo coraggio, Blackthorn. Ma ci penserei
due volte prima di aggredire una delegazione di fate.
Se cerchi di ostacolare la punizione, il nostro accordo pu considerarsi concluso minacci
Iarlath. L'indagine terminer e riporteremo Mark con noi nel Regno delle Fate. E verr frustato l,
peggio di come potrebbe mai essere frustato qui. Non avreste niente da guadagnarci, anzi molto da
perdere.
Le mani di Julian diventarono pugni. Pensate di essere gli unici a capire il senso dell'onore?
Non riuscite a comprendere cosa perderemmo noi permettendovi di torturare, di umiliare Mark?  per
questo che le fate sono disprezzate: per la loro crudelt senza senso.
Attento, ragazzo tuon Gwyn. Voi avete le vostre Leggi, noi le nostre. La differenza sta solo
nel fatto che noi non fingiamo che non siano crudeli.
La Legge  dura... disse Iarlath, compiaciuto. Ma  la Legge.
Mark parl per la prima volta da quando Iarlath aveva pronunciato la sentenza. E una cattiva
legge non  legge disse. Sembrava stordito. Emma pens al ragazzo che era svenuto nel Santuario, che
aveva urlato quando qualcuno aveva cercato di toccarlo e che aveva parlato di torture  era evidente 
ancora capaci di terrorizzarlo. Si sent come se le stessero strappando il cuore dal petto. Frustare
proprio Mark, fra tutti? Mark, che sarebbe potuto guarire nel fisico, ma mai nell'anima?
Siete stati voi a venire da noi disse Julian. C'era disperazione nella sua voce. Siete venuti da
noi e ci avete proposto un patto. Vi serviva il nostro aiuto. E noi abbiamo messo in gioco tutto,
rischiato tutto per risolvere il caso. D'accordo, Mark avr anche fatto uno sbaglio, ma questa prova di
lealt  assurda.
Qui non si tratta di lealt disse Iarlath. Qui si tratta di dare l'esempio. Le leggi sono queste.
 cos che funziona. Se permettiamo a Mark di tradirci, altri penseranno che siamo deboli. Aveva lo
sguardo compiaciuto. Avido. Il patto  importante. Ma questo lo  di pi.
A quella frase Mark si fece avanti, prendendo Julian per una spalla. Non puoi farci niente,
fratellino. Lascia che accada. Guard prima Iarlath, poi Gwyn. Non Kieran. Accetto la punizione.
Emma ud la risata di Iarlath, un suono freddo e tagliente, come ghiaccio che si rompeva. Infil
una mano sotto il mantello e ne estrasse una manciata di sassi porpora. Li gett a terra. Mark, a cui il
gesto di Iarlath risult chiaramente familiare, sbianc.
Nel punto in cui Iarlath aveva buttato le pietre, qualcosa aveva iniziato a crescere. Un albero
ricurvo, nodoso e contorto, con corteccia e foglie color del sangue. Mark lo guard, affascinato e
terrorizzato allo stesso tempo. Kieran sembrava sul punto di vomitare.
Jules sussurr Emma. Era la prima volta che lo chiamava di nuovo cos da quella notte in
spiaggia.
Per un attimo Julian la fiss con sguardo cieco, poi si volt e scese i gradini barcollando. Dopo
un istante di gelo, Emma lo segu. Iarlath si mosse immediatamente per bloccarle il passaggio.
Metti via la spada ringhi. Niente armi in presenza del Popolo Fatato. Sappiamo che non ci
si pu fidare di te, con quelle in giro.
Emma fece saettare Cortana verso l'alto con una velocit tale da rendere la lama una nube
indistinta. La punta volteggi sotto il mento di Iarlath, a un millimetro di distanza dalla sua pelle,
descrivendo l'arco di un sorriso mortale. Lui riusc a emettere un suono gutturale solo mentre Emma
stava gi riaffondando la spada nel fodero che teneva sulla schiena, con tanta forza da renderlo un gesto
udibile. Fiss Iarlath con occhi pieni di rabbia.
Gwyn accenn una risata. E io che pensavo che i Carstairs fossero portati per la musica.
Iarlath rivolse a Emma uno sguardo carico di sprezzo, poi si volt e and verso Mark. Aveva
iniziato a svolgere una corda che teneva legata in vita. Metti le mani sul tronco del sorbo gli disse, ed
Emma pens che si riferisse a quell'albero scuro e contorto, con i rami affilati e le foglie color sangue.
No! Kieran, disperato, si gir con un gesto fluido verso Iarlath. Si butt a terra, in ginocchio,
con le mani tese. Ti supplico disse. Come principe della Corte Unseelie, io ti imploro. Non fare del
male a Mark. Fai a me quello che vuoi, piuttosto.
Iarlath sbuff dal naso. Frustare te vorrebbe dire incorrere nell'ira di tuo padre. Frustare lui no.
Rialzati, principino. Non coprirti di altra vergogna.
Kieran si rimise in piedi, incerto. Per favore disse, guardando Mark anzich Iarlath.
Mark gli rispose con uno sguardo cos incandescente che Emma ebbe quasi paura. Kieran fece
un'espressione, se possibile, ancora pi sconvolta di prima.
Avresti dovuto aspettartelo, ragazzino disse Iarlath tenendo puntati su Mark due occhi
famelici, come se frustarlo potesse saziare un appetito vorace. Mark si avvicin all'albero...
Ma in quel momento si fece avanti Julian. Frusta me disse.
Per un attimo rimasero tutti impietriti. Emma si sent come se le avessero colpito il petto con
una mazza da baseball. "No" cerc di dire, ma la parola non le affior davvero alle labbra.
Mark si gir verso il fratello. Non puoi. Mio  il delitto. Mio dev'essere il castigo.
Julian oltrepass Mark, quasi spingendolo, tanto era determinato a presentarsi di fronte a Gwyn.
Teneva la schiena dritta e il mento alzato. In una battaglia tra fate,  consentito scegliere un campione.
Durante un combattimento potrei prendere il posto di mio fratello, quindi perch non ora?
Perch sono io quello che ha infranto la Legge! Mark era disperato.
Mio fratello  stato preso all'inizio della Guerra Oscura riprese Julian. Non ha mai
combattuto in battaglia. Sulle sue mani non c' sangue di fata. Io invece ero ad Alicante. E ho ucciso
membri del Popolo Fatato.
Ti sta provocando fece Mark rivolto a Gwyn. Non dice sul serio...
S, invece.  la verit.
Se qualcuno si offre volontario per prendere il posto di un uomo condannato, noi non
possiamo rifiutare. Gwyn aveva lo sguardo preoccupato. Sei sicuro, Julian Blackthorn? Questa
punizione non spetta a te.
Julian pieg la testa. Sono sicuro.
Lascia che venga frustato lui disse Kieran.  quello che vuole. Accontentalo.
Subito dopo le cose accaddero molto rapidamente. Mark, imbestialito, si butt su Kieran.
Gridava mentre affondava le dita nella maglietta del principe e lo scuoteva. Emma cerc di intervenire,
ma fu buttata indietro da Gwyn, il quale tent di separare i due contendenti dando a Mark un brutale
spintone.
Bastardo disse quest'ultimo. Gli sanguinava la bocca, e sput ai piedi di Kieran. Sei solo un
arrogante...
Basta, Mark lo ferm Gwyn. Kieran  un principe della Corte Unseelie.
 il mio nemico. Ora e per sempre, il mio nemico. Mark alz una mano come per colpire
Kieran, ma lui non si mosse, si limit a guardarlo con un'espressione sconvolta. Mark allora riabbass
la mano e si gir, come se non sopportasse pi la sua vista. Jules disse. Julian, ti prego, non farlo.
Lascia che sia io.
Julian gli rivolse un sorriso dolce, che racchiudeva in s tutto l'amore e la meraviglia del
ragazzino che aveva perso suo fratello e, contro ogni previsione, lo aveva ritrovato. Non puoi essere
tu, Mark.
Prendilo disse Iarlath a Gwyn, e Gwyn, indubbiamente a malincuore, fece un passo avanti per
prendere Mark, allontanandolo da Julian. Mark cerc di ribellarsi, ma Gwyn era un colosso con braccia
enormi, che lo tenne stretto con espressione impassibile mentre Julian si toglieva prima la giacca e poi
la T-shirt.
Sotto la luce intensa del giorno la pelle di Julian appariva leggermente abbronzata, ma sulla
schiena e sul petto era pi chiara, vulnerabile ed esposta. La maglietta gli arruff i capelli quando se la
tolse e, posandola a terra, fiss Emma.
Il suo sguardo ruppe la gelida morsa di shock che la teneva bloccata. Julian. Le trem la
voce. Non puoi farlo. Avanz, ma Iarlath le blocc il passaggio.
Ferma le sibil contro. Si allontan da lei, e quando Emma riprov a camminare si accorse di
avere le gambe inchiodate a terra: non poteva muoversi. Il ronzio di quell'incantesimo le vibrava lungo
le gambe e la spina dorsale, tenendola ferma sul posto come in una tagliola. Cerc di slanciarsi in
avanti, ma dovette soffocare un grido di dolore quando la magia fatata la gherm tirandole la pelle.
Julian fece un passo e appoggi le mani contro l'albero, abbassando la testa. Fu assurdo, ma
Emma si ritrov a pensare a quanto fosse bella la lunga linea della sua colonna vertebrale: sembrava
l'arco formato da un'onda poco prima di infrangersi. Cicatrici bianche e Marchi neri gli decoravano la
schiena come il disegno di un bambino fatto di pelle e sangue.
Lasciami andare! sbrait Mark, contorcendosi fra le braccia di Gwyn.
Era come vivere in un incubo, pens Emma, uno di quelli in cui correvi, correvi e non arrivavi
mai da nessuna parte. Solo che era la realt. Lottava per liberare braccia e gambe dalla forza invisibile
che la teneva inchiodata come una farfalla a un quadro.
Iarlath si avvicin a Julian. Qualcosa gli brill in mano: qualcosa di lungo, sottile e argenteo.
Quando lo fece schioccare in avanti, saggiando l'aria, Emma vide che stava tenendo in mano
l'impugnatura nera di una frusta d'argento. Slanci il braccio all'indietro.
Sciocchi Shadowhunters. Troppo ingenui persino per sapere di chi potete fidarvi.
La frusta si abbatt. Emma la vide mordere la pelle di Julian, vide il sangue, vide lui inarcarsi
all'indietro, il suo corpo piegarsi.
Un dolore le esplose dentro. Come se sulla schiena le avessero appoggiato una sbarra infuocata.
Trasal, sentendosi in bocca il sapore del sangue.
Fermatevi! grid Mark. Non vedete che li state ferendo tutti e due? Questa non  una
punizione! Lasciate venire me, io non ho un parabatai. Lasciatemi e frustate me...
Emma sent le sue parole mescolarsi dentro la testa. Il dolore le faceva ancora pulsare tutto il
corpo.
Gwyn, Iarlath e Kieran guardarono prima lei e poi Julian. Sulla schiena di lui, aggrappato al
tronco dell'albero, si era formata una lunga tumefazione sanguinolenta. Il sudore gli scuriva
l'attaccatura dei capelli.
A Emma si spezz il cuore. Se il dolore che aveva provato lei era stata una vera agonia, allora
che cosa doveva aver sentito lui? Due volte, quattro volte lo stesso?
Mandala via sent dire a Iarlath in tono scocciato. Tutti questi lamenti sono ridicoli.
Non sono scene, Iarlath spieg Kieran. Fa cos perch  la sua parabatai. La sua compagna
in battaglia. Hanno un legame...
Oh, mia Signora, quante storie... sibil Iarlath, poi diede un'altra frustata.
Questa volta Julian emise un gemito. Un gemito soffocato, appena percettibile. Cadde sulle
ginocchia, tenendosi ancora aggrappato all'albero. Anche Emma si sent trafiggere dal dolore, ma
stavolta si era preparata. Grid, e non fu un grido qualunque. Fu un suono echeggiante d'orrore e di
tradimento, un urlo di rabbia, sofferenza, collera.
Gwyn slanci un braccio verso Iarlath, per osservando Emma. Basta ordin.
Emma sent su di s il peso dello sguardo del condottiero, poi prov un senso di leggerezza
mentre l'incantesimo che l'aveva bloccata finiva in frantumi.
Corse da Julian e si butt a terra accanto a lui, togliendosi lo stilo dalla cintura. Sent Iarlath
protestare, e Gwyn borbottargli di smetterla. Non vi fece troppo caso: l'unica cosa che vedeva era
Julian. Julian in ginocchio, con le braccia avvolte attorno al tronco dell'albero e la fronte premuta alla
corteccia. Il sangue gli correva lungo la schiena nuda. I muscoli delle spalle gli si flessero quando lei
tese le mani per toccarlo, come se si stesse preparando a ricevere il terzo colpo.
"Jules" pens, e lui, come se l'avesse sentita, gir il viso. Si era morso il labbro inferiore, e il
sangue gli colava dal mento. Le rivolse uno sguardo cieco, come di un uomo davanti a un miraggio.
Em? disse, senza fiato.
Non parlare. Emma gli accarezz la guancia, mettendogli le dita fra i capelli. Era bagnato di
sangue e di sudore, aveva le pupille spalancate. Vedeva se stessa al loro interno, vedeva il proprio viso
slavato e sconvolto.
Gli pos lo stilo sulla pelle. Devo curarlo disse. Lasciatemelo curare.
Ridicolo protest Iarlath. Il ragazzo dovrebbe prendersi le frustate e...
Lascia stare, Iarlath disse Gwyn, stringendo forte le braccia attorno a Mark.
Iarlath cedette, non senza brontolare. Mark si divincolava e ansimava. Emma sent lo stilo
freddo dentro al palmo della mano, ancora pi freddo quando lo pos sulla pelle di Julian...
Tracci la runa.
Dormi, amore mio gli sussurr, a voce cos bassa che solo lui poteva sentirla. Per un
momento Julian spalanc le palpebre, lucido e sbalordito. Poi le richiuse di colpo e croll a terra.
Emma! grid Mark. Che cosa hai fatto?
Lei si alz in piedi e si gir per guardare in faccia Iarlath, fuori di s dalla rabbia. Gwyn, per...
Le parve di cogliere un lampo di divertimento nei suoi occhi, come se si fosse aspettato di vederla fare
quello che aveva fatto.
L'ho mandato al tappeto disse lei. Ha perso i sensi. Non potete fare niente per svegliarlo.
Iarlath contrasse le labbra. Pensi di toglierci la nostra punizione in questo modo? Sei cos
sciocca? Si gir verso Gwyn. Fai venire Mark ringhi. Frusteremo anche lui, cos avremo frustato
due Blackthorn.
No! esclam Kieran. No! Io lo vieto. Non posso sopportarlo...
A nessuno importa cosa puoi sopportare tu, principino. Tanto meno a me. Sulla bocca di
Iarlath era comparso un ghigno beffardo. S, frusteremo entrambi i fratelli. Mark non avr scampo. E
io dubito che il tuo parabatai ti perdoner presto per quello che hai fatto concluse rivolgendosi a
Emma.
Anzich frustare due Blackthorn rispose lei, potreste frustare un Blackthorn e una Carstairs.
Non sarebbe meglio?
Gwyn non si era mosso all'ordine di Iarlath, e ora sgran gli occhi. Kieran trattenne il fiato.
Julian ha detto di aver ucciso delle fate durante la Guerra Oscura prosegu. Ma io ne ho
uccise molte di pi. Ho tagliato loro la gola, mi sono bagnata le dita con il loro sangue. E lo rifarei.
Silenzio! La voce di Iarlath grondava rabbia. Come osi vantarti di certe cose?
Emma afferr l'orlo della maglietta e se la sfil. Mark spalanc gli occhi quando lei la butt a
terra: adesso era di fronte a tutti loro in reggiseno e jeans. Ma se ne fregava. Non si sentiva nuda, bens
vestita di rabbia e furia, come il guerriero di uno dei libri di Arthur.
Frusta me disse. Accetta, e finisce qui. Altrimenti giuro che ti dar la caccia in tutti i
territori del Regno delle Fate da qui all'eternit. Mark non pu, ma io s.
Iarlath disse qualcosa di esasperato in una lingua che Emma non cap, voltandosi verso
l'oceano. Nel frattempo Kieran si avvicin alla sagoma accasciata di Julian.
Non lo toccare! gli grid Mark, ma Kieran non lo guard. Fece scivolare le mani sotto le
braccia di Julian e lo trascin via dall'albero. Lo lasci a pochi metri di distanza, poi si tolse la lunga
tunica che indossava per avvolgerla attorno al corpo sanguinante del ragazzo.
Emma tir un sospiro di sollievo. Sentiva il calore del sole sulla schiena nuda. Fallo disse.
Sempre che tu non sia troppo codardo per frustare una ragazza.
Emma, basta la supplic Mark. Nella sua voce risuonava un dolore profondo.  a me che
tocca.
Gli occhi di Iarlath si accesero di una luce crudele. Benissimo, Carstairs. Allora fai come il tuo
parabatai. Preparati per la frusta.
Avvicinandosi all'albero, Emma vide l'espressione di Gwyn velarsi di tristezza. Da vicino la
corteccia era liscia, rosso brunastro. Quando la prese fra le braccia la sent fredda sotto la pelle. Vedeva
ogni singola crepa nel legno.
Si aggrapp con le mani. Sent Mark chiamare di nuovo il suo nome, ma le sembr una voce
che arrivava da molto, molto lontano. Iarlath si mise in posizione dietro di lei.
La frusta fischi quando la fata la slanci verso l'alto. Emma chiuse gli occhi. Nel buio dietro le
palpebre vide Julian circondato dal fuoco. Il fuoco nelle stanze della citt Silente. Sent la sua voce
sussurrare le antiche parole bibliche che gli Shadowhunter avevano preso e trasformato nel giuramento
dei parabatai.
Dove andrai tu, andr anch'io.
La frusta si abbatt. Se prima aveva pensato di provare dolore, quello di adesso era qualcosa di
indescrivibile. Si sent come se le avessero aperto la schiena con il fuoco. Strinse i denti per non
gridare.
Non insistere perch ti abbandoni.
Un altro colpo. Stavolta la sofferenza fu maggiore. Conficc le dita dentro la corteccia.
E rinunci a seguirti.
E un altro. Cadde in ginocchio.
L'Angelo faccia a me questo e anche di peggio, se altra cosa che la morte mi separer da te.
Un altro. Il dolore crebbe come un'onda, oscurando il sole. Grid, ma non riusc a sentirsi:
aveva le orecchie tappate mentre il mondo si accartocciava su se stesso. La frusta scese una quinta, una
sesta, una settima volta, ma la sentiva a malapena ora che il buio la stava inghiottendo.
23
AMARMI ED ESSERE AMATA
Cristina lasci la stanza di Emma con un'aria lugubre.
Mark riusc a sbirciare all'interno prima che la porta si richiudesse alle sue spalle: vide la
sagoma immobile di Emma, piccola sotto una montagna di coperte pesanti, e Julian seduto accanto a lei
sul letto. La testa di lui era china verso il basso, i capelli scuri gli coprivano il viso.
Non lo aveva mai visto cos abbattuto.
Sta bene? chiese a Cristina. Erano soli in corridoio; quasi tutti gli altri dormivano ancora.
Non voleva ripensare al viso di suo fratello quando, risvegliatosi accanto al sorbo, aveva visto
lui inginocchiato sul corpo di Emma che, con la mano tremante e inesperta di chi da troppo tempo
aveva perso l'abitudine al linguaggio degli angeli, tentava di tracciarle delle rune di Guarigione sulla
pelle lacerata.
Non voleva ripensare all'aspetto di Julian quando era tornato dentro con Emma tra le braccia,
mentre lui teneva Cortana. Lei aveva i capelli impastati di sangue, e gli aveva chiazzato tutta la
maglietta.
Non voleva ripensare a come aveva gridato Emma quando il colpo di frusta aveva schioccato, e
a come lei aveva smesso di gridare quando era crollata.
Non voleva ripensare al viso di Kieran mentre lui e Julian correvano verso l'Istituto. Il principe
delle fate aveva cercato di fermarlo, gli aveva messo una mano sul braccio. Aveva visto il suo volto
bianco e supplichevole, i suoi capelli che erano diventati un caos di nero e blu disperazione.
Se lo era scrollato di dosso. Toccami ancora con questa mano e la vedrai dire addio al polso
per sempre gli aveva ringhiato contro. Gwyn allora aveva portato via Kieran, parlandogli con una
voce che mescolava severit e dispiacere in parti uguali.
Lascialo stare, Kieran aveva detto il condottiero. Oggi qui sono gi successe troppe cose.
Avevano portato Emma nella sua camera, e Julian l'aveva fatta distendere sul letto mentre Mark
andava a chiamare Cristina.
Quando l'aveva svegliata non si era messa a gridare, cos come non aveva urlato vedendo
Emma tutta sporca di sangue. Si era subito data da fare per aiutarli: aveva lavato via il sangue dai
capelli di Emma e le aveva infilato dei vestiti puliti, poi era andata a prendere delle bende per Jules.
Si riprender gli disse ora. Guarir in fretta.
Mark non voleva ripensare al modo in cui la pelle di Emma si fosse aperta sotto la violenza
della frusta, n al suono di quest'ultima. Quell'odore di sangue che si mischiava al sale della brezza
oceanica...
Mark. Cristina gli tocc il viso, e lui lo mosse dentro la sua carezza, involontariamente.
Sapeva di caff e di bende. Si chiese se Julian le avesse raccontato tutto  dei sospetti di Kieran sul suo
conto, della sua incapacit di proteggere lui ed Emma.
Cristina aveva la pelle morbida; i suoi occhi, rivolti verso l'alto, erano grandi e scuri. Ripens a
quelli di Kieran  schegge di ghiaccio dentro a un caleidoscopio, uno sguardo frammentato e
policromatico. Quello di lei era fermo. Univoco.
Pensierosa, gli scivol con la mano sulla mandibola, facendolo sentire come se tutto il corpo gli
si stesse stringendo in un nodo.
Mark? Era la voce di Julian, bassa, che proveniva dall'altro lato della porta.
Dovresti andare da tuo fratello. Cristina abbass la mano e gli sfreg una volta la spalla con
fare rassicurante. Non  colpa tua. Davvero. Hai capito?
Mark annu, incapace di parlare.
Vado a svegliare i ragazzi, spiego che cosa  successo disse Cristina incamminandosi lungo il
corridoio con passo deciso, come se indossasse la tenuta da combattimento anzich una maglietta e i
pantaloni del pigiama.
Mark fece un respiro profondo e apr la porta della stanza di Emma.
Lei giaceva immobile, con i capelli chiari disordinati sul cuscino, il petto che saliva e scendeva
al ritmo regolare del respiro. Le avevano tracciato delle rune per farla dormire, oltre che per lenire il
dolore, fermare le emorragie e agevolare la guarigione.
Julian le stava ancora seduto accanto. Lei aveva la mano abbandonata sul lenzuolo, ma lui si era
avvicinato con la propria e le aveva infilato le dita tra le sue. Aveva il viso girato dall'altra parte, e
Mark riusciva a vedergli solo le spalle ricurve e la nuca vulnerabile, uguale a quella di Emma quando la
frusta si era abbattuta su di loro.
Sembrava molto giovane.
Ci ho provato esord. Ho provato a prendermi le frustate, ma Gwyn non lo ha permesso.
Lo so. Ho visto che ci hai provato gli rispose suo fratello con voce atona. Ma Emma aveva
ucciso delle fate. Tu no. Non ti avrebbero mai frustato, avendo la possibilit di punire lei. Avresti
potuto fare qualunque cosa.
Mark si maled in silenzio. Non aveva idea di quali parole umane utilizzare per consolare suo
fratello.
Se morisse... riprese Julian, con lo stesso tono di voce inespressivo vorrei morire anch'io.
So che non  normale, ma  la verit.
Non morir gli disse. Si riprender. Ha solo bisogno di cure. Io ho visto che faccia hanno gli
uomini, le persone, quando stanno per morire. C' un'espressione particolare. E non  questa.
Non posso fare a meno di pormi delle domande su tutta questa storia. Qualcuno sta cercando
di riportare in vita la persona che ama, una persona morta. Sembra quasi sbagliato. Ma forse...
dovremmo lasciarlo fare.
Jules... Riusciva a vedere i bordi frastagliati delle emozioni di suo fratello minore, come il
tocco di una lametta su pelle che era stata a lungo coperta da bende. Allora voleva dire quello essere
una famiglia. Soffrire quando un'altra persona soffriva. Desiderare di proteggerla. Stanno sacrificando
delle vite. Non si pu rimediare alla tragedia con altra tragedia, n ricavare la vita dalla morte.
Io so solo che se si trattasse di lei, se si trattasse di Emma, farei la stessa cosa. Julian aveva lo
sguardo spiritato. Farei qualsiasi cosa ci fosse da fare.
No. Gli pos la mano sulla spalla per farlo voltare. Julian lo guard con riluttanza. Tu faresti
la cosa giusta. Come hai sempre fatto, tutta la vita.
Mi dispiace gli disse.
Ti dispiace? Tutto questo, Jules, la delegazione... Se io non avessi detto a Cristina del
mantello di Gwyn...
Avrebbero trovato un altro pretesto per punirti. Kieran voleva fartela pagare, Mark. Tu l'hai
ferito e lui voleva ferire te. Mi dispiace. Mi dispiace per Kieran, perch ho visto che ci tenevi a lui. Mi
dispiace per non aver pensato che potessi esserti lasciato alle spalle qualcuno di importante. E mi
dispiace di aver pensato, per anni, che fossi tu l'unico ad avere la libert, quello che si divertiva nel
Regno delle Fate mentre io qui mi spaccavo la schiena per cercare di crescere quattro bambini, gestire
l'Istituto e mantenere i segreti di Arthur. Volevo credere che stessi bene... Volevo credere che almeno
uno di noi due stesse bene. Lo desideravo tanto.
Tu volevi credere che io fossi felice, e io volevo credere la stessa cosa di te disse Mark. Mi
chiedevo se fossi felice, se stessi bene, se fossi vivo. Non ho mai smesso di domandarmi che genere di
uomo fossi diventato, crescendo. Si interruppe. Io sono orgoglioso di te. Ho contribuito poco alla tua
crescita, ma sono comunque orgoglioso di poterti chiamare "mio fratello". Di chiamare fratelli o sorelle
tutti voi. E non vi lascer pi.
Julian spalanc gli occhi, e il loro color Blackthorn risplendette anche nella penombra della
stanza. Non tornerai nel Regno delle Fate?
Succeda quel che succeda, io rester qui. Rester sempre, sempre qui.
Mark abbracci Julian e lo strinse forte. Julian espir con forza, come se stesse lasciando andare
qualcosa di pesante che aveva portato per molto tempo e, appoggiandosi alla spalla di Mark, permise a
suo fratello maggiore di condividere almeno un po' di quel peso con lui.
Emma stava sognando i suoi genitori.
Erano nella piccola casa bianca di Venice Beach in cui avevano vissuto quando era piccola;
dalla finestra vedeva il debole luccichio dei canali. Sua madre sedeva all'isola della cucina, e di fronte
a lei c'era una tovaglietta: sopra erano appoggiati una serie di coltelli, in ordine dal pi piccolo al pi
grande, e l'arma di dimensioni maggiori era Cortana. Emma la guardava con occhi avidi, dissetandosi
con il suo oro levigato, con il bagliore intenso della lama.
In confronto alla luminosit dell'arma, sua madre sembrava un'ombra. I capelli le brillavano, e
anche le mani mentre lavoravano, ma per il resto aveva contorni indistinti.
Lei aveva il terrore che, se avesse cercato di toccarla, l'avrebbe vista scoppiare come una bolla
di sapone.
Attorno a loro crebbe una musica. Suo padre, John, entr in cucina tenendosi il violino
appoggiato alla spalla. Di solito usava un supporto, ma in quel momento no. Il violino riversava musica
come acqua e...
Lo schiocco netto di una frusta, un dolore come fuoco.
Emma trasal. Sua madre sollev la testa.
Qualcosa non va, Emma?
Io? No... Niente. Si gir verso suo padre. Continua a suonare, pap.
Suo padre le rivolse uno dei suoi soliti sorrisi gentili. Sicura che non vuoi provare?
Lei fece di no con la testa. Ogni volta che sfiorava le corde con l'archetto, produceva un suono
simile al verso di un gatto strangolato.
I Carstairs hanno la musica nel sangue le disse lui. Un tempo questo violino apparteneva a
Jem Carstairs.
Jem, pens Emma. Jem, che durante la cerimonia parabatai l'aveva guidata con mani gentili e
sorriso premuroso. Jem, che le aveva mandato il suo gatto perch si prendesse cura di lei.
Il dolore che le trafiggeva la pelle come una lama. La voce di Cristina che diceva: Emma, oh,
Emma, come ti hanno ridotto?.
Sua madre sollev Cortana. Emma, sono sicura che sei lontana mille chilometri.
Forse non cos lontano. Suo padre abbass l'archetto.
Emma. Era la voce di Mark. Emma, ritorna. Per Julian, ti prego. Torna.
Fidati di lui disse John Carstairs. Verr da te, e avr bisogno del tuo aiuto. Fidati di James
Carstairs.
Ma ha detto che doveva andare, papo. Emma non chiamava pi suo padre "papo" da quando
era molto piccola. Ha detto che doveva cercare una cosa.
Sta per trovarla le rispose lui. E a quel punto ci sar altro da fare per te.
Jules, vieni, mangia qualcosa...
Non ora, Livvy. Devo stare con lei.
Ma, papo... gli sussurr. Tu sei morto.
John Carstairs fece un sorriso triste. Finch ci saranno affetto e ricordi, la vera morte non
esiste le disse.
Riappoggi l'archetto sulle corde e ricominci a suonare. La musica si lev tutto attorno alla
cucina come fumo.
Lei si alz dalla sedia. Fuori il cielo si stava rabbuiando, e il sole al tramonto si rifletteva
sull'acqua del canale. Devo andare.
Oh, Em! Sua madre fece il giro dell'isola della cucina e le and incontro. Aveva in mano
Cortana. Lo so.
Le ombre si mossero dentro la sua mente. Qualcuno le stava stringendo la mano tanto forte da
farle male. Emma, ti prego... si sent dire dalla voce che pi amava al mondo. Emma, ritorna.
Sua madre le mise la spada tra le mani. Acciaio e tempra, figlia mia disse. E ricordati che
una spada forgiata da Wayland il Fabbro pu tagliare qualsiasi cosa.
Torna. Suo padre la baci sulla fronte. Torna, Emma, torna dove hanno bisogno di te.
Mamma... sussurr lei. Papo...
Rinsald la presa sulla spada. La cucina rote via, ripiegandosi su se stessa come una busta. Suo
padre e sua madre sparirono al suo interno, come parole scritte un tempo molto lontano.
Cortana! esclam Emma trasalendo.
Si scagli in avanti e grid di dolore. Aveva le lenzuola aggrovigliate attorno alla vita. Era a
letto, in camera sua. Le luci erano accese ma soffuse, la finestra appena aperta. Il ripiano del comodino
era pieno di garze e asciugamani piegati. Nell'aria regnava un odore di sangue e di bruciato.
Emma? chiese una voce incredula. Cristina era seduta ai piedi del letto, con in mano un
rotolo di bende e delle forbici; quando vide che aveva riaperto gli occhi, le fece cadere a terra e si butt
verso di lei. Oh, Emma!
Le mise le braccia attorno alle spalle e, per un istante, Emma si aggrapp a lei. Si chiese se
fosse cos avere una sorella maggiore, qualcuno che poteva essere tuo amico e anche prendersi cura di
te.
Ahi! gemette piano. Fa male.
Cristina si stacc. Aveva gli occhi cerchiati di rosso. Emma, stai bene? Ricordi tutto quello che
 successo?
Emma si prese la fronte con una mano. Purtroppo s sussurr. Le faceva male la gola, e si
chiese se fosse perch aveva gridato troppo. Sperava di no: si era impegnata per non dare soddisfazione
a Iarlath. Sono... Da quanto tempo sono svenuta?
Svenuta? Da quanto tempo stai dormendo, vorrai dire. Da un giorno intero, in realt. E Julian 
sempre stato qui con te. Poco fa sono riuscita a convincerlo ad andare a mangiare qualcosa, anche se
aveva il terrore che tu ti svegliassi proprio mentre lui non c'era. Cristina le scost all'indietro i capelli
aggrovigliati.
Dovrei alzarmi... Dovrei vedere... Stanno tutti bene?  successo qualcosa? All'improvviso
la mente le si era affollata di immagini orrende: fate che, finito con lei, si accanivano su Mark, su Julian
o addirittura sui bambini. Cerc di sporgersi con le gambe dal letto.
Non  successo niente. Cristina la spinse delicatamente contro il cuscino. Sei debole e
stanca, ti servono cibo e rune. Delle frustate cos... Si pu anche morire. Lo sai, Emma, vero?
S mormor lei. Mi resteranno le cicatrici sulla schiena per sempre?
 probabile. Ma non saranno gravi. Gli iratze hanno rimarginato in fretta le ferite, per non le
hanno guarite del tutto. Resteranno dei segni, ma saranno leggeri. Aveva gli occhi rossi. Emma,
perch lo hai fatto? Perch? Pensi davvero che il tuo corpo sia tanto pi forte di quello di Mark o di
Julian?
No. Pensavo che tutti siamo forti e deboli in maniera diversa. Ci sono cose che a me fanno una
paura incredibile, ma che per Mark non sono niente. L'oceano, per esempio. Ma lui  gi stato torturato
abbastanza. Cosa gli avrebbe fatto subire anche questo, non oso immaginarlo. E Julian... Quando
l'hanno frustato, io l'ho sentito. Nel corpo, nella mente.  stata la sensazione pi brutta che avessi mai
provato, Tina. Avrei fatto qualsiasi cosa pur di interromperla.  stato puro egoismo.
Non  stato egoismo, Emma! Cristina le prese la mano e gliela strinse. Ormai  da un po'
che penso che non vorrei mai un parabatai. Ma cambierei idea, credo, se quel parabatai potessi essere
tu.
"Anch'io vorrei che fossi tu la mia parabatai" pens Emma, ma non pot dirlo ad alta voce. A
prescindere da tutto, le sarebbe sembrato sleale nei confronti di Julian. Invece disse: Ti voglio bene,
Cristina e ricambi la sua stretta sulla mano. Ma l'indagine... Dovrei venire con voi...
E dove? In biblioteca? Sono ore che tutti leggono e fanno ricerche per scoprirne di pi sulla
Signora della Mezzanotte. Troveremo qualcosa, ma abbiamo gi un sacco di gente che sta consultando
pagine.
Ci sono altre cose da fare oltre a consultare pagine.
La porta si apr, e sulla soglia comparve Julian. Sbarr le palpebre e, per un istante, i suoi occhi
non videro altro che Emma, porte verde-azzurro spalancate su un altro mondo.
Emma sussurr. Aveva la voce roca, incrinata. Indossava un paio di jeans e una maglietta
bianca, sotto la quale spuntava l'orlo di una fasciatura che gli avvolgeva tutto il petto. Aveva gli occhi
rossi, i capelli arruffati e una vaga ombra di barba su mento e guance. Julian non iniziava mai la
giornata senza radersi; la prima volta che si era presentato con un po' di barbetta Ty gli aveva detto,
senza tanti complimenti: Non mi piaci.
Julian gli disse lei. Stai be...
Ma lui stava gi attraversando di corsa la stanza. Come se non vedesse nient'altro che lei, si
mise in ginocchio e la prese fra le braccia, seppellendole il viso nel ventre.
Lei abbass una mano tremante e gli accarezz i ricci, rivolgendo a Cristina uno sguardo
allarmato. La sua amica per si era gi rimessa in piedi, dicendo qualcosa sul fatto che avrebbe
avvisato gli altri che Julian le aveva dato il cambio. Usc chiudendosi la porta dietro le spalle.
Julian mormor, arrotolandosi i suoi capelli attorno alle dita. Lui non si muoveva, era
completamente immobile. Lo sent trarre un respiro incerto prima di alzare la testa.
Per l'Angelo, Emma le sussurr. Perch lo hai fatto?
Lei prov una fitta di dolore, e lui scatt subito in piedi. Ti servono altre rune di Guarigione.
Ma certo, che stupido. Certo che ti servono. Era vero: stava male. Alcuni punti producevano un dolore
sordo, altri pi acuto. Mentre lui prendeva lo stilo, Emma inspir come le aveva insegnato a fare Diana
 in maniera lenta e regolare.
Si mise sul letto, accanto a lei. Stai ferma le disse appoggiandole lo stilo sulla pelle. Emma
sent il dolore smorzarsi finch non divent un fastidio di sottofondo.
Da quanto... Quand' che ti sei svegliato? gli chiese lei.
Julian stava appoggiando lo stilo sul comodino. Se mi stai chiedendo se li ho visti mentre ti
frustavano, la risposta  no disse, cupo.
Cosa ti ricordi?
Mi ricordo che  arrivato Gwyn insieme agli altri... Iarlath... Kieran.
Pens a un sole infuocato, a un albero con la corteccia color del sangue. Occhi neri e argento.
Kieran e Mark sono innamorati.
Una volta, s disse Julian. Non sono sicuro di cosa prova per lui Mark, adesso.
Emma inspir a fatica. Ho fatto cadere Cortana...
Mark l'ha recuperata le rispose con una voce da cui si capiva come la spada fosse l'ultima
cosa che gli passasse per la mente. Dio mio, Emma, quando ho ripreso i sensi la delegazione se n'era
andata, e tu eri a terra, sanguinavi, Mark cercava di rialzarti e io ho pensato che... Ho pensato che fossi
morta. Nella sua voce Emma non sent alcuna traccia di distacco, bens una foga che non aveva mai
realmente associato a lui. Ti hanno frustato, Emma. Ti sei presa i colpi destinati a me e a Mark. Non
sopporto che tu lo abbia fatto, capisci? Non lo sopporto... L'emozione ebbe il sopravvento e gli
bruci nella voce come un fuoco incontrollato. Come hai potuto?
Mark non ce l'avrebbe fatta a sopportare la punizione. Lo avrebbe distrutto. E io invece non
sarei riuscita a sopportare di vedere i colpi su di te. Ne sarei uscita io distrutta.
Secondo te non mi sento anch'io cos? Secondo te non sono stato seduto qui tutto il giorno
completamente a pezzi, devastato? Preferirei tagliarmi un braccio che vedere te perdere l'unghia del
dito, Emma.
Non  stato solo per te gli disse. I ragazzi... Senti, loro da me si aspettando che combatta,
che mi faccia male. Pensano: ecco Emma, ancora una volta  coperta di lividi e graffi, bendata e
medicata. Ma tu... Loro ti guardano in un modo diverso da me. Se tu ti fossi fatto male seriamente, si
sarebbero spaventati a morte. E io non potevo reggere quest'idea.
Le dita di Julian si chiusero intorno a quelle di Emma. Lei vedeva il sangue pulsargli sotto la
pelle. Le venne in mente, cos dal nulla, una scritta che aveva visto sul molo di Malibu: IL TUO
CUORE  UN'ARMA GRANDE QUANTO IL TUO PUGNO.
Dio, Emma... Cosa ti ho fatto.
Loro sono anche la mia famiglia. L'emozione minacciava di strozzarla. La ricacci indietro.
A volte penso che mi piacerebbe... che mi sarebbe piaciuto se noi due fossimo stati sposati e
loro fossero i nostri figli disse tutto d'un fiato, con la testa china.
Sposati? ripet Emma, scioccata.
Lui rialz la testa. Aveva gli occhi in fiamme. Perch, secondo te, io...
Voglio bene a te meno di quanto tu ne voglia a me? concluse per lui. Julian rimase di sasso.
Perch lo hai detto tu. In spiaggia ti ho detto cosa provavo, ma tu mi hai risposto: "Non in quel senso,
Emma".
Guarda che io non...
Sono stanca di continuare a dirci bugie, hai capito? Sono stufa marcia, Julian.
Lui si sfreg le mani tra i capelli. Non riesco a vedere una via d'uscita. Vedo solo un incubo in
cui tutto cade a pezzi e io non ti posso pi avere.
Tu non puoi avermi nemmeno adesso. Non nel senso che conta. Nel senso della verit. Cerc
di inginocchiarsi sul letto, ma sent male alla schiena; gambe e braccia erano stanche, come se avesse
corso e si fosse arrampicata per chilometri.
Lo sguardo di Julian si incup. Fa ancora male? le chiese prima di rovistare fra gli oggetti sul
comodino e prendere una fiala. Un po' di tempo fa Malcom mi ha fatto questa. Bevila.
Conteneva un liquido verde chiaro con una sfumatura dorata, che sapeva vagamente di
champagne sgasato. Appena Emma lo mand gi, fu invasa da un senso di intorpidimento. Il dolore
agli arti svan, soppiantato da un flusso di fresca energia.
Julian le prese la fiala e la butt sul letto. Le fece scivolare un braccio sotto le ginocchia, uno
sotto le spalle e la sollev. Per un attimo lei gli rimase aggrappata, in preda allo stupore. Sent il battito
del suo cuore e inal profumo di sapone, pittura e chiodi di garofano. I capelli le solleticavano
dolcemente la guancia.
Cosa stai facendo? gli chiese.
Devi venire con me. Aveva la voce tesa, come se stesse raccogliendo il coraggio per fare
qualcosa di tremendo. Devo farti vedere una cosa.
Lo dici come un serial killer che vuole mostrarti il suo freezer pieno di braccia congelate...
mormor lei mentre lui apriva la porta con la spalla.
Probabilmente il Conclave ne sarebbe pi felice.
Le venne voglia di sfregare la guancia contro quella di lui, di sentire la ruvidit del suo accenno
di barba. In realt Julian era conciato abbastanza male: maglietta indossata al rovescio e piedi nudi.
Prov nei suoi confronti un'ondata di affetto e desiderio cos intensa che tutto il corpo le entr in
tensione.
Puoi rimettermi gi gli disse. Sto bene. Non ho bisogno di essere tanto principessata.
Julian rise con un suono breve, trattenuto. Voce del verbo "principessare"? disse, per la
rimise a terra. Con cura, lentamente. Si spinsero l'uno verso l'altra, come se non potessero sopportare
che di l a un istante si sarebbero staccati.
A Emma cominci a battere forte il cuore. Batteva mentre seguiva Julian lungo il corridoio
deserto. Batteva mentre salivano la scala che portava allo studio di lui. Batteva mentre si appoggiava al
tavolo ricoperto di colori e Julian andava a prendere una chiave dentro a un cassetto accanto alla
finestra.
Lo vide inspirare, alzando le spalle. Aveva la stessa faccia di quando si stava preparando per
essere frustato.
Radunato il coraggio, raggiunse la porta della stanza che teneva sempre chiusa, quella in cui
solo lui poteva entrare. Gir la chiave facendo fare uno scatto deciso alla serratura e apr la porta.
Si fece da parte. Entra le disse.
Anni di abitudine e rispetto per l'intimit di Julian la trattennero. Ma sei sicuro?
Lui annu; era pallido. Emma si sent pervadere da un senso di apprensione. Forse c'erano
davvero dei corpi, l dentro. Di qualsiasi cosa si trattasse, doveva essere terrificante, perch non lo
aveva mai visto con quella faccia.
Entr nella stanza. Per un momento le sembr di aver messo piede in una sala degli specchi,
come quelle del parco divertimenti. Vedeva riflessi di se stessa su tutte le superfici. Le pareti erano
tappezzate di bozzetti e dipinti, e c'era anche un cavalletto, sistemato in un angolo vicino all'unica
finestra, con sopra un quadro lasciato a met. Due piani di lavoro correvano lungo la parete est e la
ovest, e anche quelli erano ricoperti di tele.
Tutti con la sua immagine.
Eccola mentre si allenava, teneva Cortana in pugno, giocava con Tavvy, leggeva con Dru. In un
acquarello stava dormendo sulla spiaggia, con la mano che le faceva da cuscino. I dettagli della curva
della spalla, i singoli granelli di sabbia incollati alla pelle come zucchero, erano stati resi con tanta cura
che quasi le girava la testa. In un'altra immagine troneggiava sopra la citt di Los Angeles. Era nuda,
ma aveva il corpo trasparente  si vedevano solo i contorni, e le stelle in cielo brillavano attraverso di
lei. I capelli le ricadevano sulle spalle come luce intensa che illuminava il mondo intero.
Ripens a quello che lui le aveva detto mentre ballavano. "Quando stasera sei scesa dalle scale
ho pensato di dipingerti. Di dipingere i tuoi capelli. Per azzeccare il colore mi sarebbe servito il bianco
di titanio, per come cattura la luce diventando quasi splendente. Per non avrebbe funzionato, vero?
Perch i tuoi capelli non sono di un colore soltanto, non sono oro e basta: sono ambra, bruno fulvo,
caramello, grano e miele."
Li tocc; non aveva mai pensato che fossero qualcosa di diverso da un normalissimo biondo.
Fiss il dipinto sistemato sul cavalletto. Non era ancora ultimato, e ritraeva lei che usciva dall'oceano
con Cortana legata al fianco. Aveva i capelli sciolti, come nella maggior parte delle immagini, e lui li
aveva fatti sembrare spuma dell'oceano al tramonto, quando gli ultimi raggi di sole trasformavano
l'acqua in oro puro. Era bellissima, fiera, terribile come una dea.
Si morse il labbro. Ti piacciono sciolti, i miei capelli osserv.
Julian fece una breve risata.  l'unica cosa che hai da dire?
Si gir per guardarlo negli occhi. Erano in piedi, vicini. Sono stupendi. Perch non me li hai
fatti vedere prima? N a me n a nessun altro?
Lui sospir e distese lentamente le labbra in un sorriso triste. Em, nessuno potrebbe guardarli
senza capire quello che provo per te.
Appoggi una mano sul ripiano. All'improvviso le sembr importante avere qualcosa a cui
sorreggersi. Da quando mi fai questi ritratti?
Julian sospir. Un attimo dopo le pos una mano sui capelli, avvolgendosi le ciocche sulle dita.
Da tutta la vita.
Mi ricordo che una volta lo facevi, ma poi avevi smesso.
No, non ho mai smesso. Ho solo imparato a nasconderlo. Il sorriso svan.  il mio ultimo
segreto.
Non ci credo per niente gli disse.
Ho cercato di smettere.  per questo che sono andato in Inghilterra. Pensavo che, standoti
lontano, forse non mi sarei pi sentito in quel modo. Ma appena sono tornato, il primo secondo che ti
ho rivista, ho capito che non era cambiato niente. Julian si guard attorno alla stanza con espressione
quasi rassegnata. Perch tutti questi ritratti di te? Perch sono un artista, Emma. Questi dipinti sono il
mio cuore. E se il mio cuore fosse una tela, ogni centimetro quadrato di spazio sarebbe riempito della
tua immagine.
Lo guard negli occhi. Lo pensi seriamente. Lo pensi davvero seriamente.
So di averti mentito, in spiaggia. Ma ti garantisco, sul nostro giuramento parabatai, che adesso
ti sto dicendo la verit. Scand bene le parole, come per essere sicuro che niente venisse perso o
frainteso. Io amo tutto di te, Emma. Amo il modo in cui riconosco il rumore dei tuoi passi in corridoio
fuori da camera mia anche quando non sapevo che stessi arrivando. Nessun altro cammina, respira o si
muove come fai tu. Amo come trattieni il fiato quando dormi, come se i sogni ti sorprendessero. Amo il
modo in cui, quando siamo insieme in spiaggia, le nostre ombre si fondono in un'unica persona. Amo
quando mi scrivi sulla pelle, facendomi capire meglio di quanto capirei se uno mi gridasse
nell'orecchio. Non volevo amarti cos. Amarti cos  la peggiore idea del mondo. Ma non ci posso fare
niente. E, credimi, io ci ho provato.
Fu il dolore che gli sent nella voce a convincerla, lo stesso che aveva pulsato nel suo cuore per
cos tanto tempo da farle dimenticare cosa fosse veramente. Lasci la presa sul ripiano. Fece un passo
verso Julian, poi un altro. Quindi tu... sei innamorato di me?
Il sorriso che lui le rivolse era dolce e triste. Tanto.
Un secondo dopo era fra le sue braccia, e lo stava baciando. Non avrebbe saputo dire come
fosse successo esattamente, per era stato inevitabile. E nonostante la voce di Julian fosse stata pacata
mentre aveva parlato, adesso la sua bocca su di lei era famelica, il corpo voglioso e disperato. La prese
a s, tempestandole di baci i contorni delle labbra. Lei gli accarezz con foga i capelli  li aveva
sempre amati, e adesso che poteva toccarli liberamente affond le mani tra quelle onde corpose,
aggrovigliandosele attorno alle dita.
Sent le braccia di lui scivolarle lungo i fianchi per sollevarla come se non avesse peso. Allora
gli chiuse le braccia attorno al collo, aggrappandosi mentre la teneva contro di s con un braccio solo.
Si accorse che lui stava afferrando i fogli che coprivano il ripiano di lavoro, buttandoli a terra insieme
ai tubetti di colore, per liberare uno spazio su cui metterla a sedere.
Se lo tir vicino tenendogli le cosce strette attorno alla vita. Ora in lui non c'era niente di
chiuso, niente di diffidente, remoto o reticente mentre i loro baci diventavano sempre pi profondi,
selvaggi, bollenti.
Dimmi che non ho rovinato tutto per sempre le disse lui, ansimando, tra un bacio e l'altro.
In spiaggia sono stato un deficiente... e quando ti ho visto con Mark, in camera tua...
Emma gli fece scivolare le mani sulle spalle, larghe e forti sotto la sua presa. Si sent ubriaca di
baci. Quella era la ragione per cui la gente faceva le guerre, pens. Per cui uccideva e veniva uccisa,
per cui si distruggeva la vita: un misto di desiderio e piacere capace di farti i nervi a pezzi. Non stava
succedendo niente...
Julian le accarezz i capelli. So che  stupido. Ma quando ti sei presa una cotta per Mark, a
dodici anni,  stata la prima volta che mi sono sentito geloso. Non ha senso, lo so, ma le cose che ci
fanno pi paura... sono anche quelle di cui non riusciamo a sbarazzarci. Se dovesse mai capitare che tu
e Mark... No, non penso che potrei mai riprendermi.
Una vibrazione, nella schietta onest della sua voce, la commosse. Tutti hanno paura di
qualcosa gli sussurr, avvicinandosi a lui fra le sue braccia e facendogli scivolare le dita sotto la
maglietta. Fa parte dell'essere umani.
Julian socchiuse gli occhi. Le pass le dita fra i capelli, dall'alto verso il basso, poi le accarezz
dolcemente la schiena, trovando la vita e tirandola pi forte contro di s. Emma butt la testa
all'indietro, rischiando di picchiarla contro uno degli armadietti, e le labbra di lui bruciarono sulle sue
clavicole. Toccandolo, sent l'intenso calore della sua pelle, e all'improvviso cap perch la gente
parlasse di "fuoco della passione": aveva l'impressione che lei e Julian fossero andati in fiamme e che
ora stessero bruciando come le aride colline di Malibu, destinati a diventare cenere che si sarebbe
rimescolata in eterno.
Dimmi che mi ami, Emma le mormor sul collo. Anche se non  vero.
Lei trasal: come poteva pensare, come poteva non accorgersi...?
A un tratto si sent un rumore di passi. Julian? La voce di Livvy riecheggi attraverso la
porta. Ehi, Jules, dove sei?
Emma e Julian si staccarono l'uno dall'altra in preda al panico. Erano tutti e due scompigliati,
con i capelli spettinati e le labbra gonfie di baci. Senza contare che a Emma non veniva in mente
nessuna spiegazione per essersi rinchiusi dentro la stanza privata di Julian.
Juuuuuules! stava gridando ora Livvy, di buonumore. Siamo in biblioteca e Ty mi ha
mandata a chiamarti... Tacque, molto probabilmente per guardarsi attorno. Davvero, Julian. Dove
sei?
Il pomello della porta si mosse.
Julian rest di ghiaccio. Il pomello trem, cos come la porta.
Emma si irrigid. Sent Livvy sbuffare.
Il pomello smise di tremare: ci fu un rumore di passi che si allontanavano, poi quello della porta
d'ingresso dello studio che si chiudeva sbattendo.
Emma guard Julian. Di colpo si sent come se tutto il sangue che aveva in corpo le si fosse
prima congelato e poi sciolto: ora le pulsava nelle vene come un torrente in piena. Tutto ok disse.
Lui la prese e la abbracci intensamente, affondandole le dita dalle unghie mangiucchiate nelle
spalle. La strinse cos forte che quasi le tolse il fiato.
Poi la lasci andare. Lo fece come se si stesse costringendo, come se, pur morendo di fame,
stesse mettendo da parte l'ultimo pezzo di pane a disposizione.
 meglio se andiamo disse.
Tornata in camera propria, Emma si fece una doccia e si cambi pi in fretta possibile. Si infil
un paio di jeans e non pot fare a meno di stringere i denti quando la maglietta, scivolandole da sopra la
testa, sfreg le fasciature che aveva sulla schiena. Avrebbe dovuto cambiarle di l a breve, e
probabilmente le sarebbe servito anche un altro iratze.
Usc, solo per scoprire che in corridoio c'era gi qualcuno.
Emma le disse Mark, staccandosi dal muro. Aveva la voce stanca. Julian ha detto che stavi
bene. Io... volevo scusarmi.
Non  colpa tua, Mark.
Lo , invece. Io mi fidavo di Kieran.
Ti fidavi di lui perch lo amavi.
Mark la guard, sbalordito. Sembrava completamente sottosopra, e non soltanto per via degli
occhi: era come se qualcuno gli fosse entrato dentro per scuotere alle radici tutto ci in cui credeva. Le
sembrava ancora di sentirlo gridare mentre Iarlath frustava prima Julian e poi lei. Era cos evidente?
Lo guardavi come... Lo guardavi come io guardo Julian. Come si guarda qualcuno che si
ama. Scusami se non me ne ero accorta prima. Pensavo che... Che ti piacesse Cristina, forse? Di
sicuro sembravi geloso di lei. Che ti piacessero le ragazze concluse. Quando si dice "dare per
scontato", eh?
Ma infatti  cos le rispose lui, perplesso. A me piacciono le ragazze.
Ah. Quindi sei... bisessuale?
L'ultima volta che ho controllato... s, mi pare che da voi si dica cos! le rispose con sguardo
divertito. Nel Regno delle Fate non esistono termini veri e propri per queste cose, quindi...
Emma trasal. Allora scusami due volte.
Figurati. Comunque hai ragione riguardo a Kieran, per molto tempo  stato tutto ci che
avevo.
Se pu contare qualcosa, secondo me lui ti ama davvero. Gliel'ho visto scritto in faccia. Non
credo pensasse che qualcuno di noi si sarebbe fatto male. Probabilmente era convinto che ti avrebbero
riportato nel Regno delle Fate, dove sareste stati di nuovo insieme. Non si sar lontanamente
immaginato che...
Ma in quel momento, al ricordo della frusta che si abbatteva non soltanto sulla sua schiena ma
anche su quella di Julian, la gola le si chiuse.
Emma, il giorno in cui sono stato preso dalla Caccia... L'ultima cosa che ho detto a Julian 
stata che doveva rimanere con te. Pensavo a te, anche mentre ero via, come a una ragazza delicata, una
bambolina con le trecce bionde. Sapevo, anche allora, che se ti fosse successo qualcosa il cuore di
Julian si sarebbe spezzato.
Emma prov un sussulto al proprio, di cuore, ma se Mark avesse voluto intendere qualcosa di
particolare con quell'allusione, non era stato palese.
Oggi tu lo hai protetto prosegu Mark. Ti sei presa le frustate che spettavano a lui. Non 
stato uno spettacolo facile da sopportare. Avrei voluto esserci io al tuo posto, mille volte. Per so
perch mio fratello ha voluto proteggermi. E sono grato a te per aver protetto lui a tua volta.
Emma riusc a espirare oltre il groppo che aveva in gola. Ho dovuto farlo.
Sar in debito con te per sempre le disse, e la sua voce era quella di un principe del Regno
delle Fate le cui promesse valevano pi di semplici promesse. Qualsiasi cosa vorrai, te la dar.
Questa s che  una promessa. Ma guarda che non devi...
 quello che voglio rispose, deciso.
Un attimo dopo Emma annu, e l'imbarazzo si sciolse. Mark la fata era tornato a essere Mark
Blackthorn, e la aggiorn sui progressi dell'indagine mentre scendevano per raggiungere gli altri. Per
evitare che zio Arthur scoprisse cos'era successo con Emma e con la delegazione, Julian gli aveva
organizzato un incontro con Anselm Nightshade nel ristorante di Cross Creek Road. Nighshade aveva
gi mandato una macchina a prenderlo, promettendo che sarebbero tornati subito prima di sera.
Il resto della famiglia era riunito in biblioteca. Avevano passato al setaccio montagne di libri in
cerca di informazioni sulla Signora della Mezzanotte.
Hanno scoperto qualcosa? chiese Emma.
Non ne sono sicuro. Stavo giusto andando in biblioteca quando Mister Figo Spaziale si 
presentato dicendo di avere delle informazioni.
Ehi fece Emma alzando una mano. Mister Figo Spaziale?
Diego il Perfetto brontol Mark.
Ok, senti. So che non  molto che sei tornato dal Regno delle Fate, ma qui, nel mondo degli
umani, "Mister Figo Spaziale" non  un grande insulto.
Mark non fece in tempo a ribattere, perch ormai erano arrivati in biblioteca. Appena entrarono,
Emma venne quasi scaraventata a terra da una figura che le salt addosso per abbracciarla. Era Livvy,
che scoppi subito in lacrime.
Ahiiii! si lament lei, guardandosi attorno. La stanza era piena di pile di fogli e di libri. Liv,
attenta alle fasciature.
Non riesco a crederci, hai permesso a quelle fate di frustarti... Mmh, quanto le odio! Odio le
Corti, li ammazzerei tutti...
"Permesso" non  forse il termine pi azzeccato, comunque ora sto bene. Alla fine non mi ha
nemmeno fatto cos male.
Bugiarda! esclam Cristina sbucando da dietro una pila di libri con Diego al suo fianco.
"Interessante" pens Emma. Quello che hai fatto  stato molto eroico, ma anche molto stupido.
Quando Diego la guard, i suoi occhi scuri erano molto seri. Se avessi saputo che stava per
succedere una cosa del genere, sarei rimasto e mi sarei offerto volontario per essere frustato al posto
tuo. Sono pi alto e muscoloso, probabilmente avrei sopportato meglio.
Ho sopportato bene ribatt Emma, infastidita. Ma grazie per averci ricordato che sei un
armadio di muscoli, altrimenti me lo sarei scordata...
Ooh, basta! esclam Cristina prima di esplodere in un torrente di frasi in spagnolo.
Emma alz le mani. Ehi, ehi, rallenta, Cristina.
Ti sarebbe utile? Parli spagnolo? le chiese Diego.
Non molto.
Le fece un sorrisetto. Ah, ok. Allora sappi che ci stava facendo i complimenti.
Guarda che lo so che non erano complimenti, eh gli disse, ma in quel momento la porta si
apr ed entr Julian: a un tratto tutti vennero incaricati di portare libri avanti e indietro e riordinare le
carte. Lui non rivolse a Emma un vero sorriso, per le lanci uno sguardo obliquo che lei sapeva essere
d'affetto, dopodich si rimise al lavoro su quello che stava facendo.
Emma da quel momento non gli rivolse pi di un'occhiata. Era il massimo che potesse fare.
Per avvert la sua presenza mentre attraversava la stanza per avvicinarsi al lungo tavolo, e sent
quando lui la raggiunse, mettendosi alla sinistra di Ty per studiare i suoi appunti.
Dove sono Tavvy e Dru? chiese prendendo il primo volume di una pila.
Tavvy non ce la faceva pi a stare chiuso in casa, perci Dru lo ha portato in spiaggia le
rispose Livvy. Ty invece pensa di aver capito qualcosa.
Ho capito chi era disse lo stesso Ty. La nostra Signora della Mezzanotte. Il volume di Tavvy
mi ha ricordato una cosa che avevo letto su uno dei libri di storia dei Blackthorn...
Ma i libri di storia dei Blackthorn li abbiamo gi spulciati tutti disse Julian.
Ty gli rivolse uno sguardo di superiorit. Abbiamo guardato tutto da un secolo fa in avanti. Ma
il libro di Tavvy diceva che la Signora della Mezzanotte era innamorata di una persona che le era
vietato amare.
E cos abbiamo pensato: quale potrebbe essere un amore proibito? prosegu Livvy, eccitata.
Un amore tra parenti, che per sarebbe una cosa schifosa, o fra gente con grosse differenze d'et,
schifoso anche quello, oppure fra nemici giurati, che non farebbe schifo ma sarebbe un po' triste...
Tra fan di Guerre Stellari e di Star Trek disse Emma. E cos via. Dove vuoi andare a parare,
Liv?
O tra parabatai, come Silas Pangborn e Eloisa Ravenscar le rispose lei. Emma si pent subito
di aver scherzato sull'argomento. All'improvviso fu molto, molto consapevole della posizione di
Julian, di quanto le stesse vicino, di quanto si fosse irrigidito. Ma non ci sembra probabile. E cos
abbiamo pensato che, prima degli Accordi, era assolutamente vietato innamorarsi dei Nascosti. Sarebbe
stato un grosso scandalo.
Quindi siamo andati pi indietro nel tempo, e abbiamo scoperto qualcosa aggiunse Ty.
C'era una famiglia di Blackthorn che aveva una figlia, e questa figlia si era innamorata di uno
stregone. Stavano per scappare insieme, ma la famiglia li scopr. E mand lei tra le Sorelle di Ferro.
I suoi genitori la rinchiusero in un castello di ferro. Mark aveva preso il libro di Tavvy.
Ecco cosa significa.
Tu parli il linguaggio delle fiabe intervenne Diego. Non c' da sorprendersi, suppongo.
E cos  morta. Come si chiamava? domand Emma.
Annabel rispose Livvy. Annabel Blackthorn.
Julian sospir. E dove sono successe tutte queste cose?
In Inghilterra spieg Ty. Duecento anni fa. Prima ancora che la poesia Annabel Lee venisse
scritta.
Anch'io ho scoperto qualcosa disse Diego. Dalla tasca interna della giacca estrasse uno stelo,
leggermente appassito, dal quale spuntavano diverse foglie. Lo depose sul tavolo. Non toccarlo
ordin a Livvy, che si era gi mossa per prenderlo. La ragazza ritrasse subito la mano.  belladonna.
Letale solo se ingerita o assorbita dal flusso sanguigno, ma non si sa mai.
L'hai presa alla convergenza? L'avevo notata disse Mark.
S.  molto pi tossica della belladonna comune. Secondo me  di questa che erano intrisi i
dardi che ho comprato al Mercato delle Ombre. Diego corrug la fronte. La cosa strana  che
normalmente cresce solo in Cornovaglia.
La ragazza che si innamor dello stregone...  successo proprio in Cornovaglia disse Ty.
Di colpo tutto, nella stanza, sembr molto nitido e dai forti contrasti, come una foto messa
improvvisamente a fuoco.
Diego disse Emma. Da chi hai comprato i dardi, al Mercato?
Lui aggrott le sopracciglia. Da un umano con la Vista. Credo si chiamasse Rook...
Johnny Rook esclam Julian. Quando incontr lo sguardo di Emma, nei suoi occhi si era
accesa un'improvvisa consapevolezza. Pensi che...
Lei gli tese una mano. Dammi il tuo telefono.
Emma era consapevole che gli altri la stessero guardando con curiosit mentre prendeva il
cellulare di Julian e attraversava la stanza a lunghi passi componendo un numero. Suon libero diverse
volte prima che le rispondessero.
Pronto?
Rook. Sono Emma Carstairs.
Ti avevo detto di non chiamarmi. La voce di lui era fredda. Dopo quello che il tuo amico ha
fatto a mio figlio...
Se ora non parli con me, la prossima visita che riceverai sar da parte dei Fratelli Silenti
tagli corto lei. Aveva parlato con rabbia, ma solo una piccola parte di quel sentimento era veramente
rivolta a Rook. Le stava montando dentro come una marea: rabbia, accompagnata dalla sensazione di
essere stata tradita. Senti, so che hai venduto a un mio amico dei dardi. Erano avvelenati. Con un
veleno al quale solo il Guardiano dei Seguaci poteva avere accesso. Stava tentando il tutto per tutto,
ma il silenzio all'altro capo della linea le disse che il suo colpo alla cieca non era finito troppo distante
dall'obiettivo. Hai detto che non sapevi chi fosse. Hai mentito.
Non ho mentito rispose Rook dopo una pausa. Non so chi sia questo tizio.
Allora sai che  un lui?
Senti, si  sempre fatto vedere con i guanti, la veste lunga e il cappuccio. Coperto dalla testa ai
piedi. Mi ha chiesto di distillare quelle foglie per preparargli un composto. E io l'ho fatto.
Per poter avvelenare i dardi?
Emma distingueva chiaramente il compiacimento nella voce di Rook. Me ne era rimasto un
po', cos ho pensato di divertirmi. I Centurioni non sono molto amati al Mercato delle Ombre, e la
belladonna  illegale.
Emma aveva voglia di urlargli contro, di gridargli che uno di quei dardi da lui avvelenati per
gioco aveva quasi ucciso Julian. Si trattenne. Cos'altro hai fatto per il Guardiano?
Non sono tenuto a dirti niente, Carstairs. Non hai alcuna prova che io conosca cos bene il
Guardiano...
Oh davvero? E allora come facevi a essere cos sicuro che quel cadavere sarebbe stato
scaricato al Sepulchre? Rook tacque. Sai come sono le prigioni della Citt Silente? Davvero hai
voglia di scoprirlo di persona?
No...
E allora dimmi cos'altro hai fatto per lui. Per il Guardiano. Hai usato la negromanzia?
No! Niente del genere. Ora Rook sembrava un po' agitato. Ho fatto delle cose per i Seguaci.
Ho preparato dei talismani, fatto in modo che avessero dei colpi di fortuna inaspettati, che potessero
andare a feste e anteprime, che gli altri si innamorassero di loro. Che facessero affari. Niente di grosso,
il minimo per accontentarli e convincerli che valesse la pena di restare. Che il Guardiano si stava
prendendo cura di loro e che avrebbero ottenuto tutto ci che volevano.
E lui che cosa ha fatto in cambio per te?
Soldi rispose Rook, asciutto. Protezione. Ha difeso la mia casa dai demoni. Ha tipo dei
poteri magici, quel tizio.
Hai lavorato per uno che sacrificava persone gli fece notare Emma.
Era un culto. Rook stava praticamente ringhiando. Sono sempre esistiti e sempre
esisteranno. La gente vuole soldi e potere, e farebbe qualsiasi cosa pur di averli. Non  colpa mia.
Certo, la gente farebbe qualsiasi cosa per i soldi. Tu ne sei la prova. Emma cerc di
trattenersi, ma aveva il cuore che le scoppiava. Dimmi tutto quello che sai di lui. Avrai pur notato che
voce ha, come cammina... Qualsiasi dettaglio strano.
 tutto strano quando uno ti si presenta completamente coperto, dalla testa ai piedi. Non gli
vedevo nemmeno le scarpe, ok? Sembrava un po' fuori di testa.  lui ad avermi detto di dirti del
Sepulchre. Ha sparato una raffica di cose senza senso, una volta ha detto che era venuto a Los Angeles
per riportare l'amore...
Emma riattacc. Guard gli altri con il cuore che le martellava contro la gabbia toracica. 
Malcom disse, con una voce che risuon distante e flebile alle sue stesse orecchie. Il Guardiano 
Malcom.
Tutti la guardarono ammutoliti e sconvolti.
Malcom  nostro amico ribatt Ty. Lui non potrebbe... Non farebbe mai una cosa del
genere.
Ty ha ragione gli fece eco Livvy. Solo perch Annabel Blackthorn era innamorata di uno
stregone, non...
Era innamorata di uno stregone, appunto disse Emma. In Cornovaglia. Magnus ha detto che
Malcom viveva l, un tempo. E attorno alla convergenza cresce una pianta tipica di quella zona.
Malcom in teoria ci sta aiutando con l'indagine, ma in pratica non ha fatto niente. Non ha mai tradotto
una parola di quello che gli abbiamo dato. Ci ha detto che era un incantesimo di evocazione, invece non
lo .  un incantesimo di negromanzia. Emma inizi a fare su e gi per la stanza. Lui ha quell'anello
con la pietra rossa, e gli orecchini che ho trovato alla convergenza erano di rubino. Ok, non 
esattamente una prova, ma avr avuto dei vestiti per lei, giusto? Per Annabel. Una volta resuscitata, non
se ne andr mica in giro vestita come nella bara. Ha pi senso che il negromante tenga dei vestiti per la
persona che vuole riportare in vita piuttosto che per se stesso. Si gir, e vide che gli altri la stavano
ancora fissando. Malcom si  trasferito a Los Angeles solo cinque mesi prima dell'attacco all'Istituto.
Dice che quando  successo lui non c'era, ma se non fosse cos? Lui era Sommo Stregone. Non ci
avrebbe messo molto a scoprire dove si trovavano i miei genitori quel giorno. Potrebbe averli uccisi
lui... Guard gli altri, le cui espressioni rispecchiavano l'intera gamma di emozioni che andavano
dallo shock all'incredulit.
Io non ci credo che Malcom ha fatto una cosa del genere sussurr Livvy, con un filo di voce.
Rook mi ha rivelato che il Guardiano con cui si incontrava nascondeva la propria identit
riprese Emma. Ma ha anche aggiunto che lui gli ha detto di essere venuto a Los Angeles per riportare
l'amore. Vi ricordate che cosa aveva detto Malcom mentre guardavamo il film? "Sono venuto qui per
riportare in vita il vero amore". Strinse il telefono con una tale forza da farsi male. E se lo avesse
inteso letteralmente?  venuto qui per riportare in vita il suo amore. Annabel.
Segu un lungo silenzio. Fu Cristina a romperlo, sorprendendo Emma. Io non conosco Malcom
n gli voglio bene come gliene volete voi ammise con la sua voce suadente. Perci perdonatemi se
quello che sto per dire fa male, ma io credo che Emma abbia ragione. Una di queste cose potrebbe
essere una coincidenza, ma tutte no. Annabel Blackthorn si  innamorata di uno stregone in
Cornovaglia. Malcom era uno stregone in Cornovaglia. Gi questo basta a far venire dei sospetti cos
forti che vale la pena di indagare. Si guard attorno con un'espressione che non avrebbe potuto essere
pi seria. Mi dispiace. Il fatto  che il prossimo passo per il Guardiano  il "sangue dei Blackthorn".
Perci non possiamo aspettare.
Non ti devi dispiacere, Cristina. Hai ragione. Era stato Julian a parlare. Fiss Emma, che gli
lesse nello sguardo una frase muta: "Ecco come faceva Belinda a sapere di Arthur".
Dobbiamo trovarlo disse Diego rompendo il silenzio con la sua voce chiara e pragmatica.
Dobbiamo agire immediatamente...
La porta della biblioteca si spalanc, e Dru entr di corsa. Aveva le guance rosse, e i capelli
castani ondulati le erano sfuggiti dalle trecce. Per poco non si scontr con Diego, ma fece in tempo a
balzare indietro emettendo uno strillo.
Dru? Fu Mark a parlare. Tutto bene?
Lei annu, attraversando di corsa la stanza in direzione di Julian. Perch avevi bisogno di me?
Julian la guard perplesso. In che senso?
Ero in spiaggia con Tavvy disse, appoggiandosi al tavolo per riprendere fiato. E lui  venuto
a dirmi che dovevi parlarmi. Cos sono corsa indietro...
Che cosa?! Io non ho mandato nessuno in spiaggia a chiamarti, Dru.
Ma lui ha detto che... Dru si allarm. Ha detto che mi volevi vedere immediatamente.
Julian si alz in piedi. Dov' Tavvy?
A Dru cominci a tremare il labbro. Ma ha detto... che se fossi tornata qui, avrebbe
riaccompagnato Tavvy a casa. Si  gi occupato di lui altre volte... Non capisco, cosa c' che non va?
Dru le disse Julian, controllando attentamente il tono di voce. Di chi stai parlando? Con chi
 Tavvy?
Dru deglut. Aveva il viso segnato dalla paura. Malcom.  con Malcom.
24
COL NOME CHIAMERETE DI ANNABEL LEE
Non capisco ripet Dru. Che cosa sta succedendo?
Livvy tir a s la sorella minore e la strinse fra le braccia. Erano alte pi o meno uguale; chi non
le conosceva non avrebbe saputo indovinare chi fosse la maggiore, ma Dru si abbandon all'abbraccio
con riconoscenza.
Diego e Cristina erano in piedi, in silenzio. Ty, sulla sua sedia, si era tolto uno dei suoi
giocattoli dalla tasca e ora lo stava attaccando con mani tremanti, aggrovigliando e districando. Teneva
la testa china, e i capelli gli ondeggiavano davanti al viso.
Julian... Julian aveva la faccia di uno che ha visto il mondo sprofondare.
Ma perch? sussurr Dru. Perch siete tutti cos sconvolti?
Dru,  Malcom quello che cercavamo. Fu Emma a parlare, con voce strozzata.  lui il
Guardiano.  lui l'assassino. E ha preso Tavvy...
Per il sangue dei Blackthorn concluse Julian. L'ultimo sacrificio. Sangue dei Blackthorn per
riportare in vita una Blackthorn.
Dru ricadde sulla spalla della sorella, scoppiando in singhiozzi. Mark stava tremando.
All'improvviso, Cristina si allontan da Diego e and da lui, gli prese la mano e la strinse. Emma si
aggrapp al tavolo. Non sentiva pi male alla schiena: non sentiva pi nulla.
Emma riusciva soltanto a pensare a Tavvy, il piccolo Tavvy, il pi giovane dei Blackthorn.
Tavvy che aveva gli incubi, Tavvy fra le sue braccia mentre, cinque anni prima, attraversavano insieme
l'Istituto sconvolto dalla Guerra. Tavvy coperto di pittura nello studio di Julian. Tavvy, l'unico tra loro
con la pelle che non poteva sopportare una sola runa di Protezione. Tavvy, che non avrebbe capito cosa
gli stava succedendo n perch.
Aspetta disse Dru. Malcom mi ha lasciato un messaggio. Mi ha detto di darlo a te, Jules. Si
stacc da Livvy e rovist in tasca, recuperando un foglio piegato. Mi ha detto di non leggerlo, perch
era una cosa privata.
Livvy, che era andata a mettersi accanto a Ty, fece un verso disgustato. Il volto di Julian era
bianco come uno straccio, con due occhi fiammeggianti. Privata? Vuole che rispettiamo la sua
privacy? Strapp il foglio dalla mano di Dru e, aprendolo, quasi lo ruppe. Emma intravide delle grandi
lettere in stampatello. L'espressione di Julian pass dalla rabbia alla confusione.
Che cosa dice, Jules? chiese Mark.
Julian lesse ad alta voce: Io ti resusciter, Annabel Lee.
La stanza esplose.
Un lampo di luce nera saett dal messaggio in mano a Julian e guizz verso il soffitto,
distruggendo il lucernario con la forza di una palla da demolizione.
Emma si copr la testa con le mani per proteggersi dalla pioggia di intonaco e schegge di vetro.
Ty, che si trovava proprio sotto al buco nel tetto, si lanci verso sua sorella, buttandola a terra e
facendole scudo con il proprio corpo. Fu come se la stanza oscillasse avanti e indietro; uno scaffale
vacill e si stacc dal muro. Cristina si allontan da Mark e devi la traiettoria dello scaffale, che cadde
e si schiant a terra mancando Diego per pochi centimetri. Dru strill, cos Julian la prese e se la mise
sottobraccio.
La luce nera continuava a brillare verso l'alto. Con la mano libera, Julian gett il messaggio a
terra e lo calpest con il piede.
Il foglio si polverizz all'istante. La luce nera svan come se qualcuno l'avesse spenta con
l'interruttore.
Cadde il silenzio. Livvy si divincol da sotto il suo gemello e si alz in piedi, aiutandolo poi ad
alzarsi a sua volta. Sembrava per met sorpresa e met preoccupata. Ty, non dovevi.
Volevi qualcuno che ti facesse scudo contro il pericolo. L'hai detto tu.
Lo so fece lei. Ma...
Ty si rimise in piedi... e lanci un grido. Una scheggia di vetro dai contorni irregolari gli usciva
dal polpaccio. Il tessuto dei pantaloni tutto attorno aveva gi iniziato a bagnarsi di sangue.
Si chin e, prima che chiunque altro potesse muoversi, si strapp la scheggia dalla carne e la
butt a terra, dove si frantum in tanti pezzettini trasparenti macchiati di rosso.
Ty! Julian fece per corrergli incontro, ma suo fratello scosse la testa. Si stava trascinando
verso una sedia, e il suo viso era una maschera di dolore. Il sangue si stava raccogliendo in una pozza
attorno alla scarpa da ginnastica.
Lascia fare a Livvy disse. Sarebbe meglio...
Livvy si stava gi chinando sul gemello per mettergli un iratze. Un frammento di vetro le aveva
graffiato la guancia destra, dove il sangue contrastava con la sua pelle chiara; se lo asciug con la
manica mentre completava la runa di Guarigione.
Fammi vedere la ferita disse Julian inginocchiandosi. Pian piano, Livvy arrotol il pantalone
di Ty verso l'alto. Il taglio gli attraversava il lato del polpaccio: era rosso e infiammato, ma non pi
aperto  ora sembrava uno strappo ricucito. Nonostante ci, da quel punto in gi la gamba era ancora
imbrattata di sangue.
Un altro iratze dovrebbe guarirlo del tutto disse Diego. Ci vorrebbe anche una runa di
Trasfusione.
Julian digrign i denti. Non le era mai sembrato infastidito da Diego quanto Mark, ma Emma
cap che in quel momento stava faticando a trattenersi. S disse. Lo sappiamo. Grazie, Diego.
Ty alz lo sguardo sul fratello. Non so cosa sia successo. Sembrava sconvolto. Non me lo
aspettavo... Invece avrei dovuto pensarci.
Ty, nessuno avrebbe potuto aspettarsi una cosa del genere lo rassicur Emma. Voglio dire,
Julian ha letto una frase e dopo un secondo boom, eravamo intrappolati in un raggio traente
dall'inferno.
Qualcun altro si  fatto male? chiese Julian, mentre Livvy, che aveva il colorito di un
quotidiano sbiadito dal tempo, applicava altre rune di Guarigione e di Trasfusione sulla pelle di Ty.
Julian si guard attorno, ed Emma cap che stava facendo un inventario mentale della famiglia: Mark
sta bene, Livvy sta bene, Dru sta bene... Riconobbe l'istante esatto in cui cerc con gli occhi Tavvy e
impallid.
Malcom deve aver fatto un incantesimo al foglio affinch esplodesse appena la frase veniva
letta disse, serrando la mascella.
 un segnale fece Mark, l'espressione angosciata. L'ho gi sentito, alla Corte Unseelie,
quando preparavano incantesimi di magia nera. Perch si  trattato di questo.
Dovremmo andare subito dal Conclave. Il viso di Julian era completamente esangue. Il
segreto non conta e non contano le punizioni, quando c' in gioco la vita di Tavvy. Mi prender io tutta
la colpa.
Tu non ti prenderai nessuna colpa che non mi prender anch'io disse Mark.
Julian non rispose a quella frase, si limit a tendere una mano. Emma, il telefono.
Lei si era dimenticata di averlo ancora con s. Se lo tolse lentamente dalla tasca e lo fiss
stupita. Lo schermo era nero. Il tuo telefono. Si  scaricato.
Strano! L'ho messo in carica stamattina.
Puoi usare il mio disse Cristina, mettendosi una mano nella giacca. Ecco, tie... Batt le
palpebre. Anche il mio  scarico.
Ty scivol gi dalla sedia. Fece un passo avanti e trasal per il dolore, ma solo leggermente.
Ora controlliamo il computer e la linea fissa del telefono.
Lui e Livvy corsero fuori dalla biblioteca. Ora la stanza era avvolta nel silenzio, fatta eccezione
per il rumore di macerie che continuavano a cadere. Il pavimento era ricoperto da vetri rotti e schegge
di legno. A quanto pareva, la luce nera aveva fatto scoppiare l'occhio di vetro sulla sommit del locale.
Drusilla trattenne il fiato. Guardate! C' qualcuno sopra il lucernario!
Emma alz lo sguardo: l'occhio era diventato un anello di vetri frantumati, aperto sul cielo della
notte. Al suo interno, vide balenare l'immagine di un volto diafano.
Mark sfrecci su per la rampa che saliva a spirale. Si lanci verso l'occhio come un vortice
indistinto in movimento, e poi ricadde sulla rampa, tenendo per il bavero una figura snella, con i capelli
scuri. Mark stava gridando: mentre lottava con l'avversario, tutto attorno scese una pioggia di vetri.
Rotolarono insieme gi, picchiandosi, finch furono sul pavimento della biblioteca.
La figura con i capelli scuri era un ragazzo snello che indossava vestiti logori e insanguinati, e
adesso era accasciato a terra. Mark gli si inginocchi sopra e, mentre lui prendeva un pugnale che
eman un bagliore dorato, Emma si accorse che si trattava di Kieran.
Mark gli punt l'arma alla gola, e l'altro si irrigid.
Adesso dovrei ucciderti gli disse a denti stretti. Dovrei tagliarti la gola.
Dru emise un debole gemito. Con sorpresa, Emma si accorse che fu Diego a posarle una mano
rassicurante sulla spalla, e per un attimo prov per il Centurione una scintilla di simpatia.
Kieran scopr i denti... e poi reclin la testa all'indietro. Fallo. Uccidimi disse.
Perch sei qui? Mark aveva cominciato ad ansimare. Julian fece un passo verso i due
tenendosi una mano al fianco, sull'elsa di un coltello da lancio. Emma sapeva che, da quella distanza,
avrebbe potuto centrare Kieran senza problemi. E che lo avrebbe anche fatto, se Mark gli fosse
sembrato in pericolo.
Mark stava impugnando il proprio coltello con mano salda, ma sul suo viso c'era angoscia.
Perch sei qui? ripet. Perch sei venuto in un posto dove sai di essere odiato? Perch vuoi... che ti
uccida?
Mark lo preg Kieran. Allung la mano e gli si aggrapp alla manica. Aveva dipinto sul volto
un desiderio disperato, e i capelli che gli ricadevano sulla fronte erano striati di blu scuro. Mark, ti
prego.
Lui scroll il braccio per liberarsi dalla sua presa. Avrei potuto perdonarti se avessi frustato
me. Ma hai toccato le persone a cui voglio bene, e questo non posso perdonartelo. Dovresti sanguinare
come ha sanguinato Emma.
Non... Mark... Emma aveva paura, non per Kieran  una parte di lei avrebbe voluto vederlo
sanguinare davvero  ma per Mark. Per ci che avrebbe significato per lui ferire, se non addirittura
uccidere Kieran.
Sono venuto per aiutarvi disse il principe.
Mark fece una risata amara. Qui il tuo "aiuto" non  gradito.
So di Malcom Fade gli disse l'altro, affannato. So che ha preso vostro fratello.
Julian emise un verso gutturale. La mano di Mark, stretta attorno all'impugnatura del coltello,
sbianc. Lascialo andare, Mark. Se sa qualcosa su Tavvy... dobbiamo scoprire di cosa si tratta.
Lascialo.
Mark... mormor anche Cristina. Lui, con un gesto violento, si allontan da Kieran e si rialz
in piedi, indietreggiando finch non fu quasi accanto a Julian, che aveva una presa cos stretta sulla
propria arma che faceva male solo a guardarla.
Lentamente, dolorosamente, Kieran si rimise in piedi.
Era molto, molto diverso dall'elegante principe che Emma aveva visto per la prima volta al
Santuario. La maglietta e i pantaloni larghi che indossava erano logori e chiazzati di sangue, il volto
pieno di lividi. Non appariva n intimidito n impaurito, ma il suo atteggiamento sembrava dettato non
tanto dal coraggio quanto dalla disperazione: tutto in lui, dall'aspetto al modo in cui guardava Mark,
diceva che non gli importava quale sarebbe stato il suo destino.
La porta della biblioteca si spalanc, lasciando entrare Ty e Livvy.  saltato tutto! esclam
lei. Telefoni, computer, persino le radio...
Di fronte a quella scena inaspettata, Livvy si interruppe e spalanc gli occhi: Kieran, principe
delle fate, faccia a faccia con gli altri.
Lui le rivolse un piccolo inchino. Piacere, sono Kieran della Caccia Selvaggia.
Questo  uno della delegazione di fate? Livvy guard prima Mark e poi Julian. Uno di quelli
che ha frustato Emma?
Julian annu.
In quell'istante Ty rivolse lo sguardo prima a Mark, poi agli altri. Aveva il viso pallido e freddo.
Perch  ancora vivo?
Sa di Tavvy rispose Drusilla. Julian, fagli dire...
Julian lanci il pugnale. L'arma vol accanto alla testa di Kieran, abbastanza vicino da
sfiorargli i capelli, e and a conficcarsi dentro la cornice della finestra alle sue spalle. Quando Julian
apr bocca, parl con una calma mortale. Ora ci dirai tutto quello che sai su dove si trova Octavian, su
cosa sta succedendo e su cosa possiamo fare per riprendercelo. Altrimenti far scorrere il tuo sangue
sul pavimento di questa biblioteca. Non sarebbe la prima volta che ne verso, perci non credere che
non sarei pronto a rifarlo.
Kieran non abbass lo sguardo. Non c' bisogno di minacciarmi disse. Ma se ti fa piacere,
accomodati. Per me non fa differenza. Sono venuto a dirvi quello che volete sapere.  questo il motivo
della mia presenza qui. La luce nera che avete visto prima era magia delle fate:  servita a interrompere
tutte le comunicazioni, cos da impedirvi di chiedere aiuto al Conclave o all'Enclave. Cos da non poter
chiamare nessuno per aiutare vostro fratello.
Potremmo cercare un telefono pubblico propose Livvy, esitante. Oppure chiedere in qualche
ristorante, gi lungo la statale...
Scoprireste che le linee telefoniche sono state messe fuori uso nel raggio di diversi chilometri
disse Kieran, con voce carica d'impazienza. Vi prego di non perdere tempo. Fade ha gi portato
vostro fratello alla convergenza delle linee di energia.  l che compie i suoi sacrifici, ed  l che
prevede di ucciderlo. Se volete salvare il bambino, dovete prendere le armi e uscire subito, adesso.
Julian spalanc la porta dell'armeria. Statemi tutti a sentire: armatevi. Se non indossate la
tenuta, mettetevela. Diego e Cristina, ne potete trovare alcune lungo la parete est; prendete quelle, ci
metterete meno che ad andare in camera vostra. Usate le armi che preferite. Kieran, tu resta fermo l
ordin, indicando il tavolo al centro della stanza. Dove posso tenerti d'occhio. Non ti muovere, o il
prossimo coltello che ti tiro addosso non si limiter a sfiorarti.
Kieran gli lanci un rapido sguardo; parte della sua visibile disperazione era scemata, lasciando
il posto a una certa arroganza. Ci credo disse. Si avvicin al tavolo mentre tutti correvano a prendere
le armi e a mettersi la divisa sopra ai vestiti  non quella da pattugliamento, pi leggera, bens quella
nera che si usava per scendere in battaglia.
Quando avevi la certezza di stare per combattere.
C'erano state delle discussioni a proposito di chi dovesse o non dovesse andare alla
convergenza, o se almeno Dru non facesse meglio a rimanere all'Istituto. Lei per aveva protestato
molto animatamente, e alla fine Julian aveva ceduto; tutto sommato l'Istituto non gli sembrava pi
tanto sicuro, con quel lucernario sfondato: se Kieran era riuscito a entrare, qualcun altro avrebbe potuto
fare lo stesso. Voleva avere tutta la sua famiglia sott'occhio. E poi non poteva far leva sull'et di Dru:
quando lui ed Emma avevano lottato e ucciso durante la Guerra Oscura, erano pi piccoli di lei.
Aveva preso da parte Ty e gli aveva detto che, se preferiva rinunciare a combattere per via della
ferita, non ci sarebbe stato niente di cui vergognarsi. Mentre loro andavano alla convergenza, avrebbe
potuto chiudersi in macchina.
Pensi che non abbia nessun contributo da offrire alla battaglia? gli aveva risposto Ty.
No gli aveva risposto, sincero. Ma sei ferito, e io...
 una battaglia. Tutti potremmo farci male. Lo aveva guardato dritto negli occhi. Julian
sapeva che lo stava facendo per lui, perch una volta aveva spiegato al fratello come spesso la gente,
per dimostrare che stava dicendo la verit, ti fissava nelle pupille. Voglio venire. Voglio esserci per
aiutare Tavvy e voglio che tu me lo permetta.  la mia volont, e dovrebbe valere qualcosa.
Ora Ty era con loro in armeria, un ambiente simile a una caverna e privo di finestre. Ogni
centimetro quadrato delle pareti era occupato da spade, asce e mazze da guerra, mentre tenute, cinture e
stivali formavano delle cataste a terra. C'era una ciotola di ceramica colma di stili, e un tavolo coperto
con una lunga tovaglia sul quale erano radunate le spade angeliche.
Julian sent, tutto attorno a s, la presenza della sua famiglia e dei suoi amici. Sapeva che Mark
era al suo fianco, e che ora si stava togliendo le scarpe per infilare i piedi in un paio di stivali. Sapeva
che Emma era al tavolo ad allineare le spade angeliche gi preparate e gi dotate di un nome, e che poi
se ne sarebbe messe alcune nella cintura distribuendo le altre. La propria consapevolezza della sua
posizione mutava di pari passo con gli spostamenti di lei, che roteava come l'ago di una bussola.
Ma, pi di ogni altra cosa, era consapevole di Tavvy che, l fuori, aveva bisogno di lui. Prov
un freddo terrore che minacciava di strappargli la determinazione dalle ossa e togliere linfa alla sua
concentrazione; scacciarlo per concentrarsi su quello che stava accadendo l e in quel momento fu una
delle cose pi difficili che avesse mai fatto. Aveva sperato che le cose andassero diversamente, pens
con amarezza. Aveva sperato di avere la collaborazione del Conclave e la possibilit di ricorrere a
Magnus per chiedergli un Portale.
Ma la speranza non serviva a niente.
Parla disse a Kieran con ferocia mentre prendeva da uno scaffale una cintura di armi. Quella
luce nera, hai detto che era "magia delle fate". Intendi magia nera?
Ora che Mark non lo stava pi guardando direttamente, Kieran sembrava annoiato, infastidito.
Si appoggi al tavolo al centro facendo attenzione a non entrare in contatto con nessuna delle armi 
non perch fossero affilate o temibili, ma perch erano armi dei Nephilim, quindi per lui ripugnanti. Lo
si capiva dalla sua faccia.
La questione  se comparir o no sulla mappa del Conclave disse Ty, allacciandosi dei guanti
di protezione. Era gi in tenuta da combattimento, e il sottile bordo della fasciatura che aveva sul
polpaccio era a malapena visibile sotto quel tessuto spesso. Quella con cui Magnus localizza i punti in
cui viene usata la magia nera. Oppure  bloccata, come le linee telefoniche?
Era magia Unseelie, ma non  nera per natura disse Kieran. Non comparir sulla mappa. Di
quello ne erano molto sicuri.
Julian aggrott le sopracciglia. Ne erano molto sicuri chi, scusa? Anzi, tu come fai a sapere
cos tante cose su Malcom?
Per via di Iarlath rispose Kieran.
Mark si volt per guardarlo. Iarlath? Cosa c'entra lui con questa storia?
Pensavo che almeno questo lo sapeste mormor la fata. Iarlath e Malcom sono coinvolti in
questa faccenda insieme dai tempi dell'attacco all'Istituto, cinque anni fa.
Sono alleati? fece Mark. E da quand' che lo sai?
Da poco. Ho iniziato a nutrire dei sospetti quando Iarlath si  rifiutato troppo fermamente di
farti ritornare nel Regno. Voleva che rimanessi qui, al punto da inscenare quella farsa delle frustate di
punizione. Dopo quella cosa ho capito che c'era dell'altro dietro al piano di lasciarti all'Istituto, oltre
alla volont di trovare l'assassino che aveva ucciso alcuni dei nostri. Era per impedire a chiunque della
tua famiglia di potersi rivolgere al Conclave finch non fosse stato troppo tardi.
Emma aveva una spada angelica per mano, e Cortana sulla schiena. Si era bloccata, e anche il
viso le si era irrigidito per lo shock. Iarlath mi aveva detto qualcosa mentre... mentre mi stava
frustando. Che gli Shadowhunters non sanno di chi fidarsi. Intendeva Malcom, vero?
Molto probabilmente le rispose Kieran. Malcom  la mano nel buio che ha guidato i
Seguaci, ed  anche colui che, cinque anni fa, ha ucciso i tuoi genitori.
Perch? Emma era pietrificata. Julian stava quasi male per la voglia di andarle vicino.
Perch ha ucciso i miei genitori?
Vuoi sapere come la vedo io? disse il principe, con una punta di compassione nella voce. 
stato un esperimento. Per vedere se l'incantesimo funzionava.
Emma era senza parole; fu Julian a porre la domanda alla quale lei non poteva dare voce. In
che senso, un esperimento?
Anni fa, Iarlath era tra i membri del Popolo Fatato che si sono alleati con Sebastian
Morgenstern. Ed era anche amico di Malcom. Come probabilmente saprete, esistono dei libri che agli
stregoni  vietato possedere ma che sono presenti in alcune biblioteche degli Shadowhunters. Tomi
sulla negromanzia e simili. Uno di quei libri  il Volume Nero dei Morti.
Quello di cui parlava la poesia disse Dru. Sebbene avesse ancora le guance rigate di lacrime,
si era messa la tenuta e ora stava intrecciando accuratamente i capelli per liberarsi il viso. A vederla
cos, Julian sentiva male al cuore. Trova il libro nero a ogni costo.
Ci sono molti libri neri spieg Kieran. Ma Malcom voleva proprio quello. Quando Sebastian
ha lasciato l'Istituto, e gli Shadowhunters non c'erano pi, lui ha colto l'occasione per intrufolarsi e
rubare il libro dalla biblioteca. Dopotutto, in quali altri momenti l'Istituto avrebbe potuto essere privo
di sorveglianza, e con le porte aperte? Lo ha preso, ha trovato l'incantesimo che voleva e ha scoperto
che richiedeva il sacrificio di una vita Shadowhunter. Ed  stato quando i tuoi genitori sono tornati
all'Istituto, Emma.
Quindi li ha ammazzati. Per un incantesimo. Emma accenn una risata amara. Ha
funzionato, almeno?
No rispose Kieran.  fallito, e cos lui ha abbandonato i loro corpi nell'oceano, sapendo che
la colpa sarebbe stata data a Sebastian.
E tutto questo te lo ha detto Iarlath? chiese Mark, sospettoso.
Ho seguito Iarlath alla Corte Unseelie e ho ascoltato quello che diceva. Kieran cerc di
incrociare lo sguardo di Mark, ma quest'ultimo lo evit. Il resto gliel'ho chiesto puntandogli un
coltello. Malcom doveva confondervi e mandarvi fuori strada, cos non avreste capito cosa stava
facendo veramente. Per riuscirci si  servito anche di Johnny Rook. Voleva che vi buttaste in
un'indagine che non avrebbe dato frutti. La presenza di Mark qui vi avrebbe impedito di chiedere aiuto
al Conclave o ai Fratelli Silenti, proteggendo quindi il suo lavoro con i Seguaci, i suoi tentativi di far
tornare un vecchio amore dal mondo dei morti. Una volta fatto quello che doveva fare, avrebbe preso
un Blackthorn, perch la morte di un membro della vostra famiglia sarebbe stata l'ultima chiave
necessaria per l'incantesimo.
Ma Iarlath non ha il potere di autorizzare una delegazione di fate a compiere un'operazione di
questa portata disse Mark. Lui  solo un cortigiano, non qualcuno in grado di impartire ordini a
Gwyn. Chi ha dato il permesso perch tutto ci accadesse?
Kieran scosse la sua testa di capelli scuri. Non lo so. Iarlath non lo ha detto. Potrebbe essersi
trattato del Re, mio padre, o potrebbe essere stato Gwyn...
Gwyn non farebbe mai una cosa del genere obiett Mark. Gwyn ha onore, e non  crudele.
E Malcom? chiese Livvy. Pensavo che anche lui avesse onore. Pensavo fosse nostro amico!
Lui vuole bene a Tavvy. Hanno giocato insieme per ore, gli ha regalato un sacco di giocattoli. Non
potrebbe mai ucciderlo. Mai.
 responsabile della morte di oltre una decina di persone, Livvy le disse Julian. Se non di
pi.
Le persone sono pi di una cosa soltanto disse Mark, sfiorando Kieran con lo sguardo. E gli
stregoni non fanno eccezione.
Emma era ferma in piedi, con le mani sulle spade angeliche. Julian riusciva a sentire quello che
stava provando. Come sempre, del resto. Come se il suo cuore rispecchiasse quello di lei. Sentiva un
intrico bollente di rabbia elevarsi da un senso soffocante di perdita e disperazione. Desiderava andarle
vicino pi di ogni altra cosa, ma non si fidava a farlo davanti a tutti gli altri.
Sarebbero riusciti a guardargli dentro nell'esatto istante in cui l'avesse toccata. Avrebbero
riconosciuto i veri sentimenti che provava nei suoi confronti. Ed era escluso correre un rischio del
genere proprio adesso che la paura per il suo fratellino gli stava divorando il cuore  una paura che non
poteva dare a vedere, per non scoraggiare gli altri.
Tutti sono pi di una cosa soltanto disse Kieran. Siamo pi delle singole azioni che
compiamo, buone o cattive che siano. Quando guard Mark, lo sguardo nero e argento gli luccicava.
Anche in quella stanza piena di oggetti degli Shadowhunters, la natura selvaggia della Caccia e del
Regno delle Fate stava incollata addosso a Kieran come l'odore della pioggia o delle foglie. Era la
stessa natura che a volte Julian percepiva in Mark, che dopo il suo ritorno si era affievolita con il
passare del tempo ma, a volte, tornava a mostrarsi a piccoli sprazzi, come spari in lontananza. Per un
momento ebbe l'impressione che Kieran e suo fratello fossero due creature selvatiche, estranee
all'ambiente che le circondava.
La poesia che era scritta sui corpi disse Cristina. Quella che parlava del libro nero. La storia
diceva che era stato dato a Malcom alla Corte Unseelie.
Cos dice anche quella delle fate rispose Kieran. All'inizio a Malcom avevano detto che la
sua amata era diventata una Sorella di Ferro. Ma poi ha scoperto che era stata uccisa dalla sua famiglia,
murata viva in un sepolcro. Questo lo ha portato a cercare il Re della Corte Unseelie e a chiedergli se ci
fosse un modo per resuscitare i morti, e lui gli ha dato quella filastrocca. Erano delle istruzioni, solo
che gli ci sono voluti quasi cento anni per scoprire come seguirle e per trovare il libro nero.
Ecco perch la biblioteca  stata distrutta durante l'attacco osserv Emma. Cos nessuno
avrebbe notato che il libro mancava, se mai lo avessero cercato. Moltissimi titoli sono andati perduti.
Ma perch Iarlath ha detto a Malcom che i Seguaci potevano uccidere anche le fate, oltre agli
umani? domand Emma. Se era veramente suo alleato...
Perch Iarlath voleva cos. Ha molti nemici nelle Corti, e questo  stato un espediente per
sbarazzarsi di alcuni di loro. Sono Malcom e i suoi Seguaci ad ammazzarli, quindi gli omicidi non
possono essere ricondotti a lui. Per una fata uccidere un'altra fata  un crimine ignobile.
Dov' il corpo di Annabel? chiese Livvy. Non sar stata sepolta in Cornovaglia? "Nel suo
sepolcro in riva al mare"?
Le convergenze sono luoghi al di fuori del tempo e dello spazio disse Kieran. La
convergenza di per s non si trova n qui, n in Cornovaglia, n in alcun luogo reale.  una sorta di
terra di mezzo, come lo stesso Regno.
Probabilmente ci si pu entrare anche dalla Cornovaglia. Spiegherebbe il perch di quelle
piante fuori dall'ingresso della grotta... disse Mark.
E qual  il legame con la poesia Annabel Lee? chiese Ty. Il nome Annabel, le somiglianze
tra le storie... sembra pi di una coincidenza.
Il principe delle fate si limit a scuotere la sua testa dai capelli scuri. Io so solo cosa mi ha
detto Iarlath e cosa appartiene alla tradizione del mondo delle fate. Io non sapevo nemmeno del nome
"Annabel" o della poesia dei mondani.
Mark si gir di scatto verso di lui. Dov' Iarlath, adesso?
Quando l'altro rispose al suo sguardo, aveva gli occhi che brillavano. Qui stiamo perdendo
tempo. Dobbiamo andare alla convergenza.
Non ha torto. Diego era in equipaggiamento completo: tenuta, diverse spade, un'ascia,
coltelli da lancio infilati nella cintura. Sopra la tenuta indossava un mantello nero chiuso dalla spilla dei
centurioni: riportava il disegno di un ramoscello privo di foglie e la scritta Primi Ordines.
In confronto a lui, Julian non si sentiva vestito all'altezza. Dobbiamo raggiungere la
convergenza e impedire a Fade di... Si guard attorno nella stanza, posando gli occhi prima su Emma
e Mark, poi su Ty e Livvy, infine su Dru. So che conosciamo Malcom da tutta la vita. Ma  un
bugiardo assassino. Gli stregoni sono immortali, ma non invulnerabili. Quando lo vedete, piantategli
una spada in mezzo al petto.
Scese il silenzio. Ci pens Emma a romperlo. Ha ucciso i miei genitori disse. Sar io a
strappargli il cuore.
Le sopracciglia di Kieran schizzarono verso l'alto, ma lui non disse nulla.
Jules. Mark si era messo al fianco di suo fratello. I capelli, tagliati da Cristina, ora erano
arruffati, e sotto gli occhi aveva delle ombre scure. Mi disegneresti una runa, fratello? Perch ho paura
che, senza, in battaglia sarei svantaggiato.
Julian prese lo stilo con un gesto automatico, ma poi si blocc. Sei sicuro?
Mark annu.  ora di dire addio agli incubi. Tir lo scollo della maglietta prima di lato e poi
verso il basso, scoprendosi la spalla. Coraggio chiese. E Agilit.
Gli altri stavano discutendo del modo pi rapido per giungere alla convergenza, ma Julian si
accorse di avere su di s sia lo sguardo di Emma sia quello di Kieran, mentre appoggiava una mano
sulla schiena di Mark e usava l'altra per disegnargli con precisione le due rune. Appena pos la punta
dello strumento suo fratello si irrigid, ma poi si rilass subito, espirando dolcemente.
Quando ebbe finito, riabbass le mani. Mark si volt per guardarlo. Non aveva versato lacrime,
ma i suoi occhi bicolore scintillavano. Per un attimo, al mondo non ci furono che loro due.
Perch? chiese Julian.
Per Tavvy rispose Mark, e, all'improvviso, nell'atteggiamento della bocca, nella curva della
mascella scolpita, Julian rivide se stesso. E poi aggiunse, perch sono uno Shadowhunter. Guard
Kieran, che li stava osservando come se lo stilo avesse ustionato la sua, di pelle. Amore e odio avevano
i loro linguaggi segreti, pens Julian, e in quel momento Mark e Kieran li stavano usando. Perch
sono uno Shadowhunter disse di nuovo, raddrizzandosi e sistemandosi la maglietta con un senso di
sfida privata nello sguardo.
Kieran si allontan dal tavolo quasi con violenza. Vi ho detto tutto quello che sapevo disse.
Non ci sono altri segreti.
Quindi presumo che tu stia andando via fece Mark. Grazie per l'aiuto, Kieran. Se torni alla
Caccia, di' a Gwyn che non ci metter pi piede. Mai e poi mai, non importa quali regole si
inventeranno. Giuro che...
Non giurare. Non sai come potrebbero cambiare le cose.
Basta cos. Mark fece per andarsene.
Ho portato con me il destriero disse Kieran. Parlava con Mark, ma lo stavano ascoltando
anche tutti gli altri. Un destriero fatato della Caccia pu volare. Le strade non rallentano i nostri
viaggi. Adesso vado avanti per cercare di ritardare qualsiasi cosa stia accadendo alla convergenza fino
al vostro arrivo.
Vado con lui annunci Mark, deciso.
Tutti lo guardarono stupiti. Ah, Mark fece Emma. Non puoi accoltellarlo strada facendo.
Potremmo aver bisogno di lui.
Per quanto piacevole possa sembrare, non era nei miei programmi le ripose lui. Due
guerrieri sono meglio di uno.
Ottimo ragionamento gli disse Cristina infilandosi i suoi due coltelli a farfalla nella cintura.
Emma aveva finito di allacciarsi l'ultima delle spade angeliche.
Julian sent scorrere nelle vene il familiare brivido di eccitazione che precedeva una battaglia.
Andiamo.
Mentre scendevano le scale, si ritrov accanto a Kieran, e quella presenza gli fece accapponare i
peli sulla nuca: Kieran era strano, emanava magia selvaggia, il micidiale abbandono della Caccia. Non
riusciva a immaginare cosa avesse trovato Mark, in lui, da amare.
Tuo fratello si sbagliava sul tuo conto gli disse Kieran mentre andavano verso l'ingresso.
Julian si guard attorno, ma a quanto pareva nessuno li stava ascoltando. Emma era accanto a
Cristina, i gemelli l'uno vicino all'altra e Dru stava parlando timidamente con Diego.
Cosa intendi? chiese, circospetto. In passato aveva gi imparato a stare molto in guardia dalle
fate, dalle loro trappole verbali e dai loro falsi sottintesi.
Ha detto che eri gentile. La persona pi gentile che conoscesse. Sorrise, e sul suo viso
comparve una bellezza fredda, la superficie cristallina della brina. Ma tu non sei gentile. Tu hai un
cuore spietato.
Julian rimase in silenzio per diversi lunghi istanti in cui sent solo i loro passi sulle scale.
Sull'ultimo gradino, si volt.
Ricordatelo disse, poi si allontan.
Perch sono uno Shadowhunter.
Mark era in piedi accanto a Kieran sulla distesa d'erba che scendeva verso la scogliera e
l'oceano. L'Istituto si ergeva alle loro spalle, cupo e privo di luci, ma almeno da l il buco nel tetto non
si vedeva.
Kieran si mise le dita in bocca e fischi, producendo un suono dolorosamente familiare per
Mark. Guardare Kieran bastava ancora per fargli provare una fitta al cuore: dal suo contegno  ogni
linea del corpo parlava della sua educazione a corte  al modo in cui i capelli gli erano diventati troppo
lunghi dopo che lui se n'era andato e non glieli aveva pi tagliati, cos ora le ciocche blu scuro gli
ricadevano negli occhi e si impigliavano alle lunghe ciglia. Quelle ciglia... Mark ricordava di essere
rimasto incantato dalla loro curvatura e dal loro slancio. Ricordava ancora che sensazione gli avevano
dato sfiorandogli la pelle.
Perch? disse il principe. Si stava tenendo a una certa distanza da lui e aveva la postura
rigida, come se si aspettasse uno schiaffo. Perch hai voluto venire con me?
Perch qualcuno ti doveva tenere d'occhio gli rispose. Una volta potevo fidarmi di te. Ora
no.
Questo non  vero. Io ti conosco, Mark. So quando menti.
Gli volt le spalle. Si rese conto che, in fondo, nei confronti di Kieran aveva sempre provato un
po' di paura: paura del potere determinato dal suo rango, paura di quella sua sicurezza inscalfibile. Ora
la paura era sparita, e non avrebbe saputo dire se fosse per via della runa del Coraggio che portava sulla
spalla o perch non aveva pi un bisogno disperato di lui per sopravvivere. Desiderarlo, amarlo erano
questioni diverse. Per poteva sopravvivere, in un modo o nell'altro. Lui era uno Shadowhunter.
Ok, ci sta disse. Sapeva che avrebbe dovuto rispondere con qualcosa tipo "senza alcun
dubbio", ma il linguaggio elevato del Regno delle Fate iniziava a non fare pi parte di lui, a non
pulsargli pi nelle vene. Ti dico perch sono voluto venire con te...
Ci fu un lampo bianco. Lancia di Vento super con un balzo una piccola altura e li raggiunse,
rispondendo cos al richiamo del suo padrone. Quando vide Mark, nitr e gli fiut la spalla.
Lui le accarezz il collo. Cento volte quell'animale aveva trasportato lui e Kieran con la Caccia,
cento volte loro due avevano condiviso lo stesso destriero e cavalcato insieme, combattuto insieme.
Mentre Kieran saliva in groppa a Lancia di Vento, il senso di familiarit pungol Mark con la forza di
tanti ami da pesca conficcati sottopelle.
Kieran lo guard dall'alto, un principe fatto e finito nonostante i vestiti chiazzati di sangue. I
suoi occhi erano mezzelune tinte di nero e d'argento seminascoste dalle palpebre. Dimmelo, allora.
Mark sent la runa dell'Agilit bruciargli sulla schiena quando si diede lo slancio per montare in
groppa all'animale, dietro a Kieran. Gli abbracci la vita in un gesto automatico, mettendo le mani
dove le aveva sempre posate, sulla cintura di lui. Lo sent trarre un respiro profondo.
Aveva voglia di poggiargli la testa contro la spalla. Di coprirgli le mani con le proprie e
intrecciare le dita. Di sentire quello che aveva sentito vivendo con la Caccia, cio che con Kieran era al
sicuro, aveva qualcuno che non lo avrebbe mai lasciato.
Ma c'erano cose peggiori che essere lasciati.
Perch volevo cavalcare con te nella Caccia per un'ultima volta gli disse, e sent Kieran che
trasaliva. Poi il principe si sporse in avanti, e disse a Lancia di Vento qualcosa nel linguaggio delle fate.
Mentre il cavallo cominciava a correre, Mark si tocc con una mano il punto in cui Julian gli aveva
messo le rune. Quando lo stilo gli aveva toccato la pelle, si era sentito assalire da un'ondata di panico,
ma poi un senso di calma gli aveva pervaso tutto il corpo, sorprendendolo.
Forse le rune del Paradiso facevano davvero parte della sua pelle. Forse, dopotutto, era davvero
nato per averle.
Si tenne forte a Kieran mentre Lancia di Vento saliva in cielo, macinando aria con gli zoccoli, e
l'Istituto scompariva sotto di loro.
Quando Emma e gli altri raggiunsero la convergenza Mark e Kieran erano gi l. Uscirono
dall'ombra al piccolo galoppo, su un destriero bianco che ricord a Emma tutte le volte in cui, da
piccola, aveva desiderato un cavallo.
La Toyota si ferm. Il cielo era sgombro di nuvole, e la luce della luna era tagliente e argentea
come un coltello; abbozzava i contorni di Mark e Kieran trasformandoli poi nelle sagome brillanti di
cavalieri delle fate. Nessuno dei due sembrava una creatura umana.
Sul prato che si estendeva fino al bordo della scogliera regnava una quiete ingannevole. La
vasta macchia di piante e cespugli di salvia frusciava appena. La collina granitica si stagliava su tutto
quanto, con il suo varco buio che sembrava attirarli a s.
Abbiamo ucciso molti demoni mantide disse Mark, incontrando lo sguardo di Emma. Piazza
pulita.
Kieran sedeva con lo sguardo torvo e il viso per met nascosto dai capelli scuri. Per restare in
equilibrio Mark gli teneva le mani sulla cintura, ma appena si rese conto di quello che stava facendo
lasci la presa e scivol a terra.
Meglio se noi entriamo sugger, alzando il viso verso Kieran. Tu e Lancia di Vento state qui
a fare la guardia.
Ma io... tent di protestare Kieran.
Queste sono questioni della famiglia Blackthorn dichiar Mark con un tono di voce che non
ammetteva obiezioni. Kieran allora guard verso Cristina e Diego, apr la bocca come per spiegare le
sue ragioni, ma poi la richiuse.
Controllo delle armi, tutti ordin Julian. Poi si entra.
Ciascuno di loro, Diego compreso, controll diligentemente cinture e tenuta.
Ty pesc un'altra spada angelica dal bagagliaio della macchina. Mark pass in rassegna la
tenuta di Dru e le ricord che il suo compito era tenersi dietro di loro senza mai allontanarsi.
Emma si arrotol la manica e tese il braccio verso Julian. Lui guard prima la sua pelle nuda,
poi il suo viso, quindi annu. Quale?
Resistenza gli disse. Aveva gi le rune che le avrebbero dato coraggio e accuratezza,
precisione e guarigione. Per l'Angelo non aveva mai fatto dono agli Shadowhunters di qualcosa per il
dolore psicologico: non esistevano rune per lenire il dispiacere o ricucire un cuore spezzato.
L'idea che la morte dei suoi genitori fosse stata un esperimento fallito, un inutile spreco, faceva
pi male di quanto avrebbe mai potuto immaginare. Aveva pensato, in tutti quegli anni, che fossero
morti per un motivo: invece no. Nessun motivo. Erano stati semplicemente gli unici Shadowhunters
disponibili.
Julian le prese il braccio dolcemente, e lei riconobbe la consueta e gradita pressione dello stilo
contro la pelle. Man mano che il Marchio si materializzava, le sembr che le scorresse dentro il flusso
sanguigno, come una sferzata d'acqua fresca.
Resistenza. Avrebbe dovuto resistere a tutto ci, a quella scoperta, lottando e superandola.
L'avrebbe fatto per Tavvy, pens. Per Julian. Per tutti loro. E forse, alla fine, avrebbe avuto la sua
vendetta.
Julian riabbass la mano. Aveva gli occhi spalancati. Il Marchio brillava sulla pelle di Emma,
pervaso da una luminosit che lei non aveva mai visto prima, come se i bordi stessero bruciando.
Riabbass in fretta la manica, perch non voleva che qualcuno se ne accorgesse.
Al limitare della scogliera, il cavallo bianco di Kieran ramp sullo sfondo della luna. Le onde
dell'oceano si infrangevano in lontananza. Emma si volt e marci verso l'apertura nella roccia.
25
SEPOLCRO IN RIVA AL MARE
Emma e Julian facevano strada all'interno della caverna, mentre Mark chiudeva le file. Come al
solito, all'inizio il tunnel era stretto, e il suolo disseminato di ciottoli irregolari. Anche se Emma non
aveva osato accendere la stregaluce, nella semioscurit riusciva comunque a distinguere i punti dove il
muschio sulle pareti era stato graffiato da dita umane.
Qualcuno  gi passato di qui mormor. Anzi, tanti qualcuno.
Seguaci? chiese Julian in un sussurro.
Emma fece di no con la testa. Non lo sapeva. Sentiva freddo, freddo buono, di quello che ti
saliva dallo stomaco e ti usciva fuori. Il freddo che ti acuiva la vista e sembrava rallentare il tempo
attorno a te, cos da lasciarti ore infinite per correggere il movimento di una spada angelica,
l'angolazione di una lama.
Sentiva la presenza di Cortana che, pesante e dorata fra le sue scapole, le sussurrava con la voce
di sua madre: "Acciaio e tempra, figlia".
Sbucarono nella caverna con il soffitto alto. Lei rest immobile, e gli altri si strinsero attorno a
lei. Nessuno disse una parola.
La grotta non era come se la ricordava. Era piuttosto buia, dava l'impressione di uno spazio
immenso che si allargava nelle tenebre. Gli obl erano spariti. Dentro la roccia vicino a lei c'erano le
parole della poesia diventata ormai tanto familiare a tutti: ne vedeva qua e l i versi, che sembravano
chiamarla.
Io ero un bimbo e lei una bimba,
in questo regno in riva al mare:
ma ci amavamo d'un amore ch'era pi che amore
io e la mia Annabel Lee
d'un amore che gli alati serafini in cielo
invidiavano a lei ed a me.
Gli alati serafini in cielo. Shadowhunters.
La stregaluce di Julian gli divamp in mano, illuminando l'area circostante, ed Emma trattenne
il fiato.
Di fronte a loro c'era un tavolo di pietra. Arrivava all'altezza del petto, aveva la superficie
ruvida e sconnessa; sembrava scolpito nella lava nera. Lo circondava, sul pavimento, un ampio cerchio
tracciato con il gesso.
Sopra c'era Tavvy. Pareva addormentato: il viso aveva i lineamenti morbidi e distesi e teneva
gli occhi chiusi. Era a piedi nudi, incatenato per le caviglie e per i polsi alle gambe in pietra del tavolo.
Vicino alla testa gli era stata messa una ciotola di metallo coperta di chiazze dall'aspetto
nefasto. Accanto a essa, un coltello di rame con la lama seghettata.
La stregaluce fendette le ombre che sembravano incombere sulla stanza come creature viventi.
Emma si chiese quanto fosse grande realmente la grotta e quanta, di essa, fosse una mutevole illusione.
Livvy grid il nome del fratellino e tent di precipitarsi verso di lui, ma Julian la afferr e la tir
indietro. Incredula, lei tent di ribellarsi alla presa. Dobbiamo salvarlo! sibil. Dobbiamo
raggiungerlo...
C' un cerchio di protezione sussurr Julian a sua volta. Tracciato tutto attorno a lui, per
terra. Se ci entri, potresti morire!
Qualcuno mormorava piano. Era Cristina, che stava pregando.
Mark si era irrigidito. Zitti disse. Sta arrivando qualcuno!
Fecero del loro meglio per confondersi fra le ombre, compresa Livvy, che non aveva smesso di
lottare. La stregaluce di Julian si spense.
Una figura era sbucata dall'oscurit. Qualcuno di alto, con le mani coperte da guanti neri. "Si 
sempre fatto vedere con i guanti, la veste lunga e il cappuccio. Coperto dalla testa ai piedi."
Il cuore di Emma cominci a martellare.
La figura si avvicin al tavolo, e il cerchio di protezione si apr come una serratura: le rune
sbiadirono e poi svanirono finch non si cre un varco attraverso cui passare. A testa bassa, la figura si
avvicin a Tavvy.
Poi si avvicin ancora. Emma sent i Blackthorn attorno a s, la loro paura palpabile, viva. Sent
il sapore del sangue in bocca: si stava mordendo il labbro per resistere alla voglia di scagliarsi in avanti,
rischiare di oltrepassare il cerchio, afferrare Tavvy e correre via.
Livvy si stacc da Julian e irruppe nella caverna. No! grid. Allontanati da mio fratello,
altrimenti ti uccido, ti uccido!
La figura rest di ghiaccio. Alz lentamente la testa. Il cappuccio cadde all'indietro, scoprendo
una massa di ricci castani. Il familiare tatuaggio di una carpa brill su un lembo di pelle bruna.
Ty la chiam, dando voce alla sorpresa della gemella, ammutolita. Diana?
Lei si allontan di colpo dal tavolo. Aveva gli occhi increduli. Per l'Angelo... sospir. In
quanti siete qui?
Fu Julian a rispondere. E lo fece in tono calmo, anche se a Emma non sfugg lo sforzo che gli
costava. Diego si stava sporgendo in avanti, aveva lo sguardo serrato. "Jace Herondale e i Lightwood
non erano stati traditi dal loro tutor?" Ci siamo tutti disse.
Anche Dru? Voi non vi rendete conto di quanto sia pericoloso... Julian, devi portare tutti
fuori.
Non senza Tavvy ribatt Emma. Diana, cosa diavolo stai facendo? Ci avevi detto che eri in
Thailandia!
Se c' stata, nessuno all'Istituto di Bangkok ne era al corrente. Ho controllato disse Diego.
Ci hai mentito. Emma ripens alle parole di Iarlath: "Sciocchi Shadowhunters. Troppo
ingenui persino per sapere di chi potete fidarvi". Si stava riferendo a Malcom o a Diana? E non c'eri
quasi mai, durante tutta l'indagine, come se ci stessi nascondendo qualcosa...
Diana sussult, inorridita. No, Emma, non  come pensi.
E allora com'? Perch io non riesco a immaginare nessun motivo valido per trovarti qui...
Ci fu un rumore. Passi in avvicinamento, che sbucavano dal buio. Diana tese un braccio davanti
a s. Indietro... Andate via...
Julian afferr Livvy, trascinando la sorella nell'ombra proprio mentre compariva Malcom.
Malcom.
Sembrava il solito. Un po' trasandato, con indosso un paio di jeans e una giacca di lino che si
intonava ai capelli. In mano teneva un grosso libro nero chiuso da una fibbia di cuoio.
Sei davvero tu... sussurr Diana.
Malcom la fiss senza scomporsi.
Diana Wrayburn disse. Guarda guarda, non pensavo di trovarti qui. Pensavo che saresti
scappata via.
Lei lo guard dritto in faccia. Io non scappo.
Malcom sembr osservarla di nuovo per valutare quanto fosse vicina a Tavvy. Corrug la
fronte. Allontanati dal ragazzino.
Diana non si mosse.
Vattene le intim infilandosi il Volume Nero nella giacca. Tanto lui per te non  nessuno.
Tu non sei una Blackthorn.
Sono la sua tutor.  cresciuto sotto la mia protezione.
Oh, andiamo... Se ti fosse importato qualcosa di questi bambini, avresti accettato il posto di
direttore dell'Istituto anni fa. Ma credo sappiamo tutti perch non lo hai fatto.
Malcom fece un sorriso che gli trasform il viso. Se Emma aveva ancora dei dubbi sulla sua
colpevolezza, sulla versione raccontata da Kieran, in quell'istante svanirono tutti. Era come sei i
lineamenti dolci e familiari dello stregone si fossero induriti. C'era crudelt in quel sorriso, incorniciata
da uno sfondo di perdita abissale e riecheggiante.
Dal tavolo si lev una fiammata. Diana grid e barcoll all'indietro, fuori dal cerchio di
protezione, che si richiuse subito. Riacquist l'equilibrio e si butt di nuovo verso Tavvy, ma questa
volta il cerchio tenne: vi rimbalz contro come se avesse incontrato un muro di vetro, e l'impatto la
fece vacillare.
Niente di umano pu oltrepassare quella barriera disse Malcom. Suppongo che la prima
volta tu sia riuscita a entrarci grazie a un amuleto, ma non succeder di nuovo. Ti saresti dovuta tenere
lontana.
Non puoi sperare di riuscire nel tuo intento, Malcom ribatt Diana, con il fiato ansante. Si
teneva il braccio sinistro con il destro; probabilmente si era ustionata. Se uccidi uno Shadowhunter, i
Nephilim ti daranno la caccia per il resto dei tuoi giorni.
Lo hanno fatto duecento anni fa. Hanno ucciso lei disse Malcom, e il fremito di commozione
che gli alter la voce fu qualcosa che Emma non aveva mai sentito prima. E noi non avevamo fatto
niente. Niente! Non temo loro, la loro giustizia ingiusta n le loro leggi illegittime.
Capisco il tuo dolore, Malcom tent di spiegare Diana, con tatto. Ma...
Davvero? Tu capisci, Diana Wrayburn? ringhi, poi si calm. Forse s. Tu hai conosciuto
l'ingiustizia e l'intolleranza del Conclave. Se solo non fossi venuta qui... Sono i Blackthorn che io
disprezzo, non i Wrayburn. Anzi, tu mi sei sempre piaciuta.
Ti piacevo perch pensavi che avessi troppa paura del Conclave per osservarti da vicino
replic lei dandogli le spalle. Per sospettare di te. Per un attimo Diana guard Emma e gli altri.
Form con le labbra la parola "correte", poi torn a rivolgersi allo stregone.
Emma non si mosse, per ud un movimento dietro di s. C'era silenzio: se non avesse avuto
indosso una runa che le affinava l'udito, non si sarebbe accorta di niente. Strano, ma a produrre quel
suono era stato Julian, che ora non era pi al suo fianco. Adesso era accanto a Mark; in silenzio,
scivolarono indietro nel tunnel.
Avrebbe voluto chiamarlo: che cosa stava facendo? Per non poteva, non senza farsi notare da
Malcom. Lo stregone si stava avvicinando a Diana, e di l a un attimo si sarebbe trovato in un punto da
cui avrebbe potuto vederli. Mise una mano sull'elsa di Cortana. Ty stava impugnando un coltello con
tutta la forza che aveva in corpo; Livvy stringeva la sciabola con espressione seria e determinata.
Chi te lo ha detto? chiese Malcom.  stato Rook? Non pensavo che ci sarebbe arrivato.
Inclin la testa di lato. No. Quando sei venuta qui non ne eri sicura. Sospettavi... Abbass gli angoli
della bocca.  stata Catarina, giusto?
Diana teneva i piedi distanti e il mento alzato: la posizione di una guerriera.
Quando hanno decifrato il secondo verso della poesia e io ho sentito la frase "sangue dei
Blackthorn", mi sono resa conto che non stavamo cercando un assassino di mondani e fate. Si trattava
di qualcosa che riguardava quella famiglia in particolare. E nessuno pi di Catarina poteva saperne su
un antico rancore, quindi sono andata da lei.
E non hai potuto dire ai Blackthorn da chi andavi a causa del motivo per cui la conosci disse
Malcom. Fa l'infermiera. L'infermiera tra i mondani. Secondo te come ho fatto a scoprire che...
Non ti ha parlato di me, Malcom ribatt Diana. Catarina sa mantenere i segreti. E di te mi ha
detto semplicemente quello che sapeva: che ti eri innamorato di una ragazza Nephilim, e che lei era
diventata una Sorella di Ferro. Non aveva mai messo in dubbio la storia perch, per quanto ne sapeva
lei, nemmeno tu ne avevi mai dubitato. Ma una volta saputo questo, io sono riuscita a verificare
insieme alle Sorelle: mi hanno detto che nessuna Nephilim con una storia del genere alle spalle era mai
diventata una di loro. E appena ho capito che era quella la bugia, anche gli altri pezzi del mosaico
hanno iniziato ad andare al loro posto. Ho ripensato a quello che Emma ci aveva detto di aver trovato in
questa grotta: vestiti, un candelabro. Catarina  andata nel Labirinto a Spirale e io sono venuta qui...
Quindi Catarina ti ha dato l'amuleto per attraversare il cerchio di protezione disse Malcom.
Che peccato che tu l'abbia sprecato. Avevi un piano oppure sei corsa qui in preda al panico e basta?
Diana non disse nulla. Aveva un viso che sembrava scavato nella roccia.
Bisogna sempre avere un piano riprese lo stregone. Io, tanto per fare un esempio, sto
architettando il mio da anni. E ora eccoti qui, la ciliegina che vorrebbe guastare la torta... Suppongo
non ci sia altro da fare se non ucciderti, anche se non era nei miei programmi. Lasciarti al Conclave
sarebbe stato molto pi divertente...
Qualcosa di argenteo sbocci dentro la mano di Diana: un'affilatissima stella ninja che saett
verso Malcom. Se un attimo prima lo stregone si trovava esattamente sulla sua traiettoria, l'attimo dopo
si era gi scansato. La stella colp la parete della caverna e cadde a terra, dove giacque scintillante.
Malcom emise una sorta di soffio, simile a quello di un gatto arrabbiato. Dalle dita gli
scoccarono delle scintille: Diana fu sollevata in aria e scaraventata all'indietro contro la parete, poi a
terra, dove le braccia le rimasero rigide bloccate lungo i fianchi. Rotol su se stessa e si mise seduta,
ma quando prov a rialzarsi in piedi le ginocchia le cedettero. Tent di ribellarsi con tutte le forze ai
legami invisibili che la imprigionavano.
Non potrai pi muoverti disse Malcom in tono annoiato. Sei paralizzata. Avrei potuto
ucciderti in un secondo, ovviamente, ma quello che sto per fare  un numero niente male, e tutti i
numeri necessitano di un pubblico. All'improvviso sorrise. Certo, non dovrei dimenticarmi del
pubblico gi presente. Solo che non  molto partecipe.
La grotta si illumin di colpo. Le dense ombre dietro al tavolo di pietra si dissolsero, ed Emma
cap che l'antro era molto, molto profondo: c'erano lunghe file di sedili disposte come le panche di una
chiesa, precise e ordinate, tutte occupate.
I Seguaci sussurr Ty. A Emma venne in mente che lui li aveva scorti solo dalla finestra
dell'Istituto, e si chiese cosa avrebbe pensato di loro vedendoli da vicino. Era strano sapere che
Malcom avesse guidato tutte quelle persone, che esercitasse un potere tale per cui avrebbero fatto di
tutto per lui  per Malcom, un personaggio che loro avevano sempre considerato buffo, uno che si
allacciava la scarpa destra con la sinistra.
I Seguaci sedevano in silenzio totale, con gli occhi ben aperti e le mani in grembo. Sembravano
file di bambole. Emma riconobbe Belinda e alcuni di quelli che erano venuti a recuperare Sterling.
Tenevano la testa inclinata di lato  un segno d'interesse, pens, finch non si accorse della strana
angolazione e cap che non era la curiosit a farli stare immobili. Avevano tutti il collo spezzato.
Qualcuno le premette una mano sulla spalla. Cristina. Emma sussurr. Dobbiamo attaccare.
Diego dice che possiamo circondare Malcom, che siamo abbastanza per vincerlo...
Lei era come paralizzata. Voleva correre in avanti, combattere contro Malcom. Per sentiva
qualcosa in fondo alla testa, una voce insistente che le diceva di aspettare. Non era paura. Non era una
sua esitazione. Se non avesse saputo che era impossibile, perch altrimenti voleva dire che stava
diventando pazza, avrebbe giurato di sentire la voce di Julian. "Emma, aspetta. Ti prego, aspetta."
Aspetta sussurr.
Aspetta? L'ansia di Cristina era palpabile. Emma, dobbiamo...
Malcom entr nel cerchio. Si mise vicino ai piedi di Tavvy, che sotto quella luce sembravano
spogli e vulnerabili. Tese una mano verso l'oggetto coperto dal drappo ai piedi del tavolo e lo scopr.
Si trattava del candelabro che Emma ricordava, quello d'ottone, senza candele. Adesso era
diventato qualcosa di ben pi macabro: su ognuna delle affilate punte era conficcata, per il polso, una
mano amputata. Dita irrigidite dalla morte puntavano verso il cielo.
Una di esse indossava un vistoso anello con incastonata una pietra rosa: era la mano di Sterling.
Sai cosa sono queste? chiese Malcom con voce trionfante. Lo sai, Diana?
Lei alz lo sguardo. Aveva il viso gonfio e insanguinato. Parl in un sussurro gracchiante.
Sono Mani della Gloria.
Malcom sembrava compiaciuto. Mi ci  voluto molto tempo per capire di cosa avevo bisogno.
 per questo che il mio tentativo con i Carstairs non ha funzionato. L'incantesimo richiedeva la
mandragora, e ci ho messo un po' per rendermi conto che la parola "mandragora" stava per main de
gloire, ovvero Mano della Gloria. Sorrise di puro piacere. La pi nera delle magie nere.
Per via di come sono ottenute disse Diana. Sono mani di assassini. Solo una mano che ha
tolto la vita a un essere umano pu diventare una Mano della Gloria.
Oh. Fu Ty a esclamare sommessamente. Aveva gli occhi sgranati e spaventati. Adesso s
che capisco. Ho capito.
Emma si gir verso di lui. Erano premuti contro pareti opposte del tunnel e si guardavano in
faccia. Livvy era accanto al suo gemello, di fianco al quale, a sua volta, c'era Diego. Dru e Cristina
invece erano dal lato di Emma.
Diego l'aveva detto continu Ty, bisbigliando. Che era strano che le vittime degli omicidi
fossero cos diverse tra loro, un po' fate e un po' umani.  perch non hanno mai contato. Malcom non
voleva le vittime, ma gli assassini. Ecco perch i Seguaci avevano bisogno che Sterling tornasse, ed
ecco anche perch Belinda gli ha amputato le mani e poi  scappata. E Malcom glielo ha lasciato fare.
Aveva bisogno delle mani degli assassini, delle mani con cui avevano ucciso. Ne aveva bisogno per
poter fare tutto questo. Belinda le ha prese entrambe perch non sapeva quale aveva usato. E non
poteva chiedere.
"Ma perch?" avrebbe voluto domandare Emma. "Perch bruciarli, affogarli, sfregiarli? Perch
i rituali? Perch?" Per rimase in silenzio: aveva paura che, se solo avesse aperto bocca, le sarebbe
uscito un urlo di rabbia.
 sbagliato, Malcom. La voce di Diana era strozzata ma ferma. Ho parlato per giorni con
chi ti conosce da anni. Catarina Loss. Magnus Bane. Hanno detto che eri una brava persona, simpatica.
Non possono essere tutte bugie.
Bugie? Malcom aveva alzato la voce. Vogliamo parlare di bugie? Mi hanno mentito a
proposito di Annabel. Hanno detto che era diventata una Sorella di Ferro. Tutti mi hanno ripetuto la
stessa menzogna: Magnus, Catarina, Tessa.  grazie a una fata se ho scoperto che mentivano.  da una
fata che ho scoperto cosa le fosse realmente successo. Ma a quel punto lei era morta da tempo... I
Blackthorn! Uccidere i membri della propria famiglia!
 successo molte generazioni fa. Il bambino che hai incatenato a quel tavolo non ha mai
conosciuto Annabel. Non sono loro che ti hanno fatto del male, Malcom. Non sono i Blackthorn che ti
hanno portato via Annabel. Loro sono innocenti.
Nessuno  innocente! grid lui. Lei era una Blackthorn! Annabel Blackthorn! Mi amava, e
l'hanno presa... presa e murata viva in un sepolcro, dove ha trovato la morte. Ecco cosa mi hanno fatto,
e io non perdono! Non perdoner mai! Inspir a fondo, facendo un grosso sforzo per mantenere la
calma. Tredici Mani della Gloria disse. E sangue di Blackthorn. Ecco cosa la riporter in vita e la
far tornare insieme a me.
Volt le spalle a Diana per guardare Tavvy e impugnare il coltello che giaceva accanto alla sua
testa.
Nel tunnel sal una tensione improvvisa, muta e pronta a esplodere. Mani che si posavano su
armi. Prese che si stringevano attorno a else. Diego sollev la sua ascia. Cinque paia d'occhi si girarono
verso Emma.
Mentre Malcom alzava il coltello, Diana tent di liberarsi ancora pi disperatamente di prima.
La lama eman scintille di luce, dall'aspetto quasi affascinante, che andarono a illuminare la poesia
sulla parete.
Ma ci amavamo d'un amore ch'era pi che amore
"Julian" pens Emma. "Julian, non ho scelta. Non possiamo aspettarti."
Via! sussurr, e un istante dopo scattarono fuori dal tunnel: Ty e Livvy, Emma e Cristina, e
anche Diego, che si gett subito contro Malcom.
Per una frazione di secondo, lo stregone parve sorpreso. Fece cadere il coltello, che tocc terra.
Essendo di rame, la lama si pieg. Malcom rimase a fissarla, dopodich risollev lo sguardo sui
Blackthorn e i loro amici, per poi scoppiare a ridere. In piedi, al centro del cerchio di protezione, li
osservava divertito mentre loro rimbalzavano contro un potente muro di protezione invisibile. Diego
fece volteggiare la sua ascia da battaglia, ma l'arma venne deviata in aria e scagliata all'indietro,
nemmeno avesse colpito l'acciaio.
Circondate Malcom! esclam Emma. Non pu rimanere per sempre dentro l'area protetta.
Accerchiatelo!
Tutti si sparpagliarono e circondarono le rune di Protezione a terra. Emma si ritrov di fronte a
Ty; armato di coltello, il ragazzo stava guardando Malcom con una strana espressione sul viso, un
misto di incomprensione e odio.
Ty poteva capire che qualcuno decidesse di recitare o fingere. Ma tradire al livello di Malcom
era tutt'altra cosa. Nemmeno lei riusciva a capacitarsene, eppure sapeva di cosa erano capaci le
persone: ne aveva avuto una prova con l'esilio di Helen e l'abbandono di Mark da parte del Conclave.
Prima o poi dovrai venire fuori. E quando lo farai...
Malcom si pieg per raccogliere da terra il pugnale danneggiato. Quando si rialz, Emma vide
che aveva gli occhi del colore dei lividi. Quando lo far, voi sarete morti disse, sprezzante, prima di
voltarsi verso le file di cadaveri e tendere la mano verso di loro. Alzatevi! grid. Alzatevi, miei
seguaci!
A quel punto si sent una serie di gemiti e scricchiolii. Nella grotta, tutti i Seguaci morti
iniziarono ad alzarsi in piedi.
Non si mossero n con insolita lentezza n con insolita rapidit, ma con grande determinazione.
Non sembravano armati, ma, quando si avvicinarono alla stanza principale, Belinda  che aveva gli
occhi rovesciati all'indietro e la testa piegata di lato  si scagli contro Cristina. Con le dita piegate ad
artiglio, prima che la Shadowhunter potesse reagire, le aveva gi aperto dei graffi sanguinolenti sulla
guancia.
Con un grido di disgusto, Cristina spinton Belinda lontano da s e le tranci la gola usando
uno dei suoi coltelli a farfalla.
Fu inutile. Belinda si rialz, con la ferita al collo aperta ma asciutta, e torn all'attacco. Prima
che Cristina potesse compiere pi di un solo passo balen in aria un lampo d'argento. L'ascia di Diego
fischi, piombando in avanti e amputando la testa della Seguace dal collo. Il cadavere mozzato ricadde
a terra, ma nemmeno da questa ferita usc sangue: sembrava cauterizzata.
Dietro di te! grid Cristina.
Diego ruot su se stesso. Alle sue spalle c'erano altri due Seguaci che stavano cercando di
afferrarlo. Girandosi form un arco fulmineo, e con l'ascia recise entrambe le teste.
Emma sent un rumore dietro di s. Calcol in un attimo dove potesse trovarsi il Seguace,
quindi salt, si gir, tir un calcio e lo butt a terra. Era il clarinettista con i capelli ricci. Piomb su di
lui con Cortana, e gli stacc la testa di netto.
Le venne in mente quando lui le aveva fatto l'occhiolino al Teatro della Mezzanotte. "Non ho
mai saputo come si chiamava" pens, poi si volt dall'altra parte.
La stanza era in preda al caos. Proprio come Malcom doveva aver desiderato, gli
Shadowhunters avevano abbandonato il perimetro del cerchio di protezione per tenere a bada i Seguaci.
Lo stregone stava ignorando tutto quello che gli succedeva attorno: aveva afferrato il
candelabro con le Mani della Gloria e ora lo stava portando verso il tavolo. Lo pos accanto a Tavvy,
che continuava a dormire con le guance accese di rosa.
Dru era corsa da Diana e stava facendo di tutto per aiutarla a rimettersi in piedi. Quando una
Seguace si avvicin, Dru si volt di scatto e la trapass con la sua lama. Emma la vide deglutire quando
il cadavere della nemica si accasci a terra, e cap che quella era la prima volta che Drusilla uccideva
qualcuno in battaglia  anche se quel qualcuno, in teoria, era gi morto.
Livvy stava combattendo in maniera straordinaria, facendo finte e parate con la sua sciabola per
spingere i Seguaci verso Ty. Lui aveva una spada angelica, che gli brillava luminosa dentro al pugno.
Quando un Seguace biondo tent di attaccarlo, Ty gli infilz il collo da dietro.
Appena la spada entr in contatto con la carne si sent uno sfrigolio e il Seguace inizi a
bruciare. Barcoll all'indietro, facendo il gesto di toccarsi la pelle, poi croll a terra.
Spade angeliche! grid Emma. Usate le spade angeliche!
La grotta si riemp di bagliori intensi, ed Emma ud il mormorio di voci che chiamavano i nomi
degli angeli. Jophiel, Remiel, Duma. Attraverso quella nuvola di luce, vide Malcom che passava una
mano sulla lama del pugnale piegato, raddrizzandola sotto le sue dita e facendola tornare affilata come
prima. Appoggi la punta dell'arma alla gola di Tavvy e la fece scorrere verso il basso, aprendo la
maglietta di Batman indossata dal piccolo. Il cotone consumato si strapp, arricciandosi ai bordi e
rivelando un torace stretto e vulnerabile.
Emma ebbe l'impressione che il mondo le stesse scivolando da sotto i piedi. Nel caos di quella
stanza, stava continuando a combattere, con la spada angelica che fiammeggiava quando la affond
prima dentro un Seguace, poi due, poi tre. I corpi le si accartocciavano attorno.
Cerc di farsi strada verso Tavvy, e in quel momento sent la voce di Julian. Si gir subito, ma
non lo vide. Eppure la sua voce le risuonava forte e chiara nelle orecchie, e diceva: "Emma, Emma,
spostati di lato, via dal tunnel".
Lo fece, schivando il corpo di un Seguace sconfitto, e in quell'istante ud un nuovo suono: un
poderoso scalpitio di zoccoli. A quel punto un fragore perfor la stanza, una via di mezzo fra un ululato
e lo schianto di un'enorme campana, rimbalz contro le pareti producendo un eco brutale, e persino
Malcom alz lo sguardo.
Lancia di Vento si stava riversando dalla bocca del tunnel. Sulla sua groppa c'era Julian, che le
teneva le mani affondate nella criniera. Mark era seduto dietro di lui, e gli stava aggrappato alla cintura.
Sembrarono una cosa sola quando Lancia di Vento spicc un balzo in avanti.
Malcom rimase a bocca aperta mentre il cavallo si scagliava in aria infrangendo la barriera di
protezione, e nell'istante in cui oltrepass il tavolo, Julian si lanci gi e atterr pesantemente sulla
superficie di pietra accanto a Tavvy. Emma sent lo shock devastante del dolore di lui dentro le proprie
ossa.
Mark invece mantenne la posizione in groppa a Lancia di Vento, che atterr dall'altra parte del
cerchio. Adesso il cerchio stesso, ormai varcato, iniziava a contorcersi come un serpente luminoso, con
le rune che divampavano l'una dopo l'altra e poi si spegnevano.
Julian si stava rialzando sulle ginocchia. Malcom ringhi e raggiunse Tavvy... ma in quel
momento una figura piovve dal soffitto e lo scaravent al suolo.
Kieran. I capelli gli brillavano di una sfumatura verde bluastra mentre sollevava una spada della
stessa tonalit marina. Atterr sul petto di Malcom, ma lui alz le mani, e dai palmi gli esplose una luce
porpora scuro capace di far cadere a terra il principe delle fate. Quando lo stregone si rialz in piedi,
aveva il viso contorto in un ghigno colmo d'odio; tese un braccio con l'intenzione di trasformare
Kieran in polvere.
Ma Lancia di Vento eman un potente nitrito. Si gir, sollev gli zoccoli anteriori e li piant
nella schiena dello stregone. Mark riusc a non perdere l'equilibrio. Malcom fece un volo; il cavallo,
con gli occhi rossi spalancati, indietreggi e sbuff dalle narici. Mark si sporse aggrappandosi a un
ciuffo di criniera e tese una mano a Kieran.
Su disse. Kieran, dammi la mano.
Kieran obbed e Mark lo aiut a rimettersi in piedi, tirandolo in groppa a Lancia di Vento;
insieme la fecero voltare e puntarono dritti contro un manipolo di Seguaci: il cavallo li disperse, e loro
finirono i nemici a colpi di spada.
Malcom si stava trascinando in piedi. La sua giacca, un tempo bianca, ora era tutta sporca e
chiazzata di sangue. Inizi a dirigersi verso il tavolo, dove Julian era chino sopra Tavvy per cercare di
rompere le catene che lo imprigionavano. Il cerchio di protezione attorno a loro crepitava ancora.
Emma fece un respiro profondo e corse in quella direzione, spiccando un balzo in aria.
Sent uno schiocco ondeggiante di elettricit mentre attraversava il cerchio infranto, si
accovacciava e prendeva lo slancio verso l'alto. Atterr sul tavolo piegata sulle ginocchia, accanto a
Julian.
Spostati! fu l'unica cosa che riusc a gridargli. Julian, spostati!
Lui rotol via dal fratello, bench  Emma ne era sicura  fosse l'ultima cosa che avrebbe
voluto fare. Scivol fino al bordo del tavolo e si mise sulle ginocchia, tenendosi da parte. Fidandosi di
Emma. Lasciandole spazio.
Una spada forgiata da Wayland il Fabbro pu tagliare qualsiasi cosa.
Emma abbatt Cortana a pochi centimetri dal polso di Tavvy. La lama fendette la catena, che si
apr con un clangore fragoroso. Sent Malcom gridare, e un flash di fuoco viola attravers la stanza.
Torn a colpire con Cortana, spezzando le altre catene che imprigionavano Tavvy al tavolo.
Vai! grid a Julian. Portalo via da qui!
Julian prese Octavian tra le braccia; era completamente inerme e aveva gli occhi rovesciati
all'indietro. Salt con lui gi dal tavolo.
Emma non lo vide svanire dentro al tunnel, perch si era gi voltata. Mark e Kieran erano tenuti
in trappola da un gruppo di Seguaci a un'estremit della stanza, Diego e Cristina a un'altra. Malcom si
stava avvicinando a Ty e Livvy. Alz di nuovo la mano e una figura gli vol contro con una spada
angelica in mano.
Era Dru.
Stai lontano da loro! grid, con l'arma che brillava tra lei e il suo avversario. Stai lontano
dai miei fratelli!
Malcom ringhi e le punt contro un dito arcuato: una corda di luce purpurea si avvolse attorno
alle gambe di Dru, facendole perdere l'equilibrio. Anche la spada angelica rotol via, crepitando sulla
pietra. Ho ancora bisogno del sangue dei Blackthorn disse Malcom, chinandosi sulla ragazza. E il
tuo andr bene quanto quello del tuo fratellino. Anzi, si direbbe che tu ne abbia molto di pi...
Basta! grid Emma.
Malcom alz lo sguardo su di lei. E rimase di ghiaccio. Emma era in piedi sul tavolo di pietra:
in una mano teneva Cortana, nell'altra il candelabro con le Mani della Gloria.
Ti ci  voluto un sacco di tempo per raccoglierle, eh? gli disse con voce fredda. Le mani di
tredici assassini. Non  stata esattamente un passeggiata.
Malcom lasci andare Dru, e lei sgattaiol via verso l'estremit opposta della stanza, tastandosi
disperatamente la cintura per prendere un'altra arma. Il volto di Malcom si contorse. Ridammele
ordin, minaccioso.
Richiamali gli disse lei. Richiama tutti i tuoi Seguaci e io ti ridar le tue Mani della Gloria.
Malcom le punt addosso uno sguardo feroce. Privami della possibilit di riavere Annabel e
pagherai con il tormento sentenzi.
Non sar peggio del tormento che provo ascoltando le tue parole ribatt Emma. Richiamali,
altrimenti faccio a pezzettini queste mani schifose. Rinsald la presa su Cortana. Poi vediamo se
riuscirai a fare un incantesimo con i coriandoli.
Malcom perlustr la stanza con lo sguardo. La caverna era disseminata di corpi inerti, ma alcuni
Seguaci erano ancora in piedi e chiudevano Diego e Cristina in un angolo. Mark e Kieran erano in
groppa a Lancia di Vento, intenti a menare colpi a destra e a sinistra con le loro armi; gli zoccoli del
cavallo erano macchiati di sangue rosso bruno.
Lo stregone serr i pugni lungo i fianchi. Si gir e pronunci con disprezzo qualche parola in
greco, e a quel punto i Seguaci superstiti iniziarono a cadere a terra accasciandosi. Diego e Cristina si
precipitarono da Dru; Kieran fece fermare Lancia di Vento mentre i morti morivano per la seconda
volta.
Malcom corse verso il tavolo. Emma lo attravers in lunghezza, salt gi e atterr
morbidamente sul pavimento. Poi continu la sua corsa.
Punt verso le file di sedili dei Seguaci, attravers il corridoio nel mezzo, si tuff nell'ombra. Il
debole bagliore di Cortana le forniva abbastanza luce da permetterle di intravedere un passaggio buio
tra le rocce che serpeggiava nelle viscere della collina.
Si butt al suo interno. L'unico chiarore era fornito dal muschio che brillava sulle pareti; le
sembr di distinguere un luccichio lontano, perci and avanti, anche se correre con quel pesante
candelabro in mano iniziava a farle male al braccio.
Il corridoio si apr su un bivio: sentendo dei rumori alle sue spalle, Emma si gett a sinistra;
dopo aver percorso pochi metri soltanto, davanti si ritrov un muro di vetro.
L'obl. Adesso era pi grande, occupava quasi una parete intera. La massiccia leva che
ricordava era ancora l accanto, sporgeva dalla roccia. L'obl brillava dall'interno come un enorme
acquario.
Dietro al portellone riusciva a vedere l'oceano, di un verde azzurro luminoso. C'era un pesce,
c'erano alghe che fluttuavano, strane luci e colori...
Oh, Emma, Emma disse la voce di Malcom alle sue spalle. Hai preso la strada sbagliata,
vero? Ma si potrebbe dire lo stesso anche per gran parte della tua vita.
Si gir e minacci lo stregone con il candelabro. Stammi lontano!
Hai idea di quanto siano preziose quelle mani? Per ottenere il massimo della potenza dovevano
essere amputate subito dopo gli omicidi. Organizzare le uccisioni  stato frutto di abilit, audacia e
tempismo. Non puoi neanche immaginare quanto abbia trovato irritante vedermi portare via Sterling
prima che potessi prendergli la mano. Belinda ha poi dovuto portarmi sia la destra che la sinistra, cos
avrei capito io quale delle due fosse stata usata per uccidere. E poi Julian che mi chiama per chiedermi
aiuto... Un colpo di fortuna, devo ammetterlo.
Non  stata fortuna. Noi ci fidavamo di te.
E io una volta mi fidavo degli Shadowhunters. Capita a tutti di sbagliare.
"Continua a farlo parlare" si disse Emma. "Gli altri mi seguiranno." Johnny Rook ha detto che
sei stato tu a chiedergli di farmi la soffiata sul cadavere al Sepulchre pronunci ad alta voce. Perch?
Perch mettermi sulle tue tracce?
Malcom fece un passo avanti. Emma diede una stoccata con il candelabro e lui alz le mani
come per calmarla. Avevo bisogno di tenerti distratta. Di farti concentrare sulle vittime, non sugli
assassini. E poi dovevi essere al corrente della situazione prima che la delegazione delle fate bussasse
alla vostra porta.
E ci hai chiesto di indagare sugli omicidi che commissionavi tu? Per quale motivo, scusa?
Avevo la certezza assoluta che il Conclave ne sarebbe rimasto fuori. I singoli Shadowhunters
non mi spaventano, Emma. Ma tutta la baraonda insieme potrebbe essere una vera... baraonda,
appunto. Conosco Iarlath da molto tempo. Sapevo che aveva dei contatti nella Caccia Selvaggia e
sapevo che loro possedevano qualcosa in grado di spingervi a smuovere terra e cielo pur di tenere
all'oscuro di tutto il Conclave e i Fratelli Silenti. Non ho niente di personale contro Mark: almeno le
sue origini Blackthorn sono diluite da un po' di sano e valido sangue di Nascosto. Ma io conosco
Julian. So a cosa avrebbe dato la priorit, e non sarebbero stati n la Legge n il Conclave.
Ci hai sottovalutati gli disse Emma. Lo avevamo capito. Avevamo capito che eri tu.
Ho pensato che avrebbero potuto mandarvi un Centurione, ma non qualcuno che conoscevate
gi. Quello non lo avrei mai immaginato. Vi siete fidati di lui abbastanza da coinvolgerlo nonostante
Mark. Quando ho visto quel Rosales ho capito che non mi restava pi molto tempo: dovevo
immediatamente prendere Tavvy. Per fortuna ho potuto contare sull'aiuto di Iarlath, che  stato
impagabile... Ah! Ho saputo delle frustate. Mi dispiace molto. Iarlath ha i suoi modi per divertirsi, e
non sono uguali ai miei.
Ti dispiace? Emma lo fissava incredula. Hai ucciso i miei genitori e adesso ti stai...
scusando? Preferirei farmi dare altre mille frustate e riaverli con me.
So a cosa stai pensando. Voi Shadowhunters ragionate tutti alla stessa maniera. Ma io ho
bisogno che capiate... Malcom si interruppe, e i muscoli del viso gli si contrassero. Se voi capiste,
non mi biasimereste.
E allora raccontami cos' successo lo incoraggi Emma. Guardando il corridoio alle spalle di
lui, ebbe l'impressione di riconoscere delle sagome in lontananza. Se lei fosse riuscita a farlo parlare, e
gli altri a sorprenderlo da dietro... Sei andato nel Regno delle Fate quando hai scoperto che Annabel
non era una Sorella di Ferro disse. Quando hai scoperto che era stata uccisa.  cos che hai
conosciuto Iarlath?
Allora lui era il braccio destro del Re Unseelie rispose Malcom. Quando ci sono andato,
sapevo che il Re avrebbe potuto farmi uccidere: l non amano molto gli stregoni. Per non me ne
importava. E quando il Re mi ha chiesto un favore, io gliel'ho fatto. Lui in cambio mi ha dato la
filastrocca, creata apposta per resuscitare la mia Annabel. Sangue dei Blackthorn. Sangue al sangue,
ecco cos'ha detto il Re.
Allora perch non l'hai evocata subito? Perch aspettare?
La magia delle fate e quella degli stregoni sono molto diverse.  stato come tradurre da
un'altra lingua. Ci ho messo anni a decifrare quei versi, dopodich ho capito che mi stavano dicendo di
cercare un libro. Per poco non sono uscito di testa. Anni di traduzione per avere tra le mani solo un
indovinello su un libro... Le lanci uno sguardo penetrante, come se volesse davvero che lei capisse.
 stato solo un caso se si  trattato dei tuoi genitori riprese. Sono tornati all'Istituto mentre io ero l.
Ma non ha funzionato. Ho fatto tutto quello che diceva il libro di incantesimi, ma Annabel non si 
mossa.
I miei genitori...
Il tuo amore per loro non era pi grande del mio nei confronti di Annabel. Stavo cercando di
fare le cose giuste. Non si  mai trattato di far del male a te, io non odio i Carstairs. I tuoi genitori sono
stati un sacrificio.
Malcom...
Si sarebbero sacrificati da soli, no? disse, come per proporre un ragionamento sensato. Per il
Conclave? Per te?
Emma si sent travolgere da una collera frastornante. Restare ferma era l'unica cosa che poteva
fare. E cos hai aspettato cinque anni? chiese con voce strozzata. Perch cinque?
Ho aspettato finch non sono stato certo di aver preparato l'incantesimo a dovere. Ho usato
quel tempo per imparare. Per costruire. Ho portato via il corpo di Annabel dal suo sepolcro e l'ho
trasferito alla convergenza. Ho creato i Seguaci del Guardiano. Belinda  stata la prima assassina. Ho
seguito il rituale  bruciando e annegando i corpi, coprendoli di scritte  e ho sentito Annabel
muoversi. Gli occhi di Malcom brillarono di un viola-azzurro spaventoso. Sapevo che la stavo
resuscitando. E che dopo nessuno avrebbe mai potuto fermarmi.
Ma perch quelle scritte? Emma premette la schiena contro al muro. Il candelabro era
pesante, e il braccio le pulsava. Perch la poesia?
Perch era un messaggio! grid Malcom. Emma, per essere una persona che ha parlato tanto
di vendetta, che l'ha vissuta e respirata, non mi sembra che tu ne capisca molto. Avevo bisogno che gli
Shadowhunters sapessero. Avevo bisogno che i Blackthorn sapessero, una volta morto il pi giovane di
loro, chi aveva inferto il colpo letale. Quando qualcuno ti ha fatto un torto, non basta che questo soffra.
Deve guardarti in faccia e sapere perch sta soffrendo. Io avevo bisogno che il Conclave decifrasse
quel poema e capisse esattamente chi sarebbe stato strumento della loro distruzione.
Distruzione? Emma non riusc a trattenere un'eco di incredulit. Tu sei fuori di testa.
Uccidere Tavvy non avrebbe distrutto i Nephilim. E nessuno di loro che sia ancora in vita sa niente
della storia di Annabel...
E come credi che mi faccia sentire, questo?! grid lui. Il suo nome dimenticato? Il suo
destino sepolto? Gli Shadowhunters l'hanno trasformata in un racconto. Credo che diversi suoi parenti
siano impazziti... Non potevano sopportare il peso di ci che avevano fatto, il peso di quel segreto.
"Continua a farlo parlare" pens Emma. Se era un segreto cos grande, come faceva Poe a
sapere? La poesia, Annabel Lee...
Qualcosa balen in fondo agli occhi di Malcom, qualcosa di oscuro e misterioso. Quando l'ho
sentita, ho pensato che fosse una disgustosa coincidenza. Per mi ossessionava. Sono andato a parlare
con il poeta, ma era morto. Annabel  stata la sua ultima opera. Aveva la voce intristita dal ricordo.
Gli anni passavano, e io pensavo che lei fosse nella Citt di Diamante. Era l'unica cosa che mi dava
conforto, pensare che fosse viva da qualche parte. Quando ho scoperto la verit, non volevo crederci,
ma  stata la poesia a dimostrare i fatti: Poe aveva scoperto la verit dai Nascosti, prima di me. Sapeva
che io e Annabel ci eravamo amati fin da bambini, che lei avrebbe dovuto lasciare i Nephilim per me,
ma che la sua famiglia era venuta a saperlo e aveva deciso che la morte fosse meglio di una vita con
uno stregone. L'avevano rinchiusa in un sepolcro vicino al mare della Cornovaglia, murandola viva. In
seguito, quando ho trasferito il suo corpo, ho voluto tenerlo vicino all'oceano. Lei aveva sempre amato
l'acqua.
Ora Malcom stava singhiozzando. Emma, incapace di muoversi, lo fissava: il dolore che lui
provava era vivido e reale, come se avesse parlato di cose successe solo il giorno prima.
Mi hanno detto che era diventata una Sorella di Ferro. Mi hanno mentito tutti: Magnus,
Catarina, Ragnor, Tessa. Corrotti dagli Shadowhunters, invischiati nelle loro bugie! E io, ignaro di
tutto, che piangevo per lei, finch alla fine ho scoperto la verit...
A un tratto delle voci riecheggiarono nella grotta, ed Emma riconobbe un rumore di passi che
correvano. Malcom fece schioccare le dita e, nel tunnel alle sue spalle, sfavill una luce violacea la cui
iridescenza si spense gradualmente, solidificandosi in un muro.
Il suono di voci e passi svan: ora Emma si trovava da sola con Malcom dentro una camera
sigillata.
Indietreggi tenendo stretto il candelabro. Guarda che ti distruggo le mani lo mise in guardia,
mentre il cuore le pulsava forte. Giuro che lo faccio.
Dalla punta delle dita di lui scintill un fuoco scuro. Potrei lasciarti andare le disse. Lasciarti
vivere. Andandotene a nuoto come hai gi fatto. Potresti portare il mio messaggio... il mio messaggio
per il Conclave.
Non ho bisogno che mi lasci andare. Emma stava ansimando. Preferirei combattere.
Il sorriso dello stregone era contorto, quasi dispiaciuto. Emma. Tu e la tua spada, non importa
che storia abbia, non siete all'altezza di uno stregone.
Che cosa vuoi da me? gli chiese alzando la voce, che riecheggi contro le pareti della grotta.
Che cosa vuoi, Malcom?
Voglio che tu capisca le disse lui a denti stretti. Voglio che qualcuno dica al Conclave di
cosa sono responsabili, voglio che sappiano di avere le mani sporche di sangue, voglio che sappiano
perch.
Emma lo fiss: quella di Malcom era una figura sottile, allungata, con una giacca bianca
macchiata e delle scintille che gli ballavano lungo la punta delle dita. Le faceva paura e la rattristava
allo stesso tempo.
I tuoi motivi non contano gli disse infine. Forse avrai agito anche in nome dell'amore, ma se
pensi che questo faccia la differenza, allora non sei tanto migliore del Conclave.
Malcom le and vicino... ed Emma gli scagli addosso il candelabro. Lui si pieg e riusc a
schivarlo, lasciando che colpisse il pavimento di pietra con clangore metallico. All'urto, le dita delle
mani amputate sembrarono ripiegarsi su se stesse come per proteggersi. Emma distanzi i piedi
ripensando a quando, anni prima a Idris, Jace Herondale le aveva mostrato la posizione giusta per
evitare di essere spinti a terra.
Strinse l'elsa di Cortana con due mani, e in quell'istante ripens a Clary Fairchild e alle parole
che le aveva detto a Idris, quando aveva dodici anni. "Gli eroi non sempre sono quelli che vincono.
Sono quelli che perdono, a volte. Per continuano a combattere, continuano a provarci. Non si
arrendono. Ed  questo che fa di loro degli eroi."
Salt addosso a Malcom tenendo alta Cortana. Lui reag con un secondo di ritardo, ma poi le
punt contro le mani e fece partire dalle dita una luce che sfrigol di oro e viola.
Quell'attimo di esitazione le permise di abbassarsi. Si volt e sollev Cortana sopra la testa,
usandola come scudo contro la magia. Si butt di nuovo su Malcom e lui fece in tempo a spostarsi, ma
non prima che fosse riuscita a squarciargli la manica poco sopra il gomito. Lo stregone sembr
accorgersene a malapena.
La morte dei tuoi genitori  stata necessaria le disse. Dovevo vedere se il libro funzionava.
No, invece gli ringhi contro lei, brandendo Cortana. Non avresti dovuto cercare di
resuscitare i morti.
Se Julian morisse, tu non proveresti a farlo tornare? le chiese Malcom sollevando appena le
sopracciglia, ed Emma indietreggi come se avesse appena ricevuto uno schiaffo. Non riporteresti in
vita tuo padre e tua madre? Ah, per te  facile. Per te e per tutti gli Shadowhunters. Ve ne state l a fare
i moralisti come se foste migliori di tutti noi...
E io lo sono. Sono migliore di te. Perch non sono un'assassina, Malcom.
Si accorse con stupore che quella frase aveva avuto effetto sullo stregone, che aveva sussultato
come se mai avesse immaginato di poter essere definito "assassino". Si scagli in avanti, con Cortana
tesa di fronte a s. La lama penetr il petto di Malcom, aprendogli la giacca, e... incontr un ostacolo
che la fece fermare. Come se avesse tentato di trafiggere un macigno.
Emma lanci un urlo di dolore mentre una sensazione simile a una scarica elettrica le risaliva su
per il braccio. Sent Malcom ridere, e dalle dita gli vide uscire un'onda di energia che la travolse: venne
sollevata e scaraventata all'indietro, colpita dalla magia come un pannello di carta trapassato da un
proiettile. And a sbattere contro la pietra sconnessa della grotta con Cortana ancora stretta dentro al
pugno inerte.
Un dolore rosso le appann la vista. Attraverso quella nebbia, vide Malcom troneggiare sopra di
lei. Oh, che cosa preziosa! sorrise. Che cosa straordinaria. Quella era la mano di Dio, Emma! Apr
di scatto la giacca, ed Emma vide che cosa aveva colpito Cortana: il Volume Nero, infilato in una tasca
interna.
La spada le cadde di mano, e il metallo risuon contro la pietra. Lei si tir con fatica sui gomiti
proprio mentre Malcom si chinava a raccogliere il candelabro. Guard prima quello e poi lei, sempre
con lo stesso sorriso stampato in faccia.
Grazie le disse. Sarebbe stato molto difficile sostituire queste Mani della Gloria. E ora il
sangue dei Blackthorn... Sar facile.
Stai alla larga da loro lo minacci Emma, terrorizzata dalla debolezza della propria voce. Che
cosa le aveva fatto il Volume Nero? Si sentiva come se le avessero schiacciato il petto sotto un rullo
compressore, il braccio le bruciava e le faceva male.
Tu non sai nulla ringhi Malcom. Tu non sai che mostri sono.
Allora tu... tent di dirgli, riuscendo a produrre poco pi di un sussurro ... li hai sempre
odiati? Julian e gli altri?
Sempre disse. Anche quando sembrava che volessi bene a tutti loro.
Il braccio di Emma non smetteva di bruciare: la tormentava come se le avessero inciso la carne
fino all'osso. Cerc di non darlo a vedere.  tremendo, Malcom. Non  colpa loro, non puoi incolparli
dei peccati commessi dai loro antenati!
Il sangue  sangue le disse. Siamo tutti quello che siamo nati per essere. Io sono nato per
amare Annabel, e lei mi  stata tolta. Ora vivo solo per la vendetta, proprio come te, Emma. Quante
volte mi hai detto che l'unica cosa che volevi dalla vita era uccidere l'assassino dei tuoi genitori? A
cosa saresti disposta a rinunciare per riuscirci? Rinunceresti ai Blackthorn? Rinunceresti al tuo prezioso
parabatai? Quello di cui sei innamorata? Gli occhi dello stregone luccicavano mentre lei scuoteva la
testa per negare. Oh, ti prego. Non mi  mai sfuggito il modo in cui vi guardavate. E poi Julian mi ha
detto che la tua runa lo aveva guarito dal veleno di belladonna: ma non esiste una normale runa degli
Shadowhunters capace di una cosa del genere.
Questo non... Non prova niente... Emma era senza fiato.
Prove? Ti servono le prove? Vi ho visti, voi due. Sulla spiaggia, mentre dormivate abbracciati.
Sono rimasto in piedi accanto a voi e ho pensato a quanto sarebbe stato facile uccidervi. Ma poi mi
sono reso conto che sarebbe stato un gesto troppo misericordioso da parte mia, o no? Uccidervi mentre
eravate l'uno nelle braccia dell'altra? C' un motivo se non ci si pu innamorare del proprio parabatai,
Emma. E quando scoprirai di cosa si tratta, conoscerai la crudelt degli Shadowhunters proprio come
l'ho conosciuta io.
Sei un bugiardo gli disse con un filo di voce, smorzando la frase in un mormorio sommesso.
Il dolore al braccio era sparito. Pens a quando le persone che avevano rischiato di morire dissanguate
dicevano che, negli ultimi istanti, tutto il dolore svaniva...
Malcom le si inginocchi accanto sorridendo. Le diede una lieve pacca sulla mano sinistra, e lei
sent le dita contrarsi. Lascia che ti dica una verit prima che tu muoia, Emma.  un segreto sui
Nephilim. Loro odiano l'amore, l'amore umano, perch sono nati dagli angeli. E anche se Dio ha
incaricato gli angeli di prendersi cura degli umani, loro rimangono la sua prima creazione, e hanno
sempre odiato la seconda. Ecco perch Lucifero  caduto. Lui era un angelo che non voleva inchinarsi
all'umanit, figlia prediletta di Dio. L'amore  la debolezza degli esseri umani, e gli angeli li
disprezzano per questo. Lo stesso fa il Conclave, quindi lo punisce. Sai cosa succede ai parabatai che
si innamorano? Sai perch  proibito?
Emma fece di no con la testa.
La bocca di lui si contrasse in un sorriso. E in quell'espressione ci fu qualcosa, qualcosa di cos
fragile eppure cos colmo di odio profondo, che la fece rabbrividire come nessun altro dei suoi sorrisi.
Quindi non hai idea di cosa risparmierai, morendo, al tuo amato Julian le disse. Pensa a questo,
mentre la vita abbandona il tuo corpo. In un certo senso, la tua morte  un atto di clemenza. Alz una
mano, e del fuoco violaceo inizi a crepitargli fra le dita.
Le scagli contro la sua magia. Lei alz il braccio: quello su cui Julian aveva inciso la runa di
Resistenza, quello che stava bruciando, soffrendo e le stava chiedendo di essere usato dal momento in
cui aveva colpito il Volume Nero.
Il fuoco glielo invest: fu come ricevere un forte colpo, ma niente di pi. Adesso la runa di
Resistenza le pulsava con il proprio potere in tutto il corpo, e insieme a quel potere cresceva la rabbia.
Rabbia per il fatto di sapere che Malcom le aveva ucciso i genitori, rabbia per gli anni sprecati a
cercare il loro assassino quando in realt ce l'aveva sempre avuto sotto agli occhi, rabbia per ogni volta
che Malcom aveva sorriso a Julian o preso in braccio Tavvy quando invece il suo cuore traboccava
odio, rabbia per l'ennesima cosa sottratta ai Blackthorn.
Afferr Cortana e si mise di colpo sulle ginocchia; i capelli le ondeggiarono quando conficc la
lama nel ventre di Malcom.
Questa volta non ci furono Volumi Neri a parare il colpo: sent la spada che penetrava, la sent
lacerare la pelle e oltrepassare le ossa. Vide la sua punta sbucare dalla schiena dello stregone, vide la
giacca bianca di lui inzupparsi di sangue rosso.
Balz in piedi e sfil la lama. Malcom emise un verso soffocato. Il sangue stava colando a terra,
scorrendo sulla pietra e imbrattando le Mani della Gloria.
Questo  per i miei genitori disse, sbattendo il corpo dello stregone contro la parete di
ghiaccio con tutta la forza che aveva in corpo.
Sent le costole di lui che schioccavano mentre il vetro alle loro spalle si incrinava. L'acqua
inizi a riversarsi dalle crepe e gli schizzi le colpirono la faccia, salati come lacrime.
Ti svelo la maledizione dei parabatai fece Malcom, a corto di fiato. Il Conclave non te ne
parlerebbe mai,  proibito. Se mi uccidi, non saprai mai...
Con la mano sinistra, Emma abbass la leva.
Si butt dietro al portellone di vetro mentre questo si spalancava lasciando esplodere la
corrente, che si mosse come una creatura vivente  come una mano, fatta di acqua, formata
dall'oceano; circond Malcom, e per un attimo di gelo lei lo vide chiaramente mentre lottava con
deboli movimenti dentro la morsa di un mulinello d'acqua... acqua che si riversava sul pavimento,
acqua che lo ghermiva, acqua che lo accerchiava come una rete indistruttibile.
La marea lo sollev completamente; Malcom lanci un grido di terrore mentre l'oceano lo
prendeva e lo risucchiava al suo interno, dopodich il portellone di vetro si richiuse sbattendo.
Il silenzio che l'acqua lasci dietro di s fu assordante. Esausta, Emma scivol gi lungo il
portellone; attraverso il vetro vedeva l'oceano, color del cielo notturno. Il corpo di Malcom era una
stella pallida nell'oscurit, fluttuava tra le alghe... A un tratto un artiglio scuro e affilato si protese in
avanti, attraverso le onde, e lo afferr per la caviglia. Con un rapido strattone, il corpo venne trascinato
verso il basso e reso invisibile.
Ci fu una scintilla luminosa. Quando Emma si gir, vide che il muro di luce viola nel corridoio
alle sue spalle era scomparso. Gli incantesimi svanivano quando gli stregoni che li avevano evocati
morivano.
Emma! Ud un rumore di passi che si avvicinavano di corsa. Era Julian, che emergeva
dall'ombra. Vide la sua espressione ferita quando la tir a s, aggrappandosi con le mani alla sua tenuta
fradicia e macchiata di sangue. Emma, Dio mio, non riuscivo ad attraversare il muro, sapevo che eri l
dietro ma non potevo salvarti...
S che mi hai salvata gli rispose, con voce roca, tentando di mostrargli la runa di Resistenza
sul braccio. Lui per la stringeva troppo forte per permetterle di muoversi. Davvero. Non lo sai, per
l'hai fatto.
E poi eccole, le voci degli altri che attraversavano il corridoio per raggiungerli. Mark. Cristina.
Diego. Diana.
Tavvy sussurr. ...
 gi fuori con Ty, Livvy e Dru, e sta benissimo. Julian le baci una tempia. Emma disse
sfiorandole le labbra con le proprie e facendole provare una scossa d'amore e di dolore.
Devi lasciarmi andare, non possono vederci cos. Julian, dai gli sussurr.
Lui alz la testa e, con uno sguardo pieno di sofferenza, fece come gli era stato chiesto. Emma
si accorse che quel gesto gli era costato fatica, not il tremore delle sue mani mentre le riabbassava
lungo i fianchi. Lo spazio che si era creato tra loro sembrava lo squarcio tra i lembi di una ferita aperta
nella carne viva.
Stacc lo sguardo da lui, a fatica, e lo pos a terra. Il pavimento era un guazzo di acqua marina
e sangue che arrivava ad altezza caviglia. Da qualche parte, il candelabro di Malcom galleggiava in
superficie.
Era contenta. Il sale avrebbe dissolto quel macabro monumento alla morte, lo avrebbe dissolto e
corroso fino a trasformarlo in ossa bianche che si sarebbero deposte sul fondo del mare come il corpo
di Malcom. Per la prima volta dopo molto tempo, si sent grata all'oceano.
...
.
...
26.
.
GLI ALATI SERAFINI IN CIELO.
.
Ti svelo la maledizione dei parabatai. Il Conclave non te ne parlerebbe mai,  proibito.
Mentre Emma tornava all'aperto sotto il cielo notturno, seguendo gli altri lungo gli umidi
corridoi della convergenza, le parole di Malcom continuavano a risuonarle nelle orecchie. Lei e Julian
stavano camminando lontani di proposito, mantenendo una certa distanza l'uno dall'altra. La
stanchezza e il dolore la stavano rallentando. Cortana era tornata nel fodero, la sentiva ronzare
d'energia; si chiese se avesse assorbito magia da Malcom.
No, non aveva voglia di pensare a lui, ai rivoli rossi del suo sangue che si spandevano come
stendardi nell'acqua scura.
Non aveva voglia di pensare alle cose che le aveva detto.
Fu l'ultima a uscire dalla grotta e a entrare nel buio del mondo esterno. Ty, Livvy e Dru
sedevano a terra con Tavvy. Il piccolo era accoccolato vicino a Liv; era assonnato, ma sveglio. Kieran
si teneva a una certa distanza, e sul viso aveva un'espressione tesa che si sciolse solo in parte quando
Mark riemerse dalla convergenza.
Come sta Tavvy? Tutto bene? chiese Julian raggiungendo i fratelli. Dru salt in piedi e lo
abbracci forte, poi per trattenne il fiato e indic qualcosa.
Nell'aria riecheggi un potente stridore. L'apertura nella collina si stava richiudendo alle loro
spalle come una ferita che si rimarginava. Diana part subito di corsa come se potesse tenere aperto il
varco, ma la roccia si sigill, e lei riusc a togliere la mano appena in tempo per non farsela stritolare.
Non puoi fermarla disse Kieran. L'apertura e il sentiero all'interno erano opera di Malcom,
non cunicoli naturali della collina. Adesso che lui  morto, i suoi incantesimi si stanno dissolvendo.
Forse esiste un altro ingresso, in un altro punto di convergenza delle linee di energia. Ma questa porta
non si riaprir mai pi.
Come fai a sapere che  morto? gli chiese Emma.
L'ho capito dalle luci gi in citt rispose lui. Il... Non so che parola mondana usate voi per
descriverlo...
Blackout disse Mark. Il blackout  passato. Ed era stato l'incantesimo di Malcom a causarlo,
quindi...
Significa che adesso  tornato il segnale, sui cellulari? chiese Ty.
Aspettate, controllo. Julian prese il telefono e se lo port all'orecchio. Emma pens di avergli
sentito pronunciare il nome di zio Arthur, ma non ne era certa, e poi lui si allontan prima che potesse
carpire altre parole.
Diego e Cristina avevano raggiunto Livvy, Ty e Dru. Lei era china su Tavvy, e lui stava
cercando qualcosa dentro la propria giacca della tenuta. Emma and verso di loro e, quando fu pi
vicina, si accorse che Diego teneva in mano una fiaschetta d'argento.
Non vuoi fargli bere qualcosa di alcolico, vero? disse Emma.  un po' troppo giovane!
Diego rote gli occhi.  una pozione energizzante fatta dai Fratelli Silenti. Potrebbe servire a
contrastare qualsiasi cosa Malcom gli abbia dato per intorpidirlo.
Livvy gli tolse la fiaschetta dalle mani e ne assaggi il contenuto; annu e lo vers
delicatamente in bocca al fratellino. Lui bevve riconoscente, ed Emma si inginocchi per fargli una
carezza sulla guancia.
Ehi, stai bene?
Tavvy batt le palpebre e le sorrise: sembrava Julian da piccolo. Prima che il mondo lo
cambiasse. Il mio migliore amico e il mio pi grande amore.
Emma pens a Malcom. La maledizione dei parabatai... Con il cuore che le faceva male, baci
la morbida guancia da bambino di Tavvy e si rimise in piedi, trovandosi Cristina dietro le spalle.
Il braccio sinistro la sent dire in tono gentile mentre veniva presa da parte. Potresti
stenderlo?
Emma obbed e si accorse di avere la pelle del polso e della mano rossa e piena di vesciche,
come dopo un'ustione.
Cristina scosse la testa ed estrasse lo stilo dalla giacca. Ci sono stati alcuni minuti, mentre eri
dietro al muro creato da Malcom, in cui ho pensato che non saresti pi uscita.
Emma si appoggi alla sua spalla con la testa. Mi dispiace.
Lo so. Cristina sollev la manica di Emma. Ti servono delle rune di Guarigione.
Lo stilo le scorreva sulla pelle, ed Emma era felice che Cristina fosse l con lei. Be',  stato
strano rimanere intrappolata l dentro con Malcom disse. In pratica voleva raccontarmi di Annabel.
E la cosa strana  che... mi  dispiaciuto per lui.
Non  strano.  una storia terribile: n lui n Annabel avevano fatto niente di male. Vedere la
persona che ami punita e torturata a quella maniera... Pensare che ti ha abbandonato e poi scoprire che
sei stato tu ad abbandonare lei... Cristina rabbrivid.
Non l'avevo pensata in quel modo. Secondo te lui si sentiva in colpa?
Sono sicura di s. Sarebbe stato cos per chiunque.
Emma ripens ad Annabel e prov una fitta di dispiacere. Lei non aveva colpe, era una vittima.
Sper che non si fosse mai resa conto di niente, che non si fosse mai resa conto degli sforzi di Malcom
per resuscitarla. Gli ho detto che non era migliore del Conclave, e in effetti mi  sembrato colpito.
Nessuno  mai il cattivo della propria storia. Cristina la lasci andare, soffermandosi a
esaminare il lavoro compiuto. Emma sentiva che il dolore al braccio si stava gi affievolendo; sapeva
che una runa disegnata da Julian avrebbe agito pi in fretta, ma dopo quello che era successo con la
runa di Resistenza non si fidava a farsene tracciare altre da lui davanti a tutti.
Julian. Lo vedeva, dietro le spalle di Cristina, vicino alla macchina. Aveva il telefono premuto
all'orecchio; in quell'istante tocc lo schermo e se lo rimise in tasca.
Ma quindi il cellulare prende? chiese Ty. Chi stavi chiamando?
La pizza gli rispose il fratello.
Lo fissarono tutti. Anche Julian, come loro, era ridotto male: un lungo graffio sulla guancia, i
capelli scompigliati... Al chiarore della luna, aveva gli occhi del colore di un fiume sotterraneo.
Ho pensato che magari avevate fame disse con quella calma ingannevole che, Emma ne era
sicura, tradiva una discrepanza tra quello che stava accadendo in superficie e quello che gli stava
frullando in testa. Dobbiamo andarcene aggiunse. Il collasso della convergenza significa che il
Conclave riuscir a vedere sulla mappa la magia nera emanata da questo posto. Dubito che saremo soli,
quando torneremo all'Istituto.
Si diedero da fare per mettersi subito in marcia: Livvy tenne Octavian in braccio, sui sedili
posteriori della Toyota, mentre Diana prese a bordo Cristina e Diego sul pick-up, che aveva nascosto in
mezzo a dei cespugli. Kieran offr ancora a Mark di salire su Lancia di Vento, ma lui rifiut.
Voglio affrontare il viaggio con i miei fratelli disse semplicemente.
Julian si volt verso Kieran. Lo sguardo della fata era piatto, distante. Avrebbe voluto poter
vedere ci che suo fratello aveva amato in lui, un Kieran che nei suoi confronti era stato gentile,
affettuoso. Avrebbe voluto essere capace di ringraziarlo per non aver lasciato solo Mark in mezzo alla
Caccia. Avrebbe voluto, anche, provare meno odio dentro al cuore.
Non c' bisogno che torni con noi gli disse. Non abbiamo pi bisogno del tuo aiuto.
Non me ne andr finch Mark non sar al sicuro.
Julian scroll le spalle. Come ti pare. Quando torniamo, non mettere piede dentro l'Istituto
finch non te lo diciamo noi. Saremo nei guai anche solo per il fatto di aver combattuto insieme a te.
La bocca di Kieran si indur. Senza di me, questa notte vi avrebbero sconfitti.
Probabile. Mi ricorder di esserti grato ogni volta che vedr le cicatrici sulla schiena di
Emma.
Kieran incass il colpo. Julian gli volt le spalle e and verso la macchina, ma Diana gli si par
di fronte con una mano alzata. Era avvolta in un pesante scialle e aveva il viso punteggiato di schizzi di
sangue simili a lentiggini chiare.
Pu darsi che il Conclave vi stia gi aspettando disse senza troppi preamboli. Se vuoi, sono
pronta a prendermi la colpa di tutto e rimettermi alla loro clemenza.
Julian rimase a fissarla per un lungo istante. Da quanto tempo ormai viveva secondo regole
ferree... "Proteggi Tavvy, proteggi Livvy e Ty, proteggi Dru. Proteggi Emma." Di recente, poi, la cosa
si era leggermente ampliata: adesso avrebbe protetto Mark, perch era tornato, e anche Cristina, perch
Emma le voleva bene.
Era un tipo di amore che poche altre persone potevano comprendere. Era totalizzante, era
travolgente e poteva essere anche crudele: avrebbe demolito una citt intera, se solo l'avesse sospettata
di essere un potenziale pericolo per la sua famiglia.
Quando hai dodici anni e sei l'unica cosa che evita alla tua famiglia la distruzione totale, non 
facile imparare cosa sia la moderazione.
Prov ora a pensare, con tutto il distacco di cui era capace, cosa sarebbe successo se Diana
avesse cercato di prendersi la colpa: si trastull con l'idea, se la gir e rigir in testa, la respinse. No.
E non lo faccio per gentilezza, ma perch penso che non funzionerebbe.
Julian...
Tu nascondi delle cose. L'Angelo sa che c' dell'altro, un motivo per cui non hai potuto
gestire tu l'Istituto. Non lo dirai, comunque. Sei brava a nascondere, ma non a mentire. A te non
crederebbero, a me s.
Quindi hai gi una storia per loro? gli chiese Diana, spalancando gli occhi.
Lui non rispose.
Diana sospir, stringendosi pi forte dentro le spalle. Sei un bell'elemento, Julian Blackthorn.
Lo prendo come un complimento le disse, anche se ne dubitava fortemente.
Sapevate che stasera sarei stata qui? Pensavate fossi in combutta con Malcom?
Non lo pensavo probabile, Diana. Ma in realt non mi fido ciecamente di nessuno.
Non  vero obiett lei guardando Mark aiutare Emma a salire in macchina; i capelli biondi le
luccicavano come scintille sotto le stelle. Poi torn a rivolgersi a Julian. Meglio se tornate all'Istituto.
Io non sar reperibile fino a domani.
Dir che tu non sapevi niente. Non sarebbe la prima volta che dei ragazzi fanno cose di
nascosto alla loro tutor. E poi tu nemmeno vivi con noi. Sent accendersi il motore della Toyota; gli
altri lo stavano aspettando. Quindi lasci Diego e Cristina da noi e poi torni a casa tua?
Vado in un posto fu la risposta di Diana.
Julian si incammin verso gli altri, poi si ferm, voltandosi per guardarla. Ti  mai capitato di
pentirtene? Di aver deciso di farci da tutor, intendo. Non eri obbligata.
Il vento soffi i capelli neri di lei sul viso. No gli rispose. Sono quella che sono perch ho
fatto parte della vostra famiglia. Non scordartelo mai, Jules. Le scelte che facciamo, fanno noi stessi.
Il viaggio di ritorno fu contrassegnato da stanchezza e silenzio. Ty guardava fuori dal finestrino.
Dru era rannicchiata. Tavvy era sveglio ma non troppo, e teneva la testa appoggiata alla spalla di
Livvy. Emma era accasciata contro uno dei finestrini posteriori con Cortana in mano, i capelli biondi
umidi sparpagliati sul viso e gli occhi chiusi. Mark era seduto stretto contro di lei.
Julian aveva voglia di andarle vicino, di far scivolare una mano dentro la sua, ma non os, non
di fronte agli altri. Per non riusc a evitare di allungare un braccio dal sedile di guida per toccare
quello di Tavvy, quasi per assicurarsi che fosse vivo.
Vivi lo erano tutti, ed era una specie di piccolo miracolo. Julian si sentiva come se ogni nervo
del corpo gli fosse stato strappato dalla pelle; gli sembrava di vedere le terminazioni nervose scoperte,
simili a tanti piccoli sensori che reagivano alla presenza della sua famiglia attorno a s.
Pens a Diana, a quando lei gli aveva detto: Dovrai lasciarli andare.
Era vero, lo sapeva. Un giorno avrebbe dovuto aprire le mani, permettere ai suoi fratelli di
andare liberi incontro al mondo  un mondo che avrebbe lasciato su di loro ferite e lividi, che li avrebbe
buttati a terra senza aiutarli a rialzarsi. S, un giorno avrebbe dovuto farlo.
Ma non ora. Ancora no.
Ty disse. Lo chiam a bassa voce, per non farsi sentire dagli altri sui sedili posteriori.
S? Suo fratello lo guard. Sotto gli occhi aveva delle ombre grigie quanto le iridi.
Avevi ragione. Mi sbagliavo.
A proposito di cosa?
Sul fatto di venire con noi alla convergenza. Hai combattuto bene... anzi, benissimo. Se non ci
fossi stato tu... Sent chiudersi la gola. Ci volle un istante prima che potesse riprendere a parlare.
Devo ringraziarti. E scusarmi, perch avrei dovuto darti retta. Avevi ragione sulle tue capacit.
Grazie rispose Ty. Per le scuse. Tacque, e Julian pens che la conversazione fosse finita.
Pochi secondi dopo, invece, suo fratello si sporse in avanti e gli sfior delicatamente la testa con una
spalla  fu un colpetto amichevole, come l'avrebbe dato Church in cerca di affetto. Lui rispose
scompigliandogli i capelli e per poco non gli venne un sorriso.
Per poco, perch quando furono di fronte all'Istituto non ci fu pi nulla da ridere: l'edificio era
illuminato come un albero di Natale. Se n'erano andati che era tutto buio e ora, mentre scendevano
dall'auto, gli sembr di riconoscere anche un debole, debolissimo scintillio nell'aria.
Scambi uno sguardo con Emma. Luce nell'aria significava Portale, e Portale significava
Conclave.
Il pick-up di Diana accost, facendo scendere anche Diego e Cristina; sbatterono le portiere e il
veicolo si allontan in fretta. I Blackthorn erano tutti l: alcuni  Dru e Mark  battevano le palpebre ed
erano svegli per miracolo; alcuni, come Ty, sembravano stranamente tranquilli; altri erano nervosi
(Livvy, che teneva stretta la mano di Tavvy). Julian credette di riconoscere, in lontananza, la sagoma
chiara ed evanescente di Lancia di Vento.
Si diressero insieme verso i gradini dell'Istituto. Arrivato in cima, Julian esit, con la mano
ferma sul portone d'ingresso.
Dall'altra parte poteva aspettarli qualsiasi cosa, da tutto il Consiglio in massa a poche decine di
guerrieri del Conclave. Julian era consapevole che, a quel punto, non aveva pi senso nascondere
Mark. Sapeva qual era il suo piano. Erano in equilibrio come un milione di angeli su una capocchia di
spillo, e a tenerli uniti erano fortuna, circostanze e determinazione.
Spost lo sguardo e si accorse che Emma lo stava osservando. Anche se il volto non le si apr in
un sorriso, riconobbe nei suoi occhi speranza e fiducia in lui.
Eh gi, un fattore se l'era dimenticato. Fortuna, circostanze, determinazione... e fiducia.
Apr la porta.
La luce dell'atrio emanava un bagliore intenso. Erano accesi entrambi i lampadari di stregaluce,
e la galleria al piano di sopra era illuminata da file di torce che la famiglia non usava quasi mai.
Spuntava luce anche da sotto le porte del Santuario.
Al centro della stanza c'era Magnus Bane, sfolgorante nel suo raffinato completo giacca e
pantalone in broccato e con decine di anelli alle dita. Accanto a lui c'era Clary Fairchild, che indossava
un elegante vestito verde e aveva i capelli rosso scuro raccolti in uno chignon morbido. Sembravano
tutti e due appena usciti da una festa.
Quando Julian e il resto dei ragazzi entrarono nella stanza, Magnus inarc un sopracciglio.
Guarda, guarda... Ammazzate il vitello grasso e via dicendo. I figlioli prodighi sono tornati!
Clary si port una mano alla bocca. Emma, Julian... Sbianc. Mark?! Mark Blackthorn?
Lui non parl. Nessuno lo fece. Julian si rese conto che, inconsciamente, tutti si erano radunati
attorno a Mark come per proteggerlo. Persino Diego, dolorante e sporco di sangue.
Mark se ne stava in piedi in silenzio, e i capelli biondo chiaro gli formavano un'aureola attorno
alla testa; le orecchie a punta e gli occhi di due colori diversi erano inconfondibili.
Magnus gli rivolse uno sguardo intenso, che poi alz verso il secondo piano. Jace! grid.
Vieni qui!
Clary fece per avvicinarsi ai Blackthorn, ma Magnus la trattenne delicatamente. Era confusa.
Tutto bene? chiese rivolgendo la domanda a Emma, ma aspettandosi una risposta da tutti quanti. Ci
sono dei feriti?
Prima che qualcuno potesse rispondere, in cima ai gradini si ud un certo trambusto, dopodich
comparve una figura alta.
Jace.
La prima volta che Julian aveva incontrato Jace Herondale, celebre in tutto il mondo degli
Shadowhunters, aveva dodici anni, e lui circa diciassette. Emma, anche lei dodicenne, non si era fatta
troppi problemi a condividere con chiunque la propria opinione sul conto di Jace: secondo lei era il
ragazzo pi bello, la persona pi straordinaria che avesse mai degnato il pianeta della sua presenza.
Julian non era d'accordo, ma in fondo nessuno aveva chiesto la sua opinione.
Adesso, vedendo come Jace stava scendendo le scale, gli venne da chiedersi se per caso
pensasse di avere dietro di s uno strascico regale: faceva passi lenti, misurati, come se fosse
consapevole di essere al centro dell'attenzione collettiva.
Oppure era semplicemente abituato a essere guardato. A un certo punto Emma aveva smesso di
parlare di lui, ma il mondo degli Shadowhunters in generale lo considerava fuori dall'ordinario in
termini estetici. Aveva i capelli di uno stupefacente color oro, e lo stesso valeva per gli occhi. Anche
lui, come Magnus e Clary, sembrava appena uscito da una festa: indossava una giacca rosso vinaccia e
sfoggiava un'elegante nonchalance. Arrivato sull'ultimo gradino, guard prima Julian  che era sporco
e coperto di sangue  e poi gli altri, altrettanto malconci.
Be', o eravate fuori a combattere contro le forze del male, oppure venite da una festa molto pi
sfrenata della nostra. Salve, famiglia Blackthorn.
Livvy sospir. Stava fissando Jace proprio come lo fissava Emma a dodici anni. Dru, invece,
fedele alla sua cotta per Diego, lo guardava e basta.
Perch siete qui? chiese Julian. Conosceva gi la risposta, ma era meglio dare l'idea di essere
sorpresi: la gente si fidava di pi delle tue risposte, quando non pensava che stessi recitando.
Magia nera disse Magnus. Sulla mappa  comparsa un'intensa fiammata. In corrispondenza
della convergenza. Spost lo sguardo su Emma. Ho pensato che forse avevate fatto qualcosa con
quel pizzico di informazioni che vi avevo dato. Quando ci sono di mezzo le linee di energia, la
convergenza  sempre la chiave di tutto.
E allora perch non sei venuto? gli chiese Emma.
Magnus l'ha controllata con un incantesimo spieg Clary. C'erano solo macerie, e cos
abbiamo aperto un Portale fino a qui.
Lasciando la festa di fidanzamento di mia sorella, per la precisione aggiunse Jace. Dove
c'era l'open bar...
Oh! Sul viso di Emma comparve un'espressione raggiante. Isabelle si sposa con Simon?
Per Julian, al mondo non esisteva una ragazza anche solo paragonabile a Emma, ma doveva
ammettere che quando Clary sorrideva era veramente carina. Le si illuminava tutto il viso. Era una
caratteristica che condivideva con Emma, in effetti. S rispose Clary. Simon  felicissimo.
Congratulazioni a loro disse Jace appoggiandosi alla ringhiera delle scale. Comunque,
eravamo alla festa e Magnus ha ricevuto un avviso sulla presenza di magia negromantica vicino
all'Istituto di Los Angeles, cos ha provato a rintracciare Malcom, ma inutilmente. Allora siamo
sgattaiolati via, noi quattro soltanto. Se volete il mio parere, trovo che per la festa in s sia stata una
grossa perdita, perch stavo per fare un brindisi e un discorso magnifico. Dopo il quale Simon non
avrebbe pi osato mostrarsi in pubblico.
Non  esattamente l'obiettivo di un brindisi di fidanzamento, Jace gli fece notare Clary.
Guardava Diego con preoccupazione: il Centurione era bianco da far spavento.
Voi quattro? Emma si guard attorno. C' anche Alec?
Magnus apr bocca per rispondere, ma in quel momento le porte del Santuario si spalancarono,
facendo comparire un uomo alto e robusto dai capelli scuri: Robert Lightwood, Inquisitore in carica,
vice del Console di Idris e responsabile delle indagini sugli Shadowhunters che avevano infranto la
Legge.
Julian lo aveva incontrato esattamente un anno prima, quando era stato costretto a presentarsi al
cospetto del Consiglio per raccontare la sua versione dei fatti sull'attacco di Sebastian all'Istituto.
Ricord di aver tenuto in mano la Spada Mortale e di aver provato la sensazione che la verit gli
venisse cavata fuori con uncini e coltelli, strappandogli gli organi interni.
Non aveva mai mentito sulle domande riguardanti l'attacco; non aveva mai n desiderato n
pianificato di farlo. Per aveva sofferto lo stesso. E sorreggere la Spada Mortale, anche per un tempo
cos breve, gli aveva creato nella mente un legame indissolubile tra verit e dolore.
L'Inquisitore gli and incontro a grandi passi. Era leggermente pi vecchio del Robert
Lightwood che ricordava, c'era pi grigio fra i suoi capelli. L'espressione degli occhi blu scuro per
era la stessa: dura e fredda.
Che cosa sta succedendo qui? tuon. Diverse ore fa c' stata una segnalazione di magia nera
riconducibile a questo Istituto, ma tuo zio dice che non ne sa niente. Pi preoccupante ancora, si 
rifiutato di rivelarci dove eravate spariti voi. Si volt di scatto, scrutando tutti i presenti... e
soffermandosi su Mark.
Mark Blackthorn? esclam, incredulo.
 quello che ho detto io fece Clary. Julian ebbe la sensazione che la ragazza non stravedesse
per il suocero  sempre che fosse quello, per lei; in realt non sapeva se Jace e Clary avessero in
programma di sposarsi.
S rispose Mark. Teneva la schiena dritta come davanti a un plotone d'esecuzione. Incroci lo
sguardo di Robert Lightwood, e Julian vide l'Inquisitore sussultare riconoscendo gli occhi della Caccia
Selvaggia sul viso di uno Shadowhunter.
Erano un'accusa contro il Conclave. Dicevano: "Mi avete abbandonato. Non mi avete protetto.
Ero solo".
Sono tornato disse.
La Caccia Selvaggia non pu averti lasciato andare replic l'Inquisitore. Per loro eri troppo
prezioso. E le fate non restituiscono ci che si prendono.
Robert... fece per dire Magnus, ma lui lo interruppe.
Ditemelo, se mi sbaglio. Magnus? Nessun altro?
Lo stregone rimase in silenzio, con la tristezza dipinta sul viso. Gli occhi dorati di Jace erano
indecifrabili.
Dru emise un suono impaurito, soffocato. A un tratto Clary si volt verso Robert.
Non  giusto interrogarli disse. Sono solo dei bambini.
Secondo te non ricordo i guai in cui vi siete cacciati tu e Jace quando eravate "solo dei
bambini"?
Non ha torto. Jace rivolse a Julian ed Emma un sorriso, che fu come oro colato sull'acciaio.
Si capiva che la dolcezza era un travestimento, cos come si capiva perch quello che c'era sotto gli
avesse fatto guadagnare il titolo di miglior Shadowhunter della sua generazione.
Noi non abbiamo usato nessun tipo di negromanzia disse Julian. Non ne avevamo bisogno.
Il fatto  che le fate... hanno sempre voglia di stringere dei patti.
Due persone comparvero sulla soglia del Santuario: Anselm Nightshade, con un'ombra di
diffidenza sul viso ossuto e affilato, e accanto a lui Arthur, stanco e con un bicchiere di vino in mano.
Quella sera, Julian aveva lasciato nel Santuario una bottiglia piena. Una buona annata.
Lo spazio protetto del Santuario si estendeva poco oltre le sue porte. Quando Anselm sfior la
soglia con la punta dell'alluce, trasal e la ritrasse immediatamente.
Arthur. Hai detto di aver discusso di Sofocle con Anselm Nightshade per tutta la sera, 
esatto? gli chiese Robert Lightwood.
Ch per erronea cura non sia la doglia pi che la sciagura disse Arthur.
Robert lo scrut sollevando un sopracciglio.
Sta citando Sofocle spieg Julian, esausto. Se cerchi di curare il male con il male,
aggiungerai pi dolore al tuo destino. Significa "s".
Entra, Arthur lo incoraggi l'Inquisitore. Ti prego, non darmi l'impressione che tu ti stia
nascondendo nel Santuario.
Quando usi quella voce, la voglia di nascondermi nel Santuario viene a me disse Magnus.
Aveva iniziato a vagare per la stanza, sollevando oggetti e rimettendoli al loro posto. Gesti che
sembravano casuali, ma non per Julian. Magnus faceva poche cose non premeditate.
E lo stesso valeva per Jace, seduto sull'ultimo gradino delle scale con lo sguardo acuto e
incrollabile. Julian ne sent addosso il peso, come se gli stesse premendo fisicamente sul petto. Si
schiar la voce.
I miei fratelli minori non c'entrano niente con questa storia disse. E Tavvy  sfinito.
Stanotte ha rischiato di essere ucciso.
Che cosa?! esclam Clary, e l'apprensione le rabbui il verde degli occhi. Com'
successo?
Ve lo spiego. Per lasciateli andare.
Robert esit un istante, poi fece un cenno solenne. D'accordo.
Quando Ty, Livvy con Octavian in braccio e Dru si incamminarono su per i gradini, Julian si
sent travolgere da un'ondata di sollievo. Arrivati in cima, Ty si ferm un istante e si volt. Abbass lo
sguardo su Mark, e sul viso gli comparve la paura.
 malanno proprio della tirannide non fidarsi degli amici, Inquisitore disse Anselm
Nightshade. Eschilo.
Non sono venuto qui, lasciando la festa di fidanzamento di mia figlia, per una lezione di
letteratura antica rispose Robert. E poi questa non  una faccenda da Nascosti. Aspettaci nel
Santuario, Anselm.
Arthur gli pass il bicchiere; Anselm lo sollev con un gesto ironico ma se ne and,
probabilmente felice di allontanarsi dalla linea di demarcazione oltre la quale iniziava il suolo
consacrato.
Appena fu scomparso, Robert si rivolse ad Arthur. Cosa sai di tutta questa storia, Blackthorn?
Abbiamo ricevuto la visita di una delegazione dal Regno delle Fate. Si sono offerti di restituire
Mark a questa famiglia se noi, in cambio, li avessimo aiutati a scoprire chi stava uccidendo i loro simili
a Los Angeles.
E tu non hai detto niente al Conclave? Pur sapendo che stavi infrangendo la Legge, la Pace
Fredda...
Volevo indietro mio nipote dichiar Arthur. Tu non avresti fatto lo stesso, per la tua
famiglia?
Sei uno Shadowhunter. Se devi scegliere tra la tua famiglia e la Legge, scegli la Legge!
sbott Robert.
Lex mala, lex nulla ribatt Arthur. Conosci il nostro motto di famiglia.
Ha fatto la cosa giusta. Per una volta, nel tono di voce di Jace non c'era traccia di ironia. Io
mi sarei comportato come lui. Chiunque di noi lo avrebbe fatto.
Robert sembrava esasperato. E avete scoperto chi uccideva le fate?
S, stanotte rispose Julian.  stato Malcom Fade.
Magnus si irrigid, e i suoi occhi felini emanarono un lampo. Malcom?! Volt di scatto il viso
e marci in direzione di Julian. E perch pensi che la colpa sia di uno stregone? Perch noi
conosciamo la magia? E quindi tutta la magia nera  colpa nostra?
Lo penso perch lo ha detto lui rispose Julian.
Clary rimase a bocca aperta. Jace non si mosse da dove era seduto; aveva un'espressione
indecifrabile come quella di un gatto.
Il volto di Robert si incup. Arthur. Sei tu il capo dell'Istituto. Parla. O hai intenzione di lasciar
fare a tuo nipote?
Ci sono cose che non gli abbiamo detto. Cose di cui lui non  al corrente disse Julian.
Arthur si port una mano alla fronte, come se gli facesse male. Se io sono stato ingannato,
allora lascia che sia Julian a spiegare.
Lo sguardo severo di Robert sorvol tutti i presenti e si concentr su Diego. Centurione disse,
fai un passo avanti.
Julian si irrigid. Diego. Non ne aveva tenuto conto, ma quel ragazzo era un Centurione, e in
quanto tale era obbligato a dire la verit al Conclave. Ovvio che Robert preferisse parlare con lui.
In effetti non c'erano ragioni per cui l'Inquisitore dovesse aver voglia di interrogare Julian: il
capo dell'Istituto era Arthur. Non importava se per anni aveva risposto lui alle lettere e se conosceva il
modo che aveva Robert di gestire le cose meglio di chiunque altro presente; non importava se, almeno
a livello di corrispondenza ufficiale, loro due si conoscessero molto bene. Non importava, perch era
soltanto un ragazzino.
S, Inquisitore? rispose Diego.
Parlaci di Malcom Fade.
Malcom non  quello che pensate.  il responsabile di una lunga serie di morti. Compresa
l'uccisione dei genitori di Emma.
Robert scosse la testa di capelli scuri. Com' possibile? I Carstairs sono stati assassinati da
Sebastian Morgenstern.
Al suono di quel nome, Clary impallid. Guard subito Jace e lui le rispose con uno sguardo che
parlava di anni di storia condivisa. No disse la ragazza. Non  vero. Sebastian era un assassino, ma
Emma non ha mai creduto che potesse essere lui il carnefice dei suoi genitori. E io e Jace siamo sempre
stati del suo stesso parere. Si gir per guardare Emma. Avevi ragione le disse. Ho sempre saputo
che un giorno ne avresti avuto la conferma. Per mi dispiace che sia stato Malcom, era vostro amico.
Anche mio intervenne Magnus, con la voce che gli tremava. Clary gli and vicino e gli mise
una mano sul braccio.
Era anche il Sommo Stregone aggiunse Robert. Com' successo? In che senso avrebbe
ucciso delle persone?
A Los Angeles si  verificata una serie di delitti spieg Diego. Lui convinceva i mondani a
uccidere e poi usava i loro corpi per ricavarne delle parti utili alla negromanzia.
Il Conclave avrebbe dovuto esserne avvertito! Robert era furioso. Il Conclave avrebbe
dovuto esserne avvertito nel momento esatto in cui una delegazione di fate vi ha avvicinati e...
Inquisitore disse Diego. Sembrava stanco, e aveva la spalla destra della tenuta completamente
impregnata di sangue. Sono un Centurione, rispondo direttamente al Consiglio. Nemmeno io ho
riferito ci che stava accadendo, perch una volta che le cose si sono messe in moto fare rapporto
avrebbe rallentato tutto. Non guard Cristina. Il Conclave avrebbe ricominciato l'indagine da capo.
Non c'era tempo, e c'era in gioco la vita di un bambino. Si port una mano al petto. Se ora volete
privarmi del mio medaglione, lo capir. Ma insister fino alla fine sul fatto che i Blackthorn abbiano
fatto la cosa giusta.
Non ti priver del tuo medaglione, Diego Rocio Rosales rispose Robert. Abbiamo pochi
Centurioni, e tu sei uno dei migliori. Osserv Diego con sguardo critico, soffermandosi sul braccio
insanguinato e sul viso esausto. Il Concilio si aspetter un rapporto da te domani, ma per il momento
pensa alle tue ferite.
Vado con lui disse Cristina.
Aiut Diego a salire le scale, e il ragazzo si appoggi alla sua sagoma snella. Mark alz lo
sguardo verso di loro e lo distolse quando scomparvero oltre la stregaluce, inghiottiti dal buio.
Robert disse Jace quando i due se ne furono andati, a dodici anni, Julian ha testimoniato di
fronte al Consiglio. Ora ne sono passati cinque. Lascialo parlare.
Nonostante l'espressione di netta riluttanza che aveva sul viso, Robert annu. Benissimo,
allora. Tutti vogliono sentirti parlare, Julian Blackthorn, perci avanti, parla.
Julian parl. Con calma e senza perdersi in inutili dettagli inizi a descrivere l'indagine, dai
primi cadaveri rinvenuti fino alla scoperta, quella sera, che il colpevole fosse Malcom.
Mentre il suo parabatai raccontava, Emma lo guard e si chiese come sarebbero andate le cose
se, cinque anni prima, Sebastian Morgenstern non avesse attaccato l'Istituto di Los Angeles.
Dentro la sua mente ormai da anni esistevano due Julian. C'era quello di prima dell'attacco, che
era come chiunque altro: voleva bene alla sua famiglia, ma a volte ne era anche infastidito; un fratello
in mezzo ad altri con cui bisticciava, discuteva, scherzava e rideva.
E poi c'era il Julian dopo. Quello che, ancora bambino lui stesso, imparava a dar da mangiare e
a cambiare altri bambini, magari preparando quattro pasti diversi per quattro fratelli minori diversi a cui
piacevano o non piacevano determinate cose; il Julian che teneva nascosta la malattia dello zio a un
branco di adulti che altrimenti gli avrebbe portato via i suoi ragazzi; il Julian che si svegliava nel cuore
della notte per un incubo in cui a Ty, Livvy o Dru capitava qualcosa di brutto.
Lei era sempre stata l ad abbracciarlo, ma non aveva mai capito fino in fondo: come riuscirci,
d'altronde, non sapendo nulla di Arthur, non sapendo quanto fosse davvero solo Julian? Quello di cui
era al corrente era che a poco a poco i suoi incubi si erano dissolti lasciando il posto a una forza
silenziosa, a una determinazione d'acciaio che aveva fatto recedere la tenerezza dell'infanzia.
Julian non era pi un bambino da molto, molto tempo. Ma era quel bambino che Emma aveva
visto come un possibile parabatai. Lei non si sarebbe mai innamorata di quel Julian. Ma di questo s,
senza nemmeno rendersene conto, perch come fai a innamorarti di qualcuno della cui esistenza sei
certo solo a met?
Si chiese se anche Mark stesse in un certo senso avvertendo la medesima dissonanza. Se si
fosse accorto della stranezza nel modo in cui Julian stava ben dritto in piedi a parlare con l'Inquisitore
come un adulto davanti a un altro adulto. Se stesse notando l'estrema cura con cui suo fratello stava
riferendo quanto accaduto: tralasciando i dettagli chiave, facendo sembrare naturale e inevitabile il fatto
di non aver avvisato il Conclave, evitando di nominare Kit e Johnny Rook. Intrecciando una serie di
eventi che non erano colpa di nessuno, che nessuno avrebbe potuto prevedere o prevenire, il tutto senza
mai lasciar trasparire sul viso anche solo una punta di furbizia.
A racconto ultimato, Emma si sent rabbrividire nel profondo. Lei amava Julian, lo avrebbe
sempre amato, ma... in quell'istante, e per quell'istante soltanto, ne ebbe anche un po' paura.
Quindi Malcom stava creando degli assassini? ripet Robert quando Julian fin di parlare.
Magnus, in piedi, si stava sorreggendo il mento con una mano, tamburellandosi lo zigomo con
una delle sue lunghe dita. Uno dei motivi per cui la negromanzia  vietata  che molti ingredienti
necessari agli incantesimi consistono in elementi come la mano di un assassino che ha ucciso a sangue
freddo o l'occhio di un impiccato che contenga ancora l'immagine dell'ultima cosa vista. Procurarseli
orchestrando le situazioni che li generano  stato ingegnoso. In quell'istante si accorse dello sguardo
torvo di Robert su di s. E anche molto malvagio aggiunse. Molto.
Tuo nipote racconta una storia convincente, Arthur disse Robert. Ma, stranamente, tu ne eri
all'oscuro. Come hai fatto a non accorgerti di quello che stava succedendo?
Julian aveva intrecciato il resoconto in modo da fare sembrare l'assenza di Arthur del tutto
naturale, ma Robert non era uno da mollare facilmente l'osso. Emma sospettava che fosse proprio
quello il motivo per cui lo avessero eletto Inquisitore.
Guard dall'altra parte della stanza e incontr lo sguardo verde di Clary. La rivide inginocchiata
di fronte a s a Idris  le teneva le mani, si complimentava per Cortana  e pens che la gentilezza
mostrata ai bambini resta impressa nei loro ricordi per sempre.
Robert la sent dire, lascia perdere. Hanno preso decisioni difficili, ma non sbagliate.
Allora tu permettimi che lo chieda ad Arthur, Clary rispose l'Inquisitore. Che punizione
sceglierebbe lui per dei Nephilim, mettiamo pure dei giovani Nephilim, che avessero infranto la
Legge?
Be', dipende disse Arthur. Dal fatto che, cinque anni fa, non siano gi stati puniti con la
perdita del padre, del fratello e della sorella.
Robert arross violentemente.  stata la Guerra Oscura a prendere la loro famiglia...
 stato il Conclave a prendere Mark ed Helen protest Magnus. Ci aspettiamo il tradimento
dai nemici. Non da chi, in teoria, dovrebbe proteggerci.
Noi avremmo protetto Mark si difese Robert Lightwood. Non c'era motivo di temere il
Conclave.
Arthur era pallido, aveva le pupille dilatate. Eppure Emma non lo aveva mai sentito parlare con
tanta efficacia, n con tanta chiarezza. Era strano... Davvero? chiese. In tal caso, perch Helen si
trova ancora sull'isola di Wrangel?
Perch l  pi al sicuro ribatt Robert. C' ancora chi  e io non sono fra questi  odia le
fate per il loro tradimento durante la Guerra Oscura. Come pensi che la tratterebbero se tornasse fra
altri Shadowhunters?
Quindi non avreste potuto proteggere Mark concluse Arthur. Lo ammetti.
Prima che Robert riuscisse a replicare, intervenne Julian. Zio, puoi dirgli la verit.
Arthur parve confuso. Per quando lucido sembrasse, era come se non capisse la richiesta del
nipote. Aveva anche il respiro affannato, come quella volta al Santuario, quando gli era venuto un forte
mal di testa.
Julian prosegu. Arthur voleva andare dal Consiglio appena il Popolo Fatato ha portato qui
Mark. Noi lo abbiamo supplicato di non farlo. Avevamo paura che potessero portarci via nostro
fratello... Pensavamo che, se solo fossimo stati in grado di risolvere gli omicidi, se Mark ci avesse dato
il suo aiuto, forse saremmo riusciti a farlo apparire migliore agli occhi del Consiglio. Avremmo
contribuito a convincerli a farlo restare.
Ma vi rendete conto di cosa avete fatto? replic l'Inquisitore. Se Malcom... Se Malcom era
alla ricerca del potere oscuro, avrebbe potuto rappresentare una minaccia per l'intero Conclave! Lo
disse, ma non ne sembrava realmente convinto.
Lui non cercava il potere disse Julian. Lui cercava di resuscitare una persona amata. Quello
che ha fatto  stato perfido. Ed  morto, come  giusto che sia. Ma quello era il suo unico scopo e il suo
unico piano. A lui non  mai importato del Conclave o degli Shadowhunters: a lui importava soltanto di
lei.
Povero Malcom comment Magnus sottovoce. Perdere la persona amata, in quel modo...
Robert intervenne Jace, questi ragazzi non hanno fatto niente di male.
Forse no, ma io sono l'Inquisitore. Mi sarebbe impossibile nascondere questa storia. Con
Malcom Fade morto e il Volume Nero finito sul fondo dell'oceano insieme a lui, con tutti questi eventi
accaduti senza che il capo dell'Istituto si sia accorto di nulla...
Julian fece un passo avanti. C' qualcosa che zio Arthur non ti sta dicendo. Non  che ci abbia
lasciato fare come ci pareva mentre se ne stava con le mani in mano. Lui era sulle tracce di un'altra
fonte di magia nera.
Parl fissando Magnus. Lo stregone che in passato li aveva aiutati. Voleva che capisse, e che
avesse fiducia in lui. Non  una coincidenza se Anselm Nightshade si trova nel Santuario prosegu
con voce seria. Arthur lo ha fatto venire perch sapeva del vostro arrivo.
Robert inarc un sopracciglio.  vero? Arthur?
Farai meglio a dirlo disse Julian rivolgendo allo zio uno sguardo inflessibile. Lo
scoprirebbero comunque.
Io... Arthur fissava il nipote, e sul suo viso c'era uno smarrimento che fece venire a Emma
un nodo allo stomaco. Era come se Julian volesse che Arthur stesse al suo gioco. Non volevo
parlarne disse finalmente lo zio, perch questo fatto impallidiva di fronte a quanto abbiamo appreso
sul conto di Malcom.
Parlare di cosa?
Nightshade usa la magia nera per profitto afferm Julian. Mantenne l'espressione calma, con
un tocco di dispiacere. Sta facendo soldi a palate mettendo nelle pizze che prepara delle polveri che
danno dipendenza.
Ma ... verissimo! esclam Emma infrangendo il silenzio allibito di Arthur. La citt  piena
di gente cos dipendente che pur di avere altra pizza sarebbe pronta a fare qualsiasi cosa al servizio di
Nightshade.
Schiavi della pizza? fece Jace. Questa  senza dubbio la pi strana... Si interruppe quando
Clary gli pest il piede.  una cosa seria concluse. Voglio dire, ci sono di mezzo polveri
demoniache tossiche e via dicendo, perci non si scherza.
Julian attravers la stanza, si avvicin all'armadio dell'atrio e lo spalanc. Ne scivolarono fuori
diversi cartoni di pizza vuoti.
Magnus? lo chiam.
Lo stregone si butt un'estremit della sciarpa dietro le spalle e lo raggiunse, poi sollev il
coperchio di uno dei cartoni con la solennit di chi stava aprendo uno scrigno del tesoro.
Tenne una mano aperta sopra il cartone e lo gir da sinistra verso destra. Poi alz lo sguardo.
Arthur ha ragione disse. Magia nera.
Un grid riecheggi da dentro il Santuario. Tradimento! grid Anselm. Tu quoque?
Non pu uscire disse Arthur, confuso. Le porte esterne sono chiuse.
Robert scatt subito in direzione del Santuario. Un secondo dopo Jace e Clary lo seguirono,
lasciando Magnus da solo nell'atrio, con le mani in tasca.
Gli occhi verde-oro dello stregone scrutavano Julian con seriet. Bella trovata disse. Non
saprei come altro descriverla, ma... bella trovata.
Lui lanci uno sguardo in direzione dello zio, che ora si era appoggiato alla parete accanto alla
porta del Santuario; aveva gli occhi semichiusi e il viso contratto dal dolore. Brucer all'inferno per
questo mormor a bassa voce.
Non c' da vergognarsi a bruciare per la propria famiglia ribatt Mark. Io sarei felice di
bruciare accanto a te.
Julian lo guard, chiaramente sorpreso e riconoscente.
E io pure precis Emma prima di rivolgersi a Magnus. Mi dispiace tanto gli disse. Sono
stata io a uccidere Malcom. So che era tuo amico, e avrei voluto che...
S, era mio amico rispose lo stregone mentre lo sguardo gli si incupiva. Sapevo che aveva
amato una persona che poi era morta, ma non conoscevo il resto della storia. Il Conclave ha tradito lui
proprio come ha fatto con voi. Io ho vissuto a lungo e ho visto molti tradimenti e cuori infranti. C' chi
si lascia divorare dal proprio dolore. Chi dimentica che anche altri stanno soffrendo. Se Alec
morisse... Si guard le mani. Devo pensare che non mi comporterei cos.
Io sono solo contenta di aver scoperto finalmente che cosa  successo ai miei genitori disse
Emma. Finalmente so.
Prima che chiunque potesse aggiungere altro, all'ingresso del Santuario si sent un frastuono. Di
colpo ricomparve Jace, camminando all'indietro con la giacca elegante a brandelli e i capelli biondi
arruffati. Si volt per rivolgere un sorriso a tutti i presenti, un sorriso cos radioso che parve illuminare
l'intera stanza.
Clary ha inchiodato Nightshade in un angolo annunci. Devo dire che per essere un vampiro
cos anziano  piuttosto agile. A proposito, grazie per l'esercitazione. E pensare che questa serata
doveva essere una noia!
Quando l'Inquisitore ebbe trascinato via un Anselm Nightshade che gridava vendetta e gran
parte degli inquilini dell'Istituto furono andati a dormire, Mark si avvicin al portone d'ingresso e
sbirci fuori.
Era quasi l'alba. Vedeva il sole, molto in lontananza, che spuntava sul margine orientale
dell'insenatura della spiaggia. L'acqua si stava accendendo di un chiarore perlescente, come se della
vernice bianca si stesse riversando sul mondo attraverso una fessura nel cielo.
Mark lo chiam una voce alle sue spalle.
Si volt. Era Jace Herondale.
Per Mark era strano guardare Jace e Clary, mentre quasi sicuramente non era lo stesso per i suoi
fratelli. Dopotutto, l'ultima volta che li aveva incontrati loro avevano l'et di Julian adesso. Erano stati
gli ultimi Shadowhunters che aveva visto prima di scomparire nella Caccia.
Non si poteva certo dire che fossero cambiati chiss quanto: dovevano avere appena ventuno,
ventidue anni. Da vicino, per, Jace aveva assunto un'aura indefinibile, un misto di fermezza e
maturit. Il ragazzo che lo aveva guardato negli occhi dicendogli, con voce tremante: La Caccia
Selvaggia. Adesso sei uno di loro ora non c'era pi.
Mark Blackthorn. Se volessi essere gentile ti direi che sei cambiato, per non  cos.
S, invece gli rispose. Ma in un modo che puoi vedere.
Jace sembr prenderla con ironia; annu e distese lo sguardo lontano, verso l'oceano. Una
volta uno scienziato ha detto che se l'oceano fosse trasparente come il cielo, se potessimo vedere tutto
ci che racchiude, nessuno ci entrerebbe mai. Perch quello che vive nell'acqua, a chilometri di
profondit,  troppo raccapricciante.
Lo dice uno che non conosce gli orrori del cielo replic Mark.
Forse no. Hai ancora la stregaluce che ti avevo dato?
Annu. L'ho tenuta con me per tutto il Regno delle Fate.
Esistono solo due persone a cui abbia mai dato delle pietre di stregaluce, nella mia vita. Una 
Clary, l'altra sei tu. Jace lo guard inclinando appena la testa di lato. C'era qualcosa in te, quando ti
abbiamo incontrato nelle gallerie. Avevi paura, ma eri deciso a non arrenderti. Non ho mai avuto il
minimo dubbio che ti avrei rivisto.
Sul serio? Mark lo osserv con scetticismo.
Sul serio. Jace gli rivolse uno dei suoi sorrisi spontanei e affascinanti. Ricordati solo che
l'Istituto di New York  dalla tua parte. Ricordalo a Julian, se mai doveste ritrovarvi nei guai. Non 
facile gestire un Istituto. E io ne so qualcosa.
Fece per protestare, ma Jace si era gi voltato per tornare dentro, da Clary. In un certo senso
sapeva che, se anche l'altro fosse rimasto, non avrebbe prestato molta attenzione alle sue proteste. Jace
aveva capito perfettamente la situazione, ma non aveva intenzione di fare nulla per alterarne
l'equilibrio.
Si rimise a fissare l'orizzonte. La luce dell'alba si stava diffondendo: il sentiero e la statale, gli
arbusti del deserto, tutto veniva messo in forte contrasto da un chiarore sempre pi intenso. E l, sul
ciglio della strada, c'era Kieran, con lo sguardo rivolto verso l'acqua. Mark lo vedeva solo come
ombra, ma, anche cos, il principe restava assolutamente inconfondibile.
Scese i gradini dell'Istituto per andargli accanto. Lui non si era cambiato i vestiti, e la lama
della spada che gli pendeva al fianco era ancora sporca di sangue rappreso.
Kieran? lo chiam.
Resterai? gli chiese subito lui, rivolgendogli uno sguardo triste. Che domande. Certo che
resterai.
Se mi stai chiedendo se rester con la mia famiglia o torner con la Caccia Selvaggia, allora s,
hai gi la risposta gli disse. L'indagine  finita. L'assassino e i suoi Seguaci sono scomparsi.
Non  quanto era stato richiesto dal patto, Mark. Gli Shadowhunters avrebbero dovuto affidare
l'assassino alla custodia del Regno delle Fate, rimettendolo alla nostra giustizia.
Considerato che Malcom  morto, e vista la gravit del tradimento di Iarlath, mi aspetto che il
tuo popolo guardi con clemenza alla mia scelta.
Il mio popolo gli fece eco Kieran. Lo sai che non  clemente. Non lo  stato, con me. Mark
ripens alla prima volta che aveva visto gli occhi ancora neri di Kieran fissarlo, con aria di sfida, da
sotto il suo intrico di capelli scuri. Ripens alla gioia dei Cacciatori di avere un principe da poter
deridere e tormentare. Ripens a come Kieran fosse riuscito a sopportarlo, atteggiando il labbro a una
smorfia arrogante e dando un'alzata di mento. Ripens anche a come fosse stato in grado di tollerare il
fatto che suo padre lo avesse gettato nella Caccia come un osso in pasto ai cani. Kieran non aveva
avuto un fratello che gli volesse bene e potesse combattere per riaverlo. Non aveva avuto Julian. Ma
lotter per te, Mark disse ora, incontrando il suo sguardo. Dir loro che restare  tuo diritto. Esit.
Ci... ci rivedremo, noi due?
Non credo, Kieran gli rispose, con tutta la gentilezza di cui era capace. Dopo tutto quello
che  successo.
Sul viso di Kieran transit una rapida scossa di dolore, subito nascosta. Il colore dei capelli gli
si era sbiadito, virando verso un azzurro argentato non dissimile dalla sfumatura dell'oceano al mattino.
Non mi aspettavo una risposta diversa disse. Per ci speravo.  difficile uccidere la speranza.
Anche se credo di averti perso gi molto tempo fa...
Non molto lo corresse Mark. Mi hai perso quando sei venuto qui con Gwyn e Iarlath e hai
permesso che frustassero mio fratello. Avrei potuto perdonarti per qualsiasi dolore inflitto a me, ma per
quello che hanno patito Julian ed Emma non ti perdoner mai.
Emma? ripet Kieran sollevando le sopracciglia. Pensavo fosse l'altra a essersi guadagnata
le tue simpatie. La tua principessa.
Mark fece una risata soffocata. Per l'Angelo! esclam, e vide Kieran trasalire sentendo
quell'espressione tipica degli Shadowhunters. La gelosia ti limita l'immaginazione. Kieran...
chiunque viva sotto questo tetto, che sia parente di sangue oppure no,  legato agli altri da una rete
invisibile di amore, senso del dovere, lealt e onore. Ecco cosa significa essere uno Shadowhunter. La
famiglia...
Cosa posso saperne, io, di famiglia? Mio padre mi ha venduto alla Caccia Selvaggia. Mia
madre non la conosco. Ho una trentina di fratelli che sarebbero tutti felici di vedermi morto. Mark, tu
sei tutto quello che ho.
Kieran...
E ti amo prosegu il principe. Sei l'unica cosa esistente, sulla terra e sotto il cielo, che io ami
veramente.
Mark lo guard negli occhi, in quello argento e in quello nero, e dentro vide, come sempre, il
firmamento notturno. Sent quell'impulso ingannevole sotto la gabbia toracica, quello che diceva che la
sua strada avrebbe potuto essere fatta di nuvole. Che lui non avrebbe mai avuto bisogno di preoccuparsi
dei problemi degli uomini: soldi e riparo, regole e leggi. Avrebbe potuto cavalcare attraverso i cieli
passando sopra ai ghiacciai, fra le cime degli alberi di foreste delle quali nessun essere umano era a
conoscenza. Dormire tra le rovine di citt perdute da secoli. Casa sua avrebbe potuto essere una
semplice coperta. Si sarebbe sdraiato fra le braccia di Kieran e l avrebbe contato le stelle.
Ma lui alle stelle aveva sempre dato il nome dei suoi fratelli e delle sue sorelle. C'era bellezza
nell'idea di libert, ma era un'illusione. Tutti i cuori umani erano incatenati dall'amore.
Si port una mano al collo per sfilarsi dalla testa la punta di freccia che vi portava appesa. Prese
la mano di Kieran, gir il palmo all'ins e vi fece cadere dentro il ciondolo.
Non tender mai pi archi per la Caccia Selvaggia disse. Tieni il ciondolo e... ricordati di
me, magari.
La mano di Kieran si strinse attorno alla punta di freccia, e le nocche gli diventarono bianche.
Si spegneranno le stelle prima che io ti dimentichi, Mark Blackthorn.
Lui gli diede una lieve carezza sulla guancia. Gli occhi del principe delle fate erano spalancati e
privi di lacrime, ma al loro interno Mark vedeva un enorme deserto di solitudine. Mille notti buie
trascorse senza una casa a cui fare ritorno. Non ti perdono gli disse. Per, alla fine, sei venuto ad
aiutarci. Non so cosa sarebbe successo se non ci fossi stato tu. Quindi, se mai dovessi avere bisogno di
me... Un bisogno reale, intendo... Manda a chiamarmi, e io arriver.
Kieran socchiuse le palpebre. Mark...
Lui per si era gi voltato. Kieran rimase in piedi a guardarlo e, anche se non si mosse n parl,
sul limitare della scogliera Lancia di Vento si alz sulle zampe posteriori e nitr forte, rampando con gli
zoccoli sullo sfondo del cielo.
La finestra della camera di Julian dava sul deserto. Negli ultimi cinque anni avrebbe potuto fare
cambio in qualsiasi momento con quella di Mark, che invece si affacciava sull'oceano, ma gli sarebbe
sembrato di rinunciare per sempre all'idea del suo ritorno. E poi la sua era l'unica stanza con un
davanzale interno per sedersi sotto la finestra, tutto bordato da cuscini ormai leggermente lisi. Lui ed
Emma avevano trascorso ore a leggere e a disegnare l sopra, mentre attraverso i vetri i raggi di sole
trasformavano i capelli chiari di lei in fuoco ardente.
Adesso era seduto da solo. Aveva lasciato la finestra appena dischiusa, nella speranza di
liberarsi degli odori che, nonostante la doccia, gli pesavano ancora addosso: sangue e roccia umida,
acqua di mare e magia nera.
Prima o poi tutto finiva, pens, e cos era stato persino per la notte pi strana di tutta la sua vita.
Dopo la cattura di Anselm, Clary aveva preso da parte lui ed Emma, li aveva abbracciati e aveva
ricordato loro che avrebbero potuto chiamarla in qualsiasi momento. Lui era sicuro che, nel suo modo
delicato, Clary avesse cercato di dire a tutti e due che potevano passarle un po' dei loro fardelli.
Ma Julian sapeva che non lo avrebbe mai fatto.
Gli squill il cellulare. Guard lo schermo: Emma. Gli aveva inviato una foto. Un messaggio
vuoto, solo un'immagine della sua cabina armadio: con la porta aperta, le fotografie, le mappe, i fili e i
bigliettini che si riversavano fuori.
Si infil jeans e maglietta e corse in fondo al corridoio. L'Istituto era immerso in un silenzio
tombale, avvolto nella coperta del sonno. L'unico suono proveniva dall'esterno, ed era il vento del
deserto che sussurrava contro l'erba e la roccia.
Emma era in camera sua, seduta per terra ai piedi del letto, e teneva il telefono accanto a s sul
pavimento. Aveva una camicia da notte lunga con le spalline sottili, bianco chiaro alla luce della luna.
Julian gli disse. Sapeva che era l con lei, non aveva bisogno di alzare lo sguardo. Eri
sveglio, vero? Me lo sentivo, in un certo senso.
Si alz, fissando la cabina armadio.
Non so cosa farmene disse. Ho dedicato cos tanto tempo a raccogliere tutto quello che
poteva sembrarmi una prova, a fare ipotesi, a pensare solo a questo. Era il mio grande segreto, il cuore
di tutto ci che facevo. Lo guard. Adesso  solo uno sgabuzzino pieno di cianfrusaglie.
Non so dirti cosa dovresti farci con tutta questa roba le rispose. Per posso dirti che non ci
devi pensare adesso.
Emma aveva i capelli sciolti: sembravano luce filata attorno alle sue spalle. Le punte arricciate
le solleticavano il volto. Affond le dita dentro ai palmi per resistere alla tentazione di abbracciarla per
seppellire viso e mani in quella cascata bionda.
Si concentr sulle ferite in via di guarigione che lei aveva su braccia e mani, sul rosso chiaro del
polso scottato... le prove che quella notte non era stata facile.
Niente di ci che facevano lo era mai.
Mark rester gli disse a un tratto lei. Giusto? Il Conclave non pu fare niente per portarlo
via adesso, vero?
"Mark. Il suo primo pensiero  stato per Mark." Julian soffoc quella voce nella sua testa, la
scacci via. Era indegno, ridicolo. Non avevano pi dodici anni.
Niente le conferm. Lui non  mai stato esiliato. La regola era solo che noi non potevamo
cercarlo. E non lo abbiamo fatto.  stato lui a trovare la strada per tornare a casa, e questo loro non
possono cambiarlo. Inoltre penso che, dopo l'aiuto che ci ha dato con Malcom, se ci provassero
farebbero una mossa molto poco popolare.
Emma gli rivolse un debole sorriso, poi si arrampic sul letto e fece scivolare le lunghe gambe
sotto la coperta. Sono andata a dare un'occhiata a Diego e Cristina. Lui era collassato nel suo letto, e
lei dormiva sopra le coperte. Domani vedi come la prendo in giro!
Cristina  innamorata di lui? chiese, sedendosi sul bordo del materasso.
Non saprei. Emma fece sfarfallare le dita. Tra loro c'... Hai presente, no? Qualcosa.
No, non ho presente. Imit il suo gesto. Cosa vorrebbe dire, scusa?
Faccende romantiche incompiute gli rispose lei tirandosi su le coperte.
Muovere le dita cos significa faccende romantiche incompiute? Ok, allora dovr
segnarmelo! Julian sent che un sorriso gli stava spuntando agli angoli della bocca. Solo Emma poteva
mettergli allegria dopo una serata come quella appena trascorsa.
Lei sollev un angolo delle coperte. Rimani?
Non c'era niente che desiderasse di pi che sgusciarle accanto e tracciarle i contorni del viso
con le dita: zigomi alti, mento affilato, occhi socchiusi, ciglia come pizzo sotto i polpastrelli. Aveva
corpo e mente esausti, troppo per provare desiderio, ma il bisogno di vicinanza e di compagnia c'era
ancora. Il tocco delle mani di Emma, della sua pelle, era un conforto che nient'altro poteva riprodurre.
Ripens alla spiaggia, a quando era rimasto sveglio per ore cercando di memorizzare cosa
volesse dire poter stringere Emma. Avevano dormito insieme molte volte, ma non si era mai reso conto
di quanto fosse diverso quando potevi racchiudere l'intero corpo di qualcun altro tra le tue braccia.
Adattare il tuo respiro al suo.
Le and vicino e, con i vestiti ancora addosso, si infil sotto le coperte. Ora le stava accanto,
mentre lei si sorreggeva la testa con una mano. Aveva l'espressione seria, concentrata. Il modo in cui
stasera hai architettato tutto, Julian... mi hai fatto un po' paura.
Lui le sfior appena i capelli, un attimo solo prima di riabbassare la mano. Un'ondata di dolore
stava iniziando ad attraversargli lentamente il corpo, dolore profondo che sembrava salirgli dal midollo.
Non devi avere paura di me le disse. Mai. Tu sei una delle persone a cui non farei mai del
male.
Emma gli diede la mano, e lui si mise il suo palmo sul cuore. Il tessuto della maglietta faceva da
barriera, ma in realt si sentiva toccato sulla pelle nuda. Raccontami che cosa  successo quando
siamo tornati, con Arthur e Anselm gli disse. Perch io non credo di aver capito.
E cos lui raccont. Le raccont di come per mesi avesse svuotato le fialette che Malcom gli
forniva per Arthur dentro una bottiglia di vino, per sicurezza. Di come avesse lasciato la bottiglia
contenente quel super dosaggio nel Santuario, non sapendo quando sarebbe potuta tornare utile. Alla
convergenza si era reso conto che, una volta tornati, Arthur avrebbe dovuto essere il pi lucido
possibile, altrimenti le cose non avrebbero funzionato. E cos aveva chiamato lo zio per dirgli di offrire
quel vino ad Anselm, che comunque non ne avrebbe subito gli effetti, e di berne un po' anche lui.
Fargli prendere una medicina a sua insaputa era sbagliato, se ne rendeva conto. Spieg a Emma di aver
messo i cartoni della pizza nell'atrio giorni prima, anche quello per sicurezza. Era consapevole di aver
fatto una cosa terribile anche nei confronti di Anselm, che non si meritava la punizione che
probabilmente avrebbe ricevuto. A volte nemmeno lui sapeva chi fosse davvero, non sapeva come
potesse essere in grado di fare le cose che faceva e che non riusciva a trattenersi dal fare.
Quando ebbe finito di raccontare, lei gli and pi vicino, sfiorandogli delicatamente la guancia;
emanava un vago profumo di sapone e acqua di rose. Lo so io chi sei. Sei il mio parabatai. Il ragazzo
che fa quello che c' da fare perch nessun altro vuole farlo.
Parabatai. Non gli era mai capitato di pensare a quella parola con amarezza, nemmeno
provando quello che provava e sapendo quello che sapeva. Eppure, in quel momento, pens a tutti gli
anni che avevano di fronte, anni in cui non ci sarebbe stato spazio per sentirsi davvero al sicuro
insieme, per toccarsi, baciarsi o rassicurarsi senza la paura di essere scoperti. Si sent sommergere da
un'emozione improvvisa, incontrollabile.
E se scappassimo? disse.
Scappare? Emma sembrava confusa. E per andare dove?
In un posto dove non potrebbero beccarci. Potrei farcela. Potrei trovarlo. In quel momento
lesse comprensione dentro agli occhi di lei.
Capirebbero il motivo, Julian. Non potremmo tornare mai pi.
Ci hanno perdonati per aver infranto la Pace Fredda le disse, consapevole di avere un tono di
voce disperato. Consapevole che le parole gli si stessero impigliando le une sopra le altre. Per erano
parole che aveva desiderato dire, senza mai trovarne il coraggio, per anni: appartenevano a un lato di
lui tenuto rinchiuso per cos tanto tempo che non sapeva nemmeno se fosse ancora vivo. Hanno
bisogno di Shadowhunters. Non siamo abbastanza. Forse potrebbero perdonarci anche per questo.
Julian... tu non saresti pi capace di guardarti allo specchio, se abbandonassi i ragazzi. E poi
Mark, Helen. Voglio dire, Mark lo hai appena ritrovato... No, non esiste.
Lui blocc ogni pensiero che riguardasse i suoi fratelli, come fosse Poseidone che fermava la
marea. Dici cos perch non vuoi venire via con me? Perch se non vuoi...
Lontano, in fondo al corridoio, si lev un grido sottile: Tavvy.
In un attimo Julian era fuori dal letto, il pavimento freddo sotto i suoi piedi. Devo andare.
Emma si alz sui gomiti. Aveva il viso serio, dominato dai grandi occhi scuri. Vengo con te.
Attraversarono di corsa il corridoio per raggiungere la stanza del piccolo. La porta era
socchiusa, e all'interno brillava una tenue stregaluce. Tavvy era rannicchiato met dentro e met fuori
la sua tenda, e si rigirava convulsamente nel sonno.
Emma gli si mise subito accanto, in ginocchio, e inizi ad accarezzargli i capelli arruffati.
Povero piccolino... mormor. Per l'Angelo, che nottata hai passato!
Si sdrai accanto a lui, faccia a faccia, e Julian si mise sull'altro lato. Tavvy lanci un grido e si
rannicchi contro Julian, poi il respiro gli si calm e torn quello regolare del sonno.
Julian guard Emma da sopra la testa riccioluta del fratellino. Ti ricordi? disse.
Glielo leggeva negli occhi che la risposta era s. Gli anni passati a prendersi cura degli altri, le
notti in bianco con Tavvy, Dru o con i gemelli. Ricordo gli rispose. Ecco perch dicevo che non
potresti lasciarli. Non lo sopporteresti. Emma si tenne la testa con una mano, e la cicatrice
sull'avambraccio divent una linea bianca nell'oscurit. Non voglio vederti fare qualcosa di cui ti
pentiresti per tutta la vita.
Ma io ho gi fatto qualcosa di cui mi pentir per tutta la vita le disse lui ripensando ai cerchi
di fuoco nella Citt Silente, alla runa che portava sulla clavicola. Ora sto cercando di rimediare.
Emma abbass delicatamente la testa sul pavimento, accanto a Tavvy, e i capelli le fecero da
cuscino. Come hai detto per la mia cabina armadio... Non pensiamoci adesso. Parliamone domani,
ok?
Julian annu, guardandola mentre chiudeva gli occhi, mentre rallentava il ritmo del respiro
abbandonandosi al sonno. Aveva aspettato cos a lungo, in fondo. Poteva aspettare anche un altro
giorno.
Poco prima dell'alba, Emma si risvegli da un incubo gridando i nomi dei suoi genitori e quello
di Malcom. Julian la prese in braccio, usc con lei in corridoio e la riport in camera sua.
...
.
...
27.
.
SEPARARE LA MIA ANIMA.
.
L'ultima volta che Kit Rook vide suo padre fu in una giornata qualunque, mentre se ne stavano
seduti in soggiorno. Lui era sdraiato sul pavimento a leggere un libro su truffe e inganni. Stando a suo
padre, era arrivato il momento che si "dedicasse ai classici", dove i classici non erano Shakespeare n
Hemingway, come la maggior parte delle persone avrebbe potuto pensare, bens raggiri su finte eredit
o risarcimenti non dovuti.
Johnny si trovava sulla sua poltrona preferita, nella sua solita posizione meditabonda: dita
piegate sotto al mento e gambe incrociate. Era in momenti come quelli, quando il sole si abbatteva
attraverso i vetri e illuminava le ossa sottili e taglienti del volto di suo padre, che Kit si ritrovava a
chiedersi chi fosse sua madre. A domandarsi se fosse vero, come si mormorava al Mercato, che la
famiglia di Johnny appartenesse all'aristocrazia inglese e che lo avesse allontanato appena lui aveva
iniziato a manifestare la Vista. Non era tanto per la voglia di essere nobile, quando per la curiosit di
sapere come ci si sentiva a vivere in una famiglia composta da pi di due persone.
All'improvviso il terreno si mosse sotto i loro piedi. Il suo libro vol lontano e lui stesso scivol
di svariate decine di centimetri lungo il pavimento, andando a sbattere contro il tavolino. Si mise a
sedere, con il cuore che batteva a mille, e vide suo padre alla finestra.
Si alz in piedi. Il terremoto? disse. Per chi abitava nella California del sud era normale
avvertire i piccoli spostamenti delle faglie nel terreno, magari svegliandosi di notte con i bicchieri che
tremavano negli armadietti della cucina.
Quando Johnny si volt dando le spalle alla finestra, era pallido come uno straccio.  successo
qualcosa al Guardiano disse. Sono scomparsi gli incantesimi di protezione su questa casa.
Che cosa?! Kit non riusciva a crederci: casa loro era protetta da tempo immemore. Suo padre
aveva sempre parlato delle difese come fossero il tetto o le fondamenta: essenziali, necessarie, radicate
nel tessuto della loro abitazione.
Poi gli venne in mente quando, l'anno prima, aveva detto qualcosa a proposito di incantesimi di
protezione contro i demoni, pi potenti...
Johnny imprec, producendo una fluida serie di parolacce, e si gir verso la libreria. Afferr un
libro di incantesimi dalle pagine molto consumate. Vai di sotto, Kit disse scalciando da una parte il
tappeto al centro della stanza e scoprendo il cerchio di protezione sottostante.
Ma...
Ho detto di andare di sotto! Si avvicin a lui di un passo e fece un gesto come per toccarlo,
forse sulla spalla, ma poi riabbass il braccio. Resta nel seminterrato e non uscire per nessun motivo
gli ordin, poi si rivolse di nuovo verso il cerchio.
Kit corse in direzione delle scale. Scese un gradino, poi un altro, e l si blocc.
Vide che il telefono di Johnny era appoggiato su uno dei ripiani bassi della libreria,
raggiungibili da dove si trovava lui in quel momento. Lo prese e cerc il suo nome, il nome di lei. "Ma
se cambi idea, trovi il mio numero sul tuo telefono. Sotto Carstairs'" aveva detto.
Ebbe a malapena il tempo di digitare un messaggio: il pavimento del soggiorno esplose verso
l'alto, e da sotto emersero delle... cose. Sembravano mantidi religiose giganti, con i corpi verde veleno.
Erano dotate di piccole teste triangolari piene di denti seghettati, e avevano zampe anteriori affilate
come rasoi.
Suo padre era al centro del cerchio. Un demone gli si scaravent addosso, ma rimbalz contro
l'incantesimo di protezione. Un altro lo segu, facendo la stessa fine. Poi si misero a frinire
intensamente...
Kit non riusciva a muoversi. Era al corrente dell'esistenza dei demoni, ovvio. Aveva visto delle
immagini, persino sentito l'odore della magia demoniaca. Ma quello era diverso. Colse lo sguardo di
suo padre: Johnny lo stava fulminando con gli occhi, in un misto di panico e furia. "Vai di sotto!" gli
stava chiaramente ordinando.
Cerc di convincere i piedi a muoversi, a trasportarlo, ma loro non ne volevano sapere. Il
panico lo aveva congelato sul posto.
Il demone pi grosso sembr fiutare il suo odore: emise un ronzio eccitato e poi inizi a
muovere freneticamente le zampe verso di lui.
Kit guard suo padre, ma lui non si mosse: rimase dentro al cerchio, con gli occhi che gli
uscivano dalle orbite. In quell'istante, il demone cerc di catturarlo con le sue zampe affilate.
E allora lui salt. Non ebbe la minima idea di come ci riusc, di come avesse fatto il suo corpo a
sapere in che modo reagire, per si lanci dalle scale e super la ringhiera, atterrando in soggiorno in
posizione accovacciata. Il demone, che era quasi sul punto di afferrarlo, perse l'equilibrio: lanci un
verso stridulo e precipit di sotto, andandosi a schiantare contro la parete del pianerottolo.
Kit si volt di scatto, e per un attimo colse lo sguardo di suo padre. Nella sua espressione
riconobbe qualcosa che somigliava alla tristezza  non lo aveva mai visto cos. Poi un altro blocco di
pavimento croll, portando con s una sezione del cerchio magico.
Kit si slanci in avanti. Fece una capriola in aria e atterr in equilibrio sui braccioli di una
poltrona, appena in tempo per vedere due demoni agguantare suo padre e squartarlo in due.
Emma era nel bel mezzo di un sogno molto confuso su Magnus Bane e una compagnia di
pagliacci quando venne svegliata da una mano che le toccava la spalla. Borbott qualcosa e si seppell
pi a fondo dentro le coperte, ma la mano era insistente. Le accarezz il braccio, e quello in realt fu
molto piacevole. A un tratto, una bocca calda le sfior l'angolo delle labbra.
Emma? la chiam Julian.
Vaghi ricordi di lui che la portava in braccio lungo il corridoio e poi le crollava accanto
fluttuavano in mezzo alla nebbia di stanchezza che aveva dentro la mente. "Mmh" pens. No, non le
sembrava ci fossero motivi validi per alzarsi, almeno finch Julian faceva l'affettuoso. Finse di dormire
mentre lui le baciava la guancia, poi il profilo della mascella e...
Scatt a sedere come un fulmine. Bleah! Mi hai infilato la lingua nell'orecchio!
Esatto! Julian stava sorridendo. Ti ho fatta alzare, o sbaglio?
Schifoso! Gli tir contro il cuscino con la scritta I LOVE CALI, ma lui lo schiv abilmente.
Indossava un paio di jeans e una maglietta che gli faceva sembrare gli occhi blu lapislazzuli; doveva
essersi svegliato da poco, aveva i capelli scompigliati ed era cos adorabile che l'unico modo per
evitare di saltargli addosso era tenersi le mani dietro la schiena.
Perch ti sei messa le mani dietro la schiena? le chiese.
Ma no, cos. Arricci il naso. Questa cosa dell'orecchio  stata strana. Non la rifare, eh!
E quest'altra, invece? le disse lui un attimo prima di chinarsi per baciarle il collo.
Emma sent una spirale di sensazioni espandersi dal punto in cui le labbra di Julian la toccarono
 prima invest la scapola, poi tutto il collo, poi arriv agli angoli della bocca.
Tolse le mani da dietro la schiena e lo abbracci, scoprendo che aveva la pelle scaldata dal sole.
I loro visi erano cos vicini che riusciva a vedergli le piccole esplosioni di luce dentro le iridi:
oro chiaro, accompagnato da un azzurro che lo era ancora di pi. Non stava sorridendo. No, aveva
l'espressione troppo concentrata per sorridere. In quegli occhi c'era un desiderio che la faceva sentire
sul punto di scoppiare.
Si avvicinarono, cercandosi reciprocamente la bocca e stringendo le gambe in un groviglio sotto
le coperte. Lui non era ancora un baciatore esperto, ma quella cosa le piaceva. Le piacevano quei
promemoria del fatto che, prima di lei, Julian non fosse stato con nessun'altra. Del fatto che lei fosse la
prima. Era contenta che qualcosa di cos semplice come un bacio fosse per lui ancora fonte di
stupore... Us la lingua per percorrergli i contorni della bocca, la linea d'incontro delle labbra, finch
lui si butt con la schiena sul materasso e la tir sopra di s. Julian inarc il corpo contro il suo,
rabbrividendo, e le fece scivolare le mani verso il basso, fino ad afferrare i fianchi.
Emma? Qualcuno buss alla porta. Si staccarono di colpo, Julian rotolando gi dal letto,
Emma scattando a sedere con il cuore in gola. Emma, sono Dru. Hai visto Jules?
No gracchi. Non l'ho visto.
La porta inizi ad aprirsi.
Aspetta! le grid. Mi... Mi sto vestendo!
Va be' fece Dru, come se non le importasse, ma la porta si blocc. Emma si rifiutava di
guardare Julian. "Va tutto bene" si disse. "Calma, stai calma." Senti, se lo vedi gli puoi dire che
Tavvy e anche tutti gli altri hanno bisogno di mangiare? Livvy e Ty stanno combinando un disastro in
cucina.
Lo aveva detto con il tono compiaciuto di un fratello che faceva la spia all'altro.
Certo le rispose Emma. Hai controllato nello studio? Magari  l.
Ci fu un fruscio concitato. No! Giusto, buona idea. A dopo allora!
Ciao... disse con un filo di voce. I passi di Dru stavano gi scomparendo in fondo al
corridoio.
Finalmente Emma si concesse di guardare Julian: premuto contro la parete, aveva il respiro
concitato, le palpebre semichiuse e i denti piantati dentro il labbro inferiore.
Lasci andare l'aria trattenuta nei polmoni. Raziel... sussurr. C' mancato poco!
Emma si alz in piedi, facendo frusciare la camicia da notte attorno alle ginocchia. Stava
tremando. Non possiamo. No, non possiamo... Ci scopriranno e...
Julian le era gi corso vicino per prenderla tra le braccia. Emma gli sent il cuore batterle forte
contro la gabbia toracica, ma la sua voce era ferma.  una legge stupida le disse. Una pessima
legge, Em.
C' un motivo se non ci si pu innamorare del proprio parabatai, Emma. E quando scoprirai di
cosa si tratta, conoscerai la crudelt degli Shadowhunters proprio come l'ho conosciuta io.
La voce di Malcom, importuna e inevitabile, si fece largo dentro al cervello di Emma. Aveva
fatto di tutto pur di dimenticarsela, pur di dimenticarsi le parole dello stregone. Doveva averle mentito,
per forza. Lo aveva fatto su tutto il resto, quindi anche quella doveva essere una bugia.
Eppure... Aveva cercato di fare finta di nulla, ma in realt sapeva di doverlo rivelare a Julian.
Lui aveva il diritto di sapere.
Dobbiamo parlare gli disse.
Julian si allarm, lei se ne accorse subito. Non dire cos. Non  bello. La strinse pi forte a s.
Non ti spaventare, Emma le sussurr. Non rinunciare a quello che pu esserci tra noi due perch hai
paura.
S, ho paura. Ma non per me: per te. Tutte le cose che hai fatto, tutti quei sotterfugi e quelle
recite per tenere unita la famiglia... La situazione non  cambiata, Julian. Se finissi per fare del male a
uno di voi, io...
Julian la baci, arginando il fiume di parole. Nonostante tutto, Emma sent quel bacio arrivarle
in tutto il corpo. Ho studiato libri sulla Legge le disse lui, allontanandola. Le parti sui parabatai. Le
avr lette, non so, un milione di volte. Non  mai esistito un caso di due parabatai innamorati, scoperti
e poi perdonati. Solo storie dell'orrore. E io non posso perdere la mia famiglia, hai ragione. Ne
morirei. Aveva gli occhi di un azzurro intenso. Ma le storie dell'orrore riguardano chi  stato
scoperto riprese. Se stiamo attenti, a noi non succeder.
Emma si chiese se la notte prima Julian si fosse spinto oltre un limite, un punto in cui le
responsabilit che gravavano su di lui sembravano insormontabili. Non era assolutamente da lui voler
infrangere le regole: desideravano la stessa cosa, certo, per lei non riusciva a darsi pace.
Dobbiamo stabilire delle regole le disse. Rigide, anche. Su quando sar possibile vederci.
Dovremo stare attenti, molto pi attenti di come abbiamo fatto fino adesso. Basta spiaggia, basta
studio. Dobbiamo essere sicurissimi, ogni volta, di trovarci in un posto dove nessuno pu
sorprenderci.
Emma annu. Anzi, non dobbiamo nemmeno parlarne, Julian aggiunse. Non all'Istituto. Non
dove qualcuno potrebbe sentirci.
Lui le fece un cenno con la testa. Aveva le pupille leggermente dilatate, gli occhi del colore di
una tempesta pronta a scoppiare sull'oceano.
Hai ragione le disse. Non possiamo parlarne, qui. Adesso mi invento qualcosa da mangiare
per i ragazzi, cos non continuano a darmi la caccia. Poi ci vediamo gi in spiaggia, ok? Tu sai dove.
Dove ti ho tirato fuori dall'acqua. Dove  cominciato tutto.
Ok rispose, dopo un attimo di esitazione. Inizia ad andare, poi ti raggiungo. Per c' ancora
una cosa che ti devo dire.
Basta che non sia che non vuoi tutto questo...
Emma si sollev in punta di piedi e lo baci. Un lungo bacio inebriante che gli fece emettere un
gemito dal fondo della gola.
Quando si ritrasse, lui la stava fissando. Come fa la gente a gestire questi sentimenti?
Sembrava davvero spiazzato. Come si fa a non saltarsi addosso continuamente quando si ... S,
innamorati?
Emma deglut con forza per contrastare l'improvviso bisogno di gridare. Innamorati. Non lo
aveva ancora detto.
"Io ti amo, Julian Blackthorn" pens, guardandolo l nella sua stanza, dove era gi stato un
milione di volte, ma mai, mai come adesso. Com'era possibile che tutto fosse cos tranquillo e familiare
ma, allo stesso tempo, terrificante, totalizzante e nuovo?
Sullo stipite della porta dietro Julian vedeva ancora i deboli segni a matita tracciati quando ogni
anno si misuravano l'altezza. Avevano smesso quando lui l'aveva superata, e ora il segno pi alto era
molto pi in basso della testa di lui.
Ci vediamo in spiaggia gli sussurr.
Julian esit un istante, poi annu e usc dalla stanza. Mentre lo guardava andarsene, Emma sent
uno strano presentimento pesarle sul petto... Come avrebbe reagito lui sapendo quello che aveva detto
Malcom? Anche se avesse risposto che erano solo bugie, era possibile pianificare una vita di sotterfugi
e appuntamenti segreti come fosse una cosa bella? Lei era felice per Isabelle e Simon, ma fino a quel
momento non aveva mai capito fino in fondo il senso delle feste di fidanzamento e simili. Adesso
invece le era chiaro: quando eri innamorato volevi dirlo agli altri, ed era esattamente quello che loro
non potevano fare.
Per poteva rassicurare Julian sul fatto che lo amasse. Che lo avrebbe sempre amato. Che
nessuno avrebbe potuto prendere il suo posto.
A un tratto, il cellulare interruppe il flusso dei suoi pensieri. Cammin con passo felpato fino
alla scrivania, lo prese e sblocc il salvaschermo con il pollice.
C'era un messaggio, in grassetto rosso.
EMERGENZA
VIENI TI PREGO
TI PREGO
KIT ROOK
Cristina?
Cristina si stiracchi lentamente. Gambe e braccia le facevano male; si era addormentata sulla
sedia accanto al letto. Pens che si sarebbe potuta raggomitolare sul pavimento, ma cos sarebbe stato
pi difficile tenere d'occhio Diego.
La ferita sulla spalla di lui si era rivelata molto peggio del previsto: un taglio profondo,
circondato dalle vescicole rosse di un'ustione da magia nera contro cui le rune di Guarigione erano
quasi inefficaci. Gli aveva tagliato la tenuta insanguinata per sfilargliela, e lo stesso aveva fatto con la
maglietta che portava sotto, fradicia di sudore e sangue.
Aveva portato degli asciugamani e ne aveva usati un po' per proteggere il letto sotto il corpo di
Diego, un po' per usarli, umidi, come spugna con cui lavargli viso e collo dal sangue. Lei gli aveva
tracciato una runa contro il dolore dopo l'altra, una runa di Guarigione dopo l'altra. Nonostante ci, lui
si era girato e rigirato per quasi tutta la notte, e suoi capelli nero tempesta erano un groviglio sul
cuscino.
Era da quando aveva lasciato Citt del Messico che non ricordava con tanta chiarezza e tanto
dolore cosa fossero stati l'uno per l'altra negli anni passati. Quanto lo avesse amato. Si era sentita il
cuore in mille pezzi quando lo aveva sentito gridare nel sonno il nome del fratello, supplicandolo:
Jaime, Jaime, aydame. Aiutami. E poi aveva gridato il suo, ed era stato ancora peggio: Cristina,
no me dejes. Regresa.
Cristina, non mi lasciare. Ritorna.
Sono qui gli aveva detto. Estoy aqu. Ma lui non si era svegliato, e le sue dita si erano
aggrappate come artigli alle lenzuola finch non era scivolato in un sonno profondo e agitato.
Non ricordava per quanto tempo fosse rimasta sveglia dopo di lui. Era riuscita a sentire delle
voci al piano di sotto, poi dei passi in corridoio. Emma aveva fatto capolino per vedere come stavano:
l'aveva abbracciata e poi, dopo aver ricevuto conferma che tutto fosse a posto, era andata a dormire a
sua volta.
Ma ora dalla finestra entravano dei fasci di luce, e Diego la stava guardando con occhi privi di
dolore e di febbre.
Estas bien? gli sussurr dalla gola asciutta.
Lui si mise a sedere contro il cuscino, e il lenzuolo gli scivol gi. Per Cristina fu un segnale un
po' troppo improvviso del fatto che non indossasse la maglietta. Cerc di concentrarsi sul fatto che, sul
petto, nel punto in cui la magia di Malcom lo aveva colpito, Diego aveva ancora un segno. Si trovava
sopra al cuore, nella posizione delle rune nuziali, ed era di un viola pi intenso rispetto a quello di un
livido. Ricordava quasi il colore degli occhi di Malcom.
S, sto bene le rispose, un po' sorpreso. Sei stata... Diego si interruppe e abbass lo
sguardo: per un attimo Cristina rivide il ragazzino che ricordava, quello che seguiva le orme disastrose
del fratello Jaime, affrontando guai e rimproveri senza fiatare. Ho sognato che eri rimasta qui con
me.
Ed  cos, infatti. Resistette all'istinto di sporgersi per scostargli una ciocca di capelli dal
viso.
Ed  tutto ok? Non ricordo molto, dopo che siamo tornati.
Annu. Ha funzionato tutto incredibilmente bene.
Questa  la tua camera? le chiese, guardandosi attorno. Si sofferm con sorpresa su qualcosa
dietro di lei, e sorrise. Quello me lo ricordo.
Cristina si gir. Su una mensola accanto al letto era posato un rbol de vida, un albero della vita
 una statuetta dalla quale pendevano fiori, lune, soli, leoni, sirene e frecce di ceramica. Alla base c'era
l'angelo Gabriele: aveva la schiena appoggiata al tronco e lo scudo sul ginocchio. Era uno dei pochi
oggetti di casa che si era portata dietro, quando era partita.
Lo hai fatto tu gli disse. Per il mio compleanno. Tredici anni.
Diego si sporse in avanti, mettendosi le mani sulle ginocchia, il contorno della schiena di lui era
liscio. Ti manca casa, Cristina? Almeno un po'?
Certo che mi manca. Ripens a quando, mentre si baciavano, gli piantava le unghie nelle
scapole. Mi manca la mia famiglia. Mi manca persino il traffico cittadino  non che qui sia molto
meglio. Mi manca il cibo: non ci crederesti se ti dicessi cos' per questi qui la "cucina messicana". Mi
manca mangiare le jicaletas con te al parco. Le sembr di rivedersi le mani sporche di lime e di chili
in polvere, un po' di aspro e un po' di piccante.
Mi manchi le disse lui. Mi manchi ogni giorno.
Diego... Scivol dalla sedia al letto e gli prese la mano destra, sentendola grande e calda
dentro la propria; riconobbe la pressione del suo anello di famiglia contro il proprio palmo  tutti e due
indossavano l'anello dei Rosales, solo che lei sul retro aveva il simbolo dei Mendoza, lui quello dei
Rocio. Mi hai salvato la vita gli disse. Mi pento di essere stata cos intransigente. Avrei dovuto
immaginare come stavano veramente le cose. Com'eri veramente tu.
Cristina... Con la mano libera, Diego le trov prima i capelli, poi la guancia. La punta delle
sue dita le sfior delicatamente la pelle. Le si avvicin a poco a poco, lasciandole tutto il tempo per
ritrarsi. Ma lei non lo fece. Quando incontr le labbra di Diego con le proprie, alz la testa per
accogliere quel bacio mentre il cuore le si allargava di una strana sensazione, quella di andare verso il
futuro e verso il passato al tempo stesso.
"Da qualche parte" pens Mark. Da qualche parte in casa. Julian aveva detto di avergli
sgombrato la camera e di aver messo tutta la roba nel magazzino est; adesso per lui voleva andare a
recuperarla, voleva far sembrare quella stanza di nuovo abitata, e per riuscirci doveva trovare il
magazzino.
Gli sarebbe piaciuto chiedere semplicemente al fratello dove fosse, ma lui era sparito dalla
circolazione. Forse si era rintanato da qualche parte a sbrigare la corrispondenza dell'Istituto. Gli
sembrava strano, stranissimo, che le cose stessero per tornare come prima, con Julian che dirigeva tutto
all'insaputa del Conclave.
Doveva esserci per forza un modo per aiutarlo a togliersi un po' di quel peso dalle spalle. Di
sicuro, ora che lui ed Emma sapevano la verit, sarebbe stato pi facile. Forse era arrivato il momento
di informare anche gli altri. In silenzio, giur che sarebbe rimasto accanto a suo fratello in quel compito
difficile. Era pi facile vivere nella verit anzich nella menzogna, come diceva sempre Kieran.
Ripensare a lui la fece sussultare. Spalanc la porta, e al suo interno trov una stanza della
musica. Non veniva usata molto, era evidente: c'erano un pianoforte impolverato, una serie di
strumenti a corde appesi alla parete e la custodia di un violino. Quella, almeno, era lucida. Si ricord
che il padre di Emma lo suonava; quanto a lui, l'ossessione delle Corti per chi aveva dimestichezza con
uno strumento gli aveva fatto perdere qualsiasi interesse per la musica.
Mark?
Fece un salto e si gir. Ecco Ty, a piedi scalzi, in felpa nera e jeans scuri. Con quei colori
addosso sembrava ancora pi magro.
Ciao, Tiberius. Gli piaceva la versione completa di quel nome. La trovava molto adatta al
fratello e al suo comportamento solenne. Cercavi qualcosa?
Cercavo te gli disse Ty, diretto come sempre. Ci ho provato anche ieri sera, ma non ti ho
trovato, e poi mi sono addormentato.
Stavo dicendo addio a Kieran.
Addio? Ty si strinse nelle spalle. Significa che resterai qui per sempre?
Mark non pot fare a meno di sorridere. S. Resto.
L'altro emise un lungo sospiro, a met tra il sollevato e l'agitato. Bene disse. Molto bene.
S, penso anch'io.
Certo aggiunse subito Ty, come se il fratello fosse un po' lento a capire. Perch cos puoi
subentrare a Julian.
Subentrare?! Mark lo fiss, stupito.
Tecnicamente Julian non  il maggiore, e anche se non ti hanno mai eletto ufficialmente
responsabile perch sei mezzo fata, potresti comunque fare tutto quello che fa lui. Prenderti cura di noi,
dirci cosa fare. Non dev'essere per forza Julian. Potresti essere tu, Mark.
Lui si appoggi allo stipite della porta. Ty aveva sul viso un'espressione di totale fiducia, e
c'era della speranza in fondo ai suoi occhi grigi. Mark prov un'ondata di panico che gli diede quasi la
nausea. Ne hai parlato con Julian? chiese. Gli hai detto che avevi intenzione di domandarmi questa
cosa?
Senza cogliere la nota mezza arrabbiata nella voce di Mark, Ty aggrott le sopracciglia e
rispose: Credo di averglielo accennato.
Ty! esclam Mark. Non puoi organizzare cos la vita degli altri. Cosa ti ha fatto pensare che
fosse una buona idea?
Lo sguardo di Ty inizi a guizzare per la stanza, posandosi ovunque tranne che su Mark. Non
volevo farti arrabbiare. Pensavo che ti fossi divertito quella sera, in cucina, quando Julian ti aveva
lasciato a occuparti di noi...
Mi sono divertito, s. Tutti ci siamo divertiti. Ho anche dato fuoco ai fornelli e sepolto tuo
fratello nello zucchero. Ma le cose non possono andare sempre cos. Non  in questo modo che...
Mark si interruppe, cercando sostegno contro la parete. Stava tremando. Cosa, sulla faccia della terra,
ti ha fatto pensare che potrei essere adatto per badare a Tavvy? O a Dru? Tu e Livvy siete pi grandi,
ma questo non significa che non vi serva un genitore. E il vostro genitore  Julian.
Julian  mio fratello ribatt Ty, ma le parole gli uscirono strozzate. E tu anche. Tu sei come
me aggiunse. Ci assomigliamo.
No gli rispose lui, asciutto. Non ci assomigliamo. Io sono un disastro, Ty. So a malapena
come si vive in questo mondo. Tu sei capace. Io no. Tu sei una persona a posto: sei stato cresciuto da
qualcuno che ti amava, che ti amava pi della sua stessa vita, e non  che ci sia da esserne grati, in
fondo  cos che fanno i genitori, ma per anni io non ho avuto questa possibilit. Per l'Angelo, io so a
malapena come prendermi cura di me stesso! Figuriamoci se posso farlo anche per tutti voi.
Le labbra di Ty erano sbiancate. Indietreggi di un passo, poi schizz fuori in corridoio, cos
veloce che in un attimo i suoi passi non si udirono pi.
"Oddio, che disastro" pens Mark. "Che disastro totale." Stava gi iniziando ad andare in
panico. Che cosa aveva detto a Ty? Lo aveva fatto sentire di peso? Aveva rovinato le cose con il suo
fratellino, lo aveva ferito in maniera irreparabile?
Era un codardo a impaurirsi di fronte alla responsabilit che Julian si era portato sulle spalle per
tanti anni, andando in crisi al pensiero di quello che sarebbe potuto succedere alla famiglia tra le sue
sconsiderate, inesperte mani.
Aveva un bisogno disperato di parlare con qualcuno. Non con Julian: sarebbe stato come
scaricargli addosso l'ennesimo problema. Emma, invece, non sarebbe riuscita a tenere un segreto con
Jules. Livvy lo avrebbe ucciso, e gli altri erano troppo piccoli...
Cristina. Cristina gli dava sempre dei consigli preziosi, e poi il suo sorriso dolce gli calmava il
cuore. Corse verso la sua stanza.
Avrebbe dovuto bussare, ovviamente. La gente normale faceva cos. Ma lui, che aveva vissuto
in un mondo senza porte per tanti anni, pos la mano sul legno e lo spinse senza pensarci due volte.
Dalla finestra entrava la luce del sole. Cristina era seduta sul letto, appoggiata ai cuscini, e
Diego, inginocchiato di fronte a lei, la stava baciando. Le stava tenendo la testa fra le mani come fosse
qualcosa di prezioso, e i suoi lunghi capelli neri gli sbucavano fra le dita.
Nessuno dei due si accorse di Mark, n quando rimase paralizzato sulla soglia n quando,
facendo pi piano possibile, richiuse la porta. Si appoggi alla parete sentendosi bruciare di vergogna.
"Ho frainteso tutto" pens. "Ho rovinato tutto." I sentimenti che provava per Cristina erano
strani e confusi, ma vederla baciare Diego gli fece pi male di quanto avrebbe immaginato. Parte del
dolore era dovuto alla gelosia. Parte, alla consapevolezza di essere stato lontano cos tanto da non
capire pi le persone. Forse non ne sarebbe mai stato capace.
"Sarei dovuto rimanere con la Caccia" pens. Scivol a terra e si seppell il viso tra le mani.
Dal punto in cui il pavimento di Rook era andato distrutto si era sollevata una nuvola di polvere,
legno e intonaco. Ora si aggiunsero anche tante microscopiche goccioline di sangue. Kit scivol gi
dalla poltrona sulla quale si era messo in piedi e rimase l immobile. Aveva il viso chiazzato di sangue,
e ne sentiva l'odore in tutta la stanza, un puzzo di ferro rovente.
Il sangue di mio padre.
I demoni erano radunati in cerchio, e stavano tentando di fare a pezzi qualcosa a terra. Il corpo
di Johnny. Il soggiorno si riemp del rumore della carne che veniva lacerata. Nauseato, Kit sent lo
stomaco contorcersi  un secondo prima che il demone caduto dalle scale si rifacesse vivo.
Era come se i suoi occhi, bulbi lattescenti dentro una testa spugnosa, non vedessero altro che
Kit. La belva avanz verso di lui, che per difendersi afferr la poltrona che aveva accanto e la brand
come uno scudo. Dentro di s sapeva che per un quindicenne senza allenamento doveva essere
impossibile sventolare a destra e a sinistra un pesante mobile in quercia come fosse un giocattolo.
Per non gli importava: in quel momento stava praticamente impazzendo in preda al panico e al
terrore. Quando il demone si alz di fronte a lui sulle zampe posteriori, gli spinse la poltrona contro,
buttandolo a terra. Ma la creatura si rialz e torn all'attacco. Kit si scans, ma questa volta
un'affilatissima zampa anteriore riusc ad abbattersi con forza, spezzando la poltrona in due. Il demone
gli salt addosso con i denti scoperti, e allora lui sollev quello che restava del mobile  che per gli si
frantum tra le mani. Venne scaraventato all'indietro contro il muro.
Picchi forte la testa e si sent travolgere da un senso di stordimento. Vide, come attraverso una
nebbia, quel mostro di mantide religiosa torreggiare sopra di s. "Sbrigati" pens. "Per l'amor del cielo,
fammi morire in fretta."
La creatura scese su di lui a bocca aperta, mostrando file su file di denti e una gola nera che
riemp completamente il campo visivo di Kit. Sollev una mano per tenerla a bada  era vicina, sempre
pi vicina  e a un tratto... fu come se la bestia esplodesse. La testa le vol da una parte, il corpo da
un'altra. Kit si sent investire da spruzzi di sangue.
Alz lo sguardo e, nella nebbia, vide due persone in piedi davanti a s. Una era la
Shadowhunter bionda che stava all'Istituto, Emma Carstairs: impugnava una spada dorata, sporca di
sangue demoniaco. Accanto a lei c'era un'altra donna, con qualche anno in pi; era alta e magra, dai
lunghi capelli scuri e mossi. Aveva la vaga impressione di averla gi vista... al Mercato delle Ombre?
Non ne era sicuro.
Tu pensa a Kit disse Emma. Io mi occupo delle altre mantidi.
Emma scomparve dal ristretto campo visivo di Kit, che ora riusciva a vedere solo l'altra donna.
Aveva un viso dolce e gentile, inoltre lo guardava con affetto sorprendente. Mi chiamo Tessa Gray.
Alzati, Christopher.
Kit batt pi volte le palpebre. Nessuno lo chiamava mai "Christopher". Solo suo padre, quando
era arrabbiato. Pensare a lui gli fece provare una fitta di dolore: si volt per guardare il punto in cui il
corpo di suo padre giaceva a terra.
Vide con sorpresa che accanto a lui c'erano due persone. Un uomo alto, con i capelli scuri, che
brandiva un bastone al cui interno si nascondeva una spada, e poi Emma. Insieme stavano sferrando
colpi a destra e a sinistra, facendo i demoni a fettine. In aria si alz uno spruzzo di icore che sembr un
geyser.
Mio padre disse, passandosi la lingua sulle labbra secche e riconoscendo il sapore del sangue.
Lui...
Dovrai piangerlo pi tardi. Adesso sei in grave pericolo. Potrebbero arrivare altri di quei cosi,
se non di peggio.
La osserv in mezzo alla foschia. Si sentiva un sapore amaro in bocca. Sei una
Shadowhunter?
No, io no rispose Tessa Gray con sorprendente fermezza. Ma tu s. Gli tese una mano. Su,
rimettiti in piedi, Christopher Herondale.  da tanto che ti cerchiamo.
Di' qualcosa fece Emma. Ti prego.
Ma il ragazzo accanto a lei sul sedile passeggero non parlava. Guardava fuori dal finestrino, in
direzione dell'oceano; erano arrivati fino alla statale costiera senza che lui proferisse una sola parola.
Non fa niente disse Tessa dal sedile posteriore. Lo aveva fatto in tono gentile; come sempre,
del resto. Non hai bisogno di parlare, Christopher.
Non mi chiamo cos le rispose lui.
Emma sobbalz lievemente. Kit aveva risposto con voce monotona, senza smettere di guardare
fuori dal finestrino. Sapeva che lui aveva qualche anno meno di lei, ma pi che altro si vedeva da come
si comportava. Era abbastanza alto e, poco prima, mentre combatteva in casa sua contro le mantidi,
aveva sfoggiato mosse impressionanti.
Indossava un paio di jeans e una maglietta impregnati di sangue che una volta dovevano essere
stati blu. Anche le punte dei capelli biondo chiaro erano imbrattate di un misto di sangue e icore che le
rendeva appiccicose.
Emma aveva capito che c'erano dei problemi l'esatto istante in cui era arrivata a casa di Johnny
Rook. Anche se da fuori l'edificio sembrava il solito, anche se porta e finestre erano chiuse e
silenziose, lei aveva avvertito l'assenza dell'energia magica che la volta prima era stata evidente.
Aveva abbassato lo sguardo sul messaggio che le era arrivato sul cellulare e aveva sguainato subito
Cortana.
Dentro sembrava che fosse scoppiata una bomba. Era chiaro che le mantidi fossero sbucate dal
terreno sotto la casa  non era insolito che i demoni viaggiassero sottoterra per evitare la luce del
giorno. Avevano trapassato le assi del pavimento: ovunque c'erano icore, sangue e segatura.
E mantidi. Nel soggiorno di Johnny Rook sembravano molto pi grottesche che sulle cime delle
Santa Monica Mountains. Pi simili a insetti, pi mostruose. Le loro zampe affilate avevano trapassato
pareti di legno, fracassato mobili e libri.
Emma aveva sguainato Cortana e fatto a pezzi un esemplare che era svanito lanciando un verso
stridulo e sgombrandole il campo; diversi altri demoni erano chiazzati di rosso, di sangue umano.
Avevano circondato i resti di quello che una volta era Johnny Rook, ora a pezzi sul pavimento.
Kit. Emma si era guardata attorno disperatamente e aveva visto il ragazzo acquattato accanto
alle scale. Era illeso. Mentre stava correndo verso di lui, lo aveva visto impugnare una poltrona e
spaccarla in testa a un demone mantide.
Solo l'allenamento le aveva permesso di non rimanere di sasso. I ragazzini umani non facevano
cose del genere, proprio no. Non sapevano come tenere a bada i demoni. Non avevano l'istinto per...
La porta dietro di lei si era spalancata, e pure in quel caso era stato l'allenamento a impedirle di
restare a bocca aperta. Era riuscita a decapitare un altro demone mantide, rendendo la lama di Cortana
viscida di icore, anche mentre Jem Carstairs si precipitava dentro la stanza seguito da Tessa.
Si erano buttati in battaglia senza scambiarsi una parola n tra loro n con Emma, ma durante il
combattimento lei aveva incrociato lo sguardo di Jem e capito che non era sorpreso di vederla.
Sembrava pi vecchio dall'ultima volta in cui l'aveva incontrato a Idris  sui ventisei anni, pi uomo
che ragazzo  mentre invece Tessa appariva identica.
Aveva la stessa espressione dolce che Emma ricordava, la stessa voce gentile. Quando si era
avvicinata a Kit tendendogli una mano, lo aveva guardato con affetto e malinconia.
Christopher Herondale.
S, invece. Il tuo nome  Christopher Herondale gli stava dicendo ora Tessa, sempre in tono
pacato. Christopher Jonathan Herondale. E anche tuo padre si chiamava Jonathan, vero?
Johnny. Jonathan.
C'erano migliaia di Shadowhunters con quel nome. Jonathan Shadowhunter aveva fondato
l'intera razza dei Nephilim, e anche Jace si chiamava cos.
Prima, a casa di Rook, Emma aveva gi ascoltato la storia di Tessa, ma ancora non riusciva a
crederci. Non era soltanto uno Shadowhunter nascosto, ma addirittura un Herondale. Bisognava
avvisare Clary e Jace: molto probabilmente si sarebbero precipitati.  un Herondale? Come Jace?
Jace Herondale mormor Kit. Mio padre diceva che era uno dei peggiori.
Dei peggiori cosa? volle sapere Jem.
Shadowhunters. Kit pronunci quella parola con disprezzo. E comunque io non sono uno di
loro. Altrimenti lo saprei.
Ah s? Jem parlava in tono gentile. E come?
Ce l'hai un segno a forma di stella? chiese Tessa. Sulla pelle? Tuo padre lo aveva?
Kit abbass d'istinto lo sguardo sul polso, ed Emma fece appena in tempo a riconoscere il
bordo di quella che doveva essere una voglia bianca prima che il ragazzo girasse il palmo all'ingi per
nasconderla. Non sono affari vostri disse. So cosa state facendo, mio pap me lo aveva detto. Rapite
tutti i minori di diciannove anni dotati della Vista, tutti quelli che pensate di poter trasformare in
Shadowhunters. Dopo la Guerra Oscura non  rimasto quasi nessuno dei vostri.
Emma apr bocca per lanciarsi in una protesta indignata, ma nel frattempo Tessa aveva gi
preso la parola. Tuo padre diceva molte cose non vere. Non per parlare male dei morti, Christopher,
ma dubito che questa notizia ti giunga nuova. E poi un conto  avere la Vista, un altro tenere a bada un
demone mantide senza addestramento.
Hai detto che lo stavate cercando? chiese Emma passando accanto al fatiscente Topanga
Canyon Motel e alle sue finestre impolverate, marrone opaco alla luce del sole. Perch?
Perch  un Herondale rispose Jem. E i Carstairs hanno un debito con gli Herondale.
Emma si sent percorrere da un leggero brivido. Anche suo padre le aveva ripetuto la stessa
frase, molte volte.
Anni fa, Tobias Herondale venne imprigionato per diserzione disse Jem. E condannato a
morte. Per non lo trovarono, cos la sentenza fu applicata a sua moglie, che era incinta. Uno stregone,
Catarina Loss, riusc a nascondere il bambino e a metterlo in salvo nel Nuovo Mondo.
La sentenza fu applicata alla moglie incinta? ripet Kit. Ma che problemi avete, gente?
Che cosa assurda... comment anche Emma, per una volta d'accordo con il ragazzo. Quindi
questo qui  il discendente di Tobias Herondale?
Tessa annu. Non ci sono scuse per il gesto del Conclave. Come saprai, io una volta ero Tessa
Herondale. Sapevo di Tobias: la sua storia era una leggenda dell'orrore. Ma solo pochi anni fa Catarina
mi ha rivelato che il bambino era sopravvissuto, e cos io e Jem siamo venuti qui per scoprire che ne
era della stirpe degli Herondale. Finch svariate ricerche ci hanno condotto a tuo padre, Kit.
Mio padre di cognome faceva Rook borbott il ragazzo.
Legalmente la tua famiglia ha diversi nomi spieg Tessa. E questo ha reso piuttosto difficile
rintracciarti.  probabile che tuo padre sapesse di avere sangue Shadowhunter e che ti stesse
nascondendo da noi. Di certo spacciarsi per un mondano con la Vista  stata una mossa furba. Gli ha
permesso di creare legami, difendere la casa, seppellire la propria identit. Seppellire te.
Diceva sempre che il suo pi grande segreto ero io... comment Kit con voce spenta.
Emma svolt sulla strada dell'Istituto.
Christopher riprese Tessa, io e Jem non siamo Shadowhunters. Non siamo il Conclave,
deciso a renderti qualcosa che non vuoi essere. Per tuo padre aveva molti nemici. Adesso che  morto
e non pu proteggerti, verranno a cercarti. All'Istituto starai pi al sicuro.
Kit grugn. Non sembrava n impressionato n pronto a fidarsi.
Mentre stavano per arrivare in fondo alla strada, Emma pens che fosse tutto alquanto strano.
Fisicamente, Kit somigliava al padre solo per altezza e magrezza. Lo osserv mentre scendeva dalla
macchina, ingobbito nella sua maglietta sporca di sangue: aveva gli occhi azzurro chiaro. E i capelli
erano onde d'oro  una caratteristica degli Herondale al cento per cento. Anche il viso vantava i loro
lineamenti scolpiti, la loro armonia. Ora era troppo insanguinato, malconcio e abbattuto per dirlo, ma
un giorno Kit sarebbe stato di una bellezza devastante.
Quando il ragazzo guard l'Istituto, tutto legno e vetro scintillante sotto la luce del pomeriggio,
nei suoi occhi comparve il disprezzo. Ma gli Istituti non sono delle specie di prigioni?
Emma sbuff. Sono come grandi case. Possono ospitare Shadowhunters da tutto il mondo.
Hanno un milione di camere da letto. E qui  dove vivo io.
Come ti pare fece lui, imbronciato. Ma io non ci voglio entrare.
Potresti scappare disse Tessa, e per la prima volta Emma riconobbe una certa durezza sotto il
tono gentile della sua voce  il segnale che lei e Jace condividevano in parte lo stesso sangue. Ma
verresti quasi sicuramente mangiato vivo da un demone mantide appena tramonta il sole.
Io non sono uno Shadowhunter protest Kit uscendo dalla macchina. Perci smettetela di
comportarvi come se lo fossi.
Be', potremmo fare un piccolo test propose Jem. Solo uno Shadowhunter pu aprire la porta
dell'Istituto.
La porta? Kit la fiss. Si teneva un braccio stretto al corpo. Emma lo scrut attentamente: con
Julian come parabatai, era diventata brava a capire come si comportavano i ragazzi quando cercavano
di nascondere una ferita. Forse parte del sangue di cui era sporco era sua.
Kit... fece per dirgli, ma lui la interruppe.
Fatemi capire. Se provo ad aprire questa porta e non ci riesco, voi mi lasciate andare?
Tessa annu. Prima che Emma potesse aggiungere qualcosa, Kit zoppic su per i gradini. Lei gli
corse dietro, seguita da Tessa e Jem. Kit pos la spalla contro la porta e spinse.
La porta si apr, e il ragazzo cadde all'interno rischiando di buttare a terra Tiberius, che nel
frattempo passava di l. Ty barcoll all'indietro e fiss il ragazzo sul pavimento.
Kit era in ginocchio, e con una mano si stava tenendo il braccio sinistro. Respirava
affannosamente guardandosi attorno nell'atrio  il pavimento di marmo con le rune incise, le spade
appese alle pareti, il murale con l'Angelo e gli Strumenti Mortali... Impossibile disse. Non pu
essere.
L'espressione sbalordita di Ty svan. Tutto bene?
Tu! fece Kit, fissandolo. Occhi azzurri che incontravano occhi grigi. Tu mi hai minacciato
con un coltello.
Ty sembr a disagio, e inizi a tormentarsi una ciocca di capelli scuri. Era lavoro. Niente di
personale.
Kit rise e, senza smettere, si accasci sul pavimento. Tessa gli si inginocchi accanto,
posandogli le mani sulle spalle. Emma non pot fare a meno di rivedere se stessa durante la Guerra
Oscura: una volta resasi davvero conto che i suoi genitori non c'erano pi, era crollata.
Kit la guard. Aveva un'espressione confusa, l'espressione di qualcuno che stava dando fondo
all'ultimo briciolo di forza di volont pur di non piangere. Un milione di camere da letto le disse.
Come, scusa?
Hai detto che qui c'erano un milione di camere da letto ripet, alzandosi in piedi. Ne trover
una libera. E poi mi chiuder dentro a chiave. E se qualcuno cercher di buttare gi la porta, lo
uccider.
Secondo te si riprender? chiese Emma. Kit, intendo.
Si trovava in piedi sui gradini d'ingresso insieme a Jem, che nel frattempo stava cullando
Church. Il gatto era arrivato di corsa pochi istanti dopo di lui, e praticamente gli si era lanciato in
braccio. Ora Jem, pensieroso, lo stava accarezzando sotto il mento e attorno alle orecchie. Con tutte
quelle coccole, il corpo piccolo e peloso del felino si era rilassato completamente, afflosciandosi come
un asciugamano.
All'orizzonte, l'oceano si alzava e riabbassava. Tessa si era allontanata per fare una telefonata;
Emma sentiva la sua voce in lontananza, ma non distingueva le parole.
Puoi aiutarlo le disse Jem. Anche tu hai perso i genitori. Sai cosa significa.
Ma io non penso che... Emma era spaventata. Se resta, io non so... Pens a Julian, a zio
Arthur, a Diana, a tutti i segreti che stavano tenendo nascosti. Tu non puoi rimanere, Jem? gli chiese,
sorprendendosi della malinconia con cui lo fece.
Jem le rispose con un sorriso. Era lo stesso sorriso che Emma ricordava dalla prima volta in cui
lo aveva visto in faccia, quello che la faceva ripensare, in un modo che non avrebbe saputo descrivere,
a suo padre. Al sangue dei Carstairs che li univa. Mi piacerebbe le disse. Da quando ci siamo visti a
Idris mi sei mancata, e ti ho pensata spesso. Mi piacerebbe venirti a trovare. Passare un po' di tempo
con il mio vecchio violino. Ma io e Tessa dobbiamo andare. Dobbiamo trovare il corpo di Malcom e il
Volume Nero, perch un libro come quello pu causare problemi anche a leghe e leghe sott'acqua.
Ti ricordi quando ci siamo incontrati alla mia cerimonia parabatai? Mi avevi detto che ti
sarebbe piaciuto prenderti cura di me, ma che tu e Tessa dovevate trovare una cosa. Era Kit?
S. Jem si mise le mani in tasca. Aveva un aspetto ancora cos giovane che per Emma era
impossibile considerarlo un antenato  era difficile anche solo vederlo come uno zio. Lo cercavamo
da anni. Avevamo ristretto l'osservazione a quest'area, poi, alla fine, al Mercato delle Ombre. Ma
Johnny Rook era bravo a nascondersi. Sospir. Peccato. Se si fosse fidato di noi, forse adesso
sarebbe ancora vivo. Si pass distrattamente una mano tra i capelli scuri; una ciocca era argento, il
colore dell'alluminio. Stava guardando Tessa, e a Emma non sfugg l'essenza di quello sguardo: un
amore che in un secolo non si era mai affievolito.
L'amore  la debolezza degli esseri umani, e gli angeli li disprezzano per questo. Lo stesso fa il
Conclave, quindi lo punisce. Sai cosa succede ai parabatai che si innamorano? Sai perch  proibito?
Malcom... fece per dire.
Jem si gir verso di lei, con gli occhi scuri accesi dalla luce della comprensione. Magnus ci ha
detto che sei stata tu a ucciderlo le disse. Dev'essere stata dura. Lo conoscevi. Non sar stato come
far fuori dei demoni.
S, lo conoscevo. O almeno cos pensavo.
Anche noi lo conoscevamo. A Tessa si  spezzato il cuore quando ha sentito che Malcom
pensava che gli avessimo mentito tutti. Che gli avessimo nascosto il fatto che Annabel non fosse
diventata una Sorella di Ferro, ma fosse stata uccisa dalla sua famiglia. Noi credevamo a quella storia,
ma lui  morto convinto che sapessimo la verit. Chiss come si  sentito tradito...
 strano pensare che era vostro amico. Ma lo ritenevo anche amico nostro, in realt.
Le persone sono pi di una cosa soltanto, Emma, e gli stregoni non fanno eccezione. Non
esiterei nemmeno a dire che, prima di fare del male, Malcom abbia fatto del bene. Capire che la gente
possa rendersi responsabile di entrambe le cose  una delle grandi lezioni di quando si diventa grandi.
La sua storia, la storia di Annabel... A tutti e due sono successe cose tremende solo perch si
erano innamorati. Malcom ha detto una cosa... e io mi chiedevo se fosse vera. Mi  sembrata cos
strana, sai...
Jem sembr sorpreso. Che cosa?
Che il Conclave disprezza l'amore perch l'amore  qualcosa che provano gli esseri umani.
Che  per questo che fanno tutte quelle Leggi, dicendo che non ci si deve innamorare dei Nascosti o del
proprio parabatai... Leggi che non hanno senso... Emma guard Jem con la coda dell'occhio. Era
stata troppo esplicita?
Il Conclave sa essere spietato le disse. Ottuso e crudele. Ma alcune delle cose che compie
affondano le loro radici nella storia. La Legge dei parabatai, per esempio.
Emma si sent come se la temperatura corporea le si fosse improvvisamente abbassata di diversi
gradi. In che senso?
Non so se dovrei dirtelo... Jem distolse lo sguardo verso l'oceano, e fece un'espressione cos
seria che le raggel il cuore nel petto. C' un segreto  un segreto per i parabatai stessi  di cui solo
in pochi sono al corrente: i Fratelli Silenti, il Console... Io ho fatto un voto.
Ma non sei pi uno Shadowhunter gli disse. Il voto non conta. Vedendo che lui non
reagiva, lo incalz. Guarda che sei in debito con me. Perch non ti fai mai vedere...
L'angolo della bocca di Jem si sollev in un sorriso. Mi proponi un patto difficile, Emma
Carstairs. Inspir a fondo. Emma sent la voce di Tessa, debole e sovrastata dal vento. Stava
pronunciando il nome di Jace. Il rituale dei parabatai venne creato in modo che, insieme, due
Shadowhunters potessero essere pi forti che da soli.  sempre stato una delle nostre armi pi efficaci.
Non tutti hanno un parabatai, ma il fatto che esistano  parte di ci che rende i Nephilim quello che
sono. Senza di loro, saremmo infinitamente pi deboli, in un modo che mi  proibito anche solo
spiegare. Il rituale  volto ad aumentare idealmente il potere di ciascun parabatai, perch le rune che
loro si tracciano a vicenda sono pi efficaci. Inoltre, pi  intenso il loro legame personale, maggiore 
il potere che possono generare.
Emma ripens alle rune di Guarigione che aveva disegnato a Julian dopo che lui era rimasto
avvelenato dal dardo. A come avevano brillato.
Non molto tempo dopo che il rituale era in uso da qualche generazione riprese Jem,
abbassando la voce, si scopr che, se il legame era troppo intimo, se sfociava nell'amore romantico...
allora iniziava a distorcersi e a cambiare il tipo di potere generato dall'incantesimo. L'amore da parte di
uno solo dei due, anche una vera e propria cotta, sembrava sfuggire alla regola. Ma l'amore romantico,
autentico e ricambiato? Aveva un costo terribile.
Perdevano il loro potere da Shadowhunters? prov a indovinare Emma.
No, il loro potere aumentava la corresse Jem. Creavano rune diverse da tutte le altre.
Iniziavano a esercitare la magia come gli stregoni. Ma i Nephilim non sono fatti per essere stregoni, e
presto quel potere li faceva impazzire, finch non diventavano come mostri. Distruggevano le loro
famiglie, le persone che amavano. La morte li circondava sempre di pi finch, alla fine, morivano loro
stessi.
Emma si sent sul punto di soffocare. Perch non ce lo dicono? Perch non avvertire i
Nephilim?
 potere, Emma! Alcuni sarebbero stati saggi e avrebbero evitato il legame, ma molti altri si
sarebbero precipitati per usarlo a sproposito. Il potere attirer sempre gli avidi e i deboli.
Io non lo vorrei disse piano. Non quel genere di potere.
Bisogna tener conto anche della natura umana fece Jem sorridendo a Tessa, che ora non era
pi al telefono e stava per raggiungerli. Sentirsi dire che l'amore  vietato non lo uccide. Lo rafforza.
Di cosa state parlando? Tessa li guard sorridendo dai piedi dei gradini.
Dell'amore. E di come smettere di amare, credo disse Jem.
Ah, se si potesse smettere di amare solo perch lo si vuole, la vita sarebbe molto diversa!
esclam Tessa ridendo.  pi facile far smettere un altro di amarti che smettere tu di amarlo.
Convincerlo che non lo ami, o che sei una persona che non potrebbe rispettare... Tutte e due le cose,
meglio ancora. Aveva gli occhi grandi, grigi e giovani: era difficile credere che avesse pi di
diciannove anni. Cambiare il proprio cuore... quello  quasi impossibile.
Ci fu uno scintillio nell'aria. All'improvviso comparve un Portale, splendente come una porta
fantasma, poco sopra il livello del terreno. Si apr, ed Emma ebbe l'impressione di vedere attraverso un
buco della serratura: dall'altra parte c'era Magnus Bane e, accanto a lui, Alec Lightwood.
Quest'ultimo, alto e con i capelli scuri, portava in braccio un bambino in camicia bianca dalla pelle
color blu marino; era un po' scombussolato ma felice, e il modo in cui teneva Max ricord a Emma
quello in cui Julian teneva Tavvy. A met del gesto di alzare una mano per salutarla, Alec si blocc e
volt la testa, pronunciando qualcosa di simile a "Raphael". Che strano, pens lei. Poi pass Max a
Magnus e spar nell'ombra.
Tessa Gray! grid lo stregone sporgendosi dal Portale come fosse un balcone. Jem
Carstairs!  ora di andare!
Qualcuno si stava inerpicando su per la strada che proveniva dall'oceano. Emma ne vedeva
soltanto la sagoma, ma sapeva che si trattava di Julian. Julian, che tornava dalla spiaggia dove era
rimasto ad aspettarla. Lo avrebbe sempre riconosciuto, sempre.
Con la cortesia tipica di una generazione distante molti anni, in quel momento Jem le sfior la
mano facendole un delicato inchino.
Se avrai bisogno di me, dillo a Church le raccomand rialzandosi. Lui far in modo che io
venga da te.
Poi si gir e cammin verso il Portale. Tessa lo prese per mano, sorridendogli. Un attimo dopo i
due avevano gi attraversato la porta splendente, che spar in un lampo di luce oro pallido. Emma batt
le palpebre e abbass lo sguardo verso il punto, in fondo ai gradini, dal quale Julian la stava fissando.
Emma? Le corse incontro. Emma, che cosa  successo? Ti stavo aspettando in spiaggia...
Lei lo scans, e vide passare sul suo viso una scintilla di dispiacere. Poi Julian si guard attorno
e, come rendendosi conto solo in quel momento di dove si trovavano, annu.
Vieni con me le disse a bassa voce. Emma lo segu, semistordita, e insieme fecero il giro
dell'Istituto per poi raggiungere il parcheggio. Julian si fece strada tra le statue e attravers il piccolo
giardino, sempre con lei al seguito, finch non arrivarono in un punto dove file di arbusti e di cactus li
schermavano dall'edificio.
Julian si gir per guardarla in faccia, ed Emma gli lesse la preoccupazione negli occhi. Lo vide
allungare una mano verso di lei per posargliela su una guancia, e sent il cuore andare a sbattere contro
la gabbia toracica.
Puoi dirmelo. Perch non sei venuta?
Con voce greve, lei gli raccont del messaggio allarmato di Kit e di come fosse saltata subito in
macchina. Di come, dopo tutto quello che era successo il giorno prima, non se la fosse sentita di portare
qualcun altro con s da Rook. Quell'uomo era una sua responsabilit. Aveva cercato di telefonargli per
dirgli dov'era andata, ma lui non aveva risposto. Gli raccont delle mantidi a casa di Rook, dell'arrivo
di Jem e Tessa, della verit su Kit. Tutto, tranne quello che Jem le aveva rivelato sui parabatai.
Sono contento che stai bene le disse lui alla fine, sfiorandole la guancia con il pollice. Se ti
fosse successo qualcosa, per, credo che lo avrei sentito.
Non alz le mani per toccarlo. Le teneva strette a pugno lungo i fianchi. Pens che, nella vita, di
cose difficili ne avesse fatte. Aveva affrontato anni di allenamento. Era sopravvissuta alla morte dei
suoi genitori. Aveva ucciso Malcom.
Ma la faccia di Julian in quel momento, cos schietta e fiduciosa, le diceva che quella sarebbe
stata la pi difficile di tutte.
Gli prese la mano coprendola con la propria. Lentamente, intrecci le dita alle sue. Ancora pi
lentamente, si tolse la sua carezza dal viso cercando di zittire la voce che, dentro la testa, le diceva:
"Questa  l'ultima volta che ti toccher cos. L'ultima".
Adesso erano ancora mano nella mano, ma lei sentiva la propria rigida, morta. Julian sembrava
sbalordito. Emma...?
Non possiamo gli disse in tono freddo e inespressivo. Era questo che volevo dirti, prima.
Non possiamo stare insieme. Non cos.
Lui ritrasse la mano. Non capisco. Che cosa stai dicendo?
"Sto dicendo che  troppo tardi" avrebbe voluto rispondergli. "Sto dicendo che, quando
Malcom mi ha attaccata, la runa di Resistenza che mi hai fatto mi ha salvato la vita. E per quanto te ne
sia grata, non sarebbe dovuto accadere. Sto dicendo che stiamo gi diventando ci da cui Jem mi stava
mettendo in guardia. Sto dicendo che non  questione di fermare l'orologio, ma di farlo tornare
indietro. E per riuscirci, questo orologio dovr essere rotto."
Niente baci, niente carezze, niente essere innamorati, niente appuntamenti. Ti  abbastanza
chiaro? disse.
Adesso Julian non sembrava reduce da un colpo. Era un guerriero: poteva incassare colpi di
ogni tipo rimanendo sempre pronto a reagire con il doppio della forza.
Adesso sembrava qualcosa di molto peggio.
Emma aveva una voglia disperata di rimangiarsi tutto quanto, di dirgli la verit, ma in testa le
riecheggiavano le parole di Jem.
"Sentirsi dire che l'amore  vietato non lo uccide. Anzi, lo rafforza."
Non voglio avere questo genere di relazione gli disse. Nascondersi, mentire, imboscarsi...
Non capisci? Finirebbe per avvelenare tutto ci che abbiamo. Ucciderebbe tutte le cose belle del fatto
di essere parabatai, finiremmo per non essere pi nemmeno amici.
Non per forza. Julian sembrava nauseato, ma deciso. Dovremmo nasconderci per un po',
solo mentre i ragazzi sono ancora piccoli e hanno bisogno di me...
Tavvy avr bisogno di te ancora per diversi anni, Julian gli disse con tutta la freddezza di cui
era capace. Non possiamo vivere di sotterfugi cos a lungo.
Potremmo prenderci una pausa, mettere la nostra storia in pausa e...
Non ho intenzione di aspettare. Vedeva che lui la stava guardando e sentiva su di s il peso
del suo dolore. E ne era felice: meritava di provarlo.
Non ti credo.
Perch dovrei dirlo, se non fosse vero? Non ci faccio una figura splendida, Jules.
Jules? Lui si strozz su quella parola. Mi chiami di nuovo in quel modo? Come quando
eravamo bambini? Non siamo pi dei bambini, Emma!
Certo che no. Per siamo giovani. Facciamo degli errori. E questa cosa tra noi due ne  un
esempio. Il rischio  troppo alto... Sentiva quelle parole amare in bocca. La Legge...
Non c' niente di pi importante dell'amore le disse lui con una voce strana, distante, come
se stesse riportando le parole di qualcun altro. E nessuna legge che lo superi.
Facile a dirsi ribatt lei. Solo che, dovendo correre quel genere di rischio, bisognerebbe
farlo per un amore vero, che duri tutta la vita. E io a te ci tengo, Jules, eccome se ci tengo. Anzi, ti
voglio bene.  tutta la vita che ti voglio bene. Almeno quella parte era vera. Ma non abbastanza. Non
abbastanza.
" pi facile far smettere un altro di amarti che smettere tu di amarlo. Convincerlo che non lo
ami, o che sei una persona che non potrebbe rispettare..."
Julian aveva il fiato corto. Ma lo sguardo, fisso sul suo, non vacillava. Io ti conosco le disse.
Io ti conosco, Emma, e tu stai mentendo. Stai cercando di fare quello che ritieni giusto. Stai cercando
di allontanarmi per proteggermi.
"No" pens lei disperatamente. "Non lasciarmi il beneficio del dubbio, Julian. Questa cosa deve
funzionare. Per forza."
Ti prego, non farlo gli disse. Avevi ragione, questa cosa tra te e me non avrebbe senso. Tra
me e Mark invece s...
Il dolore si diffuse sul viso di Julian come il sangue da una ferita. Lo vide ricacciarlo via.
"Mark" pens. Il suo nome era come la punta di freccia che il fratello aveva portato al collo, qualcosa
in grado di trapassare la sua armatura.
"Eccoci" pens. "Ci siamo. Mi sta quasi credendo."
Ma Julian era un bugiardo esperto. E i bugiardi esperti sapevano riconoscere le bugie degli altri.
Stai cercando di proteggere anche i ragazzi le disse. Capisci, Emma? So cosa stai facendo, e
ti amo per questo. Io ti amo!
Oh, Jules... Era disperata. Non te ne rendi conto? Stai parlando di noi che per stare insieme
dobbiamo scappare, e io arrivo ora da casa di Rook. Ho visto Kit e ho visto cosa significa vivere
nell'ombra, qual  il prezzo. Non lo dico solo per noi due: se un giorno avessimo dei figli? E
dovessimo rinunciare a quello che siamo? Dovrei rinunciare a essere una Shadowhunter. E questo mi
ucciderebbe, Jules. Mi farebbe letteralmente a pezzi.
Vorr dire che ci inventeremmo qualcos'altro. La voce di Julian era come carta vetrata. Un
modo per continuare a essere ancora Shadowhunters. Ci penseremmo insieme.
No sussurr. Ma gli occhi di lui erano spalancati, la imploravano di cambiare idea, di
cambiare parole, di ricomporre quei pezzi che stavano andando in frantumi.
Emma le disse prendendola per mano. Io non rinuncer mai a te. Mai.
Il cuore le si spezz.
Era uno strano scherzo del destino, uno scherzo terribile: poich lo amava e lo conosceva cos
bene, sapeva esattamente cosa avrebbe dovuto fare per distruggere, in un unico colpo, tutto ci che lui
provava nei suoi confronti.
Si allontan verso l'Istituto.
S disse. Lo farai.
Emma non sapeva da quanto tempo fosse seduta sul letto. La casa era piena di rumori: appena
era entrata aveva sentito Arthur gridare qualcosa, poi pi nulla. Kit era stato messo in una delle camere
per gli ospiti, come aveva chiesto lui stesso, e Ty si era seduto fuori dalla sua porta a leggere un libro.
Lei gli aveva chiesto se per caso stesse facendo la guardia a Kit, oppure la guardia all'Istituto, contro
Kit. Lui per si era limitato a fare spallucce.
Livvy era in palestra con Dru; Emma sentiva le loro voci, attutite, attraverso il pavimento.
Aveva bisogno di Cristina. Aveva bisogno dell'unica altra persona al corrente dei suoi
sentimenti per Julian, cos avrebbe potuto piangere fra le sue braccia e sentirsi dire che sarebbe andato
tutto bene, e che stava facendo la cosa giusta.
Sempre che Cristina avesse trovato giusto ci che stava per fare, cosa che non avrebbe saputo
dire con certezza.
Ma nel suo cuore sapeva che era necessario.
Sent lo scatto della maniglia che si girava e chiuse gli occhi. Non riusciva a smettere di pensare
alla faccia di Julian quando gli aveva dato le spalle.
"Jules" pens, con il cuore che le faceva male. "Se solo non credessi in me, tutto questo non
sarebbe necessario."
Emma? Era la voce di Mark. Indugiava sulla soglia, molto umano con quella maglia bianca
serafino e i jeans. Ho appena ricevuto il tuo messaggio. Volevi parlare?
Lei si alz e si lisci il vestito appena indossato. Era uno dei pi carini che aveva, a fiori gialli
su sfondo marrone. Mi serve un favore gli disse.
Le sopracciglia di lui scattarono verso l'alto. I favori non sono una cosa facile per le fate.
Nemmeno per gli Shadowhunters. Raddrizz le spalle. Avevi detto che mi dovevi un favore.
Per essermi presa cura di Julian. Per avergli salvato la vita. Hai detto che avresti fatto qualsiasi cosa.
Mark si incroci le braccia davanti al petto. Sulla pelle gli era ricomparso il nero delle rune:
sulle clavicole, sui polsi. Aveva, in generale, la carnagione pi scura di prima, e anche pi muscoli,
adesso che aveva ripreso a mangiare. Gli Shadowhunters li mettevano su in fretta.
Allora continua le disse. Se si tratta di un favore che potr farti, te lo far.
Se Julian chiede... Si schiar la voce. No. Pu chiederlo oppure no. Ho bisogno che tu finga
che ci stiamo frequentando. Che ci stiamo innamorando.
Le braccia di Mark gli ricaddero lungo i fianchi. Che cosa?!
Mi hai sentito. Le sarebbe piaciuto saper decifrare l'espressione di Mark. Se avesse
protestato, sapeva che non ci sarebbe stato verso di costringerlo. Non ce l'avrebbe mai fatta. Le
mancava, ironia della sorte, l'implacabilit di Julian.
So che sembra strano disse.
Sembra molto strano fece Mark. Se vuoi che Julian pensi che hai il ragazzo, perch non
chiederlo a Cameron Ashdown?
"Se dovesse mai capitare che tu e Mark... No, non penso che potrei mai riprendermi."
Devi essere tu gli disse.
Chiunque vorrebbe essere il tuo ragazzo. Sei bellissima. Non ti serve uno che reciti.
Non  per il mio ego ribatt lei. E non voglio un ragazzo. Voglio la recita.
E vuoi che reciti solo con Julian, oppure con tutti?
Mark aveva la mano al collo, e la stava facendo tamburellare nel punto in cui sentiva pulsare il
sangue. Forse stava cercando la punta di freccia: Emma si accorse solo ora che non ce l'aveva pi.
Penso che dovranno crederci tutti gli rispose con riluttanza. Non possiamo chiedere a tutti di
mentire a Julian.
No. Mark aveva un angolo della bocca contratto. Non sarebbe pratico.
Se non vuoi farlo, dimmelo. Oppure dimmi cosa posso fare per convincerti. Non  per me,
Mark,  per Julian. Questa cosa potrebbe salvargli la vita. Di pi non posso spiegarti. Devo chiederti di
avere fiducia. L'ho protetto per tutti questi anni, e questa cosa... anche questa ne fa parte.
Il sole stava tramontando. La stanza era pervasa di una luce rossastra che proiettava sui capelli e
la pelle di Mark un bagliore rosato. Emma ripens a se stessa a dodici anni, a quando pensava che lui
fosse bello. Non tanto da prendersi una cotta, per in quel momento riusciva a vedere per s un altro
passato, in cui Mark non veniva rapito. Avrebbe finito per innamorarsi di lui, non di suo fratello, e
sarebbero stati l'uno nella vita dell'altra, legati per sempre in tutti i modi in cui lo si poteva essere, e lui
sarebbe stato tutto ci che lei avrebbe dovuto desiderare.
Vuoi che dica a lui, che dica a tutti, che ci stiamo innamorando disse. Non che siamo gi
innamorati?
Emma arross. Dev'essere credibile.
Ci sono molte cose che non mi stai dicendo. Mark aveva lo sguardo luminoso. Emma pens
che adesso sembrava molto meno un essere umano e molto pi una fata intenta a valutare la situazione,
a prendere posizione all'interno dell'attenta danza dell'inganno. Suppongo che tu voglia che tutti
sappiano che ci siamo baciati. Che abbiamo fatto anche altro, magari.
Annu. Si sentiva scottare le guance.
Giuro che ti spiegher il pi possibile, se mi dici che sei d'accordo. E giuro che questa cosa
potrebbe salvare la vita di Julian. Odio chiederti di mentire, ma...
Ma per le persone che ami faresti qualsiasi cosa le disse, e di fronte a quella frase a lei non
vennero in mente risposte. Ora Mark stava decisamente sorridendo, e aveva la bocca inarcata per il
divertimento. Non avrebbe saputo dire se si trattasse di divertimento umano o di quello del Regno delle
Fate, che prosperava con il caos. Capisco perch hai scelto me. Sono qui, sono vicino, e sarebbe stato
facile per noi iniziare una relazione. Nessuno dei due ha legami con altri. E tu, come ho gi detto, sei
bellissima, e spero che non mi trovi ripugnante.
No gli disse. Sent le vene fremere di sollievo e di mille altre emozioni. Ripugnante no.
Quindi credo rimanga una sola domanda riprese lui. Ma prima... Mark si gir e and a
chiudere la porta con molta cautela.
Quando la guard di nuovo, Emma pens che non le era mai sembrato una fata quanto in quel
momento. Aveva nello sguardo un divertimento ferino, una noncuranza che parlava di un mondo nel
quale non esistevano Leggi umane. Era come se stesse portando con s nella stanza la natura selvaggia
del suo Regno: una magia fredda e dolce, ma dalle radici amare.
"La tempesta chiama anche te come fa con me, vero?"
Le porse una mano, a met fra la richiesta e l'offerta.
Perch mentire? concluse.
...
.
...
EPILOGO.
.
Annabel.
.
Per anni il sepolcro era rimasto asciutto. Ora l'acqua dell'oceano colava attraverso le fenditure
sottili e porose della roccia; insieme a essa, il sangue.
Si riversava sulle ossa inaridite e sui tendini rinsecchiti, inzuppandole lo stretto sudario.
Idratandole le labbra avvizzite. Portando con s la magia dell'oceano, e con essa il sangue di colui che
l'aveva amata, una magia ancor pi strana.
E fu cos che, nella sua tomba in riva al risonante mare, gli occhi di Annabel si riaprirono.
...
FINE.
...
.
...
RINGRAZIAMENTI.
.
Ci vuole un intero villaggio per tenere insieme un libro. Sarah Rees Brennan, Holly Black,
Leigh Bardugo, Gwenda Bond e Christopher Rowe, Stephanie Perkins, Morgan Matson, Kelly Link e
Jon Skovron mi hanno tutti offerto aiuto e consigli. Maureen Johnson, Tessa Gratton, Natalie Parker,
Ally Carter, Sarah Cross, Elka Cloke, Holly e Jeffrey Rowland, Marie Lu hanno fatto il tifo per me da
bordo campo. Viviene Hebel si  occupata delle traduzioni in spagnolo, e non smetter mai di
ringraziarla: sar anche cresciuta a Los Angeles, ma il mio spagnolo, come quello di Emma, 
tremendo. Nei confronti di Emily Houk e Andrea Davenport ho un debito incolmabile.
La mia eterna riconoscenza va al mio agente Russell Galen, alla mia editor Karen Wojtyla e a
tutto lo staff di Simon & Schuster per aver reso possibile questa impresa. Infine, un grazie a Josh, senza
dubbio il migliore in campo.
Signora della Mezzanotte  stato scritto tra Los Angeles, California, San Miguel de Allende,
Messico, e Mentone, Francia.
...
FINE.